Pelle di serpente è un ritratto delle dinamiche politiche, sociali ed economiche che affliggono l'America latina. Per trasmettere sia critica che speranza Maurizio Campisi ha messo in piedi un testo in cui fa ricorso al mestiere mai.Un amico storico di questo blog, Maurizio Campisi torna a scrivere e presenta la sua ultima opera:
"L’America latina nel secolo scorso ha vissuto tragedie inenarrabili per soddisfare i bisogni del Primo mondo. Dal colonialismo alle dittature i sistemi di controllo erano manifesti e tangibili. Oggi, la dinamica è più subdola. Con l’avvento delle democrazie ci si era erroneamente illusi che le realtà latinoamericane potessero slegarsi dallo sfruttamento. Questo si è invece solo spostato, muovendosi verso un asse istituzionale, regolato da leggi e trattati. Il controllo viene esercitato attraverso gli enti e gli organismi internazionali che obbligano i paesi a seguire le politiche sociali, commerciali ed economiche che vengono indicate da questi centri di potere. Da qui nasce la perversione del sistema, che non sfrutta solo le risorse naturali ma anche quelle umane, con la limitazione delle nostre libertà individuali. È quello che ho cercato di spiegare nel libro, facendo degli esempi pratici di questa situazione di dipendenza". (Maurizio Campisi)
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