L’ingresso dell’ex paese sovietico, però, può risultare difficile da gestire per gli altri grandi mondiali, in quanto suona come un gesto di sostegno all’attuale governo russo. La Russia all’interno del “governo mondiale” stona rispetto al modello democratico che ha sempre ispirato il vecchio G7. Non si può nascondere che la democrazia russa sia una democrazia più che approssimata che non può essere affatto condivisa dal resto delle grandi potenze mondiali. Il governo Putin, infatti, si è reso più volte famoso per la distruzione della legalità, per la violazione reiterata dei diritti umani, per l’aver soffocato più volte le libertà democratiche di base e per aver screditato ripetutamente le organizzazioni non governative. Non si riesce a capire, quindi, come e perché rientri fra i paesi che dovrebbero governare il Mondo. Si potrebbe però ipotizzare qualche motivo, e il più probabile, è quasi certamente che la Russia è la prima potenza energetica mondiale se si considerano gas e petrolio. Facile quindi dedurre che non è un gran problema la mancanza quasi totale di democrazia sotto il Cremlino se si pensa che i nuovi equilibri planetari si basano esclusivamente sulle risorse energetiche e soprattutto sul petrolio visto che ormai si è giunti alla fase decisiva in cui il prezzo del petrolio non può più scendere a causa della sua sempre maggiore scarsità.La Russia all’interno del G8 però potrebbe essere un arma a doppio taglio per il vertice stesso. Il summit di San Pietroburgo, infatti, è sembrato più un G2 che un G8, è sembrato esclusivamente un incontro tra Bush e Putin. Sappiamo tutti quanto stia a cuore al governo statunitense la questione energetica, intesa come il cercare di accaparrarsi più risorse possibili meglio se con una guerra, e sappiamo anche la sempre più crescente tendenza di Putin a cercare di conquistare un posto di protagonista all’interno dei paesi che contano. Il G8 si è così trasformato in incontri esclusivi tra i due leader che nel loro rapporto di odio-amore hanno cercato di mediare i loro interessi. Bush non interferirà nelle questioni interne russe in cambio dell’appoggio russo sulle questioni energetiche principali, un appoggio che se gli Usa non daranno alla Russia altre nuove potenze mondiali (Cina e India) non vedono l’ora di dare (proprio quello che teme di più il governo statunitense).
Questi strettissimi rapporti tra Usa e Russia sono andati a scapito del reale programma del G8 e soprattutto sono stati quasi completamente indifferenti rispetto a quello che succedeva, contemporaneamente al summit, in medio oriente, dove è scoppiata una vera e propria guerra tra Hezbollah e Israele. Per non parlare della reazione esagerata di Israele forse l’unico stato al Mondo che può permettersi la violazione di tutti i trattati di diritto internazionale senza l’intervento di nessuno dei “grandi” mondiali, molti ipotizzano solo grazie agli stretti rapporti che lo legano agli Usa.
Proprio questo fornisce un altro spunto su cui riflettere. Ha ancora senso il G8 inteso come incontro tra le grandi potenze mondiali? E’ sembrato proprio di no, infatti oltre ad essere stato un incontro elusivo tra Usa ed ex-URSS, l’ultimo summit ha dimostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, l’inutilità degli altri “grandi” mondiali completamente tagliati fuori da ogni decisione. Solo Blair, forse, ha ancora voce in capitolo ricoprendo il ruolo di cagnolino fedele di Bush.
E il resto dei paesi europei? Nessuna notizia a riguardo. Non si riesce ancora a capire, poi, perché gli stati europei si presentino singolarmente al summit e non ci sia invece una rappresentanza unica dell’Unione Europea. Per non parlare poi delle presenze quasi solo formali di Canada e Giappone (il cui unico pensiero ormai è rivolto alla paura per le rinnovate ambizioni atomiche della Corea del Nord).Stanno venendo, quindi, a mancare tutte le basi per cui il G8 continui ad avere il significato che si era proposto alla sua formazione. Il colpo di grazia sarà, infatti, l’uso dell’energia come arma politica, proprio quello che sta tentando di imporre Putin al summit. Il leader russo per primo sta cercando di opporsi al tentativo Usa di rafforzare il proprio dominio sul Mondo proprio utilizzando le risorse energetiche di cui dispone (che riempiono le casse del Cremlino da tempo vuote). Solo questa minaccia ha permesso l’ingesso di uno stato così poco democratico come la Russia nel G8, un ingresso il cui unico scopo è sembrato il dialogo su gas e petrolio delle potenze mondiali con Putin. Un dialogo che avverrà tralasciando tutte le falle della democrazia russa, non sembra interessare a nessuno degli altri sette grandi che in Russia ci sia una dittatura della legge più che una democrazia o che in Russia vi sia una completa sottomissione del potere giudiziario al politico facendo venire meno le basi democratiche della divisione dei poteri. Questi dettagli non interessano a nessuno, una cosa sconcertante se si pensa invece al comportamento degli Stati Uniti nei confronti di un altro paese energeticamente importante come il Venezuela.
Nei confronti del governo di Chavez Bush si è sempre posto proprio in maniera differente, eppure il Venezuela di Chavez, con tutti i suoi limiti, è molto più democratico dell’attuale governo russo, basti pensare al forte appoggio popolare che ha permesso al leader venezuelano di superare diversi referendum e addirittura un golpe di stato proprio organizzatogli con l’appoggio statunitense. A quanto è emerso, però la democrazia sta a cuore del governo americano solo in alcuni casi e non in tutti, solo in determinate circostanze e a convenienza esclusiva, così ora l’Iraq è un esempio democratico da esportare, mentre non importa affatto che in Messico durante le ultime elezioni ci siano stati brogli ormai certi a scapito della democrazia, ma cosa vogliamo che importi il Messico al G8! Anzi quasi sicuramente gli Stati Uniti preferiscono un governo conservatore come quello di Calderon, nonostante sia un governo nato esclusivamente grazie a brogli avvenuti prima, durante e dopo le elezioni, che un governo di centro-sinistra come sarebbe stato quello di Obrador per il loro stato satellite più vicino.
Un ultima considerazione volevo invece fare a riguardo ad un altro aspetto che quest’ultimo vertice ha portato all’attenzione. E’ importante sottolineare come il G8, di anno in anno, si stia sempre più specializzando a reprimere il controsummit dei movimenti antiglobalizzazione. Da Genova a San Pietroburgo il modo di “controllo-repressione” si è evoluto, così mentre in Italia sappiamo tutti quello che è successo il governo russo è riuscito a recludere tutti i manifestanti nello stadio di Kirov, sotto stretta sorveglianza della polizia militare, ben lontani dai luoghi dove si svolgeva il vero summit. Inoltre l’organizzazione russa si è macchiata di altri gesti poco onorevoli e anti-democratici come l’allontanamento di tutti i barboni e senza tetto da San Pietroburgo, gli arresti domiciliali assegnati preventivamente ai più importanti leader dei movimenti civili in Russia, gli arresti ai distributori di volantini per la città e addirittura gli arresti degli attivisti stranieri, giunti da tutto il Mondo, accusati di violazione del loro status legale di stranieri. Tutte queste repressioni però a differenza dell’organizzazione italiana del 2001 sono state ben occultate sia dal governo russo che dai media nazionali e internazionali. Forse in questo il G8 anziché regredire negli anni si sta specializzando, nella repressione degli altermundalisti indiscriminata e incondizionata. Il movimento no-global però nonostante tutto non si fermerà, nessuno può dimenticare, infatti, che il G8 rappresenta si il 75% dell’economia mondiale pero il restante 25% rappresenta tutti gli altri stati del mondo cioè l’80% della popolazione mondiale.Il G8 non solo non ha più senso, ma non l'ha mai avuto. E' semplicemente un incontro tra gli Usa e gli altri Paesi a loro legati economicamente. In questi incontri gli Usa informano gli altri Governi delle loro intenzioni-necessità strategiche per portare avanti i loro interessi in ogni parte del mondo. Se qualcuno degli altri dovesse avere delle perplessità su alcune operazioni, compito del summit è di superarle con qualche contentino da parte degli Usa agli altri Paesi. Almeno formalmente, poi, come sempre fonno ciò che vogliono.... Imperialismo becero ed ipocrita, nient'altro.
Ciao Antonio, sono Paolo Santaniello, editore di www.fisciano.com e responsabile, se cosi' si puo' dire, dei contenuti "esteri" dello stesso portale...mi ha fatto molto piacere "sfogliare" il tuo blog...sono contenuti a cui tengo moltissimo..beh, questo era...saluti dalla spagna! il mio indirizzo email e' paolo80s@katamail.com











