Mercoledì scorso, il CEPAL (commissione economica per l’America Latina e i Carabi) ha confermato le attese sui dati della crescita dell’America del Sud. I dati reali, infatti, sono andati oltre le comunque ottimistiche previsioni. Per i paesi dell’America Latina il 2006 registrerà una crescita media del 5% del PIL dell’intera regione, superando quindi anche la espansione economica registrata nel 2005.I dati di quest’anno sono l’ennesima conferma del trand positivo che coinvolge l’intera area sudamericana da quattro anni a questa parte che ha portato ad un incremento del PIL nel periodo 2003-06 del 17,6% e quindi ad una crescita media annuale del 4,3%.
Ad accompagnare questo ciclo di espansione economica ci sono poi altri segnali positivi che fanno ben sperare come la diminuzione continua del tasso di disoccupazione, ora al 9,1% dell’intera forza lavoratrice (il tasso più basso di sempre), e l’aumento generale delle esportazioni.
Le nazioni trainanti di questa crescite per il 2006 sono state il Venezuela di Chevez (da poco membro del Mercosur) e la Repubblica Dominicana cresciute dell’8% con l’Argentina di Kirchner subito alle loro spalle con il 7,6%. Più in basso troviamo Panamà con il 6,5%, Perù (5,8%), Chile (5,6%), Uruguay (5%), Colombia e Honduras (4,8%), Costa Rica (4,3%) e Bolivia (4,2%). Con tassi leggermente più modesti poi figurano Brasile e Messico con il 4% e Equador e Paraguay con il 3,5%. Haiti sarà invece il paese che meno avanzerà economicamente quest’anno di tutta l’area latinoamericana e caraibica, il suo tasso di crescita è infatti appena del 2,5%.










