Oggi volevo riportare le frasi più significative di un articolo, pubblicato in italiano ieri da “Il Manifesto”, di Eduardo Galeano. Un pezzo che mi è piaciuto molto in cui il giornalista-scrittore uruguayano si pone delle domande, come in questi giorni stiamo facendo un po’ tutti, sul conflitto tra Israele e Libano:“Un paese ne bombarda due. L’impunità potrebbe meravigliare se non fosse costume normale. Qualche timida protesta in cui si dice di errori. Fino a quando gli orrori continueranno a chiamarsi errori?”
“Fino a quando il sequestro di un soldato israeliano potrà giustificare il sequestro della sovranità palestinese? Fino a quando il sequestro di un soldato israeliano potrà giustificare il sequestro del Libano intero?”
“Iraq, Afganistan, Palestina, Libano… Fino a quando si potrà continuare a sterminare paesi impunemente? Le torture di Abu Ghraib, che hanno sollevato un certo malessere universale, non sono niente di nuovo per noi latinoamericani. I nostri militari hanno appreso quelle tecniche d’interrogatorio nella School of Americas, che oggi ha perso il nome ma non il vizio. Fino a quando continueremo ad accettare che la violenza continui a legittimarsi, come ha fatto la corte suprema di Israele, in nome della legittima difesa della patria?”“Israele ha ignorato quarantasei raccomandazioni dell’Assemblea generale e d’altri organismi delle Nazioni Unite. Fino a quando il governo israeliano continuerà ad esercitare il privilegio di essere sordo? La Nazioni Unite raccomandano, però non decidono. Quando decidono, la Casa Bianca impedisce che decidano, perché ha diritto di veto, nel consiglio di sicurezza, a quarantasei risoluzioni che condannavano Israele. Fino a quando le Nazioni Unite continueranno a comportarsi come se fossero uno pseudonimo degli Stati Uniti?”
“L’Iran sta sviluppando l’energia nucleare. Fino a quando continueremo a credere che ciò basta a provare che un paese è un pericolo per l’umanità? La cosiddetta comunità internazionale non è per nulla angustiata dal fatto che Israele possieda 250 bombe atomiche, nonostante sia un paese che vive sull’orlo di una crisi di nervi. Chi maneggia il pericolosimetro universale?”
“Nell’era della globalizzazione il diritto di pressione è più forte di quello di espressione. Per giustificare l’occupazione illegale di terre palestinesi, la guerra viene chiamata pace. Gli israeliani sono patrioti e i palestinesi terroristi, e i terroristi seminano allarme universale. Fino a quando i mezzi di comunicazione continueranno a seminare paura?”“Siamo l’unica specie animale specializzata nello sterminio reciproco. Destiniamo duemila e cinquecento milioni di dollari, ogni giorno, alle spese militari. La miseria e la guerra sono figlie dello stesso padre: come qualche dio crudele, mangia i vivi e anche i morti. Fino a quando continueremo ad accettare che questo mondo innamorato della morte è il nostro unico mondo possibile?”
Eduardo German Huges Galeano
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Eduardo German Huges Galeano, scrittore e giornalista uruguayo, è uno degli esponenti più importanti dello spirito altermundista latinoamericano. Tra le sue opere più importanti una in particolare sento di consigliare a tutti: “Le vene aperte dell’America Latina”. Scrive di lui Isabel Allende: “ Non ho mai incontrato nessuno che abbia una conoscenza di prima mano dell’America Latina pari alla sua, che adopera per raccontare al mondo i sogni e le disillusioni, le speranze e gli insuccessi della sua gente”.
Ricordo ancora che l’articolo è stato pubblicato ieri da “Il Manifesto” e ne approfitto per ricordare la campagna per salvare Il Manifesto, un bene di tutti, dal fallimento.
Per chi invece volesse leggere l’articolo di Galeano in lingua originale, lo può trovare su Brecha.
Fino a quando un governo, come il nostro che si definisce di sinistra, ma non lo è, appoggia la politica della violenza, fino a quando non ci saranno altri, come Zapatero (forse) che avranno il coraggio di dire NO allo strapotere ed alla prepotenza yankee. Infatti anche se Israele e Stati Uniti sembrano lontani, geograficamente, sono legati indissolubilmente e camminano di pari passo, in questo mondo dominato dalla guerra.
Luigi
P.S. ricambio la visita :))










