Nei giorni del totale fallimento del Wto e perciò del multilateralismo economico mondiale, causato paradossalmente proprio dagli Stati Uniti d’America, si rafforza l’importanza del Mercosur come soluzione per i paesi latinoamericani.Ecco le conclusioni che possiamo trarre dal XXX vertice dei Mercati del Sud. Una notizia che, in questi giorni, è passata in secondo piano su tutti i media nazionali e internazionali, forse anche a causa di quello che sta accadendo in Medio Oriente, è stata quella del completo fracasso dell’ultimo incontro del Wto (organizzazione mondiale del commercio). Trovo, invece, che sia molto importante porre l’accento su quello che è successo.
Quest’incontro, che suonava come ultimo appello per il funzionamento di quest’organo, anziché, come previsto, portare ad un accordo per ridurre i sussidi all’agricoltura e liberalizzare i servizi tra i 147 stati del mondo ha visto, al contrario, saltare il tavolo delle trattative sancendo così, secondo me, il totale fallimento del Wto.
Senza sottolineare che, in questo momento, le cause del mancato accordo siano da addebitare, a detta di molti, esclusivamente e paradossalmente agli Stati Uniti d’America ( a riguardo scriverò un articolo a giorni), volevo invece andare a studiare i possibili scenari mondiali adesso che verrà a mancare sulla scena internazionale un organo come il Wto.
Da aggiungere come ennesimo colpo alla globalizzazione neoliberale, il fallimento dell’organizzazione mondiale del commercio sancisce anche la fine del multilateralismo economico aprendo le porte a nuove forme di commercio tra stati, come, ad esempio, la stipulazione di negoziati bilaterali tra le nazioni.
Queste nuove relazioni che si verrano a creare tra le nazioni andranno solo a vantaggio dei nuovi paesi emergenti economicamente, che possono contare sul proprio vantaggio competitivo e sulla relativa semplicità del proprio sistema economico, mentre penalizzeranno non solo le economie più abbienti come Usa ed Unione Europea ma anche e soprattutto le più povere, che avendo poco da offrire rischiano di ottenere in cambio nulla.
Rischia di assumere sempre più importanza, quindi, per il Sudamerica il ruolo che rivestirebbe il Mercosur, che presentandosi ad eventuali negoziati bilaterali con altre nazioni come referente unico potrebbe risultare la carta vincente per l’America Latina anche considerando gli ultimi sviluppi positivi a cui ha portato l’ultimo vertice Mercosur tenutosi la settimana scorsa a Cordoba (Argentina).
Quest’ultimo, ossia il XXX vertice Mercosur, non è infatti stato il solito vertice ma ha portato numerose novità da sottolineare.
La prima ed importantissima è la firma di un accordo commerciale del blocco con Cuba. Fidel in persona era presente al “cumbre” anche per porre l’accento sul valore non solo economico ma anche politico del patto tra i paesi del Mercosur e il regime cubano, sul quale pesa un embargo economico da parte degli Stati Uniti da più di cinquant’anni.
L’accordo raggiunto con Cuba, aggiungendosi all’incorporazione definitiva del Venezuela di Chavez ( vedi "Il Mercosur apre le porte al Venezuela") ed alla prossima adesione della Bolivia di Evo Morales, rafforza così il Mercosur come progetto d’integrazione e coesione latinoamericana, che non comporta solo intercambi culturali ed economici ma anche e soprattutto aspetti politici e sociali.Il presidente argentino Kirchner, padrone di casa, nel discorso inaugurale ha addirittura allargato le porte di questo progetto oltre alla Bolivia anche al Messico prima di passare la parola e le consegne della presidenza semestrale del Mercato del cono Sud a Lula da Silva, presidente del Brasile vero e proprio Stato trainante economicamente del Mercosur.
Tutti i presidenti dei paesi membri, poi, hanno firmato la “dichiarazione di Cordoba” che racchiude le conclusioni più importanti dell’ultimo vertice. Tra queste vorrei rilevarne tre in particolare:
• Un’importante accelerazione del progetto che porterà alla costruzione del Gran Gasdotto del Sud, ossia 8000 km di gasdotto che unirà l’Argentina al Venezuela passando anche per Brasile, Uruguay e Bolivia. Un progetto che potrebbe garantire gas per oltre un secolo a tutti i popoli sudamericani;
• Un compromesso per la messa in marcia e l’allargamento del FOCEM (fondo per la convergenza strutturale del Mercosur) che costituirebbe un passo in avanti significativo nel trattamento delle asimmetrie, nella promozione della coesione sociale e nel rafforzamento del processo d’integrazione;
• Il raggiungimento dell’accordo per la creazione di una Banca dello Sviluppo del Mercosur necessaria per il finanziamento delle infrastrutture e per consolidare una strategia finanziaria unica per l’intera regione.
Tre enormi passi in avanti del Mercosur che non fanno altro che sottolineare l’importanza ma anche la concretezza dell’intero progetto, che però, per realizzarsi completamente, dovrà affrontare ancora numerosi ostacoli come ad esempio le difficoltà economiche che contrappongono sin dalla nascita stessa del Mercosur Brasile e Argentina ad Uruguay e Paraguay, come ha evidenziato durante il vertice lo stesso presidente brasiliano Lula.Nella stessa Cordoba, poi, si è tenuto un altrettanto importante incontro: “cumbre de los pueblos” (molto interessante questa pagina di indymedia per chi riesce a destreggiarsi un po’ con lo spagnolo) che ha avuto sede nel campo da rugby della città universitaria dove una gran folla ha applaudito i discorsi di Chavez e Fidel Castro (trattato anche da un blog italiano: blog americalatina).










