Quest’ultimo mandato infatti è finito lasciando praticamente intatti tutti i soliti problemi messicani come la lotta al narcotraffico e alla criminalità per non parlare di quelli riguardanti la povertà e la disoccupazione. Il fallimento, inoltre, c’è stato anche nel campo delle riforme neoliberali, di cui l’ormai ex presidente Fox si era proposto artefice, infatti la modernizzazione del paese tanto annunciata non è avvenuta ed anzi in molti campi fondamentali dell’economia come le telecomunicazioni, l’energia e soprattutto quello delle tv si è passati a veri e propri monopoli che, come tutti possiamo bene immaginare, frenano la competitività e abbassano la qualità dei servizi e dei prodotti.In questa situazione si sono svolte le elezioni messicane, una campagna elettorale fra le più onerose al mondo e anche fra le più lunghe se pensiamo che è durata praticamente quasi un anno. Tra i candidati alla presidenza la lotta era praticamente a tre: per il PAN, l’erede di Fox è Felipe Calderon, per il PRI il candidato era Roberto Mandrazo e per il PRD ( partido rivoluzionario democratico) Andres Manuel Lopez Obrador.
Si può dire che però la vera lotta è stata fra gli ultimi due, Calderon e Obrador, e che a due giorni dalle elezioni ancora non c’è stato un vincitore. A smentire tutti i sondaggi che davano vincitore Obrador infatti, con la solita ombra dei brogli elettorali che accompagna tutte le elezioni messicane e con quasi tutti i seggi scrutinati la situazione è : Felipe Calderon 36,3%, Lopez Obrador 35,4. Questi risultati, se saranno confermati anche mercoledì (termine massimo per i risultati ufficiali) per le leggi elettorali messicane si traducono con la presidenza a Felipe Calderon erede naturale di Vicente Fox.

Il Messico finalmente poteva essere governato da una coalizione di centro sinistra da un candidato presidente che aveva promesso una riduzione dei prezzi di luce, gas e benzina, ma anche un paese indipendente negli alimenti e un sussidio minimo a tutti gli anziani. In molti credevano nel cambiamento, forse anche lo stesso Obrador illuso dai suoi stessi sondaggi. L’atteso cambiamento però, a quanto pare, non è avvenuto. Aspetteremo mercoledì o forse anche il riconteggio dei voti ma i ben informati e con un po’ di esperienza e di elezioni messicane alle spalle sanno già che il nuovo presidente messicano sarà Felipe Calderon.
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