mercoledì 13 settembre 2006
Minacce di morte,oscuramento del sito e furto nella sede dell’associazione sono le aggressioni subite nei giorni scorsi dai volontari di A Sud, alla vigilia della missione internazionale in Colombia che li vedrà direttamente impegnati sul campo.

Riporto una mail diffusa in mattinata dalla mailing list di LATINOAMERICA curata da Gianni Minà. L'argomento è molto delicato ma mi sembrava più che opportuno appoggiare l'associazione "A Sud", visto la situazione difficile che si trova ad affrontare. Vittima di un vero e proprio boicottaggio da parte di qualcuno a cui forse da fastidio il lavoro socialmente utile, ma forse anche scomodo, che questo gruppo di volontari porta avanti già da tempo. All'associazione va il mio più sentito appoggio e l'invito a non mollare...

Mi è capitato di sentire in degli incontri il portavoce di questo collettivo Giuseppe De Marzo che mi ha subito colpito per la sua volontà e la sua profonda dedizione al lavoro, per questo sono sicuro che l'associazione non si farà intimorire ma anzi ripartirà immediatamente. Non si può però non disprezzare e denunciare l'accaduto, che deve far riflettere.


A seguire il messaggio dei volontari di A Sud:

MISSIONE INTERNAZIONALE IN COLOMBIA

Cari amici, sostenitori e simpatizzanti di A Sud, nei giorni scorsi subito dopo aver inviato l'ultimo comunicato sui massacri e la guerra in Colombia, la nostra associazione ha subito un attacco telematico. Il nostro sito www.asud.net è stato bloccato, cancellate le cartelle e rubati i contatti delle nostre mailing list. Se a questo aggiungiamo lo scasso della nostra sede che abbiamo dovuto constatare alcune settimane fa, ci appare evidente il tentativo di bloccare le nostre attività e di intimidire il lavoro dei volontari del nostro collettivo. Nei prossimi giorni riattiveremo il nostro sito e ristabiliremo la comunicazione con i nostri lettori per informarli circa le lotte, le campagne, le attività e le denunce dei movimenti sociali, contadini ed indigeni del sud del mondo per i quali siamo orgogliosi di poter continuare a lavorare e verso i quali rinnoviamo il nostro impegno a portare avanti un'idea altra di società, di politica e di economia. Qui di seguito travate l'ultimo comunicato che merita particolare attenzione considerando il fatto che è sulla Colombia e su una importante missione internazionale organizzata dalla ONIC per denunciare il genocidio in corso di 18 popoli indigeni, alla quale la nostra organizzazione è stata invitata e parteciperà con un suo rappresentante.

"Che il nostro silenzio si trasformi in un solo grido"


Dal 2004 il relatore speciale delle Nazioni Unite dr. Rodolfo Stavenhaugen ha denunciato il rischio corso dai popoli indigeni colombiani. Nonostante i meccanismi internazionali di protezione che si applicano attraverso il sistema delle Nazioni Unite, OEA, Corti Internazionali ed altri organismi multilaterali, le condizioni delle comunità indigene in Colombia sono sempre più gravi a causa del conflitto armato, delle strategie di sfollamento, delle politiche economiche neoliberali come i trattati di libero commercio recentemente firmati con gli Stati Uniti.

Da oltre un anno l'organizzazione nazionale degli indigeni colombiani "ONIC" sta preparando una iniziativa internazionale per rompere il muro di silenzio anche all'interno delle organizzazioni multilaterali sul genocidio sofferto dai popoli originari colombiani. Per questo motivo dal 19 al 29 settembre del 2006 l'ONIC realizzerà un Missione Internazionale di Verifica della situazione dei popoli indigeni. La Missione visiterà quattro delle zone più a rischio del paese e nelle quali continuano a essere giornalmente compiuti massacri. Le zone sono: Nord del Cauca dal popolo Nasa, Alto Sinù, Tierralta; Cordoba dal popolo Embera Katio; Sierra Nevada di Santa Marta dal popolo Kuankuamo e Arauca dal popolo U'wa.


Della missione faranno parte alcuni delegati europei, statunitensi e latinoamericani che in questi anni sono stati sostenitori della causa indigena. Per l'Italia la ONIC ha invitato Giuseppe De Marzo, portavoce dell'associazione A Sud che in questi anni ha lavorato al fianco di diverse comunità indigene e movimenti dell'America Latina.


L'obiettivo della Missione sarà quello di entrare in zone di conflitto ormai prive di qualsiasi minima garanzia per le comunità indigene. In questo momento diciotto popoli indigeni si trovano in una situazione di emergenza, a causa delle violazioni dei diritti umani, obbligati allo sfollamento, confinati e marginati in alcuni territori, colonizzati a causa della ricchezza delle loro terre ad opera delle multinazionali degli idrocarburi, bombardati dai militari o dai paramilitari, costretti a resistere anche alle fumigazioni tossiche prodotte dal Plan Colombia. Centinaia sono stati i leader assassinati, sequestrati, scomparsi, minacciati che si sono dichiarati in resistenza in questi anni. Alcuni di questi popoli millenari rischiano oggi l'estinzione per essersi opposti alle violazioni subite e per aver continuato a portare avanti le loro tradizioni, la loro cosmogonia e la loro visione della politica.


Compito della Missione sarà quello di dare inizio ad un processo per "esigere" dalle organizzazioni internazionale il rispetto dei diritti dei popoli indigeni chiedendo l'intervento delle Nazioni Unite, della Comunità Europea e dei paesi del G24.


Per informazioni e contatti in Italia: 3463501753 associazione.asud@gmail.com
Per contatti con A Sud in Colombia: 005713133206705


 

di Antonio Pagliula ~ 12:42 PM

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3 COMMENTI:

13/9/06 2:57 PM, Anonymous pieroC

Le intimidazioni e le aggressioni, fanno parte di quel bagaglio "fascista" che utilizzano per zittire e contrastare la libertà e la solidarietà,(come dalle mie parti, la lotta per la legalità).
Non fermiamoci, vinceremos.
hasta siempre

 

14/9/06 8:34 AM, Anonymous Carmelo

OT: bel blog anche il tuo. Oggi ti inserisco tra i link, ok? :-)

 

14/9/06 4:50 PM, Anonymous Tisbe

Grazie per questo servizio sulla dimenticata realtà sudamericana