mercoledì 6 settembre 2006
Resoconto del dibattito sull’America Latina tenutosi alla festa provinciale dell’Unità di Milano domenica 3 settembre. Donato Di Santo, attuale sottosegretario agli Esteri, rilancia il ruolo dell’Italia in politica estera e delinea le linee di governo sull’America Latina alla luce del suo primo viaggio ufficiale in Sudamerica.

Anche la festa dell’Unità milanese ha affrontato i cambiamenti e le novità che vengono dall’America del Sud organizzando tra i vari incontri della manifestazione anche un dibattito intitolato “America Latina: relazioni nuove per un continente che cambia”. L’obiettivo dell’incontro, organizzato dal gruppo DS di Milano, era quello di cercare di capire quali nuove relazioni si possono impostare con questo continente in piena evoluzione sia a livello governativo che di società civile. Per questo erano presenti rappresentati di entrambe le parti, il governo è stato rappresentato da Donato Di Santo, sottosegretario agli esteri con delega per le relazioni con l’america meridionale e centrale, per gli enti locali c’erano Giorgio Odrini, sindaco di Sesto San Giovanni, e Irma Dioli, assessore alla Provincia di Milano, mentre a rappresentare l’associazionismo e le ong erano presenti Alfredo Somoza, presidente I.C.E.I., e Gilberto Bonalumi, segretario generale RIAL (rete Italia - America Latina)

L’incontro è stato molto interessante anche se ,come sappiamo tutti, è molto difficile in poco più di un’ora e mezza sviluppare un dibattito sull’America Latina nel suo complesso. Avendo però assistito tra il pubblico volevo riportarvi una parte dell’incontro, quella in cui ha parlato il sottosegretario agli esteri Di Santo perché ha spiegato, alla luce del suo recente primo viaggio ufficiale in America del Sud, quelle che sono le nuove politiche che il governo Prodi intende impostare con il Sudamerica. Un argomento che definirei innovativo all’interno della politica italiana perché mai prima d’ora avevo sentito parlare di un programma di governo dedicato a questo continente.

L’Italia può fare politica estera, ce n’eravamo dimenticati, finalmente ci siamo accorti che il nostro paese può essere uno dei paesi che ha le capacità per fare politica estera per fare il proprio dovere nel contesto internazionale”, queste sono state le parole con cui ha iniziato il suo discorso Di Santo con l’intento di sottolineare il ruolo ricoperto dall’Italia e dal nuovo governo nella risoluzione della crisi Libano-Israele.

Di Santo, che ricopre il ruolo di sottosegretario al ministero degli Esteri con delega per le relazioni con l’America Meridionale e Centrale, è poi passato spiegare la sorpresa che ha suscitato alla commissione esteri della Camera la sua richiesta di presentare in audizione le linee del ministero degli Esteri sull’America Latina: “Probabilmente non erano abituati al fatto che si presentassero delle linee programmatiche, delle idee che si potessero discutere con il livello legislativo, raccogliendo le critiche, le opinioni e i contributi per poi tenerne conto”. Il sottosegretario ha espresso poi l’intenzione di fare lo stesso anche con il Senato ed in sede di Commissione Europea e al Parlamento Europeo ma anche di voler tener conto di quello che è il punto di vista di settori di società non rappresentati direttamente (associazionismo, ong, enti locali, università, imprese e rappresentanti latino-americani). Proprio per questo motivo ha annunciato una serie di incontri da qui a novembre che culmineranno l’11 dicembre con la presentazione di un progetto organico del Ministero degli Esteri sull’america latina, in occasione dei festeggiamenti dell’istituto italolatinoamericano, nato quarant’anni fa per intuizione di Amintore Fanfani e a cui parteciperà anche il presidente della repubblica Giorgio Napolitano.

Essendo appena rientrato dal primo viaggio ufficiale in qualità di sottosegretario per gli Esteri, Di Santo non ha potuto esimersi poi dal raccontare la sua esperienza e motivare le scelte di questa prima uscita che ha avuto come destinazione Bolivia, Argentina, Brasile e Perù. Prima di raggiungere il sudamerica però c’è stata un’importante tappa in Spagna: “Abbiamo preso una decisione. Non possiamo illuderci di ignorare la Spagna, mentre l’Italia, negli ultimi 5 anni e non solo, si è completamente disinteressata della dinamica latinoamericana, la Spagna negli ultimi decenni ha lavorato moltissimo ed intelligentemente”.

Né competizione, né disinteresse ma collaborazione” sono state le parole di Di Santo al vice di Moratinos. Il tentativo di istaurare una collaborazione a livello di governo è andato a buon fine tanto che pare si sia arrivati alla decisione di avere una riunione formale tra i due ministeri per avere un agenda di lavoro comune.

Descrivendo il viaggio ufficiale ha poi raccontato aneddoti sugli incontri con Morales e Lula ma ha anche definito lo scopo degli incontri partendo dalla Bolivia, prima sua tappa in ordine cronologio. “Perché proprio la Bolivia come primo paese, considerando che noi non abbiamo la Repsol o altri interessi particolari? Esclusivamente per un motivo politico, non si va solo dove ci sono interessi economici, non si può ignorare che in Bolivia stanno succedendo cose, discutibili, controverse, ma sicuramente importantissime, è importante valutare e cogliere questi cambiamenti epocali”. L’incontro con Morales il giorno in cui festeggiava i primi sei mesi di governo si è concluso poi con il motivo ufficiale della visita italiana, finalmente infatti è stato sbloccato il finanziamento di 25 milioni di euro per la costruzione di una diga che darà possibilità di irrigare migliaia di ettari di terreno attualmente in condizioni difficili e che prevede un impianto di potabilizzazione dell’acqua. “Sono cose piccole sicuramente ma importanti come segno di vicinanza politica”, le parole in merito di Di Santo.

La seconda tappa è stata il Brasile, nell’incontro con Lula il nostro sottosegretario ha dato la disponibilità ad aiutare un progetto partito già da tempo da parte di alcune regioni e comuni italiani ma che ora ha l’appoggio finora negato del governo. Si tratta di un lavoro coordinato di cooperazione decentrata verso realtà locali brasiliane da parte di sei regioni italiane (Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Liguria e Piemonte). Importante è stata anche la visita in Argentina, che ha rappresentato un primo momento di ripresa di contatti ufficiali tra Ministeri degli Esteri dopo tre anni di assoluta incomunicabilità per le ragioni conseguenti al crack argentino. Non si può infatti pensare che due paesi come Italia e Argentina possano prescindere dall’avere degli stretti e solidi contatti. L’ultima tappa è stata quella in Perù, Di Santo oltre ad avere presenziato, come rappresentante del governo italiano, all’insediamento ufficiale del nuovo/vecchio presidente Alan Garcia, ha colto l’occasione per riallacciare i rapporti con il Perù risolvendo la questione del debito che questo paese aveva nei confronti dell’Italia. Sono stati convertiti per fini sociali la prima trance dei 118 milioni di debito che saranno destinati interamente ad iniziative sociali.

L’intervento del sottosegretario agli Esteri si è concluso con la raccolta delle mail tra il pubblico per inviare agli interessati il testo ufficiale che è stato presentato alla commissione degli esteri della Camera, logicamente anch’io ho lasciato il mio contatto e sono in attesa del documento (quando mi arriverà sono disponibile a diffonderlo).

Anche il resto dell’incontro è stato molto interessante, ma volevo riportare solo le parole di Di Santo perché ha dimostrato passione ed impegno per la causa latinoamericana. Mi aspetto che i buoni propositi del ministero per quest’area geografica siano rispettati perché l’Italia non si può più permettere di ignorare completamente l’America Latina. Mi interesserebbe sapere cosa pensate di questo ritrovato interesse del governo che Donato Di Santo ha dimostrato con le sue parole durante il dibattito.



 

di Antonio Pagliula ~ 5:55 PM

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5 COMMENTI:

7/9/06 2:06 PM, Anonymous Anonimo

Grazie della visita.. leggendo un po il tuo blog mi sembra interessante..ti leggo
Nero
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8/9/06 1:28 AM, Anonymous Bhikkhu

Oggi ho ridato una sfogliata alle Confessioni, e sono sempre più convinto che tu DEVI leggerlo: parla anche di Sudamerica...

 

8/9/06 10:39 AM, Blogger Eliolibre

Sarebbe interessante conoscere il pensiero di Di Santo e del Governo italiano su Cuba. E cosa intendono fare per convincere "l'amico Busch" a levare le tende. La democrazia non può continuare ad avere due facce e due misure.
Ciao

 

8/9/06 10:41 AM, Blogger Eliolibre

Intendevo: alevare le tende da Guantanamo.

 

12/9/06 3:51 PM, Anonymous New Pl

...in Italia sono più interessati al capitalismo...che non alla politica sociale latino-americana...altro che...