Come commenta l'affermarsi di governi di centro-sinistra nei paesi sudamericani?
Ovviamente in modo positivo, Evo Morales è il primo presidente boliviano indigeno, ed anche se possiamo muovere critiche ad alcune sue scelte, dobbiamo evitare un isolamento da parte della comunità internazionale. Abbiamo avviato operazioni di partnerariato finanziando con 25 milioni di euro la creazione di una diga a Cochabamba che permetterà di irrigare migliaia di ettari di terreno e fornire alle popolazioni locali acqua potabile, risolvendo il problema drammatico di alcune zone rurali. Il problema del Sudamerica non è tanto la povertà, quanto l'ingiustizia. Le risorse ci sono. La sinistra offre la possibilità di cambiare e modernizzare la gestione dello stato, spesso ancora di stampo "feudale", avviando riforme che garantiscono la redistribuzione della ricchezza. Permane un radicale anti-americanismo che complica le relazioni internazionali, vista la contiguità geografica tra i due continenti. Fortunatamente negli Usa è avvenuta una forte critica verso le politiche degli anni '70 e '80, ammettendo gli errori che hanno portato l'affermarsi delle dittature militari, sono le condizioni per un apertura al dialogo. Il Venezuela, a dispetto di uno scontro con il Dipartimento di Stato, intrattiente buone relazioni con il Dipartimento del commercio, visto che gli Stati Uniti hanno bisogno del greggio, e Chavez di un compratore.Si parla spesso dei rapporti con i paesi asiatici, mentre il continente latino è rimasto per lungo tempo al di fuori della politica estera italiana.
Il mio ruolo di sottosegretario si sposa con una scelta dell'esecutivo che vuole promuovere le relazioni internazionali sulle quali è stata posta scarsa attenzione da parte del governo precedente. Dobbiamo aumentare i contatti economici. Basti pensare che al momento non ci sono banche italiane che operano in Sud America. Mentre Spagna e Portogallo pagano il "peccato originale" della colonizzazione, l'America Latina riserva un' attenzione particolare al nostro paese, che pone tutte le condizioni per una cooperazione fruttuosa. Oltretutto sono presenti grandi comunità di origine italiana: in una battuta potremmo considerare San Paolo, con i suoi 10 milioni e più di abitanti figli di emigranti, la più grande "città italiana".
Quali sono le prospettive di cooperazione e di collaborazione economica?
Con alcuni paesi come Brasile e Messico esiste un interscambio forte e consolidato. Dobbiamo rafforzare i contatti con paesi tipo l'Argentina o il Chile, che ha visto lo scorso hanno una crescita di Pil pari al 5%, una cifra per noi stratosferica. Questo rappresenta un opportunità irripetibile per la piccola e media impresa italiana di instaurare relazioni commerciali. Sul piano delle infrastrutture, a El Salvador l'Enel sta investendo sulla creazione di centrali biotermiche, operazione che si svilupperà su tutta la dorsale dei vulcani che corre dal Nord al Sud del continente. L'Italia ha interessi diretti nelle dinamiche energetiche, vista la nostra carenza di materie prime. In Bolivia sono stati scoperti, lo scorso luglio, giacimenti di gas naturale, gia presenti in Brasile e Argentina, dove operano compagnie straniere come la Repsol, la Total e l'Itf.
Intervista di Jacopo Paganelli - tratta da "l'Unità"
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