Partirà oggi, per concludersi sabato (11-16 settembre 2006), il nuovo summit del MNOAL a distanza di tre anni dall'ultimo appuntamento di Kuala Lumpur 2003 (Malesia). Si tenterà di trovare un punto di contatto comune a tutti e 116 stati membri che permetta, così, di affrontare efficacemente problemi come la povertà o l'attuale ordine economico mondiale basato esclusivamente su diseguaglianza, terrorismo e unipolarismo.Sarà come sempre fortissima la presenza centro - sudamericana, che tramite Cuba assumerà la presidenza del gruppo per i prossimi 3 anni. E proprio il continente sudamericano punta molto sul vertice che dovrebbe portare alla stipulazione di accordi commerciali "Sud - Sud" e all'approvazione di documenti utili a rafforzare il ruolo del MNOAL nella soluzione dei problemi mondiali.
Si presenta a questo appuntamento un Sudamerica, come mai unito dai tentativi di integrazione degli ultimi anni, che scommette su un futuro "mondiale" differente, basato su accordi di cooperazione nei campi dell'energia, dell'educazione e della salute.
A Bolivia, Chile, Colombia, Cuba, Republica Dominicana, Ecuador, Perú, Antigua y Barbuda, Dominica, Panamá y Venezuela già aderenti alla "cumbre" dal 1961 nella sua prima edizione di Belgrado si sono aggiunte con il tempo anche Bahamas, Barbados, Belize, Granada, Guatemala, Guyana, Honduras, Jamaica, Nicaragua, San Vicente, Santa Lucia, Suriname, e Trinidad e Tobago.
Tutti questi, con l'aiuto di tutti gli altri stati membri, lavoreranno nei prossimi giorni e concentreranno i loro sforzi su temi che tutto il vertice ritiene centrali e prioritari. E proprio rispetto questi punti i paesi "non allineati" condividono valori, difendono interessi comuni e possono mostrare una posizione di unità e solidarietà.
Si porterà l'attenzione sulla difesa del multilateralismo, il rifiuto dell’unilateralismo e la pretesa di imporre un mondo unipolare; così come sul rispetto dei principi del Diritto Internazionale e della Carta dell’ONU (per questo saranno ascoltati direttamente dal Segretario Generale della ONU, Kofi Annan, che ha confermato la sua presenza all'appuntamento di Cuba, che prenderà la presidenza del Movimento). Ma si cercherà di definire anche una strategia di pressione per conseguire "il disarmo generale e completo sotto uno stretto ed efficace controllo internazionale, dando l’assoluta priorità al disarmo nucleare" senza mai dimenticare lo sviluppo economico e sociale dei paesi del Sud nel contesto della cooperazione internazionale.
Penso si debba guardare fiduciosi a questo vertice sicuramente poco sponsorizzato, per non dire completamente snobbato, dall'Occidente che nella prossima settimana stipulerà una vera e propria carta d'azione per dare impulso alle iniziative dei paesi del "sud del Mondo". Un piano che permetterà di lavorare in maniera coordinata in diversi forum e scenari mondiali per condannare l’imposizione di misure coercitive unilaterali che violano il Diritto Internazionale (vedi il caso dei "Cinque Cubani").
Vedremo le soluzioni che questo summit ci proporrà e cosa porterà per una democratizzazione degli ordini economico, commerciale, finanziario internazionali attuali o ad esempio per una riforma dell’ONU, compreso Consiglio di Sicurezza.
Sicuramente fondamentale però dimostrare la compattezza e l'unità d'intenti del blocco dei "non - allineati" per dimostrare al resto del mondo la volontà e l'esigenza di un nuovo ordine mondiale, più equo, più giusto e soprattutto basato su principi di unità e solidarietà che riesca a lottare efficacemente contro la povertà e per la salute umana come secondo i principi che hanno portato alla formazione del MNAOL a Belgrado più di 40anni fa.
A Radio3Mondo RAI, Emanuele Giordana intervista Gennaro Carotenuto sul vertice dei non allineati apertosi oggi a L'Avana. Clicca per ascoltare.
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