giovedì 26 ottobre 2006
Ancora un nulla di fatto ieri nella votazione per il posto vacante tra i membri non permanenti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Dopo il terzo giorno di votazioni e 41 tornate ancora né Venezuela, né Guatemala sono riuscite ad ottenere i 2/3 dei voti necessari. Tutto rimandato a martedì, intanto si sta cercando una candidatura alternativa, forse quella della Bolivia.

Nessuna novità! Neanche ieri, infatti, si è riusciti a sbloccare la situazione di empasse all’Onu. Le sei votazioni hanno confermato l’andamento di quelle dei giorni precedenti e così Venezuela e Guatemala sono ancora lontane dalla maggioranza dei 2/3. Il voto è stato rimandato a martedì con la speranza di trovare nel frattempo un accordo. Intanto ieri circolava la voce di una possibile candidatura della Bolivia di Morales, appoggiata dal Venezuela di Chàvez, vista la difficoltà di raggiungere i voti sufficienti.

Si potrebbe quindi essere arrivati alla svolta decisiva: la necessità di trovare una candidatura di consenso sembrava scontata per arrivare ad una conclusione a breve di questa votazione. Il problema è venuto dal Guatemala, che ha invece rifiutato di ritirare la sua candidatura e ha portato quindi al non ritiro anche il Venezuela.

In questi giorni probabilmente si cercherà di valutare le possibilità boliviane di raggiungere il consenso necessario. Personalmente ritengo la Bolivia il paese più giusto a prendere il posto che doveva essere del Venezuela. La Bolivia si pensa raccoglierebbe i voti dei paesi latinoamericani astenuti sino a questo momento come Cile, Perù e Ecuador, dando quindi completa unità al continente sudamericano, un fatto significativo visto che il posto vacante spetta ad uno stato centro-sudamericano.

Come ho già detto in questo blog infatti mi sembra opportuno che il candidato sia scelto dal continente che deve essere rappresentato e non dagli altri stati. La Bolivia, poi, pare che metterà d’accordo l’interesse di tutta la regione e spiegatemi perché non deve essere rispettato il diritto di autodeterminazione sudamericano nella decisione del membro di rappresentanza all’Onu?

Il Guatemala per ora non ha ritirato la sua candidatura, sentendosi forte dei voti statunitensi ed europei, ma la Bolivia di Morales potrebbe essere una alternativa valida e vincente. Conosciamo tutti i punti in comune tra Venezuela e Bolivia soprattutto in politica estera, sarebbe quindi una scelta di continuità e non un alternativa alla candidatura venezuelana , inoltre lo stato andino rappresenterebbe il punto di riferimento per il Sud nel quadro delle future relazioni internazionali, l’ideale per sviluppare l’idea di multilateralità all’Onu, non credete?

L’alternativa che rappresenta la Bolivia sembra più che valida, anche perché fortemente voluta proprio da Chàvez e dal Venezuela, per il quale il ritiro a favore della Bolivia suonerebbe quasi come una vittoria. Non ne esce assolutamente sconfitto il Venezuela, che ha dimostrato anzi di godere di un forte appoggio e che per la prima volta ha fatto emergere, anche alle Nazioni Unite, la volontà del 50% degli stati mondiali di ribellarsi al tradizionale ordine mondiale imposto dagli Stati Uniti.

A questo punto rimane la curiosità di vedere come si comporteranno gli Stati Uniti se realmente prendesse piede l’alternativa boliviana. Ricordiamo infatti che l’improbabile candidatura del Guatemala, spinta e appoggiata proprio dagli Usa, era stata motivata esclusivamente come alternativa al Venezuela, ritenuto (dagli Usa) non ideale a coprire la carica di membro non permanente alle Nazioni Unite (consiglio di leggere questo articolo di qualche giorno fa). Ora scopriremo invece le reali intenzioni statunitensi, visto che per certo ostacoleranno anche la candidatura boliviana, ricordo che proprio la Bolivia è stata l’ultima “new entry” nel famoso asse del male. Le reali intenzioni di Bush credo erano invece quelle di collocare nel consiglio uno stato “fedele” e impotente come il Guatemala a rappresentare un continente che ormai proprio fedele non lo è più. La Bolivia incontrerà le stesse difficoltà della Bolivia, però l’unità che il quasi sicuro appoggio di Cile, Perù e Ecuador daranno al continente non potrà essere ignorata.

Se ci verranno poi a dire, per l’ennesima volta, che la Bolivia non da le garanzie di stato di diritto e di democrazia, sarà l’ennesima presa per i fondelli, anche e soprattutto considerando il confronto con il Guatemala. Proprio ieri poi leggevo sul validissimo blog di Maurizio Campisi che Reporters sans frontières ha stilato una classifica della libertà di stampa nei diversi paesi. Spulciando nei risultati ho potuto notare una Bolivia al 16° posto mondiale, mentre, giusto per fare un esempio, per trovare il Guatemala sono dovuto scendere sino al 90 posto, passando prima dall’Italia al 40esimo posto e dagli stessi Stati Uniti al 53esimo (al primo posto c’è la Finlandia, l’Irlanda e l’Islanda). Non vorrà dire niente, però prima di parlare di libertà e democrazie si deve fare attenzione, visto la facilità con cui si da dell’antidemocratico ad un paese o si parla di esempio di democrazia per un altro…

L’ultimo pensiero va poi all’Italia, infatti è fortissima in me la mia curiosità nel sapere come si comporterebbe in caso di candidatura boliviana. Ascoltando in un dibattito un mesetto fa Donato di Santo, sottosegretario agli esteri con delega per l’america latina, mi aveva dato l’idea di essere un grande amico di Evo Morales visto che appoggiava il riallacciamento delle relazioni con la Bolivia etc. etc.

Però chissà come la pensa D’Alema a riguardo, vediamo che figura faremo in politica estera dopo l’ambigua astensione (motivata solo da interessi economici) nel duello Guatemala – Venezuela. Mi sembra di ricordare una dichiarazione di Pasquale Ferrara, portavoce italiano alle Nazioni Unite che si augurava una terza possibilità, vista la scelta di non scegliere tra le due candidature attuali.

Personalmente spero che la Bolivia sarà appoggiata anche dall’Italia visto che giorni fa si sentiva dire che per il Guatemala non avremmo mai votato, insomma non ci resta di aspettare curiosi…




 

di Antonio Pagliula ~ 1:23 PM

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6 COMMENTI:

26/10/06 4:21 PM, Blogger Marco Vozza

Il Guatemala ha rifiutato la candidatura della Bolivia; c'è chi dice che l'ormai noto "Qui c'è puzza di zolfo" di una decina di giorni fa non sia piaciuto al piccolo Bush, e la voglia far pagare a Chávez.

Non conterei poi sull'appoggio dell'Italia, datosi che la Ue in blocco ha votato sino ad ora a favore del candidato guatemalteco...

La speranza, comunque, è l'ultima a morire

 

26/10/06 6:01 PM, Blogger Eliolibre

La verità è che gli USA non possono permettere che il Sudamerica venga rappresentato da chi è impegnato a fare uscire quel continente dalla sottomissione all'imperialismo devastante. Speriamo che la candidatura della Bolivia serva a quei paesi che finora hanno appoggiato le pretese di Bush, per esprimere un voto non condizionato dalla soggezione verso il potente alleato.

 

26/10/06 9:49 PM, Blogger Salserodialbosaggia

Ottima la mossa diplomatica di Chavez, candidare un terzo paese su cui poter convogliare le preferenze dei vari Paesi, in prima linea troviamo i paesi del NOAL che si schiereranno a favore della candidatura Boliviana, speriamo che ora gli stati del UE comincino ad avere meno sudditanza nei confronti degli USA e si cerchi di spezzare il prepotente asse politico Nordamericano.
E' chiaro che sarà una battaglia durissima ma la nostra classe dirigente politica dovrebbe avere più coraggio per uscire da questa empasse.

 

27/10/06 1:11 PM, Blogger Marco Vozza

concordo sulla saggezza diplomatica di chávez
che gli era mancata quando aveva parlato di fornte a tutto l'onu riunito... se non avesse detto chiaro e tondo ciò che ha detto adesso credo quel posto sarebbe già suo...

ma non penso che l'ue si disunirà nelle votazioni

 

30/10/06 5:41 PM, Blogger cinquetto

PFP toma control de Oaxaca

Luego de un operativo efectuado por tierra y aire, tropas de la Policía Federal Preventiva (PFP) tomaron el control de la capital oaxaqueña que estaba en manos de integrantes de la Asamblea Popular de los Pueblos de Oaxaca

El Universal

Limpia PFP Zócalo de Oaxaca
Tras los enfrentamientos, hoy las fuerzas federales levantaron los restos de barricadas que la APPO colocó en calles aledañas al centro

Reforma

(scusate se sono fuori topic..ma non ritrovo la discussione in merito!)

Era ora che qualcuno prendesse l'iniziativa, con la scusa della democrazia,del rispetto delle opinioni di tutti,oaxaca era diventato un caso ,dove in nome di interessi politici o del tutto personali e approfittando dell'ingeniuta del popolo oaxaqueño la situazione era arrivata alla completa anarchia,causando nell'arco di mesi danni economici e culturali (vedi la chiusura delle scuole)assolutamente rilevanti.le ripercussioni sull'economia mexicana di questa istabilita ha causato la fuga di enormi capitali all'estero e la perdita di milioni di posti di lavoro,senza ovviamente contare le vite perse che superano di importanza qualsiasi altra valutazione,mi verrebbe da chiedere a certi benpensanti,certi sparasentenze che disconoscono i veri problemi del mexico e formentano certe situazioni con chiacchiere ignoranti il saldo di tutto questo disastro Io preferisco stare dlla parte dei mexicani che amano il loro paese e si rimboccano le maniche per renderlo migliore evitando di essere sbattuti come canne a secondo della direzione del vento..oggi sulla maggior trasmissione radio "Mariano" ascoltavo delle interviste a dei mexicani che si dissociavano dal governatore dello stato di oaxaca che formentava la rivolta chiamando la gente in piazza nel nome di un'unita comune...tutti gli intervistati si disconoscevano nel discorso del politico dicendo che mexico non è assolutamente come questo signore lo dipingeva e ne prendevano le distanze.eppoi una critica a noi italiani che se alcuni leghisti manifestano prendendo "con un trattore" il campanile di S.Marco a Venezia,siamo pronti a condannare e a chiedere l'intervento delle forze armate in nome di chissa quale unita nazionale..mentre se un politico in un paese straniero sobilla e formenta una mezza rivoluzione dove tra l'altro ci scappa anche qualche morto,causando un disastro economico e sociale,allora siamo pronti a giudicare o criticare l'eventuale intervento dello stato

ps
Antonio:
Scusa ma non sapevo prorio dove postare ...se apri una discussione oppure sposti il post su una discussione sul caso..spero me lo fai sapere!


ciao

 

31/10/06 1:47 PM, Blogger Antonio P.

non ti preoccupare, va benissimo. Purtroppo mi trovo all'estero in questo momento e non ho potuto scrivere a riguardo. Tra qualche giorno rientrero' e sicuramente parlero' di oaxaca.