Da grande teorico del marxismo Woods ha sviluppato, rispondendo alle mie domande, la sua visione dell’attuale situazione venezuelana e dell’America Latina più in generale. Il suo pensiero, sempre comunque riconducibile alle basi ideologiche e storiche del socialismo, si discosta in parte dal mio, molto meno teorico e credo più aperto e disponibile a risvolti meno estremi. Riesce comunque ad emergere un'intervista interessantissima che credo possa offrire molti spunti di riflessione.Domanda: Si parla da qualche anno della svolta a sinistra dell’America Latina. Negli ultimi mesi però si è visto qualche rallentamento nel processo di trasformazione, spesso sono stati passi indietro inaspettati, sto parlando per esempio di Messico, Perù, Ecuador o anche della mancata vittoria di Lula in Brasile al primo turno. Cos’è cambiato rispetto ad un anno fa, o che cosa sta cambiando?
Alan Woods: "Non sono d’accordo con questa visione dei fatti. Io credo che in America Latina sia in atto un processo rivoluzionario già da molti anni. Per processo rivoluzionario intendo ad esempio le insurrezioni in Ecuador nel 2000, il collasso economico in Argentina, che comunque ha portato ad una insurrezione, la Bolivia, dove in due anni la classe operaia boliviana ha organizzato due scioperi generali e due insurrezioni, e dove ritengo che avrebbe potuto prendere facilmente il potere (poi ci furono le elezioni in cui Evo Morales ottenne una maggioranza del 57%, 67% a La Paz e più del 70% al nord ossia il centro dell’insurrezione boliviana). Soprattutto non dobbiamo dimenticare le insurrezioni in Messico, importantissime perché fino a poco tempo fa il Messico veniva considerato un paese al margine di questo processo, veniva considerato un paese borghese e democratico stabile. Solo adesso invece stiamo vedendo la realtà di questo stato. La realtà è che in Messico in questi giorni stiamo assistendo ad un processo, che io definirei, rivoluzionario classico, scoppiato in seguito ai brogli elettorali (una radicata tradizione messicana quasi come quella di bere tequila). Questa volta abbiamo assistito ad una reazione delle masse senza precedenti. Ad esempio il 31 luglio di quest’anno tre milioni di messicani hanno occupato lo Zocalo, a questo è seguita una insurrezione a Oaxaca promossa dai professori che ha avuto come conseguenza uno scontro con il governo statale e la formazione di quello che io definirei un embrione di soviet (l’assemblea popolare di Oaxaca). Ora queste assemblee popolari si stanno estendendo per tutto il Messico.
Insomma posso affermare con sicurezza che in questo momento in America Latina non esiste nessun governo borghese stabile, partendo dalla Terra del Fuoco sino al Rio Grande. Una situazione senza precedenti storici".
Domanda: Il 4 dicembre ci saranno le elezioni venezuelane. Chàvez si presenta per l’ennesima volta alle elezioni. Non ritiene che il processo di trasformazione in atto in Venezuela sia troppo legato alla figura individuale di Chàvez? C’è un partito, o un movimento alle sue spalle capace di assicurare continuità storica a questa “rivoluzione”?
Alan Woods: "In fisica si dice: “la naturaleza aborrece el vacío” (la natura detesta il vuoto). In politica succede lo stesso. Qual è il problema di fondo? Il problema è uno soltanto, non solo in Venezuela ma in tutta l’America Latina, in Bolivia, in Messico includerei anche l’Italia e l’Europa in generale, ed è un problema di direzione. Mi spiego meglio, le masse hanno dimostrato largamente il loro desiderio di cambiare la società e il loro desiderio di lotta, però nonostante abbiano tutta la ragione del mondo gli manca il veicolo per attuare: un partito rivoluzionario.
Qual è il problema? Se i partiti socialisti del mondo fossero realmente un partito socialista non ci sarebbero problemi, il problema è invece l’assenza di un partito socialista reale. Se i partiti delle classi operaie non si mettono a capo di questo movimento rivoluzionario, ad esempio in un paese come il Venezuela, le masse devono cercare una soluzione alternativa in qualche modo. Questo vuoto politico è stato riempito da Hugo Chàvez e il suo movimento bolivariano. Un movimento che nasce ed ha radici nella terribile sconfitta che fu il “Caracazo” nel 1989, è un movimento con un carattere politico al principio molto confuso, che raggruppava differenti tendenze, però, io direi, che in base alle esperienze di questi anni attualmente Hugo Chàvez sta assumendo posizioni socialiste vere e proprie. Una realtà importantissima per tutti noi".
Domanda: In seguito agli scontri nelle miniere boliviane, l’argomento Bolivia, anche se boicottato dai media occidentali, è tornato d’attualità. Fonti attendibili parlano di un vero e proprio golpe ormai in marcia e destinato a scalzare Evo Morales. Questo golpe pare sia organizzato da ufficiali di polizia con l’appoggio della destra boliviana e con le spalle coperte dagli Stati Uniti. Lo stesso Morales ha dichiarato di sentirsi in pericolo di vita. Che opinione si è fatto a riguardo?
Alan Woods: "Quello che è evidente è che l’imperialismo americano è terrorizzato dalla trasformazione in atto in America Latina in generale ed in particolare per il ruolo giocato dal Venezuela, che ora è un punto di riferimento per l’intero continente. Gli Stati Uniti, è chiaro, vogliono a tutti i costi frenare questo processo. In Venezuela tentarono tre volte di ribaltare il governo Chàvez. Hanno fallito solo per l’opposizione delle masse, per la resistenza “dal basso”.
Ritornando alla Bolivia, io non ho il minimo dubbio che la CIA sta cercando di far saltare il governo di Evo Morales, come non ho nessun dubbio che la CIA ha avuto un ruolo decisivo nei brogli elettorali messicani così come nelle elezioni in Perù e in Ecuador. Lo scopo degli Stati Uniti è frenare il processo di trasformazione latinoamericano, anche se dal mio punto di vista è un processo inarrestabile perchè è voluto fortemente dalle masse, da milioni di contadini e operai di tutta l’America Latina".
Domanda: Stiamo assistendo allo scontro Venezuela - Guatemala, o meglio, Venezuela – Usa alle elezioni del Consiglio di Sicurezza Onu. Pare che il Venezuela, nonostante l’impegno e gli sforzi profusi negli ultimi mesi, ne uscirà comunque sconfitto. Emerge sempre più il piano di pianificazione mondiale statunitense, dopo i muri di frontiera, le torture legali e il divieto allo spazio per le nazioni sgradite. Non c’è ancora realmente un alternativa valida per contrastare il progetto imperialista Usa?
Alan Woods: "Ovviamente il Venezuela non ce la farà, perché realmente l'Onu, l’ha detto anche Chàvez l’altro giorno, non serve a nulla. L’Onu è totalmente dominata dall’imperialismo perché gli imperialisti sono quelli che alla fine pagano le fatture dell’Onu. Ovviamente quello che pretendeva Chàvez per il Venezuela era ottenere una piattaforma per denunciare la politica imperialista degli Stati Uniti. Questo sarebbe assolutamente intollerabile per Bush e per il governo nordamericano che per questo hanno fatto tutto il possibile per evitarlo. Però quello dell’Onu io credo sia un fronte totalmente secondario. La lotta contro l’imperialismo non si fa alle Nazioni Unite ma nei singoli paesi dell’America Latina e nei singoli paesi del mondo, dove le masse stanno lottando per cambiare la società. Sarà solo questa lotta rivoluzionaria che potrà sconfiggere realmente l’imperialismo nordamericano nonostante il suo gigantesco potere militare ed economico".
Domanda: Lei è storicamente un sostenitore delle teorie marxiste. Qual è invece, ad esempio, la sua opinione riguardo al “movimento dei movimenti”, questo nuovo soggetto politico che negli ultimi anni ha animato l’impegno sociale e la battaglia al neoliberismo, riuscendo a prescindere e superare le vecchie basi ideologiche e credendo esclusivamente nella possibilità di un mondo migliore? Sto pensando a Seattle, Genova, Porto Alegre…
Alan Woods: "Io credo che in primo luogo la crisi del capitalismo, che è una crisi globale, sta provocando un movimento di resistenza altrettanto globale che si manifesta nelle espressioni più varie. Tutti queste espressioni hanno il loro valore specifico, nel senso che rappresentano, a mio parere, un primo risveglio della coscienza politica, dei giovani in particolare.
Il problema è che se questi movimenti si limitano ad essere semplicemente movimenti di protesta non potranno mai sradicare la radice reale dei problemi. La radice dei problemi è l’esistenza del sistema capitalista. Non nego quindi l’importanza di questi movimenti, però se non riusciranno ad individuare la radice reale del problema, ossia che stiamo lottando contro un sistema socio economico ingiusto e sfruttatore, tutti gli sforzi di questi movimenti non porteranno a nessuna conclusione concreta. Il mio scopo e quello dei marxisti è far capire la necessità, ai giovani, ai contadini, agli operai, alle donne e a tutti gli emarginati del mondo, di unire le loro forze per lottare contro i due grandi nemici principali che sono l’imperialismo e il capitalismo. Una volta che otterremo questo realmente il trionfo sarà garantito. (Fine)
Mi propongo di pubblicare il più presto possibile anche i contenuti della conferenza, con qualche mia opinione critica rispetto alla visione marxista di Alan Woods (per chi fosse interessato è già disponibile comunque il dibattito tenutosi a Bologna qui). Riporterò anche il timore/paura, che invece condivido, di alcuni cittadini venezuelani che hanno assistito all’evento sul futuro prossimo del Venezuela in riferimento alle elezioni di dicembre.
Volevo inoltre ringraziare oltre al disponibilissimo Alan Woods, anche Alessandro Giardiello di Falce e Martello che mi ha organizzato l’incontro e soprattutto Gabriele Paradisi che è riuscito a mettermi in contatto con gli organizzatori e Alan Woods.
6/4/07 1:36 AM, La Patria Grande
Ciao Antonio. Nel sito de la patria grande c'e' la registrazione della conferenza che Alan Woods tenne a Caracas. Mi permetto di aggiungere (e lo faremo direttamente nel nuovo sito che stiamo costruendo e che speriamo possa essere pronto per maggio/giugno) anche la tua intervista in italiano, ovviamente citato autore ed inserendo io relativo Link al tuo sito. Cari saluti da Caracas.
La Patria Grande
www.lapatriagrande.net (attuale sito)
http://nuke.lapatriagrande.net (prossimo sito)
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