venerdì 13 ottobre 2006
Muhammad Yunus, economista originario del Bangladesh, ha vinto il riconoscimento forse tra i più importanti e significativi: il premio Nobel per la pace 2006. Ecco perché:

La giuria ha premiato “i suoi sforzi per promuovere lo sviluppo sociale ed economico dal basso grazie al microcredito”.

“... il microcredito permette ai poveri e agli scalzi
di accedere a una opportunità che di solito
è esclusivo appannaggio dei ricchi.
Accade così che quegli aspetti della società che sembravano
rigidi, fissi e inamovibili comincino a diventare più fluidi,
e attraverso lo sviluppo economico le persone si affranchino
da tutto un insieme di ingiunzioni e regole"

(Muhammad Yunus, fondatore della Graamen Bank)

Uscirò fuori dalle tematiche trattate normalmente in questo blog per sottolineare l’importanza dell’assegnazione di questo riconoscimento a Yunus e alla sua Graamen Bank fondata nel 1976.

Non si raggiungerà mai una pace duratura sino a quando gran parte della popolazione mondiale non troverà la soluzione per uscire dallo stato di povertà in cui si trova. Il microcredito costituisce una delle forme giuste per riuscirci. Lo sviluppo dal basso è utile anche affinché la democrazia e i diritti umani assumano sempre più la giusta importanza”, sono state le motivazioni per l’assegnazione del premio.

"Yunus ha dimostrato di essere un leader capace di tradurre le sue idee visionarie in fatti reali, e a riuscire a far trarre beneficio a milioni di persone, non solo al Bangladesh. La concessione di credito per la gente più povera senza la necessita di garanzie finanziarie alle spalle sembrava impossibile, però a partire da i suoi primi passi, più di trent’anni fa, sino ad oggi, anche grazie alla Graamen Bank, Yunus ha fatto del microcredito un importante strumento per la lotta contro la povertà”.

Per uno studente di economia e finanza come me è immenso il valore di questo riconoscimento a Muhammad Yunus, perché vuol dire, che se si vuole, l’economia e la finanza possono essere anche di grande aiuto per risolvere e porre rimedio ai problemi mondiali, e non solo uno strumento per aumentare la disuguaglianza e l’esclusione. Yunus ha contribuito profondamente per lo sviluppo di una branca dell’economia da sempre snobbata dagli stessi addetti ai lavori, con l’invenzione del microcredito ha dato l’opportunità alla parte di popolazione mondiale più povera di poter accedere facilmente al mercato del credito. Ma è importante dare una definizione precisa a “microcredito” per non rimanere nell’astratto:

MICROCREDITO: È uno strumento finanziario a vocazione sociale, alla frontiera tra il sociale e l’economico. Si rivolge a persone povere, disoccupate, che non hanno accesso al credito bancario, ma mira a essere sostenibile: non è un dono, deve coprire i costi di gestione applicando metodi diversi da quelli delle banche. La rivoluzione del microcredito sta nell’utilizzare metodi che non riposano su garanzie reali e apporti personali, poiché la clientela non ne dispone.

Yunus per primo si è reso conto che c’è una grande quantità di uomini e donne a cui non mancano né buona volontà né una forte capacità lavorativa, il cui destino è tuttavia senza speranza perché privi di uno strumento essenziale: un capitale, anche piccolissimo, con cui iniziare qualunque attività. Così, in spregio a tutte le regole del mondo bancario di ogni tempo e latitudine, Yunus riesce a convincere una banca della sua regione ad aprire una linea di crediti minuscoli (i più alti superavano a malapena i venti dollari), riservati quasi esclusivamente alle donne, senza alcuna richiesta di garanzia e senza neppure la necessità di riempire un modulo (del resto, a che sarebbe servito? La maggior parte dei clienti era analfabeta). Il risultato è stato entusiasmante. Gli ultimi della terra a cui Grameen (che significa "rurale") concedeva un’opportunità, non solo mettevano in piedi attività redditizie della più diversa natura che consentivano loro di sfuggire alla miseria e agli usurai, ma rimborsavano puntualmente i prestiti. Molto più di quanto facessero i clienti "normali" delle banche tradizionali. Il motivo di questo comportamento è estremamente semplice secondo Yunus, che provò a spiegarlo così ad uno sbalordito direttore di banca, quando espose per la prima volta il suo progetto: "I più poveri dei poveri lavorano dodici ore al giorno; per guadagnarsi da mangiare devono vendere i loro prodotti. Non c’è ragione perché non vi rimborsino, soprattutto se vogliono avere un altro prestito che consenta loro di resistere un giorno di più. E’ la miglior garanzia che possiate mai avere: la loro vita!".

Sembrerebbe impossibile però il risultato ottenuto è stato oltre le più rosee previsioni. Oggi Grameen è una banca rurale che concede prestiti e supporto organizzativo ai più poveri, altrimenti esclusi dal sistema di credito tradizionale. Fino a oggi la banca ha concesso prestiti a più di 2 milioni di persone, il 94% delle quali donne. Grameen ha attualmente 1.048 filiali ed è presente in 35.000 villaggi e in diverse città nel mondo. Grameen non solo presta denaro ai poveri ma è posseduta da questa stessa gente, che nel tempo è diventata azionista della banca. Fondata in Bangladesh , Grameen , è ora un modello anche per la Banca Mondiale.

Un esempio veramente da ammirare e da seguire, ma soprattutto da pubblicizzare e far conoscere a tutti. In tanti credono che etica e finanza siano termini in apparente contraddizione, apparente però, poiché oggi la finanza etica si sta sviluppando sempre di più a livello mondiale e il suo successo risulta essere crescente tant’è che l’ONU ha dichiarato il 2005 “anno internazionale del microcredito”. --- Oltre al microcredito a Yunus va anche il grande merito di aver contribuito allo sviluppo della finanza etica, un argomento sul quale le parole che possono essere spese sono molte ma quello che più conta, per intenderci, sono due principi fondamentali sul quale questa scienza poggia le sue basi: il primo è quello di concedere crediti che siano realmente utili per coloro che li ricevono (spesso in questo senso rientra il concetto di “credito al consumo”), il secondo è la volontà di essere investitori socialmente responsabili, investitori che sono quindi disposti a ricevere un tasso di interesse più basso, ma questo nella consapevolezza che il proprio denaro aiuterà qualcuno a vivere e una regione a svilupparsi.

Spero di aver contribuito a schiarire le idee sul perché il premio Nobel per la pace sia finito giustamente ad un economista e soprattutto sull’importanza e il significato di questo riconoscimento che deve far crescere la speranza e la coscienza che un mondo migliore è realmente possibile. Da sottolineare poi che il Nobel conferito oggi a Muhammad Yunus fa seguito a quello per l'economia conferito nel 1998 ad Amartya Sen: Sen aveva enucleato i principi teorici che sono alla base del microcredito di Yunus.

Vi lascio alcuni link e consigli per chi volesse approfondire l’argomento:

- Muhammad Yunus – biografia;
- Amartya Sen – biografia;
- Un approfondimento sul micreocredito;
- Storia, evoluzione, diversi approcci e il ruolo del microcredito nei programmi di lotta alla povertà;
- Economia ed etica : un libro di Amartya Sen, una vera “miniera” per gli economisti, i filosofi e gli studiosi di scienze politiche interessati ai rapporti tra l'economia contemporanea e la filosofia morale. Un libro che può leggere chiunque abbia un minimo di conoscenze economiche e che, avendolo letto, mi sento vivamente di consigliare.


 

di Antonio Pagliula ~ 2:23 PM

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11 COMMENTI:

13/10/06 6:35 PM, Anonymous Mizarin

Ti ringrazio del complimento sul Blog, lo ricambio, è interessante anche il tuo :)

 

13/10/06 7:54 PM, Anonymous max

Concordo in parte, ritengo sì utile in questo caso il microcredito, ma la reputo solo una rampa di lancio biforcata, cioè da una parte può portare ad un arricchimento generale, a un miglioramento delle condizioni di vita, dall'altra può far emergere singoli che magari con una maggiore ricchezza divengono i predatori che prima gli opprimevano, speriamo bene.

 

13/10/06 8:00 PM, Blogger Costanza

interessante post e ottima la definizione di microcredito, anche per i non ferrati. ;)

 

13/10/06 8:43 PM, Anonymous Sen

fai bene a menzionare Amartya Sen. Ha ricordato al mondo che vedere qualsiasi allontanamento dalla massimizzazione dell'interesse personale come prova di irrazionalità significa negare all'etica un ruolo nell'effettiva presa di decisioni

 

14/10/06 1:16 AM, Blogger francesca

Domani mattina leggo con calma, nel frattempo, visto che sei nella materia a livello economico mi potresti aiutare se ti chiedo dei consigli di lettura o delle definizioni? Fammi sapere, perché mi sarebbe utile per la tesi (considera che io faccio psicologia del lavoro).

 

14/10/06 1:18 AM, Blogger francesca

scusa, mi sono accorta che così non sai chi sono.
http://francesca78.splinder.com/

 

14/10/06 1:41 AM, Blogger Antonio P.

@francesca

dimmi pure se posso volentieri...

 

14/10/06 1:06 PM, Anonymous paolo

un sistema di concessione del credito basato sulla fiducia. incredibile come quest'uomo abbia fatto dell'utopia una realtà.

massima stima e rispetto. speriamo che abbia solo spianato una strada che in tanti patteranno e che non sia un semplice caso isolato. speriamo

 

15/10/06 2:31 PM, Blogger Chiamami Brontolo

finalmente ho avuto modo di leggere il tuo post sullo stesso argomento. bello ed esaustivo.

 

16/10/06 12:02 AM, Blogger savior

caro antonio,
oltre che sul mio blog ti riporto anche sul tuo la mia risposta.
In teoria l'economia potrebbe servire per lenire le disuguaglianze sociali, purtroppo in pratica la cosa è ben più difficile che si realizzi.
Etica e finanza stanno in contrapposizione perchè la prima ricerca ciò che è moralmente corretto, la seconda ha lo scopo di massimizzare la propria soddisfazione (o quelli di pochi...).
Il progetto di Yunus andava bene finchè il Fondo Monetario Internazionale non ci ha messo le mani; adesso la Graamen è
costretta a sottostare alle sue regole.
I circuiti finanziari delle banche presto includeranno anche le cooperative e le banche etiche, per impossessarsi delle piccole e medie imprese e controllare la controinformazione e la lotta all'usura bancaria.
Un'altro sogno che resta un'utopia ogni qual volta vai contro gli interessi di banche, delle multinazionali e del FMI.

 

16/10/06 6:15 PM, Anonymous tisbe

Ho apprezzato molto questo Nobel. In tempi così bui un po' di luce...