Continuare a definire gli Stati Uniti come modello di democrazia credo sia ormai sempre più improponibile. Da un po’ di anni Noam Chomsky, forse il più grande intellettuale americano in vita, definisce gli Stati Uniti uno “stato fallito, con istituzioni democratiche che funzionano a malapena”. Se ce ne fosse stato ancora bisogno l’ultima settimana ha solo spazzato via gli ultimi dubbi a riguardo. A distanza di pochi giorni una dall’altra, sono state varate due leggi che convertono di diritto gli Usa in una delle peggiori repubbliche delle banane. Analizziamo nel dettaglio questi provvedimenti.La prima legge rientra nel piano di riforma integrale delle leggi migratorie statunitensi. A grande maggioranza è stato approvato il documento che prevede la costruzione di un muro di frontiera tra Usa e Messico. Il muro, che verrà a costare circa 6000 milioni di dollari, fa parte del piano di sicurezza interna 2007 (DHS) e ha lo scopo di rafforzare il controllo operativo su tutta la linea di frontiera (circa 3200 km). Ad integrare il muro ci sarà non solo l’utilizzo della polizia di frontiera ma anche quello di nuove tecnologie che includono satelliti, telecamere e addirittura aerei senza pilota.
Mi sembra quasi inutile definire quest’iniziativa inadeguata al fine di risolvere il problema dell’immigrazione che ha radici in questioni sociali ed economiche ben più profonde. Il muro non fa altro che rendere solo ancora più pericolosi e violenti i tentativi, che ritengo non diminuiranno, di passaggio illegale di frontiera (consiglio di leggere per farsene una idea il racconto "Los Angeles – Oaxaca, viaggio senza ritorno").
Forse però ci sono aspetti anche peggiori in questa storia, si parla infatti della legge come di un "trucco" politico dei repubblicani in vista delle elezioni di novembre e questo dovrebbe farci riflettere anche di più. Pare, anzi è certo, che la lotta all’immigrazione illegale è uno dei temi principali della campagna elettorale. Bene, il congresso repubblicano sembra disposto e pronto a votare qualsiasi legge solo per cavalcare l'odio benpensante di una silenziosa maggioranza di popolazione per assicurarsi una vittoria ai seggi. Non solo anche alcuni congressisti democratici hanno ben pensato di votare a favore di questa legge con il solo scopo di guadagnare qualche voto. Questo è lo specchio della realtà statunitense, una realtà in cui le istituzioni falliscono nei loro compiti e cercano di cavalcare la scia di voti assicurata da una parte di popolazione sempre più mal informata e per questo ipocrita e xenofoba.
Il muro è il risultato della decadenza di cui ormai è vittima la democrazia americana e a nulla servirà lo scontento del governo messicano di fronte a questa scelta univoca e un po’ razzista. Calderon e Fox, infatti, devono solo ringraziare Bush e compagnia bella se sono seduti ancora sulle loro poltrone e guidano il Messico. Tutti i signori del Pan (partido de accion nacional) sono solo burattini messi al posto giusto da Bush e, nonostante una legge che prevede la costruzione di un muro di frontiera ingiusto e offensivo per tutta la popolazione messicana, non possono permettersi nessuna azione a difesa del proprio popolo. Il governo panista è ancora impegnato a ringraziare per l’appoggio ed il silenzio ricevuto dagli Usa in occasione delle ultime elezione vinte esclusivamente grazie agli ormai più che conclamati brogli elettorali. Questo rende il governo messicano complice di quello statunitense per la morte di migliaia di persone che sono state e saranno vittima di queste politiche militaresche e mirate solo a decontestualizzare il problema dell’immigrazione convertendolo in un problema di sicurezza di frontiere – come scritto oggi sul quotidiano messicano “La Jornada”.Se la notizia del “muro” può sembrare sconvolgente aspettate di sentire la seconda legge approvata dal senato americano in questi giorni. Una legge che in Italia praticamente non è stata assolutamente trattata da nessuno dei media tradizionali e che ha avuto addirittura meno risalto del muro con la frontiera del Messico ma che ritengo ancora più insopportabile tant'è che lo stesso “New York Times” ha titolato: “E' la democrazia americana ad uscirne sconfitta”.
Si tratta in pratica dell’abolizione dell’habeas corpus, uno dei principi fondamentali del diritto. La legge dimostra la disumanizzazione del paese nordamericano, del suo presidente e della maggioranza dei suoi senatori che praticamente hanno approvato, con 65 voti a favore contro 34, la legalizzazione della tortura negli Stati Uniti. La misura approvata, a cui manca solo la promulgazione da parte di G.W.Bush, concede amnistia per possibili crimini di guerra commessi da personale statunitense negli ultimi anni (per tortura, incarcerazione clandestina, sparizione di persone ed altro), ridefinisce per la prima volta in più di 50anni la Convenzione di Ginevra, autorizza di fatto la tortura (ufficialmente denominata “tecnica di interrogatorio”), e annulla per sempre il diritto dei detenuti del diritto fondamentale alla difesa.Con quest’iniziativa, il presidente e i suoi rappresentanti hanno anche il potere di accusare praticamente qualsiasi cittadino del mondo, compresi gli immigrati regolari, di essere dei terroristi, il che porta alla detenzione a tempo indeterminato senza accesso ad un giusto processo in tribunale, visto che l’accordo firmato alla Casa Bianca prevede anche che “è severamente limitato il diritto dei prigionieri ad appellarsi a corti di grado superiore, compresa la Corte Suprema, per chiedere la propria liberazione”. La legge prevede inoltre che siano permessi tutti i “metodi d’interrogatorio” considerati ammissibili dal presidente, cioè verrà considerata tortura solo quella definita da Bush attraverso ordini esecutivi segreti.
In altre parole il governo americano legalizza la violazione della Convenzione di Ginevra, visto che ne punirà solo le “gravi violazioni”, intendendo con questo termine solo la violenza sessuale e gli esperimenti chimici e biologici sui prigionieri, ma anche la violazione di tutti gli accordi internazionali per la protezione dei diritti umani. Come sempre però il lato negativo della vicenda è soprattutto il silenzio dei media, non si può rimanere in silenzio ed accettare supinamente l’esistenza di carceri segrete, l’abolizione dell’habeas corpus e la negazione della presunzione d’innocenza.
Possibile che in questo lato dell’oceano non interessi a nessuno? Possibile che non ci sia nessuno reazione a questa notizia? Possibile che ci sia da parte dell’Italia, ma non solo, una totale e completa sottomissione al volere degli Stati Uniti? Non voglio e non posso crederlo, però nel frattempo ora il governo americano ha il diritto di sottomettermi e torturarmi senza che io possa difendermi per via legali e senza che io abbia la possibilità di sapere perché sono accusato, tutto questo in nome della guerra al terrorismo.Una domanda finale:
C’è ancora qualcuno che crede che il modello americano sia il più democratico del mondo?
E’ questo il modello che gli Stati Uniti vogliono esportare nel resto del Mondo?
Invito tutti a una riflessione.
Non si può parlare di democrazia quando si usano strumenti che vanno contro i diritti degli uomini. Prima torturano i prigionieri bombardano case di civili poi innalzano un muro contro l'immigrazione. Gli USA hanno fatto credere per anni che il Muro di Berlino fosse il simbolo dell'anti-democrazia e poi lo fanno pure loro? Allora quello che ascoltiamo sono solo fanfarate piene di corbellerie becere. Loro possono fare tutto perchè sono l'America.
Intervento di Chavez alle Nazioni Unite, 20 settembre 2006
La democrazia,caro Pagliula, non può essere intesa come una acquiescenza tacita e supina alla prepotenza e alla sopraffazione dell'altra parte.La democrazia deve essere il più possibile equivalente fra le due parti.Se da una parte c'è sopraffazione prepotenza ecc, sia pure in parte giustificata, ma la parte che subisce non ne ha alcuna colpa, allora è giusto prendere delle iniziative per tutelarsi.Secondo te gli USA dovrebbero stare sempre zitti fermi e subire attantati violenze e altro?Ma questa non è democrazia.Saluti
che la smettano con questa pagliacciata della più grande democrazia del mondo. O, meglio, dovremmo smetterla noi di dire stupidate sulla presunta altisonante essenza di questa democrazia. I Paesi da guardare come esempio sono diventati altri, non ti sembra? Poi se vogliamo dire che son meglio gli Usa di Cuba o dell' Arabia saudita, questo è un discorso diverso. Ecco, non abbiamo ancora imparato a riflettere su questo, prima di lanciarci a perorare la causa della presunta supremazia di questa democrazia su tutte le altre.
Mi può anche stare bene quello che dite, ma almeno che la smettano con questa storia della più grande democrazia del mondo! Chi dice queste cose bestemmia, dimostrando di non avere la minima idea di cosa sia una Democrazia. Se gli Usa sono la più grande democrazia del mondo, chi lo sostiene dovrebbe farsi un giretto in Finlandia, in Svezia, in Norvegia.... Loro cosa dovrebbero dire? Se esiste una proporzione nelle parole usate, quei Paesi dovrebbero essere definiti un Paradiso, un Nirvana... Non mi sembra che siano squassati dal terrorismo, tra l'altro, nonostante la loro tolleranza. Come la mettiamo?
Se qualcuno fosse interessato, su questo tema esiste un documentario diffuso dalla BBC e che sta uscendo ora nei cinema italiani intitolato The Road to Guantanamo. Trattasi della storia di tre musulmani di origini britanniche, arrestati durante la loro permanenza in Pakistan e deportati senza tante scuse a Guantanamo, dove sono rimasti per due anni per poi esser rilasciati con tante scuse. Accuse di terrorismo e tutta una serie di violenze fisiche e psicologiche. A seguito di queste e altre vicende la Casa Bianca sta decidendo di riapplicare la convenzione di Ginevra anche ai condannati di questa prigione. Riporto da un abstract dal testo di Silvio Riondonato "Profili del diritto penale di guerra statunitense contro il terrorismo"
I detenuti di Guantanamo sono di eterogenea estrazione: taluni facevano parte dell'esercito regolare afgano, altri provengono da organizzazioni ritenute terroristiche (Al Qaeda, anzitutto). Queste ultime, benché siano insuscettibili di essere inquadrate nella nozione di esercito regolare, mantenevano con il governo dei Talebani profondi legami ideologici, logistici, militari.
L'Esecutivo statunitense ha costantemente definito i detenuti di Guantanamo "combattenti illegittimi", rifiutandosi di riconoscere loro lo status di "prigionieri di guerra" (POW) con i conseguenti diritti e tutele previsti dalla Terza Convenzione di Ginevra del 12 agosto 194930. Ma l'art. 4 di questo trattato stabilisce che lo status di prisoner of war deve essere riconosciuto: ai membri delle Forze Armate di una parte in conflitto, in ogni caso; ai membri delle altre milizie e degli altri corpi di volontari (che la norma definisce "gruppi di resistenza organizzati"), qualora concorrano certe condizioni e, precisamente, allorché (1) abbiano alla loro testa un comandante responsabile dei propri subordinati, (2) portino un segno distintivo fisso riconoscibile a distanza, (3) portino apertamente le armi, (4) si attengano, nelle loro operazioni, alle leggi e agli usi di guerra.
tratto da: http://www.studiperlapace.it/view_news_html?
news_id=20060813152943
La mia domanda è: questo avviene dopo quanti anni? sarebbe banale dire che su quell'isola il termine democrazia sia stato concellato dal vocabolario.
per Luigi: mi ha molto colpito il tuo intervento. Parliamo di democrazia e di un paese dove "chi subisce deve difendersi". Perdonami ma mi sembra che gli Stati Uniti da quando hanno cominciato ad interessarsi a ciò che avveniva nel mondo, durante la I GM, non siano stati esattamente il paese più passivo di questa terra. Se piuttosto facciamo un discorso sul fatto che un certo tipo di attentati va a colpire soprattutto i civili, beh questa è altra cosa. Ma anche in questo senso direi che, anche in un caso come la "guerra di liberazione dell'Iraq", le vittime civili non si contano. E allora, come la mettiamo?
Non sapendo rispondere correttamente a quanto ho scritto, si allarga il topic a guantanamo e oltre.Ma cosa c'entra questo con il topic proposto da Pagliula.Allora perchè non parliamo dei campi sovietici o di castro o dei bot people ecc.Io ho detto che gli USA debbono giustamente difendersi dalla invasione proveninte dal messico.Come noi dobbiamo difenderci da quella degli extra. Magari anche voi che scrivete siete contro l'immigrazione clandestina in italia ma se è l'america ad essere invasa allora si spolverano anche le atrocità di Guantanamo.Ma perchè non parlate degli oltre TREMILA morti nelle due torri e i numerosissimi feriti?Questo va bene e non si cita perchè sono gli americani a subire.Rispondete al topic proposto da Pagliula senza allargamenti perchè altrimenti non si arrriva mai si spolverano i gulash e ad altre delizie dell'ex (per fortuna) impero sovietico, cubano, pol pot ecc. ecc..
La notizia dell'abolizione dell’habeas corpus e' passata al Tg in prima serata, quindi non proprio in sordina. E' che se non fanno qualcosa i politici, in Italia il popolo puo' fare ben poco.
Non capisco cmq., perche' ti soprenda che negli Usa vogliano costruire un muro per prendere piu' voti. Da noi per farlo, hanno pensato di dare il voto subito agli immigrati!
Sinceramente trovo invece che ciò che riguarda i prigionieri di Guantanamo sia più che pertinente, per quanto riguarda la II legge approvata sulla negazione dell'habeas corpus, visto che si menziona la possibilità di accusare qualsiasi cittadino del mondo, di eliminare la presunzione di innocenza e infliggere "legalmente" metodi di tortura.
quanto a ciò che scrivi: qui nessuno dice che la posizione storica e politica degli estremismi dei suddetti "comunismi" sia infallibile, da Castro a Stalin, Trotzky e compagnia. Trovo piuttosto quanto mai ironico che si parli di democrazia di fronte a due leggi che negano diritti fondamentali la cui importanza si fonda in dibattiti, protocolli e legislazioni che nascono, signori miei, 300 anni fa e si sono sviluppati sino ai giorni nostri. (questi sono solo 2 degli esempi, ma potremmo tirar fuori i casi e le leggi sulla pena di morte e sarebbe uguale - ma come dicevi tu, restiamo in tema).
La questione dell'emigrazione è un altro discorso; che il muro non possa che essere una soluzione temporanea, è una mia opinione personale. [Per quanto sia, la mia memoria ricorda che anche il celebre precedente tedesco, passato quasi mezzo secolo, è stato non a caso abbattuto.]
A questo aggiungo un'ulteriore considerazione...In Italia, siamo sempre stati un popolo di emigranti: alzi la mano chi non ha un amico o un parente che abbia dei cugini,zii, bisnonni emigrati in argentina, o negli stati uniti o dovunque sia; perciò, che si parli di "difesa" mi fa in parte sorridere. Rispolveriamo piuttosto qualcosa che si sta tentando di insegnare proprio dagli ultimi dieci anni: apri qualsiasi pagina di facoltà, scuole, ministeri : è tutto un "interculturalità, multiculturalismo, mediazione (linguistica e non)". Ora, se l'attitudine di fronte all'emigrante è questa, e il dato di fatto è che ci stiamo spingendo verso una convivenza multiculturale nata dalla medesima globalizzazione di società e economie, adottando un punto di vista difensivo non si farà altro che creare ulteriori razzismi e terrori. Certo la costruzione di un muro, rispetto a ciò che esso stesso simboleggia a livello di immaginario europeo e mondiale, non può definirsi un atto Distensivo. Come dici tu è una Difesa-una barriera, ma anche un ostacolo. Quanto all'ammontare di investimenti per la sua costruzione, mi viene in mente che avrebbero potuto utilizzarli in modo alquanto differente: dalla costruzione di case, a fondi di aiuti alle famiglie, alla creazione di centri di accoglienza e sostegno, gruppi di aiuto all'integrazione sociale per le zone di frontiera.
L'impossibilità di reazione del governo panista aprirebbe altre parentesi... ma per ora mi fermo qui. Sempre disposta a continuare, se facesse piacere.
non riesco a capire dove vorresti arrivare con l'immigrazione.Se gli stati dessero ascolto alle tue improponibili e impresentabili tesi si arriverebbe a sovvertire i costumi le usanze in una parola le radici di un popolo e di uno stato; perchè, se come tu sostieni, non si dovrebbe porre limite all'immigrazione si potrebbe arrivare in italia anche 30 milioni di immigrati o più.E allora?come la metti? la stessa cosa potrebbe succedere in qualsiasi stato e allora tiriamo su un muro perchè nessuno stato può controllare centinaia di kilometri di frontiera giorno e notte.Mi sembra ovvio.Le teorie sono una cosa la pratica e la logica ne sono un'altra.I fatti PRATICI sono questi.Bisogna comunque mettere un freno e un limite all'immigrazione ti piaccia o meno ma TUTTI gli stati non solo io, dicono queste cose.Anche la spagna la grecia la turchia e moltissimi altri stati. L'america negli anni all'inizio del secolo pretendeva il passaporto rosso.Solo tu sostieni queste tesi dell'immigrazione totale e senza limiti. Un'assurdità.
@luigi
caro luigi tu limiti un problema come quello dell'immigrazione ad un semplice controllo di frontiere???
fammi capire...a te non interessa o non trovi più efficace cercare di capire dove e perchè nasce questo problema ???
tu credi effettivamente che questo muro ridurrà l'immigrazione clandestina dal messico????
@marchesa
ti ringrazio per il contributo e per la risposta data a luigi
Tutti,quindi compreso te, parlate di questi immigrati come se venissero dall'altro mondo e non da uno stato spesso molto ricco in miniere,petrolio e altro.Quindi i problemi loro li debbono risolvere i LORO ministri e i LORO capi di governo eventualmente con la collaborazione e l'aiuto di stati più progrediti.Le politiche degli stati di qualsiasi genere (specie economiche) le DEBBONO FARE i LORO governi.Mi sembra una cosa ovvia che però tu mi costringi a scrivere non so il perchè.Non capisco neanche perchè ringrazi madama la marchesa per la risposta che NON ha dato al mio post.Il muro è l'unica cosa, anche se riprovevole, che si possa fare per limitare la massiccia invasione di immigrati devastante per uno stato.
@ luigi
Caro Luigi, tra 6 mesi vedremo le statistiche e controlleremo l'effettivo calo di immigrazione clandestina tra la frontiera di messico e stati uniti. Io dubito che ci sarà, l'unico dato che varierà sarà sicuramente l'innalzamento dei morti per fame, sete e quant'altro tra i messicani che comunque tenteranno di passare il confine.
Poi mi parli si un paese ricco dove il governo non riesce a migliorare le condizioni dei propri cittadini, devo dedurre che non sei a conoscenza del NAFTA, trattato di libero commercio tra messico usa e canada che ha portato letteralmente al collasso l'economia messicana rendendola schiava degli Usa e delle varie istituzioni come Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale. Dal 1994 quando quest'accordo è stato stipulato il Messico ha subito una devastante crisi economico-monetaria. I trattati di libero commercio sono una forma di aggregazione geo-economica e geo-politica e il Nafta rientra perfettamente in questa descrizione.
Forse l'aspetto più scandaloso di questi accordi è l'unilateralità, infatti tra gli accordi commerciali tra paesi europei per esempio c'e' bilateralità ed il libero movimento non riguarda solo i beni commerciali ma anche le persone fisiche ed i capitali, questo non avviene con il Nafta dove c'è un accordo solo per i beni commerciali e gli Stati Uniti sono il paese dominante per tutti i versi.
Un altro problema messicano difficile da superare è la diffusa corruzione della classe politica dominante, questo problema però sarà molto difficile da superare soprattutto se gli Stati Uniti continuano ad appoggiare i governi corrotti. Dovresti sapere che in messico a luglio ci sono state le elezioni vinte dal centrodestra con conclamati brogli elettorali, susseguiti da proteste di piazza formate da 3 milioni di persone. Agli Usa, che come molti altri stati "grandi" mondiali hanno mantenuto il silenzio sulla vicenda, andava molto meglio il governo corrotto di Calderon e del Pan (partido accion nacional) rispetto al governo di centro sinistra che si prospettava capeggiato da Obrador.
Tutto questo per farti capire, o meglio farti riflettere, che i problemi messicani non sono esclusivamente LORO. La politica economica e non solo messicana dipende indirettamente ma più spesso direttamente da quella made in USA.
@Pagliula
il mio post era generico e se lo leggi attentamente non può sfuggirti.Però anche se vuoi rimanere nel sud-america,gli stati sono quasi tutti corrotti e questo non giustifica la fuga.I messicani dovrebbero lottare e non fuggire.In quasi tutti gli stati ci sono stati governi corrotti, dittature, ministri incapaci ecc.ma noi e altri stati ci siamo ribellati.Chavez è capo di uno stato che è il quinto produttore di petrolio al mondo ma le cose vanno malissimo anche in venezuela.Secondo te debbono essere sempre i popoli che sono riusciti a darsi una democrazia accettabile a risolvere i problemi di tutti gli stati del mondo corrotti o incapaci? Lasciamo perdere.Saluti
@Luigi
Informati bene sul Nafta. Grazie a dio nel resto del sudamerica le cose cominciano ad andare decisamente meglio. Il Venezuela di Chavez economicamente migliora a vista d'occhio, quasi tutti i paesi sudamericani hanno abbandonato i trattati di libero commercio con gli Usa e puntano all'indipendenza economica e l'integrazione del Mercosur. Dal 2007 Argentina e Brasile potrebbero fare a meno del dollaro come moneta di riferimento dei propri scambi commerciali. E notizia di qualche giorno fa, anche l'uruguay che tentennava alla fine non firmerà un trattato di libero commercio con gli Usa.
Il messico purtroppo, perchè è uno dei paesi che ho più a cuore, non è in linea con questi cambiamenti, però la vicinanza con gli Stati Uniti è un grosso macigno e la destra al potere è succube del governo statunitense a cui non può fare torti perchè guida il Messico grazie all'appoggio Usa. La protesta in messico dopo le elezioni c'è stata e come, manifestazioni con milioni di persone in piazza a protestare contro i brogli, purtroppo non ha avuto voce tra i media e l'appoggio di paesi forti.
Leggiti quest'articolo :
http://verosudamerica.blogspot.com/2006/09/speciale-elezioni-messicane.html
non rispondi agli argomenti iniziali,nè ai miei interrogativi,ma ti stai allargando su topic che non c'entrano nulla e che tu vedi di buon occhio forse suggestionato.L'argentina si trova in una situazione disastrosa.Ha truffato migliaia di investitori di bond e si rifiuta di risarcirli.Chavez nel 1992 tentò un colpo di stato ma gli andò male.Fra le altre cose ha detto anche che garantirà la proprietà privata,le privatizzazioni gli investimenti esteri bla blà, MA entro i limiti dell'interesse superiore dello stato!!!!E' amico e condivide la politica del dittatore sanguinario castro.Recentemente è andato a trovarlo in ospedale e si sono abbracciati.Permetti che qualche dubbio possa averlo sul significato che da alla parola democrazia?Per me hanno pochissima importanza i trattati: sono pezzi di carta come il passato insegna,io valuto la politica i miglioramenti e la cosa più importante se c'è vera democrazia e non espropri o altro incompatibile con una democrazia vera.Chavez è un popolista giacobino che chiacchiera e ha prodotto poco dopo sette anni.Ne ho visti altri di chiacchieroni: Peron,Mandela, Castro ecc.poi la gente si ritrova come prima.Comunque rispondi a questa domanda per ritornare al topic: perchè la gente fugge da cuba, dal messico dal sud est asiatico ecc. e non mi risulta che sia fuggito nessuno dagli USA o dall'europa recentemente?da cuba e dal sudest asiatico la gente è fuggita rischiando la pelle e moltissimi sono morti.Cerca di non allargarti ma di rispondere a quanto sopra.
@ luigi:
forse non ci stiamo capendo, mi sembra di averti risposto e di non aver divagato anzi. Mi sembra che tu ogni volta stia spostando il discorso su altri binari. Tra parentesi i trattati di libero commercio hanno influito sulla storia economica del continente molto più di quanto tu creda. L'esempio che tu porti, quello dell'argentina è lampante. Se l'argentina si è trovata in quella situazione è solo colpa del estremismo del neoliberismo che ha rovinato l'economia del paese. Poi Chavez forse non lo sai ma ad un golpe appoggiato dagli stati uniti è riuscito a resistere grazie all'appoggio popolare, lo stesso appoggio che gli ha permesso di vincere tutte le tornate elettorali che ha sostenuto.
Comunque caro luigi forse non ci capiamo bene, per questo cercherò di darti una risposta con una frase di Eduardo Galeano riportata nella sua opera più famosa "le vene aperte dell'america latina" datata 1971:
"un paese è posseduto e dominato dal capitale che vi è investito. Abbiamo perduto per strada perfino il diritto di chiamarci americani. Oggi per il mondo l'America è costituita dagli Stati Uniti e basta: noi, al massimo, abitiamo in una sub-America, in un'America di seconda classe, dall'identificazione incerta.
L'America Latina è la regione dalle vene aperte. Dalla scoperta ai nostri giorni, tutto si è trasformato sempre in capitale europeo o, più tardi nordamericano.
Il modo di produzione e la struttura delle classi di ogni nostra regione sono state via via determinate dall'esterno, in base al loro inserimento nell'ingranaggio universale del capitalismo."
@Pagliula
leggere i tuoi commenti è molto divertente perchè se la rivoluzione fallisce e chavez si fa 2 anni di carcere la colpa è degli USA. Se l'economia va a rotoli (Argentina) la colpa è sempre degli altri che tu chiami neoliberismo (una etichetta si trova sempre)la realtà è che in argentina hanno rubato a 4 mani e non hanno pagato chi ingenuo ha creduto alla ripresa di quello stato comporando titoli.Se le cose vanno appena meglio (venezuela)il merito è dei bravi governanti e del nuovo corso.Ti ho già detto che per me sono solo chiacchieroni come insegna la lunga storia dei paesi sudamericani e del sud africa dove la gente continua a vivere nelle bidonville esattamente come prima del fanfarone di mandela e come stanno in molti paesi sudamericani. Questi sono dati basta informarsi.Io aspetto i fatti e il tempo, prima di dare una qualche credibilità a un militare ex golpista. Ribadisco ciò che ho chiesto:quanta gente è scappata dagli USA o dall'europa?Cioè da quei paesi dove esiste una democrazia accettabile anche se sempre perfettibile.Comunque mi auguro per i paesi sudamericani e sudafricani che finalmente capiscano cosa è una democrazia e che a causa della loro ignoranza non si buttino a testa bassa appoggiando il primo chiacchierone di turno, ma lo sappiano valutare per quello che è veramente, per evitare l'ennesima delusione.
Il muro? potrebbe essere una buona soluzione.
Un muro che serva, non per i clandestini, ma per i predatori Usa ed occidentali, che vanno a derubare sistematicamente, gli altri paesi, classificati di terzo/quarto mondo.
Un muro che serva, a questi paese ad autogovernarsi (senza la democrazia imposta dall'occidente ed i relativi governi fantocci, sanguinari e corrotti, sostenuti dagli USA & C., per i loro loschi affari).
Un paradosso? Forse! ma non conviene, non conviene ai giovincelli occidentali, cresciuti nella "bambacia", perchè perderemmo tutti quei "lussi", quel "benessere" frutto delle razzie citate sopra.
Mi sento di dare ragione a luigi quando dice di augurarsi che tutti i popoli sappiano prima o poi il significato della parola democrazia. Proprio TUTTI compresi e soprattutto gli Usa che come dimostra questo post non ne sanno affatto il significato.
Per il resto non concordo con niente di quello che scrive Luigi e invece mi sento in sintonia con le idee di Antonio. Non si può infatti affermare che il neoliberismo sia solo un'etichetta.
Bello anche il post su Lula...
ciao
@luigi
devo dedurre che non sai leggere bene, perchè se l'avessi fatto avresti letto nell'articolo che ho postato ieri su Lula che: è vero che il partito di Lula si sia macchiato di corruzione, ma il coinvolgimento di Lula non è sicuro, anzi molto probabilmente Lula non ne era neanche a conoscenza. é vero invece l'ammissione in tv che vedo come un atto dovuto al suo popolo.
per il resto mi sono stancato di ripeterti sempre le stesse cose, visto che comunque pare che non vuoi neanche tentare di capire cosa ti scrivo e rimani fermo sulle tue convinzioni.
@freedom
sono d'accordissimo con te quando dice che non si può affermare come ha fatto LUIGI che il neoliberismo sia solo un etichetta
Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire e capire.Dunque,Argentina "spariti" moltissimi miliardi dei sottoscrittori mondiali per l'acquisto di bond.E non se ne parla di restituzione la faranno in 35 anni.Venezuela un golpista che ha fatto due anni di carcere non per motivi ideologici o politici ma per un golpe.Brasile, qui siamo al ridicolo, neghi ciò che lo stesso Lula ha ammesso con ampie scuse.Cosa altro mi resta da dire.Mi trovo di fronte a persone che per non ammettere fatti comprovati e ammessi da tutti
negano l'evidenza e per giustificare il fallimento di quei governi tira fuori trattati che quei governi hanno firmato.
@Luigi
no ti risponderò più perchè non apporti niente di sostruttivo: chavez è alla guida del venezuela grazie a libere elezioni democratiche, ed ha superato tutte le tornate elettorali vincendole, ha anche dovuto sventare un golpe contro di lui organizzato da oppositori del suo governo spalleggiati dalla casa bianca!!! vuoi negare questo??? Mentre per il brasile ti sbagli perchè lula ha ammesso che esponenti del suo partito hanno rubato ma non la sua implicazione, ed ha reagito espellendo i membri del pt dal governo e dal partito...per quanto riguarda i bond argentini forse hai dimenticato che queste cose le fanno anche da noi, vedi parmalat e cirio anche se siamo in italia e siamo un paese democratico da 50 anni e con istituzini solide...non c'e' bisogno di andare a vedere che succede in argentina
se poi fuoi trafugare i fatti reali continua pure
Ami portare esempi più vicini a noi come il paragone dell'argentina con l'italia.Ma questo non giustifica un bel niente;solo che ci sono ladri in tutte e due le nazioni.E allora? Chavez ha fatto due anni di carcere per un,forse democratico, golpe.Prova ad immaginare, dato che ami paragoni vicini a noi,cosa sarebbe successo in italia se il golpe e la galera l'avesse fatti berlusconi?Ma il fatto è successo nell'amato rosso venezuela e allora tutto si giustifica.Fa molto marxismo.Pensa e rispondimi.
Il brasile, che ha firmato il global contact,anche ammesso e assolutamente non concesso(perchè ammesso da lui) che Lula non abbia rubato personalmente, ma qualche altro ladro del SUO partito; non venirmi a raccontare che lui non ne sapeva niente anche se questo fa molto prodi che non sapeva niente di telecom.Queste sinistre sono uguali in tutto il mondo.Comunque l'operaio lula ora non vive più nell'indigenza, ma nel benessere chissà cosa sarà successo?fammi sapere.luigi.
@ luigi
leggi questo post sulla corruzzione di cardozo.
Polémica alianza del rival de Lula con un ex gobernador presuntamente corrupto
@caro Antonio (scusami ma preferisco il nome è molto più semplice):
esprimi una opinione che per me è vera al contrario.Non hai mai risposto alle mie note,ma tirando fuori sempre nuovi argomenti.Nessuna delle mie richieste o domande ha avuto risposta.La requentazione del blog non ha nulla a vedere con le opinioni,mi interesano gli argomenti e li seguo.Tutto qui.Saluti.Luigi
@ luigi
io non voglio fare cambiare idea a nessuno, però mi sembra di averti dato anche troppe risposte. le tue note hanno avuto anche troppo spazio. se poi tu non condividi le mie opinioni a me non interessa. io non voglio insegnare niente a nessuno. anche perchè solo tu hai criticato il mio pensiero in questo post, tutti gli altri non hanno avanzato critiche (anzi hanno avuto da ridire sui tuoi commenti)sia qui che su Libero.it , dove il post è stato pubblicato perchè ritenuto "particolarmente valido" a detta della redazione di libero.
Caro luigi ti ringrazio per la tua presenza assidua, anche se non ti interessano le mie opinioni mi fa piacere che tu sia interessato agli argomenti. ti devo però chiedere visto che non apporti nessuna novità da almeno 6 commenti a questa parte di chiudere la discussione su questo post altrimenti nono avroò più nè il tempo nè la disponibilità a risponderti. se dobbiamo avere una discussione privata contattami di persona sulla mail che trovi nel mio profilo.
ti ringrazio
p.s. mi piacerebbe incontrarti per discutere un po perchè con i commenti scritti credo che non siamo riusciti a capirci bene...
ciao
Che tristezza... mi dispiace per gli americani, ma è un dato di fatto che sono stati traditi i valori e gli ideali della repubblica. Molti sinceri patrioti americani dicono questo, che è stata messa da parte la repubblica per far spazio all'impero, con tutto quello che ne consegue...
Nel nostro piccolo, anche da noi si sono traditi i valori della Costituzione e molte parti sono rimaste esclusivamente sulla carta, e lì rimarranno chissà fino a quando... certe cose non basta scriverle, bisogna pretenderle o prendersele.
La convenzione di ginevra si applica SOLO ai combattenti “regolari”, ossia facenti parte di un esercito con tanto di uniforme e segni distintivi. I guerriglieri, i terroristi e i sobbillatori sono esclusi anche perchè non sono riconoscibili e quindi “violano” le regole di guerra. E' troppo comodo per un terrorista nascondersi (magari dietro ai civili), attaccare di sorpresa e poi pretendere di essere trattato come chi affronta il nemico a viso aperto.
Leggo che si parla a sproposito sia della convenzione di Ginevra, sia del muro di Berlino. La prima, come ho già scritto, si applica ai prigionieri DI GUERRA, ossia ai componenti di un esercito regolare con tanto di uniforme e segni distintivi. Per intenderci, un sergente della Guardia Repubblicana di Saddam rientra nella categoria, un codardo che mette un'autobomba fuori da un centro commerciale, no. Il muro di Berlino, poi, era l'esatto contrario di quello che vogliono alzare gli statunitensi perchè era stato costruito per impedire di USCIRE e non di entrare.
![Validate my RSS feed feed [Valid RSS feed]](http://validator.w3.org/feed/images/valid-rss.png)















