Lula Inacio da Silva, conosciuto in tutto il mondo semplicemente come Lula, è attualmente, per chi non lo conoscesse, il leader politico di sinistra con maggiore vocazione democratica della storia latinoamericana. Leader sindacalista della metallurgia di San Paolo prima, presidente e fondatore del PT (partito dei lavoratori) poi, Lula nel 2003 salì al potere come presidente brasiliano e trovò un Brasile, l’economia più forte dell’America Latina, in piena crisi economica, con un patrimonio statale misero e indebitato, e con un’inflazione galoppante che aveva catapultato i prezzi di prima necessità alle stelle. Un Brasile ereditato dagli otto anni di governo di Fernando Enrique Cardoso, teoricamente leader socialdemocratico ma in realtà campione di neo-liberismo e vittima di Fondo Monetario e Banca Mondiale.Una volta al governo Lula ha saputo gestire i suoi principi e le sue convinzioni sociali, che gli hanno permesso di arrivare al potere, con la paura degli investitori stranieri che temevano un governo di estrema sinistra che avrebbe pregiudicato l’economia di mercato brasiliana. Con questa tecnica “moderata” ha saputo risollevare l’andamento dell’economia, ha ridotto notevolmente l’inflazione (oggi stabile), ha raddoppiato le esportazioni brasiliane nel mondo. Non solo, è anche riuscito a puntare sul continente sudamericano impegnandosi con gli altri stati nel progetto del Mercosur, ha fatto registrare una crescita media del 4% del Pil ed è riuscito a restituire il debito che il Brasile aveva nei confronti del Fondo Monetario Internazionale, risultato importantissimo perché sgancia definitivamente il governo brasiliano dall’influenza del Fmi, ossia dagli Stati Uniti, e può permettere la de-dollarizzazione dell’economia vista la dimostrata solidità del real.
Sull’altro piatto della bilancia Lula ha saputo mettere i programmi sociali della Borsa Famiglia, l’avvio del programma “fame zero”, il raddoppiamento del salario minimo (ora di 80 euro rispetto alle 40 di quattro anni fa) e il sussidio per l’istruzione (in Brasile ci sono zone dove ancora l’analfabetismo raggiunge il 60%) tutte iniziative che gli ha consentito un forte appoggio da parte delle classi più povere, risollevate dal suo governo, come ha dimostrato il plebiscito (70%) ottenuto nel primo turno elettorale nel Nordeste, la parte più povera in assoluto del Brasile.Vi starete domandando sicuramente: Perché quindi Lula non è riuscito a vincere al primo turno queste elezioni, visto i risultati del suo governo? Bene, la risposta è complessa ma vediamo di fare un’analisi.
Lula ha ottenuto il 49% dei voti, cioè andrà al ballottaggio solo per l’1%, però questa non è una giustificazione infatti ci sono chiaramente anche altre motivazioni per la sua “non vittoria” al primo turno. Se, infatti, le classi più basse della società brasiliana erano completamente pro-Lula c’è stata una netta diminuzione dei voti della classe media (termine in voga in questi giorni anche in Italia) ossia una buona parte del suo elettorato tradizionale. Le cause possono essere molteplici ma quasi tutte riconducibili alle accuse di corruzione. Purtroppo infatti alcuni collaboratori del partito di Lula, il PT, hanno confuso l’essere al governo con il potersi approfittare dei vantaggi che il potere implica. Ne sono seguiti gli scandali di corruzione che conosciamo e l’immagine di Lula lentamente ha cominciato a soffrirne come hanno poi evidenziato i risultati di domenica scorsa. Gli uomini del suo partito hanno commesso gravissimi errori e Lula ne ha pagato forse oltremodo visto che comunque non è stato affatto dimostrato il suo coinvolgimento o la sua conoscenza dei fatti. Non sono neanche bastate le scuse pubbliche alla nazione con un discorso in tv, quando un Lula visibilmente scioccato e quasi in lacrime si è scusato a nome del suo partito.
Il ballottaggio è quindi il risultato del disincanto della classe media urbana che ha diviso i voti di sinistra sugli altri candidati entrambi ex PT, Heloisa Helena (6,8% appoggiata dalla parte più radicale e anche da alcuni intellettuali internazionali come Chomsky delusi dallo stampo, a detta loro, ancora troppo neo-liberista di Lula) e Cristobal Buarque (2,7% ex ministro dell’istruzione). Tra questi due candidati si è disperso l’1% che è mancato a Lula per vincere al primo turno e che invece lo costringerà al ballottaggio con Geraldo Alckmin, sulla carta definito socialdemocratico però filostatunitense nella realtà, vicino all’Opus Dei, che nella tornata elettorale ha ottenuto il 42% dei voti.Mi sembra di aver analizzato abbastanza chiaramente la storia di Lula, il suo primo mandato e i risultati del primo turno elettorale, quindi non mi resta che rispondere alla domanda che dà il titolo a quest’articolo: Perché Lula?
Perché spero che vinca Lula? Perché credo che Lula rappresenti uno degli esempi migliori per il continente sudamericano, perché Lula ha ancora progetti e proposte valide per continuare la sua rivoluzione sociale in Brasile, perché vedo Lula come il paradigma del leader di sinistra del XXI secolo, un leader socialista, un leader di un socialismo moderno, quello che vogliamo costruire tutti insieme, un socialismo che eviti gli errori del passato e che abbia le sue basi nella libertà e nella forza dello spirito, che permetta il miglioramento della qualità della vita e che renda possibile l’inclusione degli esclusi, dove per “esclusi” intendo i 2/3 della popolazione mondiale tagliati fuori da un modello economico terribilmente brutale e ingiusto come è il capitalismo neo-liberista. Per tutte queste ragioni e non tralasciando dall’analisi gli scandali di corruzione, che comunque sono stati combattuti e denunciati dallo stesso Lula, ritengo che la rielezione di Lula sia il meglio che possa augurarmi per il Brasile e per il futuro di tutto il continente sudamericano.
da quello che mi risulta sono molti i delusi da Lula; molti che dei dati del Pil se ne fanno poco. Qualcosa lula avrà fatto ma tu mi sembri molto ottimista; sembra tu abbia letto 4 dati economici e deciso che in Brasile tutto va bene. In realtà credo che nelle favelas, o in zone rurali non sia cambiato molto.
be cmq anchio spero in Lula, e spero che questo giro, con l'appoggio dei suoi vicini possa fare qualcsa di più
arituro hai ragione, in molti sono stati delusi da Lula. La mia intenzione non era quella di fare l'ottimista, volevo però sottolineare quello che Lula ha fatto. Perchè Lula qualcosa effettivamente ha fatto, non sarà stata una rivoluzione, si poteva fare forse di più ma comunque è iniziato un processo che merita di essere continuato. Per questo spero che Lula continui a lavorare per il Brasile
Caso di corruzione del rivale di Lula
come vedete c'è anche corruzione dall'altra parte...
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