venerdì 20 ottobre 2006



Dubbi, riflessioni e paure sulle prossime elezioni in Venezuela.

In seguito al dibattito con Alan Woods sul Venezuela a Milano, di cui riporterò a giorni l’intero contenuto, molti sono stati gli spunti di riflessione. In particolare sono rimasto colpito da una domanda rivolta ad Alan Woods a fine incontro da un gruppo di cittadini venezuelani che avevano assistito all’incontro.

¿”Y si Rosales desaparece”? (Cosa succederebbe in caso di scomparsa di Rosales?) - Hanno chiesto ad Alan Woods.

Forse per problemi di tempo (era già tardi e dovavamo abbandonare la sede del dibattito) Alan non ha interpretato correttamente credo il senso della domanda.

Io ho invece approfondito la discussione con loro perché credo sia d’importanza assoluta. La loro domanda si riferiva a Rosales, ossia il candidato che si sta presentando come alternativa a Chàvez nelle prossime elezioni di dicembre. Ho voluto continuare a chiedere bene cosa sapessero, anche perché solo pochi giorni fa avevo letto un interessantissimo articolo di Gennaro Carotenuto a riguardo (America Latina, arriva la mano pesante delle destre). Riporto alcune frasi dell’articolo:

Secondo tutti i calcoli e i sondaggi indipendenti –ci rivela il Ministro della Cultura venezuelano, Francisco Sesto- il candidato dell’opposizione unita, Manuel Rosales, può al massimo aspirare alla metà dei voti sui quali conta Chávez. Rosales può arrivare ad un terzo dei voti, forse qualche punto in più, ma ha già perso.

E a cosa serve un candidato perdente alle destre venezuelane e a quelle forze, Stati Uniti e Fondo Monetario Internazionale in testa, che con quelle destre ordirono il colpo di stato dell’11 aprile 2002? In America Latina può essere utile a molte cose. Fu utilissimo, per esempio, Luís Donaldo Colosio, il candidato perdente del PRI messicano, assassinato dai suoi a Tijuana nel 1994 e che lasciò il posto ad Ernesto Zedillo, che riuscì alla fine ad evitare l’arrivo alla Presidenza del candidato di sinistra, Cuauhtémoc Cárdenas. Più che un Rosales vivo e straperdente contro Chávez, segnalano da settimane molteplici fonti riservate, potrebbe essere un Rosales morto ammazzato –magari dopo sondaggi fittizi che gli diano speranze di vittoria- il cavallo ideale per debilitare Chávez e per lanciare una campagna mondiale che lo accomuni definitivamente ai paria del mondo e apra le porte a una balcanizzazione del Venezuela con l’aiuto colombiano”.

Logicamente la domanda di questo gruppo venezuelano mi ha subito riportato alla mente le parole di Gennaro, e quindi sono voluto andare più a fondo possibile con loro per capire realmente quale sia il pericolo.

Tra questo gruppo una donna in particolare ha richiamato la mia attenzione. Lei era di ritorno da qualche giorno proprio da Caracas e ha voluto spiegarmi su cosa fossero basate le sue paure.

A Caracas pare stia circolando “en los barrios” (tra i quartieri) la voce su un’eventuale scomparsa improvvisa del candidato delle destre Rosales. Un candidato perdente in partenza e di cui molti, compreso lo stesso Alan Woods, hanno previsto un ritiro prima del 3 dicembre per evitare una pesante sconfitta alle urne. La signora venezuelana affermava che sono troppi i soldi e gli investimenti che la destra venezuelana sta spendendo per la campagna elettorale di Rosales. “Non è normale un tale investimento e tante energie spese per un risultato delle urne che sembra scontato a tutti”, sono state le sue parole. Il timore di molti venezuelani è proprio questo. Si teme che a giorni Rosales scompaia nel vuoto, per far parlare di sequestro o omicidio ordinato da Chàvez con lo scopo esclusivo di annullare le elezioni e destabilizzare lo stesso Chàvez.

A riguardo circolano già da inizio settembre le parole dello stesso Rosales: “Si me matan, es por una orden de Chàvez” ( se verrò ucciso sarà per ordine esclusivo di Chàvez). I dubbi della popolazione venezuelana e non solo cominciano veramente a farsi consistenti. Si sa che Chàvez non avrebbe il minimo interesse a far fuori Rosales perché non c’è nessun dubbio sulla sua vittoria alle urne. E allora chi vorrebbe la morte/scomparsa di Rosales? La stessa destra venezuelana forse, che tanto sta spendendo per una campagna elettorale ripeto inutile, e logicamente enormi sono poi anche gli interessi nordamericani.

Non so se si è notato ma, infatti, si è registrato da un po’ un netto cambiamento d’atteggiamento da parte degli Stati Uniti rispetto ai cambiamenti in corso nel loro cortile di casa, il sudamerica. Se pareva che si stessero solo limitando a screditare Chàvez, Morales e gli altri leader di sinistra, anche con l’aiuto della stampa “libera”, ora già da luglio, in coincidenza con i brogli elettorali in Messico, sembra esserci un netto cambio d’atteggiamento. Si è passato dalle parole ai fatti. Appoggio ai brogli in Messico ed Ecuador (forse anche Brasile e Perù), ricorso a tutti i mezzi possibili per impedire l’ingresso del Venezuela tra i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed anche l’appoggio molto probabile della CIA al golpe, in fase di preparazione avanzata, ai danni di Morales in Bolivia. L’intervento per cambiare l’esito delle libere elezioni venezuelane sarebbe solo la ciliegina sulla torta per riportare sui binari “giusti” la politica sociale ed economica sudamericana.

Ho scritto quest’articolo perché la paura che ho visto in quel gruppetto di venezuelani era tanta, erano sicuri dell’annullamento delle prossime elezioni e mi hanno pregato di riportare il contenuto della nostra discussione. Potrebbero solo essere sospetti senza fondamento, ma questa voce comincia ad essere troppo insistente. Meglio mettere in guardia tutti anche perché sappiamo benissimo che, pur di scalzare Chàvez dal potere, Bush e compagnia non si farebbero scrupoli di nessun tipo.


 

di Antonio Pagliula ~ 3:07 PM

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12 COMMENTI:

20/10/06 3:50 PM, Anonymous Cieli Limpidi

Caro Antonio
La tua apprensione, raccolta "sul campo", mi sembra assolutamente giustificata.
Mi adopererò anch'io per diffondere adeguatamente questo articolo.
Gabriele Paradisi

 

20/10/06 6:26 PM, Anonymous Lupin

Bell'articolo, complimenti!
Speriamo veramente che Rosales campi a lungo...purtroppo però in Italia c'è poco interesse per quello che sta avvenendo in Sudamerica.

 

20/10/06 8:06 PM, Anonymous Marco M

Avevo letto anch'io l'articolo di Carotenuto con apprensione, adesso che ti sei ritrovato a sentirne parlare da cittadini venezuelani la faccenda diventa ancora più preoccupante.
Comunque nessuna persona di minima intelligenza e minimamente informata potrebbe cascarci in un giochetto del genere: il problema è che la quasi totalità delle persone preferisce fare a meno dell'uso dell'intelligenza ed ha un livello di informazione pari a zero (in Italia anche sotto zero).

 

20/10/06 11:46 PM, Anonymous Eliolibre

Condivido totalmente le preoccupazioni del post e dei commenti. Avevo già letto l'articolo di Gennaro Carotenuto e l'ho pubblicato sul mio blog perchè si possa commentare. E' indispensabile la massima mobilitazione in quanto i cambiamenti in atto in sudamerica sono essenziali perchè gli equilibri imposti dall'imperialismo Usa vengano ribaltati. Cerchiamo tutti di fare circolare queste notizie anche se l'orgia mediatica nostrana sta operando spietatamente per impedire che circolini notizie vere.
Eliolibre
(...se il mondo è galantuomo io son figlio di nessuno... Sergio Endrigo)

 

21/10/06 11:09 AM, Blogger SenzaSchemi

Sono spaventato da questa possibilità, mi fa ancora più paura il fatto che se tutto ciò realmente avverrà sono sicuro che nessuno starà dalla parte del popolo venezuelano e di Chavez. Al contrario secondo me si loderà il fatto di aver tolto di mezzo "un dittatore" democraticamente eletto 8 volte consecutive.

I media penseranno al resto...già immagino gli articoli di Omero Ciai e Rampaldi

 

21/10/06 2:54 PM, Anonymous rivoluzionario

La scomparsa di Rosales è probabilissima, ma ritengo che le istituzioni e il sostegno del popolo venezuelano sono abbastanza solide.

Vigilare è sempre molto bene, ma forse non dobbiamo preoccuparci eccessivamente.

 

22/10/06 5:36 PM, Anonymous Filippo

Ciao, bellissimo il tuo blog. Sono sempre stato un appassionato dell'America Latina e condivido profondamente i tuoi argomenti. E' notorio che fin dal 2004 esiste un documento approvato dalla Casa Bianca per un "piano di instaurazione della democrazia a Cuba" che servirebbe come testa di ponte per sbarcare nel continente Sud Americano, dove già c'è la fedele Colombia ad assecondare i piani statunitensi. L'intenzione degli americani verso il Venezuela, che è accusato di essere il motore dello spostamento a sinistra di tutto il continente latino, è quella di procedere il prima possibile verso un ripristino della vergognosa situazione che precedeva l'ascesa al potere di Chavez e che garantiva agli Usa consistenti rastrellamenti di risorse a proprio vantaggio. Giammai potrebbero permettere che Cuba, il Venezuela e la Bolivia possano continuare con il loro "cattivo esempio", prima che anche gli altri paesi (e già è successo) prendano da loro ispirazione... Ma il progresso è una ruota che gira, e l'impero americano prima o poi dovrà ritirarsi dall'America Latina come prima di lui fece un altro impero, quello coloniale spagnolo. Ciao, Filippo.

 

24/10/06 6:08 PM, Anonymous Antonio

"Esta vez estaremos mosca!", questa volta non ci lasceremo sorprendere, come accadde nell'aprile del 2002: sono le parole che continuamente si leggono sui quotidiani, si ascoltano in televisione e per le strade tra la gente che sostiene il Presidente Chávez. Sono ritornato da pochi giorni da questo bellissimo Paese, dove ho trascorso altri due mesi come ogni anno, ansioso di conoscerne sempre più a fondo la sua cultura, la sua gente e il suo ambiente naturale che è unico al mondo. Ebbene mi è sembrato, ancora più dello scorso anno, ancora più di due anni fa che questo Paese, nonostante le mille difficoltà provenienti dall'interno e ancor di più dall'esterno, stia assumendo giorno dopo giorno un ruolo di protagonista nel mondo intero. Mi riferisco naturalmente alla Rivoluzione Bolivariana in corso, un processo che parte dal basso, con il recupero delle coscienze e sopratutto della dignità di un popolo che mai è stato interpellato nelle decisioni storiche, sociali ed economiche che hanno interessato il Venezuela. Adesso questo popolo "está despierto", si è svegliato, reclama la sua identità e la sua dignità perchè qualcuno o un insieme di persone e di situazioni gli hanno fatto capire la fondamentale differenza che esiste tra una democrazia "all'italiana" (dove deleghiamo una rappresentanza più o meno incapace e ignorante tra un elenco che con molta arroganza e disprezzo nei confronti delle nostre esigenze di cittadini ci viene puntualmente imposto dall'alto, per la serie prendere o lasciare, un tipico esempio le ultime elezioni di aprile) e la vera democrazia, non una nuova forma, perchè questa già esisteva nell'antica Atene, in Grecia, circa 2500 anni fa, la cosiddetta "democrazia partecipativa" dove il cittadino prende parte attivamente alla vita politica, dando del "tu" al politico di turno senza timori e reverenze che ricordano il Medio Evo. Era un continuo piacere e anche un'occasione per imparare da vicino, parlare con la popolazione che quotidianamente si raduna a discutere in Plaza Bolívar, a due passi dal Capitolio. Qui sono presenti alcuni stand divulgativi dove sostenitori del processo bolivariano informano la gente che vuole saperne di più (a differenza delle nostre vie dove con molta tristezza solo si viene fermati per chiedere il voto in periodo elettorale) e si parla, si discute dei programmi. Ricordo ancora quello che mi ha detto una anziana signora, ma molto energica e soprattutto attivista bolivariana: "Se solo toccheranno un capello al nostro Presidente, scenderemo in strada a difenderlo e a combattere, come accadde nel 2002 perchè è il nostro Presidente, perchè lo abbiamo eletto con i nostri voti, democraticamente, perchè ha restituito al nostro Paese la dignità che gli era stata tolta!". Mentre parlava dimostrava una fermezza e una convinzione incredibile perchè difendeva il suo futuro e quello del suo Paese e in un certo senso la libertà e i successi sociali ottenuti in questi ultimi anni: faccio l'esempio di questa signora anziana non a caso, in quanto lei certamente ha vissuto gli utlimi decenni della storia di questo Paese e può meglio di ogni altra persona, sulla base della memoria, esprimere un giudizio. Riguardo alla campagna elettorale in corso in questi due mesi ho visto le immagini di numerosissime e imponenti marce fatte quasi sempre il sabato sull'Avenida Libertador, ora dal Governo a sostegno di Chávez, ora dall'opposizione, "los escualidos" come comunemente vengono chiamati, a sostegno di Rosales. Quest'ultimo, governatore del ricchissimo Estado Zulia, per intenderci lo stato occidentale della città di Maracaibo, centro petrolifero di importanza fondamentale per il Venezuela, è appoggiato principalmente dalla media e ricca borghesia, dalle grandi imprese e dai grandi capitali anche stranieri, da tutta quella popolazione che aveva ottenuto notevoli privilegi nei governi degli anni passati (una testimonianza diretta è l'edilizia residenziale di lusso nell'est della città) e che si è arricchita in maniera spropositata a spese di un 80% (o forse più) di popolazione che è sempre vissuta relegata ai margini della società, senza coscienza e soprattutto senza istruzione, cultura, diritti. Il risultato di queste iniquità è stato un progresssivo e inesorabile risveglio che ha permesso al movimento bolivariano di arrivare al governo del Paese con libere elezioni e di superare sempre brillantemente numerose prove elettorali. Il petrolio in Venezuela paradossalmente ha portato moltissima ricchezza per pochi e dall'altro lato una profonda povertà per molti. Se adesso un popolo, in grado di scegliere, reclama per sé una ricchezza che si trova nello stesso suolo dove vive, quindi propria e vuole sfruttare questa ricchezza (attraverso il cosiddetto programma "Siembra petrolera", la semina del petrolio) per avviare un processo di costruzione di opere che ancora mancano e per creare uno stato sociale che porti benessere alla gente del Venezuela, che grande colpa avrebbe? Mi chiedo a questo punto se avere una ricchezza così preziosa soprattutto per garantire i fabbisogni e il tenore di vita di altri Paesi stranieri sia alla fine di tutto una colpa. Il 3 dicembre si deciderà molto sul futuro di questo Paese, sui successi e su ciò che si è costruito in questi ultimi anni, successi anche in politica estera che hanno portato anche a una significativa integrazione tra Paesi latinoamericani come Brasile, Argentina, Bolivia, Uruguay, Ecuador e lo stesso Venezuela. Personalmente stando lì in questi due mesi ho notato da un lato un notevole consenso per il candidato dell'opposizione, cosa soprattutto evidente nei grossi centri, "più ricchi" rispetto alle zone rurali del sud del Paese: d'altra parte la sua campagna è finanziata da un gran numero di imprese, persone dalle grandi risorse economiche, le stesse che hanno visto ridotti i loro interessi in questi anni con il governo di Chávez. Basta però spostarsi negli stati del sud, gli Llanos, nei centri minori per vedere un enorme consenso a favore di Chávez. L'impressione è che l'attuale Presidente vincerà abbastanza nettamente le elezioni perchè il sostegno a suo favore è impressionante. Il solo fatto che lui giri per le piazze e le strade, per i barrios delle città senza un imponente servizio di sicurezza fa capire di come si senta sicuro in mezzo alla sua gente che lo protegge. Infatti il "segreto" del suo successo è proprio il popolo che letteralmente "se vuelve loco por Chávez" come scrive la gente in tanti messaggi di affetto al suo Comandante. Da parte sua Rosales sta portando avanti un disperato tentativo di riscuotere consensi soprattutto tra le fasce più povere della popolazione, percorrendo, a volte sembra letteralmente che abbia fretta nel camminare, i barrios delle città e di Caracas. Sorge a questo punto la domanda: quali sono stati in tutti questi anni passati i programmi dell'opposizione a favore dei quartieri più poveri e della lotta contro la povertà? In Rosales mi sembra di rivedere i nostri politici che si ricordano delle aree disagiate del Paese e degli urgenti bisogni della gente solo in periodo elettorale. Riguardo poi alla voce che circola su una presunta possibilità che venga "scaricato" dai suoi stessi sostenitori e venga sacrificato già prima del 3 dicembre, addirittura facendolo sparire, mi sembra un po' improbabile. Chávez ha tutto l'interesse della sua incolumità, sicuramente un episodio del genere avrebbe un altro mandante, sicuramente appartenente alle stesse file dei sostenitori di Rosales, con lo scopo, abbastanza evidente, di creare solo instabilità politica e disordini tra la popolazione, facendo degenerare la situazione nei giorni precedenti o immediatamente successivi al voto e creare così il terreno ideale per interventi, non solo politici, anche dall'esterno del Paese, come già paventato più volte dall'attuale Governo. Ecco perchè è necessario restare vigili. Egli continua a minacciare l'attuale Presidente dicendo che lo riterrà direttamente responsabile di qualsiasi cosa dovesse succedergli, ma questa, almeno secondo me, è solo una strategia per accrescere la tensione, perchè anche lui è cosciente di non avere possibilità di vittoria. In Venezuela piuttosto, la voce che circola è questa "Chávez può batterlo soltanto Chávez" per dare un po' l'idea della situazione. In questi due mesi vissuti in uno dei barrios che formano la zona di Catia, nell'oeste della Capitale, l'impressione era piuttosto la voglia di dimostrare non solo al Venezuela ma soprattutto al mondo intero che questo processo nasce dai valori più sani: quello della solidarietà, della dignità e dell'integrazione. Il mio timore non è Rosales e la sua persona, quanto chi sta dietro di lui, perchè è chiaro che i grandi interessi in gioco legati principalmente alle risorse petrolifere e alla possibilità di poter continuare a sfruttarle da padroni, in nome di chissà quale diritto acquisito, come nei decenni passati, sono il motore principale che spinge le multinazionali del petrolio e i rispettivi Paesi stranieri a esse collegate direttamente, a interferire in queste libere elezioni democratiche e non solo. Il golpe dell'aprile del 2002 ne è un esempio, però il popolo del Venezuela è sceso in strada per salvare il proprio Presidente e alla fine se stesso con un risultato senza precedenti e sopratutto dando segno di una maturità eccezionale perchè si è evitata la peggiore delle guerre, la guerra civile. Io, sulla base di quei fatti, confido nella maturità e nel livello di democrazia raggiunto, troppo spesso screditato a torto da giornalisti e politici "da salotto" del nostro Paese e di molti altri, che, senza conoscere affatto i profondi cambiamenti in corso in Venezuela e più in generale in tutto il Latinoamerica, presumono di insegnare, alla persona poco informata, qualcosa su cui invece dimostrano una enorme superficialità o peggio ancora ignoranza. I loro esercizi di politica, sempre fini a se stessi, si trasformano in equilibrismi che puntualmente li fanno precipitare nel fango: l'unico mio rammarico è che solo poche persone si accorgono di questi errrori grossolani e soprattutto gravi perchè non corrispondono a verità. Infine volevo concludere questo mio lungo intervento su un Paese che amo moltissimo, parlando proprio della necessità, del bisogno di verità nell'informazione e quindi ne approfitto per fare i miei complimenti ad Antonio, autore di questo blog, perchè, a differenza della quasi totalità dei quotidiani di importanza nazionale, riesce a evidenziare senza nessuna difficoltà e nessuna forzatura una realtà che in diversi mesi in questi ultimi anni è stata spesso sotto i miei occhi, quindi vorrei tesimoniare il mio appoggio alle notizie da lui riferite. La constatazione di tutto ciò è che ormai si sia giunti al punto in cui, per essere informati correttamente su ciò che avviene nel mondo, si debba necessariamente accendere un pc piuttosto che recarsi in edicola e con un po' di pazienza leggere da più fonti cercando almeno di confrontarle. In questa occasione mi è stato possibile confrontare ciò che ho letto e visto, direttamente con la mia esperienza in Venezuela e devo riconoscere che rivedo nelle parole del blog quella stessa verità che in quattro anni ho cercato di conoscere e di scoprire con i miei occhi.
Antonio

 

29/11/06 1:05 PM, Anonymous Anonimo

Meglio l'ignoranza vera che la cultura dettata-imposta anche con le armmi da un regime socialista! liberate le menti! La violenza morale perpetrata da un solo uomo verso il suo popolo è davvero peggiore della violenza fisica. hitler e mussolini non hanno insegnato nulla??Mi auguro vivamente che il3 dicembre prossimo questo governo Chavez termini (anche se poi vorrei capire tanto chi sarà all'opposizione...). liberatevi dalla evidente cecità mentale! Vincere le elezioni col broglio o la costrizione è tipico di un dittatore. e che sia di sx o dx non cambia nulla! La frustrazione popolare va curata, non bisogna mettersi alla testa di milioni di persone che sofrono la fame per curarla. Purtroppo un po' di cibo serve per comprare tanti voti, tante menti e la tristezza di gente che non ha mai visto niente. La ricchezza nazionale di certo non si gestisce così, e il petrolio in mano ai socialisti (corrottissimi moralmente e credo anche a livello di soldi) è davvero quanto di più sbagliato possa esistere.

 

29/11/06 1:17 PM, Anonymous Anonimo

siete così sicuri che i brogli siano solo delle dx conservatrici? fonti certe mi hanno detto che di notte, dall'1 alle 4 arrivano in venezuela 10 aerei carichi di uomini (armati o da armare?) da Cuba...verranno nazionalizzati, in modo che facciano num il 3 dic? come i migliaia di cinesi che nemmeno parlano spagnolo ma sono nazionalizzati...e che voteranno per chavez...mah!siate pronti a guardare in faccia la verità...ogni verità, pure se fa male...detto da una comunista poi è ancora + forte no? nn voglio dittature militari in venezuela...ma merengue, poler, scuola, istruzione, ospedali...besos a todos...

 

29/11/06 1:25 PM, Blogger Antonio P.

mio caro anonimo, mi dispiace ma forse sei tu quello a non liberare la mente.
Queste fonti certe che citi sono la solita propaganda perchè chiunque conosca un minimo il venezuela realmente sa che Chavez vincerà le elezioni con un ampio margine, senza ricorrere sicuramente a brogli elettorali, cosa che per altro non ha mai avuto bisogno di fare (a differenza di quello che è successo in messico o forse anche in Italia).

I venezuelani voteranno per chavez perchè non voglio tornare ad essere invisibili, non vogliono tornare ad essere sfruttati da una economia speculatrice che ha messo in ginocchio l'intera america latina.

Da qualche giorno poi si vedono alcuni sondaggi che parlano di un Rosales vicino a Chavez...ma questa è pura propaganda, proprio come quella che fai tu...I veri sondaggi, vedi quello dell'università complutense di madrid vedono in testa chavez, senza nessuna speranza per rosales.

Il pericolo è invece il contrario, sarà la stampa corrotta mondiale a parlare di elezioni truccate o di brogli, ma a questo ci stiamo rassegnando quasi...

chiunque, ripeto, ha un minimo di conoscenza della situazione reale in venezuela sa chavez vincerà con il 60% almeno.

 

3/12/06 2:02 PM, Anonymous Anonimo

Chavez è un dittatore a tutti gli effetti, aprite gli occhi.