L’assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha approvato mercoledì una risoluzione che condanna e rifiuta il blocco economico degli Stati Uniti contro Cuba, esigendo così la fine di questa misura che pesa sulla nazione cubana dal 1962. Con una maggioranza schiacciante e per il 15esimo anno consecutivo, l’organismo internazionale ha condannato il blocco imposto sull’isola caraibica, con 183 voti a favore, 4 contrari e 1 astenuto.Si può immaginare quali sono gli stati che hanno votato contro: logicamente gli Stati Uniti d’America insieme ad Israele, ai quali questa volta si sono aggiunti i voti addirittura delle Isole Marshall e di Palau (un’isoletta dell’Oceano Pacifico con 19'000 abitanti). L’astenzione è stata della Micronesia.
Il cancelliere cubano Felipe Pérez Roque, che presentò la risoluzione con un discorso all’ONU, ha accolto i risultati con beneplacito. Durante il suo discorso, che ha preceduto la votazione, Pérez Roque ha definito la guerra economica imposta dagli Stati Uniti contro Cuba, come la più prolungata e crudele che la storia abbia conosciuto, qualificandola come un atto di genocidio che costituisce una fragrante violazione del Diritto Internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
La risoluzione approvata questo mercoledì ha ottenuto il maggior numero di voti di sempre. Il documento accoglie le denuncie espresse da L’Avana, è stato elaborato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, e s’intitola “La necessità di mettere fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti su Cuba”.
In sede Onu si sono anche espresse le preoccupazioni per nuove leggi e misure promulgate da Washington per rinforzare ed ampliare l’embargo commerciale e finanziario, con le conseguenti ripercussioni negative che avrebbero sul popolo cubano. Il documento che è stato approvato denuncia anche che l’embargo imposto dagli Usa affetta la sovranità degli altri Stati, gli interessi legittimi di entità e persone sotto la loro giurisdizione, oltre a compromettere anche la libertà di commercio e di navigazione.
In questo senso gli stati membri delle Nazioni Unite furono esortati all’astenersi dal promulgare e applicare misure di questo tipo, in quanto violano la Carta Onu e numerose norme di Diritto Internazionale.
Quest’ultima considerazione lascia un po’ perplessi sull’effettivo potere delle Nazioni Unite sempre più prossimo allo zero. Solo qualche giorno fa infatti gli Stati Uniti minacciarono il Nicaragua con una promessa di embargo economico in caso di vittoria di Ortega. Questa volta la minaccia non è riuscita ad alterare i risultati elettorali però rimane la curiosità sul comportamento che gli Usa terranno nei confronti del futuro governo Ortega.
In tutti i modi nonostante l’ennesima votazione contro l’embargo a Cuba gli Stati Uniti manterranno le proprie decisioni e non si vede a breve la fine del blocco economico, quello che rimane sono invece i dubbi sul ruolo internazionale dell’Onu e sul finto potere che ricopre in ambito internazionale.
Ho troppa esperienza di Cuba e ho troppi amici cubani per poter credere davvero che il crollo del bloqueo possa portare concreti vantaggi all'Isla. L'embargo - come dicono loro stessi - è l'ultimo dei problemi dell'Isla Grande.
Certo, sarebbe un grande inizio. Questo è sicuro. Suerte, isla grande.
[Ste]
il no al blocco è chiaro. il problema è che 180 nazioni mondiali non riescono ad impedire o limitare la politica estera statunitense. A che serve l'Onu , proprio una bella domanda...
Gli Usa continuano e continueranno a fare il bello e cattivo tempo, lo dimostra l'elezione di Panama al posto del Venezuela, la pena di morte a Saddam e l'interferenza nelle varie elezioni in tutto il mondo. E non illudiamoci democratici o repubblicani cambierà ben poco...
è allucinante quanto l'onu non conti nulla...io mi chiedo come sia possibile?e mi chiedo a cosa serve tutto questo se poi ognuno fa come vuole!cuba resterà in condizioni pessime...l'america contiunuerà ad i porre il suo volere..e a pagarne le spese sarà il popolo cubano!non so che dire...tutto questo è desolante...
@ Annalisa
Innanzitutto ciao e benvenuta.
Tu credi che realmente possa cambiare qualcosa negli Stati Uniti dopo le elezioni? Sinceramente io, in politica estera, nn conto in cambiamenti tanto evidenti. Certo tra due anni senza Bush sarà meglio...ma non perdo tempo a sperare che i democratici cambino il mondo...non lo penso e lo ritengo poco probabile











