lunedì 27 novembre 2006
Dai dati che arrivano dal Tribunale Supremo elettorale ecuadoriano la vittoria del candidato di sinistra, Rafael Correa, risulta schiacciante: anche l’Ecuador svolta, quasi a sorpresa, a sinistra.

correa nuovo governoAnche se ancora parziali, i risultati del ballottaggio in Ecuador non lasciano grandi margini di dubbio: Rafael Correa 68,8% - Álvaro Noboa 31,72%. Netta quindi l’affermazione del candidato di sinistra che va oltre le più rosee previsioni della vigilia. Correa, che al primo turno aveva meno voti di Noboa, è riuscito a convincere molti degli indecisi soprattutto in alcune regioni dell’Ecuador, risultate determinanti ai fini del successo: “la sierra”, roccaforte dei settori moderati e dei professionisti, Quito, e soprattutto le regioni dei piccoli produttori di banane (prodotto su cui si basa buona parte dell’economia del paese) come ad esempio nella provincia di El Oro.

L’appoggio dei piccoli imprenditori in particolare è risultato decisivo e ha confermato il malessere, già palesato da tempo, nei confronti delle grandi imprese “bananere” (per chi non lo sapesse Noboa, il candidato sconfitto, è anche l’uomo più ricco dell’Ecuador e un gran magnate della produzione delle banane). Anche tra i professionisti e le classi medie il voto a favore di Correa è stato praticamente un voto contro l’imprenditore multimilionario, i settori più culturalmente formati infatti, si sono sentiti profondamente irritati dalla campagna elettorale che ha condotto Noboa negli ultimi mesi.


Grandi sono le speranze che il popolo ecuadoriano ha quindi riposto in Correa. Un popolo che, con il voto di ieri, ha espresso il malcontento per un decennio di politiche extraliberiste che hanno messo in ginocchio l’Ecuador. Ora il compito nelle mani del neo-presidente sicuramente è un compito difficile: c’è da risanare un intero paese attraverso profonde riforme sociali ed economiche, per di più senza la maggioranza nel congresso. Le buone premesse sembrano esserci, il rifiuto del trattato di libero commercio, che avrebbe distrutto l’agricoltura e l’industria ecuadoriana, è un primo passo, visti i precedenti in altri stati latinoamericani. C’è anche l’esigenza, però, per il bene dell’Ecuador, di riforme sociali concrete e di una assemblea costituente che rispecchi realmente le intenzioni espresse da Correa in campagna elettorale, senza finire con un buco nell'acqua come già successo nella storia di questo paese.

ecuador elezioni“Dopo moltissimi anni di politiche sociali ed economiche tese all’esclusione che hanno provocato e costretto il nostro popolo all’emigrazione, abbiamo vinto! Non sono riusciti a rubarci la speranza”, sono state le prime parole di Correa. “Il nostro sogno è costruire una patria in cui nessuno sarà più costretto ad emigrare per necessità, dove gli ecuadoriani che già sono emigrati possano tornare e trovare salute, educazione, lavoro e dignità”. Correa ha anche confermato il programma elettorale con cui vuole trasformare l’Ecuador. Il trattato di libero commercio (TLC) con gli Stati Uniti non verrà firmato; l’Ecuador non verrà coinvolto nel Plan Colombia, il piano di “lotta” al narcotraffico e alla guerrilla finanziato da Washington; sarà respinto l’accordo sulla base militare di Manta, non si permetterà più quindi l’entrata a gruppi militari stranieri in Ecuador; verrà rinegoziato il debito estero ecuadoriano.

Correa non si mostra preoccupato neanche quando gli ricordano che dovrà governare senza la maggioranza al congresso. “Rispetteremo al massimo le decisioni del congresso, faremo in modo che legiferi per il bene comune, però nel caso in cui troveremo davanti a noi un’opposizione scorretta e tesa esclusivamente ad ostacolare le leggi di cui avremo bisogno, non esiteremo a consultare il popolo”. Grande attesa anche per la formazione di una assemblea nazionale costituente, principale proposta della campagna elettorale di Correa.

Sorprendendo tutti il futuro presidente ha già annunciato chi farà parte del suo esecutivo. Il ministro del governo sarà Gustavo Larrea, dirigente di sinistra, esperto di diritti umani e già capo della campagna elettorale dello stesso Correa. Alberto Acosta, da sempre un duro critico della dollarizzazione, sarà il ministro dell’energia, mentre Ricardo Patiño sarà il ministro dell’economia. Correa ha annunciato anche che la presidenza dell’industria petrolifera statale Petroecuador sarà occupata da Carlos Pareja Yanuzzelli, cioè il responsabile della rottura del contratto con le imprese statunitensi, e già presidente alcuni mesi nel 2005 costretto però alle dimissioni per alcune pressioni ricevute. Importante anche un'altra dichiarazione del neopresidente che ha annunciato la presenza all’interno del suo governo anche di rappresentanti indigeni, settore della popolazione spesso discriminato e vittima di razzismo.

Correa, che lascia aperte le porte del suo governo a chiunque abbia “coscienza e mani pulite”, ha tenuto poi a sottolineare che manterrà la dollarizzazione (anche se l’obiettivo è tra quattro anni di rendersi indipendenti dal dollaro).

correa vince in EcuadorAnche l’Ecuador sembra aver voltato quindi a sinistra, Correa sembra intenzionato a lavorare affinché il paese andino consolidi le relazione con gli altri stati vicini e venga rafforzata l’idea di un’integrazione latinoamericana reale. Lasciamo ora il tempo a questo nuovo presidente per lavorare in modo da poterlo giudicare in base a promesse compite o meno, non come invece fa, per l’ennesima volta, “La Repubblica”, che continuando a cavalcare la scia dell’antichavismo a priori, nelle poche righe che oggi dedicava alle elezioni in Ecuador, catalogava Correa, troppo semplicemente, come “amico di Chàvez” senza preoccuparsi minimamente di analizzare i problemi ecuadoriani o di andare a vedere nei dettagli il programma elettorale del nuovo presidente.



 

di Antonio Pagliula ~ 5:44 PM

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8 COMMENTI:

27/11/06 8:42 PM, Blogger Los 3novios

Grazie per la bella notizia e per averci visitato. Da tempo conosciamo (e frequentiamo)il tuo blog: da oggi, col tuo permesso, l'abbiamo aggiunto ai nostri links.
enserdan

 

28/11/06 4:25 PM, Anonymous Bruno

buonasera, innanzitutto grazie per il commento dalle mie parti.

Il tuo blog mi pare molto interessante, anch'io ho iniziato a curare una rubrica di politica estera proprio per la latitanza dei mezzi di informazione nostrani sul tema, se non conosciamo il mondo che ci circonda siamo proprio messi male.

Un saluto.

 

28/11/06 5:30 PM, Anonymous Filippo

Ciao, mi ha fatto molto piacere la tua visita. Il tuo blog è molto bello e me lo sogno perchè ritornerò qui molto spesso. Anche se nel mio mi occupo un po' di tutto, non ti nascondo di avere il Sud America tra i miei argomenti preferiti. Sono assai contento per il risultato delle elezioni in Ecuador, perchè conoscono persone che vivono in quel paese e la loro gioia è anche la mia gioia. A presto, Filippo.

 

28/11/06 7:29 PM, Anonymous Bhikkhu

Che grande notizia!!! Non so perché, ma ero pessimista, e invece... sconfitto il Berlusconi ecuadoriano!

Già che ci sono ti dico che nelle "Confessioni di un sicario dell'economia" si parla anche di Ecuador, e se ne parla tanto, in modo approfondito... molto interessante!
(tanto per fartene un'idea: http://bhikkhu.splinder.com/post/7235337)

 

28/11/06 9:09 PM, Anonymous Bhikkhu

Ti ho fatto un po' di pubblicità. Ne vale la pena! ;-)

 

28/11/06 9:46 PM, Anonymous brokebackmountain

Ciao e scusa l'OT, ma ci sei stato vicino in occasione della precedente iniziativa, per cui mi permetto di segnalarti che c’è un seguito alla campagna lanciata dagli “indiani” di Pennarossa in difesa della laicità dello stato e delle minoranze.
Nel blog linkato tutti i dettagli per aderire.
Se puoi fai girare anche con i tuoi amici e altri blog!
Grazie e complimenti per il tuo impegno

 

29/11/06 2:59 PM, Anonymous Anonimo

complimenti x l'iniziativa
avremo molte cose di cui parlare
ciao stef
www.comunicazionepolitica.splinder.com

 

29/11/06 10:04 PM, Anonymous Anonimo

Felicissimo per la vittoria di Correa...speriamo che davvero si muova nell'interesse del popolo ecuadoriano