lunedì 4 dicembre 2006
Come era quasi scontato il presidente Hugo Chàvez è stato rieletto a grande maggioranza dal popolo venezuelano. Se il risultato delle urne era abbastanza prevedibile è comunque importantissima la riconferma di Chàvez non solo per il Venezuela ma anche per l’intero continente sudamericano.

risultati elezioni venezuelaIl risultato delle urne è chiarissimo: Hugo Chàvez, presidente uscente, 61,35%; Manuel Rosales 38,39%. I tentativi di depistare, di condizionare e di creare tensione alla vigilia del voto da parte dell’opposizione, spalleggiata come sempre dagli Stati Uniti, non sono serviti a nulla. Qualche finto sondaggio che dava Rosales in parità con Chàvez, la Casa Bianca e l’opposizione che gridavano a brogli prima dell’apertura dei seggi, l’ambasciata Usa che consigliava ai cittadini statunitensi di non uscire di casa e di fare provviste di cibo e candele in previsione si torbidi post-elettorali non sono bastati. La democrazia, svuotata e incapace di offrire alternative reali al Nord, viene invece usata bene per far rivivere la speranza ai popoli del Sud.

Chi conosceva realmente un minimo la realtà venezuelana non poteva neanche immaginare che la candidatura di Rosales potesse essere realmente un pericolo per Chàvez. Non perché “la dittatura” chavista (ormai così è stata catalogata dagli Usa, grandi esperti di democrazia mondiale) non lasci spazio o si serva di brogli per manipolare voti, ma perché il governo venezuelano, ormai più volte eletto democraticamente e sempre riconfermato, gode di un appoggio popolare indiscutibile e più volte dimostrato, una popolazione quella venezuelana che sembra dimostrare una maturità al momento di andare al voto che forse molte nazioni occidentali ancora non hanno. Voglio vedere chi, oggi, davanti a questi risultati, ha ancora il coraggio di annunciare che il risultato delle urne è falsato e manipolato. Chi è che, davanti ad uno scarto così ampio, sapendo che sono state le elezioni tra le più controllate e sorvegliate dagli osservatori internazionali (erano 300 tra statunitensi, europei e sudamericani), sapendo che il sistema di voto e conteggio venezuelano è forse più avanzato e funzionale di molti altri sparsi per il mondo (vedi Messico, Usa e forse Italia), può avanzare un minimo dubbio sull’autenticità del voto?

Sono convinto che qualcuno ci sarà ancora, qualcuno che però ancora non ha capito il segreto di Chàvez.

Il successo di Chàvez è il suo popolo, il popolo venezuelano che gli è fedele e crede in lui e non per devozione ma perché Chàvez realmente ha fatto tornare la speranza a milioni e milioni di persone tagliate fuori prima del 1998 dal sistema economico dominante. Chàvez, con i suoi pregi ed i suoi difetti, ha fatto tornare la speranza al suo popolo, schiacciato, oppresso e stanco di fare la cavia per un neoliberismo, portato ai massimi estremi, e colpevole principale dell’aumento esponenziale della povertà, della corruzione e dell’esclusione sociale.

Hugo ChàvezEsclusione sociale. E’ questo uno dei punti cruciali da analizzare per capire non solo la realtà venezuelana ma anche quella dell’intero continente latinoamericano. Il popolo venezuelano da quando c’è Chàvez non si sente più escluso, ma anzi è partecipe della vita politica del suo paese. Questo non per una campagna mediatica a senso unico e tesa a condizionare pensieri ed opinioni, perché sicuramente non è il caso venezuelano (buona parte di tv e giornali sono critici e molto duri nei confronti di Chàvez), ma perché le classi basse, ossia la parte di popolazione che ormai era arrivata a non contare più nulla e a non avere la minima speranza nel futuro, ha goduto e gode di innegabili benefici dalla politica di Chàvez.

A dimostrazione di questo punto anche il fatto che la stessa opposizione guidata da Rosales ha sottolineato l’importanza delle “missioni” sociali. Risultati che non possono essere smentiti o messi in dubbio quando organismi internazionali come l’Oms e il Pnud dell’Onu annunciano che la povertà è calata dall’80% al 40%, idem la mortalità infantile e l’analfabetismo. Missioni come “barrio adento” o “milagro” (controllo medico gratuito per migliaia di persone da sempre esclusi da cure specialistiche, grazie soprattutto all’aiuto dei medici cubani) non possono essere ignorate né dal popolo venezuelano, che non lo ignora visto il risultato delle urne, ma neanche dal popolo occidentale, che forse ha troppo gli occhi offuscati da alcune campagne medianiche.

Voglio però evidenziare una realtà, che forse in molti non hanno ben chiara. Stiamo assistendo, forse proprio dalla prima elezione di Chàvez nel 1998, ad un netto cambio di rotta da parte di tutte le nazioni sudamericane. Quello in cui molti sbagliano è vedere la causa di questo cambiamento nelle singole persone (Chàvez, Morales, Lula), invece che rendersi conto che i governi attualmente in carica in quasi tutta l’America Latina (da ricordare anche l’Ecuador giusto la settimana scorsa) non sono altro che la reazione naturale ad una sbagliatissima politica economica e sociale adottata per 50anni in Sudamerica. Una politica che non amo definire imperialistica ma che preferisco chiamare speculativa, basata sul neoliberismo post keynesiano, che non ha fatto altro che creare disuguaglianze, povertà e malessere in un territorio tra i più ricchi di risorse e di opportunità al mondo.

chavez no se vaSe poi il Venezuela sceglie Chàvez con il 65% delle preferenze nonostante gli otto anni di governo, se è lui il primo presidente della storia venezuelana ad essere riconfermato, vuol dire esclusivamente che il suo governo riflette bene la volontà dei venezuelani. Se invece il candidato dell’opposizione, Rosales, raggiunge il 35% nonostante goda dell’appoggio di 42 partiti (da socialdemocratici ad estrema destra), nonostante sia spalleggiato dagli Usa e dalle imprese petrolifere vuol dire che il popolo ha fatto una scelta precisa. La scelta era tra continuare con Chàvez, per l’integrazione sudamericana, per risollevare dalla povertà un popolo, per sfruttare le ricchezze del territorio nell’interesse dalla nazione e non a beneficio delle grandi multinazionali, per dare sanità e istruzione gratuita, per ridare terre e crediti agli indigeni e ai poveri, o scegliere Rosales, per altro tra i firmatari del tentato golpe poi fallito nel 2002, per tornare al passato pre-Chavez.

E’ questo quello che si deve capire, si deve rispettare l’autodeterminazione di un popolo che non vuole tornare al passato, un passato in cui non era rappresentato ma solo sfruttato. Chàvez, che anche io critico per certi versi perché comunque non apprezzo la figura di un militare presidente, ha avuto ed ha un grande merito nella presa di coscienza del Venezuela e dell’intera America Latina. Un ruolo fondamentale dal quale non si sarebbe potuto prescindere in questi anni per far partire la reazione di questa regione. La vittoria di ieri non è altro che l’ennesimo passo in avanti verso la trasformazione e la ricerca di un’alternativa ad un sistema economico imposto dall’alto e chiaramente fallito in Sudamerica, una trasformazione che in questo momento comunque non può assolutamente prescindere da un leader forte come Chàvez.

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di Antonio Pagliula ~ 2:03 PM

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25 COMMENTI:

4/12/06 2:17 PM, Anonymous Emmebbi

Evviva Hugo!

 

4/12/06 3:11 PM, Anonymous vincenzo

pur prendendo atto della vittoria di chevez,ribadisco la mia forte critica ad un presidente militare che credo si sia trovato al posto giusto nel momento giusto.in altre parole il sud america in generale e il venezuela in particolare si è trovato in un punto di non ritorno dovuto al fallimento delle politiche capitaliste,questo è verissimo,perciò il "democratico" hugo ha saputo cogliere l'occasione,ponendo in essere quelle misure necessarie per dare respiro al suo paese.tuttavia non dimentichiamo anche le venature autoritarie di quest'uomo che ha cercato di modificare la costituzione venezuelana cercando di introdurre un meccanismo che gli permettese di essere rieletto in maniera permanente.pertanto resta fermo il rispetto quasi religioso per ciò che viene scelto in modo democratico,ma la avversità per l'uomo non è sicuramente sopita

 

4/12/06 4:11 PM, Anonymous walter brioshi

vorrei rispondere a Vincenzo. Se come dici tu chavez ha saputo soltanto mettere in atto quelle misure necessarie per dare respiro al venezuela, ormai sul punto del non ritorno, com'è possibile che altri stati nella stessa situazione non siano riusciti nello stesso intento, ma anzi hanno peggiorato la situazione preesistente? Su tutti l'esempio messicano e del suo presidente fox prima ed ora calderon...che con le loro politiche hanno solo contribuito a portare alla ingovernabilità assoluta il Messico?

 

4/12/06 4:31 PM, Anonymous Anonimo

sei si accettano i risultati democratici, si devono anche accettare le modifiche alla costituzione se sono altrettanto democratiche...
giusto?

wopwop

 

4/12/06 4:52 PM, Anonymous Anonimo

GRAZIE PER IL BEL POST.
OSSEQUI
PIRATA

 

4/12/06 5:19 PM, Anonymous vincenzo

rispondo a walter.credo che la situazione in messico sia un tantino differente in quanto sia fox che calderon attualmente hanno continuato a "politicare"esattamente allo stesso modo di prima.in piu' dobbiamo ricordare come il messico rappresenti,e lo dico credendo di non poter essere smentito,una sorta di vera e propria colonia degli USA,con tutto quello che ne segue.si badi bene che io non discuto il cambiamento laddove questo è foriero di benessere per il popolo,semplicemente mi limito a criticare la persona di hugo chavez.ad anonimo invece vorrei dire che non mi sembra il massimo della democrazia introdurre un meccanismo del genere volto di fatto a prendere il controllo permanente su di un paese e sulle sue masse.e non mi si venga a dire che però chavez intende sottoporre referendum sulle decisioni piu' importanti riguardanti il suo paese...mi sembrano un atto di democrazia mascherata poichè mi sembra contraddittorio che un popolo possa non approvare le politiche del suo presidente sapendo che questi potrebbe teoricamente essere destinato a governare in maniera permanente.

 

4/12/06 7:01 PM, Anonymous dal blog di Carotenuto

In America Latina, nel giro di sette giorni, per due volte i candidati delle destre, Noboa in Ecuador e Rosales in Venezuela, appoggiati dagli Stati Uniti, dal neocolonialismo spagnolo del Grupo Prisa e dal sistema mediatico mondiale, si sono fermati alla metà dei voti dei loro avversari di sinistra, Chávez e Correa. È un disastro matematico. Tra dittature militari e neoliberismo in mezzo secolo le società latinoamericane hanno raddoppiato il numero di esclusi. Questi sono passati da un terzo a due terzi e oggi non credono più alla retorica del neoliberismo fallito. Nessuno sano di mente crede più alla balla, ancora oggi ripetuta da eminenti cattedratici nel nord del mondo, per la quale chiudere scuole e ospedali e ridurre le tasse ai ricchi sia la miglior maniera di aiutare i poveri. Ancora ieri il Fondo Monetario Internazionale ordinava di chiudere scuole e mense infantili. I governanti eseguivano; più impresa e meno stato, più precarietà e meno servizi pubblici, più privatizzazioni e più poveri. Chi non ricorda autocrati come Alberto Fujimori, Carlos Ménem, Carlos Andrés Pérez? Tutti furono eletti con voti di sinistra –Pérez fu perfino vicepresidente dell’Internazionale Socialista (sic!)- ma tutti, in politica economica e non solo, non si distinguevano da Augusto Pinochet, che l’inferno non gli sia lieve.

dal blog di Carotenuto

 

4/12/06 9:13 PM, Anonymous silenzio

Piaccia o non piaccia, Hugo Chavez è il simbolo di un popolo che vuole riemergere, di quella fetta di popolazione troppo povera e, prima di lui, troppo ignorata. Ecco perché un ex paracadutista amante di Bolìvar può stravincere. Con poco. E se mi vengono a parlare di brogli, stavolta rido di gusto.

 

4/12/06 9:23 PM, Blogger Antonio P.

Per far chiara la vicenda sulla modifica della costituzione:

Tramite un referendum la costituzione è stata modificata per permettere un secondo mandato al presidente in carica, cosa che non era prevista precedentemente in Venezuela, ma che non mi sembra sintomatico di dittatura ne tantomeno oscena o clamorosa, visto che nella maggior parte dei paesi democratici occidentali è prevista dalle costituzioni.

 

4/12/06 9:38 PM, Anonymous Filippo

Ciao Antonio, ho accolto la notizia della vittoria di Chavez con grande soddisfazione, diciamo persino euforia ed entusiasmo. Concordo con il presidente del Salvador: la riconferma di Chavez non è una vittoria soltanto per il Venezuela, ma per tutta l'America Latina. Ora mi appresto ad aggiornare il mio blog su questa buona notizia (non ho potuto farlo prima per problemi di connessione). Adesso Chavez dovrà sconfiggere definitivamente i suoi nemici interni, appoggiati da quelli esterni, che ancora si impegnano per riportare il Venezuela alle tristi condizioni del passato. Gli Usa non desisteranno da questo intento fino a quando non si ritroveranno incapaci di nuocere... E beninteso, quel giorno arriverà presto, perchè il dollaro ormai è stremato. Sono nettamente convinto che se dovrà esserci un cambio di regime, questo avverrà non a Caracas ma a Washington. Ciao, Filippo.

 

4/12/06 10:07 PM, Anonymous El NiñO SoLdAdO

Ciao, bel blog! A parte la soddisfazione per la rielezione (non ne ho mai dubitato) spero che Chavez riesca a far rinascere l'economia interna venezuelana per dare un futuro al paese, dove gli indios hanno ancora difficoltà ad inserirsi. Ma è atteso da un'altro compito ancor più arduo, sostenere Cuba nel dopo Castro, lui è stato il più vicino a Cuba nei momenti più duri, e adesso il momento è uno dei peggiori, Fidel in fin di vita e l'embargo che ancora sussiste (Raul Castro sta cercando di interromperlo). Se la gente si trova senza guida e in difficoltà per l'embargo potrebbe andare nell direzione più facile , quelladei soldi americani! Chavez può fare qualcosa contando anche sull'appoggio di Bolivia ed Ecuador.

 

4/12/06 10:18 PM, Anonymous Pdci

Il parlamentare del Pdci, Jacopo Venier, ha invitato la sinistra italiana ed europea ad imparare "dall'America Latina, dove non e' un tabu' forzare le compatibilita' dettate dal mercato e quindi tornare a parlare di socialismo". "Noi comunisti italiani ci uniamo ai festeggiamenti del Venezuela e di tutta l'America Latina di fronte al trionfo di Hugo Chavez", scrive Venier sottolineando che "un popolo intero, nel pieno rispetto della democrazia, ha confermato che in Venezuela la strada della nazionalizzazione del petrolio e la svolta verso le riforme sociali e' ormai irreversibile. Si tratta di un colpo durissimo agli interessi delle multinazionali del petrolio e degli Usa".

 

4/12/06 10:19 PM, Anonymous bertinotti

Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, si e' detto convinto che le elezioni in Venezuela sono state "elezioni democratiche". "Mi pare che da tutti gli osservatori del mondo sono considerate tali e, questo, chiude la discussione dal punto di vista della legittimita' democratica", ha detto Bertinotti che sottolinea come il consenso elettorale ottenuto per la terza volta da Chavez esprime anche "la conferma di una sorta di rinascimento politico della sinistra latino-americana". "La cartina geografica e' impressionante. Le varie forme di sinistra, con rarissimi eccezioni, coprono ormai l'intera America Latina. Questa rinascita - osserva la terza carica dello Stato - ha una caratteristica significativa anche per l'Europa ed e' tutta fondata su un nuovo rapporto tra la sinistra e il popolo".

 

5/12/06 2:41 AM, Anonymous Anonimo

Ciao Antonio, anche io sono enormenente felice per la giornata di ieri che ha visto trionfare ancora una volta il Bravo Pueblo venezolano e il candidato della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chávez.Si è trattato diuna vittoria fortemente voluta da un popolo che adesso ha ritrovato la sua identità perduta e venduta dai governi precedenti in nome del petrolio. E' lo stesso popolo che ha sostenuto il Comandante Chávez nei momenti più difficili,come nel golpe dell'11 di aprile 2002,quando scese dai ranchos di Caracas per difendere il "suo" Presidente. Adesso ancora una volta ha vinto la democrazia, ma la cosa più bella è che lo stesso popolo ha dimostrato pienamente la sua maturità, accettando nel bene e nel male i risultati delle urne.E' stata una netta risposata a chi, con molta superficialità, pensava che il popolo venezolano non avrebbe potuto superare questo difficile esame di democrazia senza disordini, invece il Venezuela ha ancora una volta dato una lezione di democrazia,a molti altri Paesi che si ritengono (non capisco ancora sulla base di quali argomentazioni) avanti e più maturi nell'esercizio della stessa...L'Europa in generale e i suoi politici, forse un po' troppo radicati su vecchie convinzioni ormai superate, farebbero bene a prendere un taccuino e scrivere gli appunti fondamentali di lezioni di esercizio della democrazia sotto dettatura questa volta del Venezuela...Sono pienamente d'accordo infatti con quanto dice uno dei pochissimi e veri esperti di questioni latinoamericane, il giornalista e studioso Gennaro Carotenuto, quando parla di "bagno di umiltà" da parte dell'Europa e direi io soprattutto dell'Italia che continua incredibilmene a ignorare o quanto meno a trattare con estrema superficialità quanto sta avvenendo in Latinoamerica: l'unica giustificazione è (fatta eccezione per Carotenuto, Minà e altri pochi e seri giornalisti)l'assoluta ignoranza sul Latinoamerica da parte di chi dovrebbe informare. Nei mesi passati in Venezuela ho visto i risultati, concreti, della Rivoluzione Bolivariana: riforme, programmi, missioni di alfabetizzazione, sanitarie, in campo energetico, alimentare, agricolo,cose che stanno portando un benessere maggiore al popolo venezuelano, anche se purtroppo il cammino è ancora molto lungo, però la strada intrapresa, quella del socialismo e delle riforme è certamente quella esatta.Parlando con la gente, questa mi rispondeva con molta fermezza e lucidità di non desiderare un ritorno al passato, perchè questo significava una perdita di tutte le conquiste ottenute con il Presidente Chávez.La mia opinione personale è che egli è un uomo che merita fiducia per la convinzione e la passione che dedica al suo popolo, gli ideali di Bolívar che egli porta innanzi sono universali, chi gli rimprovera di essere un militare lo fa,a mio parere, con la convinzione che la maggior parte di noi ha dei militari,soprattutto del latinoamerica, associandoli a feroci dittature, ma Chávez secondo me tutto è tranne che un dittatore.E' una persona in continua attività, smaniosa di fare progetti e di conoscere,mi sembra una persona molto curiosa(nel senso buono), desiderosa di imparare quello che non conosce e di dedicarsi con passione a qualcosa di importante, magari circondandosi di persone esperte in un determinato settore.E' una persona molto esuberante ma questo deriva dalle sue origini, egli proviene dal sud del Paese,gli Llanos dove vive gente molto fiera, la stessa gente valorosa che combatté con Simón Bolívar contro gli invasori spagnoli.Non può essergli attribuita la colpa di aver sfruttato il momento opportuno per giungere al potere, perchè allora si potrebe dire che molte volte nel corso della storia altri nella stessa posizione hanno approfittato della situazione per governare.E' piuttosto la persona portavoce di tutta quella parte del mondo escluso che reclama finalmente la propria esistenza e importanza, i propri diritti perennemente negati, Chávez in tal caso è a ragione la giusta persona di grande carisma e autorevolezza adatta a questo momento storico per il Latinoamerica, da dove giungono i più importanti messaggi e le più importanti indicazioni per il mondo intero. La Rivoluzione Bolivariana ormai è una realtà, si è messa in moto da tempo, è giunta nonostante le ostinazioni e la diffidenza anche in Europa e non può più essere ignorata.Le novità che giungono dal Latinoamerica devono davvero far riflettere, perchè non si può ignorare una parte di mondo che con questi messaggi vuole comunicare la necessità di un cambiamento globale: Hugo Chávez ne è la voce autorevole, è il Presidente eletto democraticamente di un Paese libero e sovrano.Un popolo mauturo ieri ha deciso, nel rispetto delle regole, chi deve essere il suo rappresentante.
Antonio

 

5/12/06 3:37 AM, Anonymous Bhikkhu

Indovina? Nelle "Confessioni" si parla anche del Venezuela e di Chàvez! ;-)

I Sicari Dell'Economia colpirono anche lì: il "popolo [venezuelano], schiacciato, oppresso e stanco di fare la cavia per un neoliberismo, portato ai massimi estremi, e colpevole principale dell’aumento esponenziale della povertà, della corruzione e dell’esclusione sociale."... appunto.

Più che "speculativa" io amo definirla "imperialistica". Non hanno adottato quella politica perché la consideravano la migliore e la più adatta per il Venezuela, ma per ottenere quello che poi hanno ottenuto, cioè l'impoverimento, un paese svuotato e in ginocchio, che svendeva le proprie risorse, come l'Ecuador...
Non è stato un errore, un sistema sbagliato, ma un atto voluto e riuscito.
E forse nemmeno "imperialistica" va bene, sembra più la politica dei parassiti...

Il Venezuela s'è salvato solo perché Bush si è impantanato in Iraq. Solo per quello! Ma è sempre a rischio: i "sicari" hanno fatto la loro parte a suo tempo, gli "sciacalli" hanno fallito con Chàvez, quindi manca solo l'intervento di un esercito tradizionale, cioè l'ultima risorsa e la più pericolosa... Sembrano i deliri di un pazzo, vero? Ma quando leggerai capirai... ;-)

 

5/12/06 11:13 AM, Anonymous una precisazione

Due righe soltanto dopo aver visto il Tg5, versione serale, del 4 dicembre 2006.
Sono stati dedicati 2 minuti alla conferma politica di Chavez in Venezuela, e, rispetto allo spazio che i media italiani dedicano al tema America Latina, c'è da esserne contenti, ma... non capisco perchè rovinare il tutto con un intervista ad un responsabile dell'Eni.
In realtà lo capisco benissimo. Perchè il Venezuela è tra i primi 5 produttori di petrolio, perchè Chavez lo ha nazionalizzato, perchè l'Eni è stato "mandate a casa".

Il dipartimento del fisco venezuelano ordinò la chiusura degli uffici della francese Total e dell'ENI, accusandole di evasione fiscale. Per amor di esattezza, la compagnia italiana è imputata di aver evaso ben 19 milioni di euro ed è stata condannata a pagare, oltre agli arretrati, una multa per un ammontare complessivo di 30 milioni di euro.

 

5/12/06 12:26 PM, Anonymous Annalisa Melandri

E anche perchè caro Antonio, come dice il buon Ciai, "Chavez da quando ha occupato, l'azienda statale del greggio, ha la gestione privata dei petrodollari". Già perchè ora uno stato che gestisce le proprie risorse senza accontentarsi più delle briciole (se ne avanzavano) vuol dire che il suo presidente, "occupa" l'azienda statale, poco male se le briciole sono diventate istruzione e sanità per tutti, per tutto il popolo a cui Chavez ha dedicato la sua vittoria e che sempre lo stesso Ciai, arrogantemente si è permesso di definire "sussidiato e fannullone". Cari saluti.

 

5/12/06 6:53 PM, Anonymous Skeight

Alla fin fine basta leggere il blog di Carotenuto per capire tutto sul motivo della campagna di ostilità contro il movimento chavista... comunque l'importante è che, per quanto possano strepitare le voci degli interessi danneggiati dalla rivoluzione bolivarista, il popolo venezuelano riesca a percorrere questa strada resistendo alle interferenze esterne

 

6/12/06 12:17 AM, Anonymous Anonimo

Con Chavez rivive il sogno di Allende e di chi prova ribrezzo per tutto ciò che l'America ha fatto nel mondo. complimenti per il blog, per il post e per tutti i commenti che ci sono.
Viva il popolo.
Apostasis

 

7/12/06 11:21 PM, Anonymous filomeno

OT, ti ho spedito un invito alla tua mail su hotmail.

pensaci...

ciao e scusa l'OT

filomeno
bishma.splinder.com

 

8/12/06 7:51 PM, Blogger pieroC

E NOI DOBBIAMO ACCONTENTARCI DI PRODI, RUTELLI E D'ALEMA?
MI VIENE VOGLIA D'AMERICA!

 

9/12/06 11:45 PM, Anonymous Anonimo

Io credo soltanto una cosa (ed in Venezuela ci sono stato ed ho visto)che Chavez sia un presidente con da invidiare....anzichè fare come tutti i suoi predecessori e cioè sfruttare le ricchezze del Venezuela per le proprie tasche,ha fatto e stà facendo tanto per i poveri.La prima cosa giusta è stata la cacciata degli americani dalle imprese petrolifere e la nazionalizzazione delle stesse,il miglioramento della sanità e dell'istruzione ed anche la costruzione di case per la povera gente che vive nelle baracche.
Io stesso ho potuto constatare la presenza di medici cubani all'opera direttamente nei cosiddetti "ranchos" per curare donne e banbini...ditemi voi se questa non è umanità!
L'umanità sarebbe quella di Bush?Degli sporchi yankies?O dei nostri bei governi?Io tifo ora come non mai per tutti i sud del mondo,qualcosa stà cambiando,qualcuno non è morto invano.
Ricordo al "CHE"

 

13/12/06 5:43 AM, Anonymous Bruno

Non metterlo in dubbio, Chavez rappresenta una speranza per il popolo venezuelano... io vedo il suo anti-imperialismo con molta simpatia.

Un abbraccio,

Bruno

 

21/1/07 3:43 AM, Anonymous shaindel

dopo aver letto tutto quanto è scritto qua, mi domando? chi di voi abita nel venezuela?? ma voglio dire ABITA, non "ha visitato".. è molto semplice parlare della situazione venezuelana quando si vive in un paese come l'italia che in tantissimi sensi è all'avanguardia nei nostri confronti... Ci sono molte cose fatte da lui che mi sembrano giuste, tipo il rifiuto nei confronti del modo di agire del governo USA, ma ci sono tante altre che secondo me non sono state la migliore scelta; ad esempio: buttare via il denaro ricevuto dall'industria del petrolio, cioè, regalarlo ad altri paesi... il venezuela ha tantissimi problemi che non sono ancora risolti e non mi sembra il caso di fare la figura del messia e risolvere i problemi degli altri... Io sono venezuelana e perciò credo di poter parlare di queste cose dal punto di vista di chi deve convivere con la rivoluzione bolivariana... la nostra situazione come paese non è la migliore e anche se è vero che ci sono tanti venezuelani che hanno migliorato la propria condizione di vita grazie alle opere del governo, ora siamo circondati da un'atmosfera di paura e minacce come non si era mai vista qua.. Non mi credete? vi porgo un esempio: il giorno delle elezioni, nella scuola che faceva le volte di centro elettorale, i chavistas sono arrivati in tanti con delle moto e degli stricioni, gridando frasi poco amichevoli col chiaro scopo di creare confusione e casino soltanto perché il periodo di tempo per votare era scaduto (avevano già chiamato il CNE 'Consiglio Nazionale Elettorale' per richiedere il permesso per chiudere visto che tutte le procedure stabilite da loro erano state eseguite e non c'era più nessuno che volesse votare) e c'erano ancora seguaci del presidente chávez che volevano votare ma che si sono presentati troppo tardi (erano le 6pm, le elezioni ufficialmente finivano alle 4pm ma hanno deciso di aspettare un'ora in più perchè pioveva). Io ho le foto che ho scattato quel giorno. Vi chiedo: è questa una situazione normale di rispetto verso l'altro? io penso di no.. se le altre persone vogliono votare l'altro candidato, è una loro scelta e non dovrebbero venire minacciate da nessuno... lo stesso vale per i seguaci del presidente: se vogliono votare chávez sono liberi di farlo e nessuno li può minacciare o punire per la loro scelta politica.

 

7/2/07 9:00 PM, Blogger Paolo

Io ho vissuto fino al 2004 in venezuela..ero a Caracas anche l 11 aprile 2002..giorno del golpe...posso dire che probabilmente molti non amano chavez,ma solo perche' e' un uomo che mantiene quello che dice ..Cari signori almeno adesso il povero puo' entrare in un ospedale e chiedere di essere curato..probabilmente il livello economico della massa e' ancora basso,per i nostri standard,ma ladignita' ritrovata non ha prezzo...ultima considerazione,non paragoniamo mai il socialismo europeo con quello latino,quando si lotta per mangiare la visione delle cose cambia..ogni situazione ed ogni nazione ha un socialismo adattato ad essa...I pensatori italiani anti Chavez molto probabilmente mangiano 3 volte al giorno..Hanno la casa di proprieta',hannno un conto in banca..Partendo dal sinistroide d' alema al nostro Prodi..o allo stesso Bertinotti...In Italia siamo messi male non in venezuela,dove la rivoluzione bolivariana anima la folla.....ciao