mercoledì 6 dicembre 2006
Appena insediato il presidente “legittimo”, Felipe Calderón cerca di risolvere il problema Oaxaca. Come? Arrestando i leader principali della APPO, adempiendo quindi alla prima promessa elettorale, ossia la famosa “mano dura”, più sicurezza, più polizia, meno dialogo e meno tolleranza. Intanto il Cepal rende noti i dati sui risultati economici dell’America Latina.

sosa arrestatoNon si avevano grandi speranze riguardo al governo di Calderón, però certo non ci si aspettava che iniziasse subito così male. Dopo la scelta del discutibile Francisco Ramírez Acuña come ministro dell’Interno arrivano le prime decisioni su Oaxaca, anch’esse più che discutibili. Pensare che solo quattro giorni fa il neo-presidente nel suo primo discorso ufficiale dopo la cerimonia ufficiale annunciava: “Ufficializzo formalmente il mio invito a dialogare con tutte le forze politiche. Per il bene del Messico questo confronto non può più attendere. Dialogherò con chi è disposto a dialogare, se ci saranno da cambiare le regole le cambieremo per adeguarle ai tempi che stiamo vivendo. Cercherò di essere il presidente di tutti e da parte mia ci sarà sempre la disponibilità a rafforzare la democrazia, anche battendo nuove strade per capirci, prendere le decisioni e risolvere i conflitti, anche se non aspetterò il dialogo per iniziare a lavorare”.

A quanto pare il dialogo per il momento dovrà attendere. L’arresto dei dirigenti della Assemblea Popolare di Oaxaca (APPO) Flavio Sosa, Horacio Sosa, Ignacio García e Marcelino Coache, avvenuto alle 7 del mattino di ieri suona come la negazione completa, a distanza di soli quattro giorni, dell’intero discorso presidenziale. I detenuti si trovavano nella capitale per dialogare con i rappresentanti della segreteria del governo in un incontro che era stato precedentemente accordato tra le parti. I fatti peraltro ricordano molto un altro passaggio fondamentale della storia messicana, come dimenticare infatti il 9 febbraio 1995, quando Ernesto Zedillo, nel bel mezzo del processo di negoziazione con la dirigenza zapatista ordinò improvvisamente l’arresto dei leader EZLN.

appo arrestoIl governo che si è appena instaurato si presenta subito come un regime senza principi che non ha rispetto per la parola data, per di più e forse quello che è ancora più grave, si presenta come un autorità disposta a reprimere e cancellare chiunque non condivida i suoi progetti e il suo modo d’operare. Questi arresti non fanno altro che confermare la rotta già seguita dal governo Fox: proteggere il governatore di Oaxaca, Ulises Ruiz.

Quindi la risoluzione del conflitto a Oaxaca per Calderón e per la destra messicana è facile da ottenere: consiste esclusivamente nel reprimere e zittire le voci di chi è contro Ulises Ruiz, senza prendere in considerazione minimamente le richieste e le origini di questo conflitto sociale. Si è scelta quindi la via dell’autoritarismo, dell’intolleranza e della persecuzione politica, non si fa altro che continuare a gettare benzina su un incendio che potrebbe assumere dimensioni nazionali.

Ieri inoltre è stata resa nota la relazione del CEPAL (Comisión Económica para América Latina y el Caribe U) riguardo ai risultati economici e sociali ottenuti dall’America Latina. La relazione, che prende in considerazione gli ultimi quattro anni, è in generale positiva e dimostra i buoni progressi ottenuti dall’intera regione per quanto riguarda la salute e l’istruzione. I dati più importanti sembrano quelli della riduzione della povertà che è diminuita di quattro punti percentuali di media in tutto il continente.

Il presidente del Cepal, José L. Machinea, ha sottolineato l’importanza di aumentare i programmi sociali da parte dei singoli stati in modo da aiutare direttamente i cittadini e allo stesso tempo far crescere il livello di occupazione. Questa la linea guida da seguire per combattere l’esclusione sociale e aumentare la crescita economica.

Il miglioramento della situazione dell’intera regione sembrerebbe quindi quasi naturale ed indipendente dalle decisioni dei singoli stati, in realtà andando a spulciare bene la relazione e tenendo anche in considerazione le linee guida del presidente del Cepal, sembrerebbe che i paesi con governi di sinistra e quindi più orientati a seguire programmi sociali siano anche quelli che hanno ottenuto i migliori benefici a livello economico.

I miglioramenti più significativi si sono avuti forse non a caso in Argentina (26% di povertà nel 2003-2005, contro il 45,4 del 2000-2002) e Venezuela (37,1% nel 2003-2005, contro il 48,6% del 2000-2002). Non sono stati invece molto confortanti i risultati dei governi che hanno seguito politiche economiche liberali: Colombia, Ecuador, Perù e Messico hanno avuto una diminuzione generale della povertà di soli 4 punti percentuali. Particolarmente preoccupante la situazione messicana che ad una piccola diminuzione della povertà nelle grandi città contrappone un aumento concreto del livello di povertà nelle zone rurali (il consiglio nazionale per la valutazione delle politiche sociali ha contato un milione di poveri in più solo tra il 2004-2005, penultimo anno della gestione Fox).

Non bisogna comunque cantare vittoria. La povertà interessa 205 milioni di persone, delle quali 80 milioni vivono nell’indigenza. Traguardo della Cepal –che è un organo delle Nazioni Unite- è quella di dimezzare queste cifre per l’anno 2015, attraverso programmi sociali ed investimenti mirati.

E’ possibile consultare la relazione e tutti i dati sul sito Cepal.

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di Antonio Pagliula ~ 4:21 PM

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14 COMMENTI:

6/12/06 5:39 PM, Anonymous renè

Hai ragione non potevano iniziare peggio di così.

Se il governo messicano crede che l'arresto di Sosa e degli altri capi serva a mettere fine al movimento che chiede la caduta di Ruiz, si è sbagliato e di molto. La appo e il movimento contro Ruiz ha dimostrato da 6 mesi di non dipendere da una sola persona, non ha solo un leader ma è fatta da migliaia e migliaia di persone. Arrestare Sosa è inutile e dimostra l'incompetenza di questo governo.

 

6/12/06 5:48 PM, Anonymous punti di vista

Era notizia della scorsa settimana che con Fox i prigionieri politici sono cresciuti del 50% in 6 anni. Forse Calderòn vuole battere un nuovo record.

Ma daltronde non si può fare niente. Il MESSICO che permette queste cose e fonda i governi su elezioni fondate sui brogli va benissimo; il VENEZUELA invece dove le elezioni sono regolari , c'è libertà di stampa ed i media sono tuttora all'80% nelle mani dell'opposizione, non esistono prigionieri politici né terrorismo di stato come nella vicina Colombia ci troviamo invece difronte ad una dittatura...

riflettiamo...

 

7/12/06 12:50 AM, Blogger doppiafila

Ciao Antonio, apprezzo molto il tuo blog e lo leggo spesso. Sulla situazione messicana non ho commenti da fare, perché la seguo solo di sfuggita. Quanto al tema povertá, tu porti l'esempio di Argentina e Venezuela come "campioni della riduzione", e colleghi questi "successi" al fatto che sono governi di sinistra: a mio modo di vedere, il dato Argentino è fuorviante in quanto si paragona con uan delle crisi più profonde della storia dell'umanità (la depressione 99-2000 con botto finale nel 2001); quello venezuelano non è invece sostenibile - a meno che il petrolio non resti alle stelle per sempre. Temo che la riduzione della povertá si spieghi con il semplice aumento dei prezzi delle materie prima - ancora l'unica voce d'esportazione del continente...
Saluti, Doppiafila

 

7/12/06 12:16 PM, Anonymous vincenzo

complimenti per l'intervento di "doppiafila"che in modo sobrio ed elegante ha dato una chiave di lettura alla relazione del CEPAL non solo in ottica politica,cosa che,ahimè,emerge dall'articolo di antonio.per quanto riguarda la situazione messicana l'arresto di oppositori politici non pu' mai essere tollerato da qualunque parte provenga...a cuba ne dovrebbero sapere qualcosa,o sbaglio?

 

7/12/06 2:47 PM, Anonymous Filippo

Ciao, la situazione in Messico continua ad essere travagliata, e temo che ad Oaxaca e vedremo delle belle (intese come brutte). Mi auguro solo che Calderon non possa andare molto lontano, che la protesta gli tronchi le ali prima che sia troppo tardi.

Ho scritto un articolo sugli ultimi sviluppi politici a Cuba, dimmi che ne pensi.

Ciao, Filippo.

 

7/12/06 3:44 PM, Blogger Antonio P.

Caro doppiafila, argentina e venezuela sono le nazioni che hanno avuto più riduzione di povertà negli anni considerati. So benissimo che le motivazioni derivino anche da alcune situazioni favorevoli. Quello che tenevo a far notare era che le linee guida proposte dal Cepal erano tese all'attuazione di programmi sociali ed investimenti mirati in istruzione e sanità.
Interessante era anche il fatto che solo Colombia, Ecuador, Perù e Messico avessero una riduzione di povertà inferiore alla media continentale.

Non so se è frutto solo di situazioni contigenti, anzi non lo credo affatto, poi che venezuela e argentina abbiano avuto una crescita nettamente superiore per i motivi che citavi non lo metto in dubbio, anzi ti do ragione.

 

7/12/06 8:00 PM, Anonymous luca b

x vincenz:

cosa vuol dire che l'arresto di oppositori politici non deve essere tollerato da qualsiasi parte provenga? Deve essere comunque un fatto che va denunciato e degno di essere conosciuto. Non ho visto su nessun giornale italiano o europeo una denuncia per l'arresto di Sosa.

Quando un fatto del genere se fosse avvenuto a Cuba sappiamo tutti lo spazio che avrebbe ricevuto su tutti i giornali. Purtroppo l'informazione commerciale non è poi così imparziale forse.

Mi sembra troppo provocatoria la tua conclusione: " a cuba ne dovrebbero sapere qualcosa"! Forse anche negli stati uniti allora...sai qualcosa dei 5 cubani processati e denetuti senza giusta causa negli Usa da quasi 10 anni? Quello dei detenuti politici non è solo un problema cubano, anzi è più un problema delle democrazie "formali". Compito dell'informazione informare su questo, che sia avvenuto a cuba o in messico o in qualsiasi altro stato al mondo, e deve avere lo stesso peso. Quello che è avvenuto ad oaxaca è intollerabile

 

8/12/06 2:02 AM, Anonymous flyfra

Io tenderei a precisare che l`APPO ad Oaxaca non ha dirigenti. L`APPO sta durando proprio perche` e` un assemblea popolare e il governo non riesce ad individuare i "dirigenti" (la classica figura di responsabilita` capitalistica). Le persone arrestate erano soltanto dei portavoce.

 

8/12/06 9:52 AM, Anonymous vincenzo

rispondo a luca b.il non tollerare l'arresto di oppositori politici non ha nulla a che vedere con l' informazione che troppo spesso riguardo i fatti sudamericani è carente.però per amor di cronaca deve essere segnato tutto,non vorrei che vi fossero detenuti di serie a e deteneti di serie b.teoricamente bisognerebbe essere contenti della liberazione a cuba di hector palacios,membro del partito comunista di cuba e membro del movimento illegale "todos unidos",scarcerato per motivi di malattia,ma imprigionato nel 2003 dopo un processo "sommario"per attentato contro l'indipedenza dello stato e cospirazione con gli USA e condannato a 25 anni di carcere.mi preme ricordare poi che elizardo sanchez,presidente della commissione per i diritti umani e la riconciliazione nazionale di cuba abbia evidenziato che dietro a questa scarcerazione se ne siano prodotte delle altre in questi giorni.egli inoltre ha denunciato come,nonostante le affermazioni di raul castro,tese al dialogo nei confronti dei dissidenti politici,in realtà "cuba è ancora impregnata da un atmosfera di repressione politica crescente che non sembra vada a diminuire così velocemente".pertanto cosi come i fatti di oxaca non possono essere tollerati,io non sopporto neanche quete situazioni a cuba.ritengo che dovremo pertanto indignarci trasversalmente in occasione di questi eventi.

 

8/12/06 1:05 PM, Anonymous luca b

vincenzo,
mi trovi d'accordissimo. Il problema è che da Cuba in teoria ci si può aspettare, essendo chiaramente una dittatura, la presenza di prigionieri politici, processi sommari e l'incriminazione per reati d'opinione, la stessa cosa non può essere tollerata però da democrazie mondiali. Un messico, che si considera un paese democratico da 100 anni, non può permettersi sopratutto in un clima di tensione politica, che rischia di scoppiare da un momento all'altro, determinati atti da parte di un presidente che non è neanche riconosciuto dal 50% della popolazione. Capisci? Se succede in Messico o negli stati uniti (ripeto, il caso dei 5 cubani o guantanamo ne sono la dimostrazione) è molto ma molto più grave. Per il resto concordo che questi eventi dovrebbero indignare tutti indifferentemente. Ti do ragione, ma ha fatto benissimo il compagno Antonio a sottolineare e a riportare la notizia in italiano, visto che nessun media l'ha fatto,..

 

8/12/06 1:29 PM, Anonymous vincenzo

caro luca b,antonio ha sicuramente fatto benissimo a rendere pubblica questa notizia in quanto tutti siamo coscienti del fatto che i media italiani soprattutto,dedicano poco spazio alle vicende che avvengono in sud america..figurarsi che i corrispondenti del nostro paese in quel continente o non ci sono o sono pochissimi...inoltre concordo con te sul fatto che questi scempi hanno un valore diverso se avvengono in una democrazia o in una dittatura...però non mi sembra corretto intellettualmente che vengano segnalate determinate situazioni solo a senso unico(vedi i fatti di oxaca...)mentre di cuba si dica solo che è stata abbattuta la povertà,verissimo,ma si tralasciano questi episodi gravi anche se avvenuti in una dittatura...a questo punto potremo riabilitare anche mussolini col luogo comune dei ponti e degli acquedotti...la mia necessità è quella di cercare la verità anche se scomoda,e soprattutto una verità trasversale,cosa che troppo spesso è oscurata,a mio modesto parere,dall'appartenenza politica che fa si che si veda solo ciò che si vuole vedere

 

8/12/06 2:04 PM, Blogger apagliula

Credo che sia vincenzo che luca stiano dicendo più o meno la stessa cosa.

X Luca B.: ti stimo e sono felice della tua sempre più frequente partecipazione in questo mio spazio.
Mi dispiace però non mi piace l'apostrofazione di "compagno" riferita a me. Non mi sento legato ad una cultura storico-politica di matrice comunista.

Io non mi riconosco in nessun partito politico determinato. Auspico solo la nascita di una corrente politica che possa soluzionare i danni del neoliberismo. Non vedo però la soluzione al problema del neoliberismo esclusivamente riconducibile alla scelta tra capitalismo e comunismo, non si può negare infatti che se il primo è fallito, il secondo è fallito ancor prima. Credo invece che si debba seguire una terza via, un’alternativa al capitalismo che si può chiamare socialismo del XXI (perchè sicuramente dal socialismo prende ispirazione), ma che non è necessariamente un problema di definizioni politiche. Alla fine gli si può dare il nome che si vuole o chiamarla come meglio si crede, però l’obiettivo fondamentale del cambiamento dovrà essere mirato a risolvere gli errori del capitalismo, prevedendo sicuramente l’inclusione nella società degli esclusi, ma deve anche riuscire ad assicurare e rispettare le libertà individuali e i diritti umani, pilastri dai quali non si può prescindere nella società moderna.

La storia dovrà svolgere un ruolo determinante. Se quindi cercare un’alternativa valida sarà fondamentale, lo è allo stesso modo, se non di più, cercare di non commettere vecchi errori…

 

8/12/06 2:35 PM, Anonymous Filippo

Ciao, grazie per i complimenti. Aspetto di leggere il tuo prossimo articolo adesso. (Sperando che sia un articolo che riporti una notizia positiva su una terra tanto travagliata quanto bella come il Messico). A presto, Filippo.

 

10/12/06 12:30 AM, Anonymous Annalisa

Mi permetto di dissentire in parte da quanto detto da FLYFRA è vero che l'APPO è un'assemblea popolare ma penso anche che gli arrestati degli ultimi giorni tra cui Flavio Sosa non fossero solo dei semplici portavoce.
Solidarietà al popolo di Oaxaca.