E’ scomparso nel nulla il giorno prima della sentenza del processo forse più importante della storia del suo paese. La fragile democrazia argentina, in questi giorni più che mai, sembra accecata dai fantasmi della dittatura militare, che proprio dei “desaparecidos” aveva fatto un simbolo (se ne stimano almeno 30.000).Il signor López, una delle tante vittime di questa dittatura, negli anni aveva raccolto le sue memorie, quelle delle torture e delle “scomparse” dei suoi compagni, con la speranza che ci fosse una giustizia e che un giorno si sarebbe fatta verità. Ora che, a distanza di vent’anni, il governo argentino ha finalmente abolito quelle stupide leggi che concedevano condono e amnistia per reati commessi da militari durante gli anni della dittatura, finalmente Jorge López era stato chiamato come testimone principale nella causa contro Etchecolatz, meglio conosciuto come “El Carnicero de la Plata” (il macellaio di La Plata), sulla sedia degli imputati per il suo nutrito curriculum che gli permette di portare questo macabro appellativo.
Il quotidiano argentino Página/12 ha titolato qualche giorno fa: “Potrebbe essere il primo desaparecido della democrazia”. Sembra essere proprio così in effetti e questo ha generato un ritorno di paura improvviso tra la popolazione argentina che sperava di aver rimosso per sempre dalla sua memoria questi fatti.
L’accaduto fa pensare che in Argentina operino ancora organizzazioni terroristiche. Infatti, poco prima della scomparsa di questo testimone chiave per il processo, si era segnalata una quantomeno strana, per la tempistica, azione di hackeraggio ai danni del sito web “las abuelas de Plaza de Mayo”. Non solo, i componenti del tribunale, che ha condannato Etchecolatz, hanno ammesso di aver ricevuto minacce e intimidazioni.
Torna così il terrore fra le strade di Buenos Aires che ieri hanno visto scendere in piazza una grossa manifestazione per invocare la riapparizione da vivo di Jorge López (“Ahora, ahora/ resulta indispensable/ aparición con vida y castigo a los culpables” intonavano le migliaia di persone in marcia). Importantissima la presa di posizione e la reazione del popolo argentino che si è sentito minacciare dagli ultimi avvenimenti e sente riaffiorare vecchi incubi, mentre non è piaciuta affatto la reazione del presidente Kirchner che, offrendo una ricompensa di circa 200mila euro a chiunque sia in grado di fornire informazioni sulla scomparsa di López, per l’ennesima volta dimostra mancanza di personalità.“Ogni volta che ne hanno la possibilità ne approfittano per dimostrare che sono presenti. Stiamo attenti, argentini, non possiamo permettere che il passato torni a ripetersi. Se realmente la scomparsa ha lo scopo di spaventarci che sappiano che stiamo portando avanti una politica di giustizia e andremo fino in fondo affinché verità sia fatta. Non abbiamo diritto ad avere paura” – queste le parole del presidente argentino.
Fatto sta che la paura è ormai diffusa e che il governo argentino manca di risposte adeguate per la prevenzione di fatti di questo tipo sebbene ora sia una democrazia e uno stato di diritto. Non erano infatti state prese le misure preventive per salvaguardare un testimone cruciale in una causa storica per l’Argentina. L’imputato, fortunatamente poi condannato all’ergastolo per genocidio, era infatti il principale gerarca di una delle prigioni segrete della dittatura e questo potrebbe essere un potenziale incentivo per risvegliare i suoi sostenitori che, a quanto pare, purtroppo ancora non erano scomparsi ma che tuttora vivono nella penombra della società argentina.


































