Non si deve discutere riguardo le possibili intese economiche e gli accordi commerciali che sorgeranno come conseguenza degli incontri tra il presidente iraniano e i paesi sudamericani. In fondo non è solo Chávez a legarsi come partner commerciale con l’Iran… Sono infatti tre tra i più importanti paesi europei ad essere i principali fornitori del discutibile paese guidato da Ahmadinejad: rispettivamente Germania (12,3%), Francia (8,4%) ed Italia (7,8%, che rientra anche tra i principali cinque clienti).Ma la Merkel, Chirac o Prodi non credo si vanteranno mai di amicizie con Teheran. Un aspetto effettivamente non trascurabile, considerando soprattutto le sempre più estremistiche posizioni intraprese da Ahmadinejad negli ultimi mesi.
Niente da dire però sulla libertà di Chávez, Ortega e Correa di stringere intese economiche. Sia libero il Venezuela di discutere con l’Iran sull’eventuale riduzione della produzione di petrolio, in fondo sono due stati membri dell’Opec, non c’è nulla di male a riguardo. Va bene anche il diritto di difendere l’utilizzo del nucleare per qualsiasi paese, sempre che sia effettivamente mirato ad un utilizzo non bellico ed esclusivamente pacifico. Massimo rispetto anche per gli accordi di cooperazione, per la promozione del commercio Sud-Sud, per i 2'000 milioni di dollari stanziati per lo sviluppo di paesi sottosviluppati in America Latina ed in Africa.
Il problema è un altro, e sorge se queste “cattive amicizie”, peraltro osteggiate e pubblicizzate, siano poi realmente mirate alla formazione di un fronte unico anti-imperialista, se queste intese siano seguite da un accordo politico tra le parti. In questo caso è meglio tornare subito sui propri passi, Ahmadinejad è un dittatore fanatico e estremista, e le conseguenze a livello di immagine ma non solo non si devono trascurare.
E’ vero, gli Stati Uniti in America Latina hanno sempre fatto il bello e molto più spesso il cattivo tempo, però non va bene seguire determinate linee politiche esclusivamente per fare dei dispettucci ai vecchi padroni. L’antiamericanismo è, in fondo, un sentimento comprensibile ma non per questo un sentimento giustificabile in particolar modo se poi finisce con comportare determinate scelte di politica estera, realmente molto difficili da accettare.
E’ preferibile quindi la scelta di Kirchner che non andrà ad assistere alla cerimonia di investitura di Correa giustificando la sua assenza con la presenza “incomoda” del presidente iraniano Ahmadinejad. Non dimentichiamo, infatti, che la giustizia argentina ancora reclama la cattura di nove iraniani accusati di essere implicati nell’attentato del 1994 a Buenos Aires che per altro causò ben 85 morti.Molto spesso difendere “cattive amicizie” comporta grossi errori, speriamo questo non sia il caso di Venezuela, Ecuador e Nicaragua…Caro Chávez stia attento…
Consiglio poi a tutti la lettura di un articolo pubblicato in questi giorni sul blog “Petrolio”, che da una interpretazione molto interessante del viaggio di Ahmadinejad in America Latina.
Ecco il punto di vista di altri due blog:
- Maurizio Campisi, che esprime critiche simili alle sopraesposte: L'Iran in America Latina;
- Gennaro Carotenuto, che invece ha un'altra opinione: Sulle relazioni tra Iran e Venezuela
Technorati Tags : Ahmadinejad Chávez Iran Opec Venezuela Ecuador Correa Nicaragua Ortega Argentina Kirchner anti-imperialismo
Ahmadinejad dittatore... è stato regolarmente eletto.
Le accuse che muovi a lui sono le stesse che l'Occidente muove a Chàvez... attenzione.
Ahmadinejad è un mostro creato per motivare l'attacco futuro all'Iran, previsto da anni... se e quando toccherà al Venezuela, anche a Chàvez verrà messo in bocca che vuole cancellare Israele dal mondo e cose simili.
Informarsi sempre da sè, mai lasciarsi prendere per i fondelli dai media globali, non solo per quanto riguarda l'America Latina ma su tutto.
Consiglio delle ricerce sul MEMRI ed una letturina su
http://www.pressante.com/content/view/128/32/
e
http://www.pressante.com/content/view/332/32/
Caro Marco,
so benissimo che le accuse che vengono mosse contro Chàvez sono simili a quelle che vengono mosse contro Ahmadinejad, il fatto è che vedo nette e profonde differenze tra i due. Le teorie negazioniste dell'iraniano rimangono comunque un fatto e non un opinione, così come le dichiarazioni bellicose contro israele, senza tralasciare la censura e di alcuni dei diritti fondamentali.
Premesso che personalmente penso che Ahmadinejad sia meglio di Bush, l'asse Iran-Venezuela si sta consolidando non per fare semplicemente un dispettuccio agli Stati Uniti. Il Venezuela è in ballo per la candidatura al consiglio di sicurezza dell'Onu ed è giusto che Chavez cerchi l'appoggio dei Paesi non allineati, di cui l'Iran è ,insieme al Venezuela, lo Stato più influente.
Secondo: Ahmadinejad non è un dittatore.
Terzo: l'Iran, anche grazie alla cecità della politica bombarola americana, sta assurgendo al ruolo di Paese guida del mondo musulmano e pertanto un nuovo assetto mondiale multipolare che tutti ci auguriamo come garanzia di un mondo giusto, equo e pacificato non potrà fare a meno di questo Stato
Quarto: alcune posizioni di Ahmadinejad su Israele sono indifendibili, ma spesso si tratta di proclami semplicemente volti a conquistare le simpatie degli Arabi alla causa iraniana. Il presidente iraniano poi non nega l'Olocausto, chiede semplicemente se questo evento basti a giustificare la formazione di uno Stato straniero in terra straniera.
Quinto: Ahmadinejad chiede la distruzione dell'attuale ordinamento politico israeliano, non di Israele: la posizione ufficiale dell'Iran è la richiesta di un referendum nell'area palestinese che faccia scegliere direttamente alle popolazioni tra due possibilità: un unico stato o due stati.
Sesto: a dimostrazione del fatto che l'Iran non può definirsi anti-semita (che termine strano, poi, questo, rivolto a musulmani che di fatto sono semiti) basti pensare che in Iran è presente la più grande comunità ebraica del Medio Oriente dopo quella presente in Israele, ovviamente.
Non sono filoiraniano, sia chiaro.
Non sopporto la pena di morte. Non sopporto la teocrazia, ma ciò non mi impedisce di constatare come molte delle rivendicazioni dell'Iran siano legittime. (in merito vorrei consigliare a tutti di leggere la lettera di Ahmadinejad a Bush, che ho trovato molto bella, anche se dal tono un pò messianico)
Antonio, quello che scrivi e dici è giustissimo: il ritorno di immagine per Chavez può essere molto negativo... ma la formazione di un nuovo assetto mondiale passa necessariamente anche per Teheran.
X Apostasis:
Il Venezuela non è più in ballo per un posto nel consiglio di sicurezza. Purtroppo non ce l'ha fatta! Per quella motivazione avevo già accettato rapporti così stretti con l'Iran. Così come accetto ora gli accordi economici tra i due paesi, che devono essere liberi anche considerando che sono due paesi tra i più importanti produttori di petrolio. Questo tipo di relazioni trovano tutto il mio appoggio e consenso.
Condivido anche i tuoi punti 4,5, e 6.
Per il resto Ahmadinejad non credo possa portare niente di positivo a livello politico in un futuro assetto mondiale, cosa che invece credo possa e stia già facendo Chàvez in Venezuela e in tutta l'america latina.
Chi ha letto qualche volta questo blog sa benissimo che non sono un filoamericano o un filoisreaeliano eppure Ahmadinejad è una figura che ritengo dannosa per il continente latinoamericano fuori da un discorso puramente economico (visto che anche noi europei ne usufriamo abbondantemente). Va bene essere antiamericanisti però ricordiamo che tipo di governo c'è in Iran, un paese che non mi spaventa definire fascista.
Antonio, il Venezuela ha fallito il primo assalto... l'ordinamento dell'Onu deve essere cambiato, quindi non è escluso che in un futuro molto prossimo Chavez riesca ad ottenere quello che al primo tentativo ha fallito.
La pericolosità dell'Iran... bisogna prendere atto ormai del fatto che l'Iran stia diventando la potenza di riferimento in Medio Oriente, per questo in nessun modo si può e si deve rinunciare al dialogo con l'Iran a priori. Per noi occidentali questo Paese è pericoloso, d'accordo, ma perché sappiamo di avere la coscienza sporca e temiamo che il mondo arabo, da sempre diviso, possa finalmente compattarsi (per il momento sembrerebbe fantascientifico questo discorso, ma neanche così tanto se si pensa che due nemici storici dell'Iran, Iraq e Siria, sono oggi di fatto suoi alleati).
Per tanto l'Iran può ricoprire in un possibile nuovo assetto mondiale un ruolo fondamentale, dando voce a buona parte del mondo islamico.
L'Iran è pericoloso per noi Occidentali, non lo è oggi per molti arabi medio-orientali di cui costituisce certamente una speranza. Diamo voce a questi popoli...non abbiamo altra scelta dal momento che il comportamento dell'Occidente tenuto fino ad ora, volto ad assicurare solo la propria sicurezza, è stato di fatto controproducente.
Ahmadinejad non è uno stinco di santo, ma penso che attualmente in giro per il mondo ci siano personalità politiche molto più crudeli e pericolose di lui (Bush,ma anche Musharraf e Gheddafi...con cui l'Occidente non si vergogna di trattare, di stringere alleanze o di prendere tè nel deserto).
Quanto allo stato fascista presente in Iran...anche qui non sarei molto d'accordo.
Si tratta di uno Stato teocratico in cui chi comanda davvero non è Ahmadinejad, ma Khameini, la principale personalità religiosa del Paese... tuttavia c'è una forma giovanissima di democrazia che potrà di certo evolvere verso il meglio. E ancora...ci sono Paesi con governi ben peggiori (l'Arabia Saudita, il Pakistan, anche l'Egitto mi lascia alquanto perplesso) con cui l'Occidente intesse senza scrupoli le sue relazioni.
Continuo a vederla un pò diversamente.
Va bene agli accordi commerciali, va bene il cambiamento della geopolitica mondiale ed il decentramento giustissimo delle forze econonomiche, però mi sembrano eccessivi i rapporti e le intese anche politiche che stanno intercorrendo tra Chàvez e Ahmadinejad. Dico questo proprio perchè continuo a credere nel progetto di Chàvez...
Comunque riporto qui le opinioni a riguardo di GENNARO CAROTENUTO, a cui avevo chiesto di esprimersi a riguardo:
Sulle relazioni tra Iran e Venezuela;
e di MAURIZIO CAMPISI che ha trattato l'argomento anche nel suo blog:
L'Iran in America Latina
io invece condivido la visione di Pagliula, ed anche quella che ha espresso Campisi sul suo blog.
Non credo che le personalità liberi ed indipendenti si riconoscano nel presidente dell’Iran.
Dico questo per il bene dell'America Latina e non per paura di una futura guerra, sicuramente prossima in Iran.
Credo poi che nonostante i controfiltri è difficile essere talmente ciechi riguardo il governo di Teheran.
Avrei invece un appunto da rivolgere al prof. Carotenuto:
Condivido l'opinione che l'autonomia in politica estera, finalmente raggiunta in America Latina è fondamentale, però non le sembra comunque poco opportuna questa intesa non solo economica ma anche politica? Ed in tutti i casi, non le sembrano comunque eccessivi i toni utilizzati da Chàvez e Ahmadinejad per osteggiare questo "anti-americanismo"???
P.S. complimenti per il blog
sono d'accordo sia sul far notare che anche i Paesi occidentali e democratici hanno rapporti con l'Iran sia i dubbi sull'eccessivo antiamericanismo di Chavez che talvolta sembra irrazionale.
Su Ahmadinejad , io ho l'impressione che gran parte del fanatismo che ci arriva non sia nè per colpa la cattiva propaganda degli USA nè per colpa di sua tare ideologiche ma lucida (e cinica) scelta politica.... accaparrarsi il favore delle popolazioni islamiche fortemente antiamericane per far diventare l'Iran prima potenza regionale del Mediooriente e leader del mondo islamico
Io non riesco a capire quale sia il rimprovero che muovete a Chavez. E' irrazionale il suo antiamericanismo? Bè, dopo aver rischiato di morire per colpa degli americani penso che chiunque sarebbe "irrazionalmente" anti-americano.
Quanto all'Iran: qui sembra che tutti trascuriate un fatto fondamentale e incontrovertibile e cioè che l'Iran, al pari del Venezuela, stia diventando una potenza di primo piano nel panorama mondiale. A questo punto tre sono le possibilità:
1) si cerca il dialogo con uno Stato che può fungere da intermediario in delicatissime situazioni (e mi sembra che gli Americani abbiano capito di essere costretti a questa possibilità per uscire dal pantano iracheno);
2) si cerca di isolare l'Iran, ma questo mi pare impossibile per due motivi: l'Iran è troppo importante da un punto di vista economico ed energetico e, secondo, l'Iran non rimarrebbe comunque isolato potendo contare su un appoggio sempre crescente da parte del mondo islamico;
3) si va alla guerra totale, ovvero alla terza guerra mondiale...è questo quello che vuole Bush, è questo quello che vogliono i teo-con...ma in questo caso bisogna ricordare che l'Iran non è affatto l'Iraq visto che ha un esercito molto più forte e che non è da solo, come Saddam, potendo contare sull'appoggio della Siria e forse, nel momento di una guerra diretta alla sua sovranità, sull'appoggio di gran parte del mondo islamico (quanto meno medioorientale).
Chavez mi pare che abbia scelto la prima strada... cosa gli dovremmo rimproverare? Non riesco a capire.
Rispetto alle posizioni espresse sul rapporto Iran-Venezuela
la mia posizione e' molto piu' vicina all'interpretazione di
Carotenuto.
La nostra informazione sull'Iran e sul suo presidente sono
molto parziali.
L'Iran non e' una dittatura anche se l'organizzazione dello
stato si discosta di molto dai nostri modelli di
"democrazia". Il presidente Iraniano ha un ruolo
ridimensionato all'interno del sistema politico poiche' deve
sottostare al consiglio dei guardiani della rivoluzione;
quindi non e' il dittatore che volgiono farci credere anche
perche' non ha la forza per esserlo.
Molte dele sue "stupide e incondivisibili" posizioni debbono
essere lette nell'ottica della politica interna (vedi
elezioni amministratove svoltesi da poco in Iran che hanno
visto, tra l'altro, una sconfitta per il presidente) e
nell'ottica di un paese che si trova ad un passo da un
possibile attacco da parte del piu' potente esercito del
mondo e dei suoi alleati (vedi l'ultima provocazione di
Erbil copn il secuiestro dei diplomatici Iraniani).
Al di la' del suo presidente l'Iran rappresenta uno stato
sovrano con interessi strategici spesso coincidenti con
quellio venezuelani, sia per l'affermazione del diritto di
sovranita' degli stati sia per quanto riguarda la politica
economica-petrolifera. Per questi motivi non ritengo che
l'atteggiamento Venezuelano sia dannoso per lo stesso
Venezuela, pur essendo fortemente consapevole che molti
passi debbono esser fatti dall'Iran per una maggiore
liberta'...
Grazie e alla prossima
Mahmoud Ahmadinejad è un uomo che sembra fatto su misura per la Casa Bianca nella sua eterna ricerca di nemici con cui spaventare il Congresso, il popolo americano e il mondo per giustificare il comportamento riprorevole dell'impero. Il presidente iraniano ha dichiarato di voler "cancellare Israele dalla mappa". Ha detto che "l'Olocausto è un mito". Di recente ha tenuto una conferenza in Iran per "negatori dell'Olocausto". E il suo governo ha approvato una nuova legge che impone agli ebrei di indossare un distintivo giallo, alla nazista. A coronamento di tutto questo punta a costruire bombe nucleari, una delle quali sicuramente puntata su Israele. Quale persona assennata non sarebbe spaventata da un uomo del genere?
Ahmadinejad è stato democraticamente eletto, ma non dimentichiamo che in quei casi in cui il popolo iraniano ha votato personalità con idee riformiste, questi ultimi hanno avuto difficoltà immense (e spesso insormontabili) nel rapporto con il consiglio religioso, che di fatto ha i poteri principali nello stato iraniano. Ricordiamoci di Khatami! L'indipendenza di Ahmadinejad non è che allineamento perfetto alle posizioni dei guardiani della rivoluzione iraniana, quindi non facciamoci troppe illusioni sulla consistenza della democrazia in Iran. La strada che il Venezuela ha percorso in questi anni è ben diversa
Volevo rispondere a Roberto B.: ragazzi la manipolazione delle informazioni è molto molto pericolosa. Vi stupireste se dicessi che tutto quello che ha detto Roberto non è vero? Quella dello stemma giallo per gli ebrei è una bufala colossale: è stata messa in giro da un fuoriuscito paleviano (appartenente al movimento dello scià Palevi, spazzato via dalla rivoluzione islamica del '79) e subito smentita da un parlamentare iraniano, rappresentante in Parlamento della minoranza ebraica.
Quanto alla volontà di "cancellare Israele dalla mappa" rimando ai commenti precedenti così come per quanto riguarda la definizione di Olocausto come mito. La conferenza di Teheran è stata una mal riuscita messa in scena...un errore senza dubbio, ma comunque bisogna ricordare che quello che per noi è un argomento assolutamente tabù, vale a dire l'Olocausto che rappresenta la pagina più triste per la storia occidentale, non lo è affatto per il mondo islamico che anzi in esso vede una chiara strumentalizzazione sionista per la costituzione di uno stato sionista. Quanto alle testate nucleari: Ahmadinejad non ha mai parlato di volere la bomba nucleare e mi sembra che vi siano osservatori Onu attualmente in Iran...mi sembra tanto di rivedere la triste vicenda delle armi chimiche di Saddam...
Comunque non è mia intenzione fare l'apologia di Ahmadinejad nè dell'Iran. Skeight ha ragione, purtuttavia va ricordato che Khatami ha potuto governare (cosa impossibile per un riformista o moderato nelle dittature islamiche amiche dell'Occidente) e questo lascia ben pensare per un'evoluzione futura positiva dell'ordinamento politico iraniano.
Quanto a Chavez, egli cerca accordi con l'Iran, non con Ahmadinejad, prova ne è il fatto che egli ebbe contatti proprio con Khatami e questa a me sembra una cosa normalissima, oltre che saggia.
Torno a ripetere: l'Iran sta crescendo, Ahmadinejad nel bene o nel male rappresenta la sua gente...cosa volete fare? Chiudere la bocca ad un popolo? Bene...sapete dove andare: qualcuno ci sta già pensando. Oppure cercare il dialogo e sulla base di interessi comuni anche qualche accordo? Io propendo nettamente per la seconda possibilità.
Credo che sia indiscutibile però che Ahmadinejad sia eccessivo nella terminologia:
quando parla di "nemici" o di "gioco imperialista".
Non si può negare che la presenza di Ahmadinejad sia stata "incomoda", e ha creato problemi anche all'interno degli equilibri fra i diversi stati latinoamericani, ultimamente sempre molto vicini. A dimostrazione di ciò, come ricordava anche Antonio, l'assenza di Kirchner o ad esempio, nella cerimonia di investitura di Correa, la permanenza a Quito di sole poche ore di Lula, da sempre molto amico di Correa e che teneva ad essere presente alla cerimonia, ma che ha dovuto "fare equilibri".
Rossofermo, premesso che si tratta diciamo di una discussione fraterna-perché dai messaggi mi sembra di capire che siamo tutti chavisti qui e tutti crediamo nel progetto di Chavez-...nessuno sta muovendo nessuna critica ad Antonio. Secondo me Chavez sta dimostrando coerenza: in politica estera è giusto che si avvicini all'Iran. Dell'Iran si può parlare male all'infinito, ma ciò non toglie che:
1)oggi l'Iran si vede minacciato dall'esercito più potente del mondo per motivi pretestuosi che ricordano quelli addotti contro Saddam...e dopo l'Iran potrebbe toccare al Venezuela;
2)l'Iran rappresenta ad oggi l'unico Paese in grado di far valere le ragioni dei Musulmani (specie in Medio-Oriente) ed oggi, non si può nasconderlo, stiamo assistendo ad un Olocausto delle genti musulmane...per questo non simpatizzo per un regime teocratico come quello iraniano, ma tra Stati Uniti ed Iran, per quanto riguarda la politica estera, non avrei molti scrupoli a scegliere non una ma mille volte l'Iran;
3)continuo a non capire perché Chavez dovrebbe rinunciare ad accordi con l'Iran.
Mi preme poi segnalarvi un blog in cui potrete chiarirvi tutte le idee sul mondo iraniano e fare tutte le domande che volete al suo gentilissimo e molto cortese "proprietario", è li che ho iniziato a dubitare della propaganda americana contro Ahmadinejad (per cui, torno a ripetere, non provo nè simpatia, nè ammirazione e in cui non mi identifico):
www.dovevailmondo.splinder.com
X Apostasis:
Non riesco a capire su cosa ci stiamo fraintendendo. In pratica stiamo dicendo le stesse cose: io non ho mai messo in discussione gli accordi tra Iran e Venezuela, sono giustissimi e condivisibilissimi. Quello però che non condivido di tutta questa faccenda è l'eccessiva "amicizia" tra due governi che politicamente sono molto distanti. La strada intrapresa da Chàvez in Venezuela, e seguita da altri stati in America Latina è ben diversa da quella di Ahmadinejad. Non vedo punti di contatto "politici" tra i due modi di governare e spero vivamente che non ce ne siano mai. Sotto quest'ottica mi è parso eccessivo chiamare "fratello" Ahmadinejad e propagandare questa "amicizia".
Ben vengano invece tutti gli accordi economici, le intese sul petrolio e la volontà di cambiare l'assetto geopolitico mondiale. Su questo aspetto non ci piove, è utile e necessario sviluppare un mercato Sud-Sud.
P.S. ho dato uno sguardo al blog che hai segnalato. Sembra interessante e ci passerò con più calma prossimamente.
A volte ho un pensiero analogo a quello della tematica del post. In particolare per Chavez, la voglia di fare potrebbe portarlo(quantomeno) a rallentare il suo operato.
Sono d'accordo che Ahmadinejad non sia affatto il mostro di cui si sente (ahinoi) parlare dai media comuni, ma il cercare accordi economici non dovrebbe essere minimamente connesso al sentimento antiamericanista.
Ho grande stima di Chavez, ma anche il suo ultimo proclama di Repubblica Socialista non l'ho trovato molto interessante, non perchè non debba riuscire nel suo intento, ma per l'inutilità delle autoproclamazioni in genere. Le cose basta farle, sventolarle per avere un "appoggio" non deve rientrare nei compiti di uomini positivi come Chavez.
17/1/07 10:38 AM, officina democratica
Tra i principali accordi che sono stati conclusi, c’è stato quello che vorrebbe una riduzione della produzione di petrolio al fine di mantenere alti i prezzi del greggio e quello di garantire una maggiore stabilità in Venezuela, grazie alla nazionalizzazione delle risorse energetiche.
Neanche a dirlo, questi accordi sono stati visti con sospetto da Washington, che vede nei due leader anti-imperialisti, un pericolo da estirpare al più presto!
Ma perché gli Usa hanno così paura di Iran e Venezuela?
Bè iniziamo col dire che questi due paesi sono due dei principali produttori di petrolio al mondo e si sa, gli Usa quando si tratta di petrolio, potrebbero addirittura fare una guerra pur di accaparrarselo!
Ma il problema può anche essere un altro… infatti sia Chavez che Ahmadinejad hanno spesso minacciato Washington di cambiare la valuta delle contrattazioni del petrolio, passando dai petro-dollari ai petro-euro, con conseguenza disastrose per gli Usa che sarebbero costretti a spendere in euro per acquistare (e ne acquistano) petrolio da Iran e Venezuela.
Diciamo che l’idea dei due leaders non è neanche poi tanto originale, in passato un altro presidente “non-allineato” aveva paventato questa ipotesi, e gli Usa hanno pensato bene di destituirlo in “maniera democratica”. Quel presidente era Saddam Hussein!
E ora che dobbiamo aspettarci come contromossa statunitense?
Diciamo che le azioni dell’amministrazione Usa sono già abbastanza avviate, le sanzioni contro il nucleare civile iraniano sono state già prese, ma se ne annunciano già altre molto più consistenti, mentre la pressione (anche militare/golpista) sul Venezuela è oramai una costante nel paese.
Ma da un pazzoide come Geroge W. Bush e da una lady morte come Condoleeza Rice ci si può aspettare di tutto, persino un improvviso attacco contro questi due paesi, per la felicità dei petrolieri americani (ah Bush è un petroliere texano per chi non lo sapesse) e dell’industria bellica americana che potrebbe continuare a fare affari d’oro, con la produzione di armi al fosforo, all’uranio, cluster bomb e quant’altro!
Speriamo bene che, dopo aver destabilizzato il Medio Oriente, il criminale Bush non faccia ulteriori sciocchezze… anche se conoscendo il tipo c’è davvero da aver paura!
Ora più che mai vale il principio che il nemico del mio nemico è mio amico: fosche nubi si addensano sul cielo iraniano. L'accerchiamento è cominciato.
L'Iran, azzarderei, è forse l'unico vero grande obiettivo dell'ultima politica americana in Medio Oriente: Afghanistan e Iraq sono stati semplicemente due passi verso quello che è il boccone più grande...l'Iran, l'irriducibile nemico dell'imperialismo americano. Spazzato via l'Iran, gli Stati Uniti avrebbero lo strapotere su tutto il Medio Oriente ed è questo quello che realmente vogliono.
Forse non ci rendiamo conto della gravità dell'attuale situazione. Guardate una cartina geografica e noterete subito come l'Iran sia di fatto accerchiato. Perché Bush continua a voler mandare soldati in Iraq? Perché non accetta la mano tesa dell'Iran? Dall'Iraq gli Stati Uniti, così come dall'Afghanistan, non andranno via finché non avranno risolto il problema iraniano. Le provocazioni ai danni dell'Iran sono già cominciate, basti pensare all'incursione americana nel consolato iraniano di Erbil...gli Americani aspettano che sia l'Iran a fare il primo passo per evitare la ricaduta di immagine che c'è stata con l'invasione dell'Iraq.
Per questo sono con Chavez anche nel momento in cui abbraccia Ahmadinejad... pur non condividendo l'estremismo del presidente iraniano, il suo fondamentalismo, non posso che sentirmi vicino a lui in questi drammatici momenti in cui il suo popolo rischia di vedersi per la seconda volta schiacciato dalla manus militaris americana, dalla prepotenza dell'imperialismo.
Non dirò mai viva Ahmadinejad, ma viva il popolo iraniano, in questo frangente storico, sì.
Apostasis, anche io non volevo polemizzare con nessuno. Volevo semplicemente sottolineare il pregio della riflessione di Antonio. La distinizione tra accordi economici, legittimi e da salutare con favore, e accordi politici è valida. La differenze tra ora e dieci anni fa e proprio data dalla possibilità per i sudamericani di guardare alla Cina, India e all'Iran. Per cui fa bene Chavez a parlare con tutti.
Anche io ritengo che l'anti-americanismo di Chavez sia diverso rispetto a quello iraniano. L'articolo mi sembrava mettere in luce proprio queste diversità. Il sudamerica ha una storia diversa, un significato politico diverso.
Saluti e complimenti ancora per il sito.
20/1/07 12:06 PM, cloroalclero
Sottoscrivo ogni commento di apostasis. E' assurdo nel contesto attuale, soffermarsi sulla pericolosità dell'iran. Chavez non lo fa e non dovremmo farlo neanche noi. Il pericolo mondile sono le mire espansionistiche di Bush, che sta preparando guerra all'Iran e che non si fermerà neppure di fronte alla prospettiva di una 3 guerra mondiale.
Chavez sa che, se Bush intraprende guerra all'iran, lui sarà automaticamente schierato dall'altra parte. Come sa che "il pericolo" per eccellenza, oggi, è rappresentato dallo scimmiotto americano, che di sicuro , sbrigato l'affare Iran si rivolgerebbe al "corridoio di casa" per ribadire con le armi la sua egemonia.
Sono completamente d'accordo con Apostasis e Carotenuto.Dopo l'Irak il pericolo di un'aggressione americana all'Iran e poi al Venezuela e poi a Cuba e poi al Nord Corea e poi magari alla Cina (!)è reale e non bisogna aspettare che queste eventualità si producano per prendere le distanze o esprimere "disapprovazione" verso l'imperialismo americano. Quando la Germania nazista aggredì la Polonia e l'Italia fascista aggredì la Grecia,nessuno democratico al modo avrebbe mostrato indifferenza o compiacenza verso gli aggressori per il fatto che i paesi aggrediti erano retti da governi reazionari e fascistoidi. Non voglio che l'Iran faccia la fine dell'Irak, perciò nella misura in cui l'Iran è sotto la minaccia americana,bisogna stare con l'Iran, anche se è governato da Amadinejad.Roosvelt e Churchill per battere Hitler si allearono con Stalin, che era ben peggio di Amadinejad! La storia insegna a non essere schizzinosi, studiatela bene! (sempre che siate in buona fede...)











