Leggendo queste parole e considerando il clima politico italiano, sarà sicuramente facile, per molti, definire il comportamento del governo ecuadoriano: “Anti-americanista”, una definizione ormai di moda ma allo stesso tempo molto superficiale.
Si provi infatti ad esempio a leggere le semplicissime parole del vicepresidente ecuadoriano, Lenin Morero (foto a lato), sul motivo per cui gli accordi sulla base di Manta non saranno rinnovati: “Noi vogliamo solo essere rispettati. Gli ecuadoriani sono gente molto rispettosa della società nordamericana, rispettiamo e ammiriamo il popolo nordamericano. Non riteniamo però che sia corretto che il loro presidente prenda decisioni che diminuiscano o ledano la nostra dignità. La autodeterminazione dei popoli è una risorsa fondamentale”.Nelle sue dichiarazioni al quotidiano Crónica il vicepresidente sottolinea: “Non c’è motivo che i soldati di un paese abbiano basi in altri paesi. Cosa pensereste se noi pretendessimo avere una base militare ecuadoriana negli Stati Uniti per difendere i diritti umani degli ecuadoriani che vivono lì? Non avrebbe senso, così come non ha nessun senso una base nordamericana in Ecuador”.
“C’è sempre stata l’abitudine da parte di certi governi statunitensi d’intervenire nella politica dei paesi latinoamericani, però fortunatamente i nostri popoli sono maturati e non si adattano più a questo comportamento”.
Parole sicuramente semplici ma decise, parole che mi sarebbe piaciuto ascoltare anche in minima parte simili da parte del nostro presidente del Consiglio Prodi o del nostro ministro degli Esteri D’Alema, entrambi esponenti di una pseudosinistra italiana che in politica estera si è dimostrata, in questa occasione più che in passato e nonostante le belle parole del “programma dell’Unione”, ben lontana dall’avvicinarsi a quell’idea di multilateralismo e centralità europea prefissatasi ad inizio mandato.
Il popolo della pace invece a Vicenza è sceso in piazza per dimostrare, pacificamente il suo pacifismo. Non si tratta di antiamericanismo, ma di anti-imperialismo, perché ormai solo con il termine di “imperialismo” si possono definire le strategie di politica estera dei governi statunitensi, scelte sempre più mirate verso l’unilateralismo. Proprio per questo non si riesce a capire come, se si crede realmente nel multilateralismo e così come è stato scritto nel programma Unione, si possa poi assecondare senza battere ciglio l’ostentato unilateralismo nordamericano.
Vicenza è stata solo espressione di democrazia diretta, una lezione politica popolare e non esclusivamente una manifestazione della sinistra radicale, Vicenza ha solo rappresentato l’Italia pacifista, la parte degli italiani stanca di assecondare e accomodare scelte di politica estera impopolari e bellicose, spesso piovute dall’alto.
E’ preoccupante vedere come la parola “pacifismo” sia oggi arrivata ad essere catalogata quasi come offensiva e discriminatoria travisandone il reale significato. Trovo assurdo come siano riusciti a far credere che essere pacifisti sia una disgrazia, che il pacifismo voglia dire appoggiare il terrorismo e diffondere l’odio e la violenza, praticamente l’esatto contrario dei valori insiti nell’ampio e variegato movimento del pacifismo.
Per qualcuno poi, vedi l’ex premier Silvio Berlusconi, sabato è stata una giornata “triste”: “Sono molto triste perché mentre voi giovani di Forza Italia siete lì alla convention di Napoli a discutere dei temi della libertà, migliaia di manifestanti stanno sfilando a Vicenza contro gli Stati Uniti”. Difficile aggiungere qualcosa a queste parole, solo la considerazione che l’associazione tra le parole libertà e Stati Uniti suona sempre più ridicola e forzata. Ad esempio durante il mio recente viaggio negli Usa, ho dovuto presentare alla dogana passaporto elettronico e sul posto mi sono state rilevate le impronte digitali di indice destro e sinistro, più una foto fatta sul momento con una web-cam. Un procedimento previsto dalle norme anti-terrorismo appena entrate in vigore, ma decisamente difficile da accettare e condividere visto che nel caso fossi realmente un terrorista, attenendomi a queste misure sarei pericoloso solo ed esclusivamente sul territorio statunitense, in Italia ed in Europa nessuna autorità ha le mie impronte digitali. Soprattutto è assurdo che queste stesse norme in pratica implichino l’impossibilità da parte di un cittadino americano di essere potenzialmente “pericoloso”, visto che può viaggiare in Europa, come nel resto del mondo, senza avere bisogno di passaporti elettronici contenenti micro-chip, né di rilievi di impronte digitali. Esperienza personale apportata solo a conferma dell’ingiusta unilateralità a cui gli Stati Uniti aspirano e tendono da qualche lustro.Però questo non conta, l’importante è solo che nei convegni di Forza Italia i giovani parlano di libertà ed intesa con gli Stati Uniti, mentre si deve essere tristi e dispiaciuti per la manifestazione di Vicenza. Un ossimoro spaventoso visto che Vicenza credo che abbia rappresentato i reali valori della libertà di espressione e manifestazione del pensiero, non solo di una città, ma anche delle tante anime che compongono il movimento dei popoli per la pace italiano.
Un movimento ed una concezione di pace ed anti-imperialismo che, con sommo dispiacere però, non verrà presa in considerazione da parte dell’attuale governo italiano, fermo e rigido sulle decisioni prese riguardo questa base Usa. Proprio questa sicuramente la nota più dolente di una giornata importante come è stata quella di Vicenza. Triste considerando la tanto dichiarata centralità europea tanto ostentata da questo governo, ma disattesa quasi subito e sostituita dalla tipica sudditanza che dal dopoguerra si ritiene dovuta agli Usa.Tristezza quantomeno un poco attenuata pensando invece alla scelta fatta in Ecuador, decisamente opposta a quella italiana, dove il governo Correa, dopo aver già raggiunto uno delle importanti promesse elettorali riuscendo a dare il via alla riforma costituzionale ed indicendo il referendum per l’elezione dell’Assemblea Costituente, si è dimostrato giustamente deciso nell’intenzione di non rinnovare la concessione agli Stati Uniti della base aerea di Manta.
Tra l’altro proprio Rafael Correa ha appena confermato la sua presenza alla “Conferenza Mondiale per l’abolizione delle basi militari straniere” che si terrà dal 5 al 9 marzo proprio in Ecuador. Con Correa ci saranno altre importanti presenze internazionali come l’argentino Adolfo Pérez Esquivel (premio Nobel per la pace 1980), Cindy Sheehan attivista nordamericana contro la guerra in Iraq e Medea Benjamín, anche lei statunitense e direttrice della fondazione “Global Exchange”.
“Sarà una protesta mondiale alla quale parteciperanno più di duemila rappresentanti di Asia, Africa, Europa e America”, ha segnalato Miguel Morán, leader del “Movimento Antiimperialista” di Manta. Lo stesso Morán ha annunciato che la conferenza avrà come sede sia Quito che Manta e conterà con la partecipazione di Natsume Taira, della “Red de Ciudadanos por la Paz”, di una delegazione giapponese, di Blanca Chancoso (leader indigena ecuatoriana) e di Denis Doherty coordinatrice della “coalizione anti-basi” australiana.
Per qualcuno forse sarà un’altra giornata triste, per altri invece, me compreso, non lo sarà affatto...
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Ciao Antonio,
E' stata una GRANDE giornata... Possono dire che non servira' a nulla, possono continuare ad attaccarci come terroristi, possono dire qualsiasi cosa... ma chi c'era, chi ha visto e conosciuto persone VERE in carne ed ossa contenti di vivere una giornata insieme, contenti di non essere soli... sa che non sara' inutile. Da sabato i Vicentini sanno di non essere soli nella loro battaglia... e a loro volta, da sabato, saranano al fianco di altre condivisibili lotte che sono presenti sul nostro teritorio, dalla Val Susa a Napoli.
Anche da noi GLI INDIGENI cominciano a dare segni di vita per la difesa del nostro territorio, della nostra indipendenza e del nostro futuro!!!
Il cammino e' lungo ma Vicenza e' stato un piccolo ma importante passo...
"SARA DURA"!!
www.obiettivo.info/FabioNews
veramente ho appena letto l'intervista di fassino...parafrasando: 'a vicenza c'erano due manifestazioni quelle per un ideale e quella dei vicentini che si sentono occupati a casa loro, bene dei secondi bisogna tenerne conto'....
gira davvero tanta droga nel parlamento???
comunisti? questi non sanno nemmeno più dove sta la sinistra altro che comunisti
besos ;)
Ciao, Antonio:
Espero que hayas tenido exito en tu visita a Miami, yo lamentablemente estuve en New York para esos dias, otro dia sera.
Me hace mucha ilusion la enorme capacidad de movilizacion de la gente de Vicenza que organizo las manifestaciones contra la unilateral decision de ampliar la base militar estadounidense, tuve la oportunidad de leer la informacion en el excelente blog de la carissima amiga Annalisa, hay que luchar y, sobretodo, saber luchar para revertir esa decision tan impopular.
Un abbraccio forte,
Bruno











