Il talento giornalistico di Gianni Minà è stato celebrato a Berlino in occasione del Berlino International Film Festival in svolgimento nella capitale tedesca fino al prossimo 18 febbraio. Il premio Berlinale Camera viene consegnato alle personalità o alle istituzione alle quali viene riconosciuto di aver dato un contributo importante all'arte e alla cultura, ed è considerato uno dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo per i giornalisti documentaristi. Particolare apprezzamento è stato espresso al giornalista italiano per il suo ultimo lavoro documentaristico "Travelling with Che Guevara".Durante le giornate della manifestazione verranno proiettati diversi documentari di Minà quali "Un dia con Fidel" e "Cuban Memories", dedicati a Cuba e al leader maximo Fidel Castro, argomento verso il quale Minà ha dedicato questi ultimi anni di lavoro con passione e dedizione. Gianni Minà, nato a Torino nel 1938, ha lavorato con svariate testate giornalistiche, sia di carta stampata che televisive italiane e condotto programmi televisivi per la Rai, oltre ad essere autore di molti documentari di successo sulla vita di personaggi quali Che Guevara, Mohammed Ali, Fidel Castro, Rigoberta Menchú, Silvia Baraldini, il subcomandante Marcos, Diego Maradona.
Attualmente dirige la rivista Latinoamerica e la collana "Continente Desaparecido" della Sperling&Kupfer, intanto lavora già a un nuovo progetto: "Un ciclo di documentari sui capi di Stato che stanno cambiando l'America Latina, da Lula a Chavéz, dalla Bachelet a Morales”. "Qualcuno teme l'autonomia intellettuale, invece il pubblico ama l'impegno", ha affermato ricevendo il tanto ambito quanto meritato premio.
Riporto ora l’articolo riportato su Repubblica.it di A.Vitali:
ROMA - Non sapeva, Fiorello, che quando imitava Gianni Minà che "gioca a scopetta" con Fidel all'Avana stava solo raccontando la verità. Pensava di fare parodia, faceva cronaca. Meglio, faceva storia, quella che Minà racconta con le sue interviste a personaggi come Castro, Mohammed Ali, Marcos, e le storie che si fa raccontare in giro per il mondo dai protagonisti dei fatti. "Poi, a Fiorello ho portato una foto fatta anni fa in un ristorante a Roma, siamo io, Gabriel Garcia Marquez, Sergio Leone, Cassius Clay e Robert De Niro", dice il giornalista da Berlino dove ha ricevuto il Premio Kamera alla carriera per i documentari. Si è emozionato, "il tappeto rosso, io e mia moglie con i flash sulla faccia e il direttore della Berlinale, Dieter Kosslick, che ci accoglie". Una soddisfazione "profonda" dice, "considerata l'esclusione, da anni, dalla Rai, con la quale ho iniziato a collaborare nel 1959 e che, con una cinquantina di persone, ho contribuito a lanciare".
Giornalista, scrittore, autore, conduttore, documentarista. Difficile tracciare i contorni di Minà. Ha seguito otto Mondiali di calcio, sette Olimpiadi, decine di campionati di boxe, è stato tra i fondatori di L'altra domenica, ha lavorato al Tg2 di Andrea Barbato, ha lavorato con Giovanni Minoli a Mixer, è stato autore (e conduttore) di Blitz e di tanti programmi, da Alta classe a Zona Cesarini a Storie, dirige la rivista Latinoamerica e la collana "Continente Desaparecido" della Sperling&Kupfer e ha pubblicato oltre una dozzina di libri.Poi ci sono i documentari. Come In viaggio con Che Guevara (costola del film I diari della mototicletta alla cui realizzazione ha collaborato: a Berlino è stato proprio il regista, Walter Salles, a consegnargli il premio), presentato al Sundance, ai festival di Annecy, Morelia, Valladolid, Belgrado e vincitore a Montreal nel 2005, oltre a un Nastro d'argento in Italia. Il premio a Berlino "ha toccato il mio vecchio cuore romantico - dice - ma anche il mercato mi dà ragione. I dvd Maradona: "Non sarò mai un uomo comune", realizzati con RaiTrade e Gazzetta dello sport, hanno venduto 600 mila copie, un record. L'impegno riscuote la fiducia della gente. Qui, ad esempio, non si racconta solo la vita di un calciatore ma l'epoca d'oro del calcio italiano, Zico, Platini, Rumenigge. E' Storia".
La fiducia del pubblico ma non quella della tv italiana. Se chiedi a Minà i motivi dell'"esilio" ti dice che "parte della sinistra ha la stessa mentalità della destra, teme l'indipendenza intellettuale. Secondo alcuni, il mondo va raccontato in un modo e basta, invece le interpretazioni sono mille". Non gli va ancora giù il giudizio che circolava a viale Mazzini, "ingovernabile, persona non gradita": "Chissà poi a chi dovevo essere gradito. Era il 1994, Berlusconi si impossessò della tv, Letizia Moratti non mi rinnovò il contratto. Solo Freccero mi diede fiducia, feci Storie, a mezzanotte, pagato a prestazione. E più niente".
Vero è che Minà ha fatto cose che alcuni umani non potrebbero nemmeno immaginare. Tipo essere "una delle cinque persone al mondo che hanno fatto un libro su e con Castro" e quell'intervista, sedici ore, "l'unica volta in cui Fidel ha raccontato il Che, non l'aveva mai fatto prima e non l'ha più fatto dopo". Ci sono le interviste al Nobel per la Pace Rigoberta Menchu (Storia di Rigoberta), al subcomandante Marcos (Marcos e la rivolta dei Maya in Chiapas e Marcos: aquì estamos), a Cassius Clay, che poi è amico suo.Amareggiato, sì, per il trattamento che la Rai gli ha riservato, "ma di quel che fa la tv italiana non m'importa, mi muovo in proprio e ho la mia distribuzione". Che poi sarebbe Adriana Chiesa, vedova del grande Carlo Di Palma, che "mi ha convinto a investire per trasferire i mei documentari dai vecchi formati al digitale e attualizzarli, un lavorone - spiega Minà - che ora mi permette di veicolare i dvd nel circuito dell'informazione mondiale".
E se RaiTrade l'ha contattato per l'iniziativa editoriale su Maradona "è solo perché i documentari sono di mia proprietà, non potevano fare altro. Certo, li ringrazio, ma, mi dico, in un altro Paese mi avrebbero dato la direzione, che so, del settore documentari. Invece, se fosse per loro non lavorerei più da dieci anni". Invece lavora già a un nuovo progetto: "Un ciclo di documentari sui capi di Stato che stanno cambiando l'America Latina, da Lula a Chavez, dalla Bachelet a Morales. Alcuni di loro, poi sono anche miei amici personali...". E poi, vai a dire che Fiorello non ha ragione.
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Vorrei fare notare che c'è chi dice che Minà abbia fatto carriera sfruttando Fidel e Cuba. Gianni era uno dei volti di punta della RAI (aveva per chi se lo ricorda tutto il pomeriggio domenicale su Rai2 quando esistevano solo Rai1 e Rai2. E' vero il contrario: per la sua onestà intellettuale ha perso molti miliardi e l'ostracismo contro di lui è una delle grandi vergogne della stampa italiana.
Minà hai rotto il c...o coi mitici anni 60, con Cuba, Castro, Che Guevara ecc., se ti piace tanto il regime di Castro che non permette libertà di pensiero, che isola i cattolici, che inprigiona gli omosessuali (che invece paradossalmente sono difesi dai comunisti radicali italiani estimatori del dittatore cubano in contraddizione quindi con la la sua nota avversione per i gay), perchè anzichè assumere l'atteggiamento vittimista per come è trattato nel nostro paese, non si toglie definitivamente dai co....ni e si stsbilisce nel suo paese dei balocchi a rievocare le gesta eroiche del "Che", che come lui ostinatamente omaggiandolo con film biografici,ne nasconde consapevolmente la natura sanguinaria del finto mito creato ad arte per tanti giovani incoerenti che ignorano il fatto che il loro idolo fù il primo e l'unico ideatore di campi di concentramento per banbini al di sotto dei 10 anni.
Se Cuba è il suo modello di libertà e democrazia perchè da sempre i cubani rischiando la vita tentano di fuggire da tale paradiso ?
Caro Minà sei antico e superato adeguati e non continuare a propinarci come eroe il dittatore che in assoluto al mondo è da più tempo al potere. Concludendo, come dice il tuo degno compare di appartenenza di pensiero : "facci sognare, resta dove sei !".
Ciao da biscio9
estoy muy preocupada por el proyecto pascua-lama
que se tendra en Chile y Argentina con dinero americano (Busch), quieren romper nuestra cordillera y contaminar nuestros rios para robar el oro y los minerales allì enterrados.
Pido a Gianni Minà, si es posible informar al mundo de èste evento, para poder pararlo antes que se vuelva una catastrofe.
gracias











