sabato 24 febbraio 2007
La pace scende in politica: il banchiere dei poveri corre in Bangladesh, l’amerindia in Guatemala. Intanto si forma anche un comitato internazionale per sostenere la candidatura al Nobel per la pace di Evo Morales.

rigoberta menchuDue Nobel per la pace entrano in politica. Muhammad Yunus, 66 anni, inventore del microcredito e Nobel per la pace 2006, si candida alle elezioni in Bangladesh, mentre la paladina dei diritti umani ed eroina terzemundista, Rigoberta Menchú, corre alle presidenziali in Guatemala. Il fondatore della Grameen Bank, la “banca dei poveri”, scende in campo con il movimento “Nagarik Shakti”, potere popolare. Con lo stesso motivo, perseguire la pace e dare voce alla parte di popolazione da sempre esclusa dalle decisioni importanti, la Menchú – Nobel per la pace nel 1992 ed icona della battaglia per i diritti delle popolazioni indigene in Sudamerica – si candida alle elezioni del 9 settembre in Guatemala.

Se sarà eletta, diventerà il primo capo di Stato donna del Paese, ed il primo di etnia Maya. Gli amerindi sono il 56% dei 13milioni di abitanti del Guatemala, ma da sempre vivono in condizioni di estrema povertà e non sono mai riusciti ad eleggere una forte rappresentanza politica.

La Menchú, 48 anni, è diventata un simbolo in tutto il mondo, grazie alla sua biografia, “Mi chiamo Rigoberta Menchú”, scritta da Elizabeth Burgos. Nel libro la protagonista racconta la guerra civile che ha travolto il Guatemala tra il 1960 ed il 1996 e che ha provocato oltre 250mila vittime, in gran parte indigeni. Meritatasi il Nobel "in riconoscimento dei suoi sforzi per la giustizia sociale e la riconciliazione etno-culturale basata sul rispetto per i diritti delle popolazioni indigene", la Menchú, ora anche ambasciatrice Unescu, rappresenterà alle elezioni il partito di sinistra “Encuentro”, cercando di raggiungere la presidenza di un paese, precipitato quasi verso un punto di non ritorno, che ha un estremo bisogno di rinnovamento e di pace.

La Menchú, che attualmente secondo gli analisti locali godrebbe di un 30% delle intenzioni di voto, ha sottolineato che lo scopo per cui ha deciso di concorrere alle prossime elezioni presidenziali del suo paese è quello di dare una maggiore rappresentatività indigena nella vita politica, ammettendo però di essere consapevole della difficoltà di portare a termine tale compito. Innegabile comunque il fatto che in questo momento storico la situazione attuale dell’America Latina è propizia perché finalmente i gruppi indigeni occupino posti di governo e, come è accaduto in Bolivia, recuperino il potere delle nazioni che una volta erano loro.

evo morales nobelCon la Menchú si punta quindi a quella rinascita indigena, inaugurata proprio da Evo Morales in Bolivia, lo stesso Evo Morales per cui si cominciano a formare comitati in tutto il mondo in appoggio alla sua candidatura come premio Nobel per la pace 2007. Per chi volesse approfondire ed appoggiare questa candidatura: http://www.evonobel2007.org/.

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di Antonio Pagliula ~ 1:06 AM

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2 COMMENTI:

24/2/07 2:51 PM, Anonymous renè

riporto i fondamenti per i quali si considera Evo Morales meritevole di ricevere il Premio Nobel per la Pace 2007:

La lotta per restituire dignità ai popoli originari della Bolivia, dell’America e del mondo.
Il rispetto delle differenze culturali.
La difesa della memoria storica.
Il suo esempio di onestà, lavoro e sacrificio.
La difesa della sovranità e l’autodeterminazione dei popoli.
La sua permanente lotta per la giustizia sociale.
La sua costante predica di vivere in armonia con la natura.
Il suo impegno a governare con la partecipazione attiva dei movimenti sociali.
La cura dell’ambiente e dell’ecologia.
La sua costante promozione per l’integrazione latinoamericana e dei caraibi, e il rispetto, la pace e la convivenza tra le nazioni.
La lotta alla corruzione, suo principale obiettivo come Presidente della Bolivia.
Il rispetto della norma indigena: "non rubare, non mentire, non essere pigro"
La sua permanente predisposizione a soluzioni pacifiche dei conflitti, dimostrata come dirigente sindacale e come Presidente.
La linea democratica, pacifica, popolare, di unità nazionale e latinoamericana che ha dato al suo governo.
I suoi chiari discorso e azioni contro i riscatti etnici e contro l’esercizio della giustizia per mano propria.

 

25/2/07 3:00 PM, Blogger Camminare domandando

Aveva già segnalato questo link Maurizio Casmpisi nel suo blog..ve lo ripropongo, per darvi un'idea del tipo di reazione violenta che incontra Rigoberta nel suo cammino verso la presidenza.

http://www.elperiodico.com.gt/es/20070212/opinion/36676/