Il 24 marzo 1976 una giunta militare composta dal generale Jorge Videla, comandante in capo dell'esercito, dall'ammiraglio Emilio Eduardo Massera, comandante della marina militare, e da Orlando Ramon Agosti, comandante dell'aeronautica, prese il potere con un golpe si stato. Oggi 24 marzo 2007, a distanza di 31 anni, siamo qui a parlare di 30 mila desaparecidos (il 30% di origine italiana), 2.300 omicidi politici ed oltre 10.000 arresti politici, 2 milioni gli esiliati. 500 sono invece i bambini che sono stati sottratti brutalmente alle proprie madri, prima sequestrate e poi sistematicamente uccise dopo il parto, per essere affidati alle famiglie dei militari.In Argentina, diversamente da quello che avveniva nel vicino Cile di Pinochet, venne adottata una “strategia rivoluzionaria”. Niente arresti di massa o fucilazioni, sebbene fosse subito proclamata la legge marziale, ma sequestri illegali, torture e infine l’eliminazione fisica. Crimini raccapriccianti, un genocidio selettivo, che eliminò con una feroce repressione tutti i meccanismi di solidarietà creati all’interno delle organizzazioni dei lavoratori e dei movimenti sociali urbani, ma anche tanta gente comune, non necessariamente di sinistra: intellettuali, professionisti, operai.
Però Argentina e Cile condividono buona parte delle motivazioni che sfociarono con le rispettive dittature militari, sono infatti gli esempi classici di come negli anni settanta, tanto semplicemente quanto brutalmente, venne imposto il neoliberismo in molti paesi in via di sviluppo, ossia attraverso un colpo di stato militare, appoggiato dalle classi dominanti tradizionali, oltre che dal governo statunitense (ora a quanto pare invece primo esportatore mondiale di democrazia). Anche in Argentina infatti al golpe seguirono i prestiti del Fondo Monetario Internazionale e l’affidamento dell’economia ai “Chicago boys” (gruppo di economisti chiamati così in virtù della loro adesione alle teorie neoliberiste di M.Friedman che insegnava all’università di Chicago). Proprio con il golpe gli Usa, in stretta alleanza con i militari riuscirono, a trasformare anche l’Argentina in una cavia di capitalismo estremo, reprimendo qualsiasi movimento di opposizione, e iniziando un opera conclusasi poi con l’Argentina di Memen, rendendo definitivamente il paese schiavo del FMI, del fondamentalismo di libero mercato e dell’ortodossia neoliberista.Come spesso accadeva quindi c’era l’ombra statunitense ad appoggiare i regimi autoritari e le storie di violenze contro i movimenti popolari, esclusivamente per meri interessi economici e di sfruttamento. Gli Usa infatti accettavano, in particolare in America Latina, l’utilizzo di dittature militari repressive, appoggiandole e stringendoci forti alleanze economiche, sorvolando sulla violazione di qualsiasi diritto di base.
Gli ultimi tasselli per capire la connessione Usa – Argentina sono usciti fuori dagli archivi statunitensi e sono stati resi noti dai National Security Archives, un’organizzazione universitaria non governativa americana molto attiva nel campo della ricerca. Aggiungono qualche particolare a quanto già si sapeva rispetto all’atteggiamento di Washington e dei suoi rapporti con le dittature sudamericane.Questo è uno dei dialoghi emersi tra il presidente statunitense Henry Kissinger e il ministro degli esteri argentino Cesar Augusto Guazzetti, risalenti al giugno 1976:
Guazzetti: “Il nostro principale problema è il terrorismo....assicurare la sicurezza interna del paese...l’Argentina ha bisogno da parte degli Stati Uniti di comprensione e supporto, anche per la crisi economica.”
Kissinger: “Abbiamo seguito le vicende argentine da vicino. Vediamo bene il nuovo governo e vogliamo che ce la faccia. Faremo il possibile perché ce la faccia”
Ma le cose da vicino, ricordano i ricercatori americani, le aveva seguite anche la stampa americana, il Congresso e la stessa ambasciata Usa in Argentina che si era lamentata proprio con Guzzetti anche per il sequestro e la tortura di cittadini americani. Le violazioni che avevano caratterizzato i primi tre mesi della dittatura erano dunque ben note.
Ma Kissinger si dimostrò comprensivo: “Sappiamo che siete in difficoltà....sono tempi curiosi quelli in cui attività politiche, criminali e terroristiche tendo ad emergere senza una chiara separazione. Capiamo che dovete stabilire un’autorità.... farò quel che posso”.
Dopo circa un mese poi, il 9 luglio, il principale consigliere di Kissinger, Harry Shlaudeman, gli forniva particolari sui sistemi applicati dagli argentini, che utilizzavano “...il metodo cileno...terrorizzare l’opposizione, anche a costo di uccidere preti e suore....”. Il 7 ottobre a New York, il fatto è noto da tempo, Kissinger aggiustò il tiro con Guzzetti: “...prima avrete finito meglio sarà”.
Chiara appare quindi la copertura statunitense alla criminale dittatura argentina, che in questa data è giusto ricordare e farne memoria storica.
Allo stesso modo in cui è fondamentale ricordare le migliaia di desaparecidos ed i loro assassini soprattutto in questi giorni in cui comincia ed essere fatta giustizia, anche con le condanne in Italia e con i numerosi processi finalmente in pieno svolgimento in Argentina.
Fondamentale è ricordare anche e soprattutto per non dimenticare.
Pregevole a riguardo, ad esempio, un iniziativa di un artista argentino che ha lanciato una campagna in ricordo dei desaparecidos attraverso MSN di Messanger. Si chiama “NN red 2007” e consiste nell’utilizzare come “nick”, tra il 24 ed il 31 marzo, il nome di un desaparecido includendo anche una sua foto, in modo tale da generare nelle chat uno spazio per fare memoria e riflettere sulla storia. Per approfondire l’appoggio statunitense alla dittatura argentina potete leggere qui direttamente dagli archivi del National Security Archives:
- Documentos muestran apoyo de EEUU y la brutal represion de la dictatura;
- Kissinger to argentines on dirty war: “The quicker you succeed the better";
- La luce verde Usa alla dittatura argentina;
- Altri documenti dall'archivio.
Infine qualche link utili a capire la tragedia dei desaparecidos:
- 24 de marzo, del horror a la esperanza, sito governativo argentino;
- Muro della memoria dei desaparecidos.
Un articolo che dimostra la rinascita economica argentina, che ha coinciso con la rottura delle relazioni con il Fondo Monetario Internazionale:
- L'Argentina dalla schiena dritta.
Technorati Tags : Argentina golpe dittatura militare desaparecidos Usa 24 marzo Kissinger Videla Guzzetti condanne diritti umani America Latina neoliberismo National Security Archives FMI
ciao Antonio sono un tuo conterraneo e ammiratore del tuo blog. Ma sono anche il motivo della presenza del filtro dei commenti nel blog che simpaticamente chiamo "ilrumoredeisuoipeti".
nonostante le mie critiche siano sempre state civili ed educate al nostro amico Chris sono saltati i nervi perchè avevo preso a fare il commento quasi parola per parola delle fregnacce che scriveva. Non avendo molti argomenti il nostro caro amico ha deciso di censurarmi. Purtroppo è un malcostume diffuso nei blog "neocon", ogni volta che dati alla mano contesti una della loro tesi non trovano altro rimedio che tapparti la bocca. E' la loro concezione di "democrazia". Gente qualunquista e relativista che messa in difficoltà non sa che rispondere che "come sai la verità non sta mai tutta da una parte". Da "riempire di schiaffi" finchè non la smette di dire idiozie.
Jean Lafitte
nuovalibertalia.blogspot.com
@Jean Lafitte
Piacere di conoscerti, sono intervenuto sul blog "ilrumoredeimieiventi" perchè purtroppo ritenevo stesse diffondendo notizie poco vicine alla realtà, continuerò a farlo in maniera civile come ho fatto sinora, senza essere censurato. Se arriverò ad essere censurato allora sarò d'accordo con te...
In compenso condivido il fatto che mi sembra che l'autore di quel blog non abbia troppe argomentazioni a difesa delle sue teorie, spesso, come nel caso su cui sono intervenuto (Lula-Bush), lontane dal raccontare i fatti reali...
Un saluto
@Annalisa
Hai pienamente ragione...
non si può dimenticare Jorge Lopez, da 6 mesi il primo desaparecidos dell'Argentina democratica...
Saludos
Gran bel post... mi ha fatto pensare anche al Vaticano, che come gli Usa ha sempre appoggiato, anche finanziariamente, le dittature e i gruppi paramilitari di destra. Si sono sempre trovati d'accordo con i fascisti, hanno sempre raggiunto un accordo, anzi un concordato... E non poteva essere altrimenti: con questi condividono i valori (dio, patria e famiglia) e l'avversione estrema al comunismo. E i metodi antidemocratici e violenti sono nel DNA della chiesa, quindi non si scandalizzano se i loro alleati li usano...
Gran bel post!
@Bhikkhu
bentornato, è da un po' che non passavi da queste parti, o almeno non lasciavi tracce.
Hai proprio ragione anche la Chiesa ha le sue colpe...
Così come non è chiaro il ruolo di alcune grandi aziende italiane (Fiat etc) e della P2 che comunque erano vicini alla dittatura, addirittura consegnando i nomi dei sindacalisti "da far sparire".
però il discorso era troppo lungo e per ora è rimandato...
Un saluto
24/3/07 6:01 PM, Camminare domandando
Prima o poi bisognerà incominciare a parlare (o meglio approfondire perchè qualcuno la già fatto) dei rapporti di quei generali golpisti anche con il nostro bel paese, dal momento per esempio che il signor Eduardo Massera aveva la tessera n. 478 della P2 ed anche il venerabile maestro Licio Gelli era spesso nel paese sudamericano...
Senza dimenticare poi la vergogna della nostra ambasciata di Buenos Aires chiusa nei giorni del golpe a tutti coloro che cercavano aiuto e riparo dalla repressione dei militari.
@Camminare domandando
Hai piena ragione, proprio su quest'argomento ho letto un bell'articolo sul settimanale Left.
Tra cui anche un intervista a Pollaro.
Consiglio di leggerlo a tutti.
@lameduck e Bhikkhu
è quello che penso anch'io...
era comunque doveroso parlare oggi soprattutto in ricordo delle migliaia di vittime che ancora non hanno avuto giustizia.
Desaparecidos vittime di torture atroci, gettati vivi in mare, dopo essere stati storditi dai sonniferi Esecuzioni che, come raccontano gli stessi militari, venivano autorizzati da sacerdoti che “cristianamente”, per tornare anche a quanto denunciato da Bhikkhu, si prodigavano affinché ai desaparecidos fosse riservata una “morte dolce” .
che bei commenti...forse dimentichiamo che facciamo riferimento ad un periodo in cui la guerra fredda la faceva da padrona...il che non implica alcuna giustificazione di sorta,sia chiaro...e comunque,per quanto mi riguarda molto meglio dio patria famiglia che lo scatafascio prodotto dal,per me,male assoluto che si chiama comunismo
@liberal mind
complimenti per il commento, molto costruttivo.
Rimani libero di pensare come credi, certo è che, per me, le morti e le torture rimangono e non hanno colore politico. Se per te la guerra fredda è una giustificazione per me non lo è. Non lo è perchè in Argentina non c'era realmente nessuna possibilità di comunismo, almeno per come veniva inteso all'epoca.
E non c'è giustificazione neanche perchè sul ruolo dittatoriale degli Stati Uniti in quegli anni in centro-sudamerica non è stata fatta nè chiarezza nè giustizia.
Nonostante i documenti emersi infatti nulla è successo, e nulla viene detto, tranne per la CONDANNA RICEVUTA ALLA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA DELL'AJA, CHE HA CONDANNATO GLI USA DI TERRORISMO INTERNAZIONALE CONTRO IL NICARAGUA.
Peccato che poi Washington ignorò la Corte e in seguito pose il veto a due risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite nelle quali si appoggiava la decisione e si esigeva che tutti gli stati rispettassero la legge internazionale.
Ma il diritto internazionale potrebbe anche non esistere...
Di questo non ti importa niente, vero?
Per ogni azione illegale targata Usa c'è sempre una giustificazione di sorta, che sia la guerra fredda, o lo spettro del comunismo, o la lotta al terrorismo...Se ti va bene così mi fa piacere, non ci si lamenti poi del mondo in cui si vive...
anzi ringraziamo gli esportatori di democrazia e i paladini del diritto.
@Gennaro Carotenuto
il dettaglio non lo conoscevo...grazie...
@ Lameduck e Tutti
sempre riguardo l'impunità dei crimini in sud-centro-america ho appena letto un reportaje de EL PAIS, molto interessante:
Crimen sin castigo en America Latina
illiterate mind mi ricorda quel tizio - Ruffini mi pare - che diceva "meglio la mafia che il comunismo". Sono punti di vista...
Comunque è vero, hanno tirato sempre in ballo questa storia della guerra fredda. Quando c'era qualcuno, anche democraticamente eletto, che metteva i bastoni fra le ruote alle grandi compagnie - ad es. con nazionalizzazioni o riforme agrarie, ecc. - lo si bollava subito come comunista, alleato dell'Impero del Male, e agli occhi degli stolti questo bastava per giustificare colpi di stato, guerre, assassini, torture, dittature fasciste... e basta ancora oggi!
26/3/07 10:21 AM, Camminare domandando
Caro liberal mind (che di liberal mi sembri avere solo il nome, e di neo-liberal tutto) provo quasi ammirazione per l’impegno con cui intervieni post su post su questo blog per ribaltare sempre la realtà. Per il modo in cui condanni senza se e senza ma le (inesistenti) violazioni dei diritti umani del Venezuela di Chávez, salvo mostrare poi il massimo del relativismo e del possibilismo per i 30000 argentini rapiti, torturati, straziati e uccisi dal regime di Videla e Massera, con la solita vecchia storia della paura del comunismo, che oltretutto nell’Argentina degli anni ’70 non era così all’ordine del giorno. Potrei risponderti che a casa mia tutto ciò si chiama ipocrisia, ma forse la cosa migliore è chiederti se davvero sei in grado di affermare che non Dio, Patria e famiglia (che è una formula e basta) ma 30000 morti sono stati meglio di un eventuale governo socialista all’Allende anche in Argentina. Sei davvero in grado di dirlo?
Completo il mio primo commento con questa lettera scritta da Roberto Calvi per Karol Wojtyla:
Santità, sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonché delle colpe commesse dagli attuali (Marcinkus) e precedenti rappresentanti dello IOR, comprese le malefatte di Sindona. [...] Sono stato io che, su preciso incarico dei Suoi autorevoli rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti paesi e associazioni politico-religiose dell’Est (es. Solidarność) e dell’Ovest (es. Contras). [...] Sono stato io in tutto il Centroamerica che ho coordinato la creazione di numerose entità bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l’espandersi di ideologie filomarxiste. E sono io, infine, che oggi vengo tradito e abbandonato.
Due settimane dopo, Calvi viene assassinato...
Prima o poi lo devo fare un post sullo IOR!
Che gli Usa abbiano messo le mani su tanti affari del Sud America non è una novità, guarda Posada Carriles solo per fare un unico esempio... Ed ora le stanno mettendo anche da altre parti.
arkimede, però post come questi, o come quelli di gennaro e altri non sevono solo all'uomo della strada (che magari di qui non ci passerà mai), sarebbe interessante se servissero ad altre persone come liberal mind, per esempio...
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