Ancora una volta, come già in Brasile, Uruguay e Colombia, il presidente Bush palesa in Guatemala la sua totale mancanza di idee e progetti per il continente sudamericano. Niente di concreto, solo promesse ed i soliti auspici, quelli che si susseguono praticamente da una settimana a questa parte da San Paolo a Montevideo, da Bogotà a Città del Guatemala, per concludersi finalmente oggi a Città del Messico con l'amico Calderón.Dopo il Brasile infatti, dove nonostante le divergenze e la diversa percezione ambientalista con Lula Bush è comunque riuscito a far firmare un accordo per la produzione di bio-combustibili, quasi un buco nell'acqua sono stati tutti gli altri incontri. Un nulla di fatto quello ottenuto in Uruguay, in barba a chi pensava addirittura alla firma di un accordo di libero commercio, mentre in Colombia e Guatemala ci si è limitati ai semplici "aiuti", storicamente funzionali agli interessi degli stessi Stati Uniti.
Proprio in Guatemala però l'ennesima brutta figura del presidente Usa: Bush si è impantanato in uno dei temi più delicati che aveva da discutere proprio con il suo omologo Oscar Berger quello dell'immigrazione.
"Le espulsioni continueranno", ha infatti affermato George W. che non fa nessun passo in avanti rispetto al passato. Il problema però è reale sono però e non riguarda tanto le espulsioni, ma le vere e proprie deportazioni che i cittadini guatemaltechi subiscono (18'000 solo nel 2006). Bush non si è scomposto, le cose non cambieranno. L'unico spiraglio che lascia in Guatemala è l'annuncio della riforma sull'immigrazione, annunciata per agosto, che dovrebbe dare uno status legale ai 13 milioni di clandestini che vivono negli Stati Uniti.
Anche lo stesso presidente guatemalteco Berger, discepolo statunitense, prendendo la parola dopo l'intervento di Bush, ha manifestato la speranza in una risposta diversa, più chiara e positiva da parte Usa, annunciandosi però comunque fiducioso nella futura riforma migratoria nordamericana.
Nulla di nuovo quindi, tutto fermo, le deportazioni continueranno almeno sino a questa fantomatica riforma.
Nonostante tutto, però, è un Bush tranquillo quello apparso in Guatemala, un paese da sempre molto amico degli Usa. Un paese fedele, che tra l'altro si era prestato a lottare contro lo spauracchio Venezuela nella corsa al Consiglio di Sicurezza Onu. Senza dimenticare poi il Cafta (accordo di libero scambio Usa-Centroamerica) già ratificato in Guatemala da tempo.
Insomma sembrerebbe essere il paese ideale da visitare per Bush, almeno, e solo per ora, a livello governativo ed istituzionale (il 9 settembre ci saranno le elezioni presidenziali, con la candidatura di Rigoberta Menchú).
Moltissime infatti sono state le manifestazioni di ripudio, che hanno riempito le piazze contro la politica migratoria statunitense che chiaramente penalizza e criminalizza l'immigrazione dei poveri del mondo. Altrettanto forti sono state poi le dichiarazioni nei confronti di Bush delle comunità Maya e della Conferenza episcopale. Il vescovo Alvaro Ramazzini ad esempio ha definito l'arrivo di Bush "una burla perché si presenta come amico ma reprime i guatemaltechi negli Usa" ed ha chiesto al presidente Berger "una chiara presa di posizione per la richesta di una cessazione immediata della persecuzione e della deportazione dei suoi concittadini".
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Ciao, Antonio:
Concuerdo al ciento por ciento con Annalisa, practicamente he seguido las penurias de Bush por America Latina por tu blog, en serio.
Desprecio es lo que ha dejado a su paso Bush: manifestaciones con altas cargas emotivas de repulsion por la visita del presidente estadounidense mas impopular de las ultimas decadas. Cuidado tuvo Bush de visitar a paises cuyos presidente son verdaderos cachorros del imperio... pero eso no basto para impedir que esos pueblos donde se presentaba el diablo alzara su voz y en un solo grito - como paso en Venezuela - le dijera: "GRINGO GO HOME".
Pero, amigo querido, mas patetica que la presencia de Bush en esta region del mundo fue el pobre resultado de su gira: un contrato de Etanol con Brasil, y la oportunidad de oro para que su propio pueblo viera con sus propios ojos cuan impopular y cinico es el hombre que los gobierna.
Un abbracio,
Bruno










