L’impresa Chiquita è stata condannata in questo caso per aver sovvenzionato gruppi di paramilitari, con l’assenso del direttivo dell’impresa di Cincinnati, stato nordamericano dell’Ohio. Non avrà più troppo senso il famoso spot delle "banane 10 e lode", pessimo infatti il comportamento di questa famossisima multinazionale statunitense peraltro già coinvolta in passato, quando si chiamava United Fruit, in atti di repressione delle popolazioni indigene. La multinazionale ha piantagioni nella zona di Uraba, vicino la frontiera con Panama. Negli anni ’90 questa regione è stata una della più colpite dai massacri di contadini, fatte da questi gruppi paramilitari di destra. La maggioranza dei casi di torture e massacri sono stati realizzati perché i contadini venivano considerati alleati o simpatizzanti di gruppi guerriglieri. L’antica multinazionale, dieci dirigenti non identificati e vari impiegati hanno sovvenzionato con 2mila dollari in assegni e denaro dal 1997 al 2004 una “violenta organizzazione di estrema destra” chiamata Autodefensa Unidas de Colombia (AUD) o le Fuerzas de Autodefensa de Colombia, secondo il Dipartimento di Giustizia di investigazione criminale della Corte Federale.
Per questo grave crimine di collaborazione con una organizzazione terrorista, divulgato per la prima volta solo dai mezzi alternativi di informazione, la compagnia Chiquita è arrivata ad un accordo con il Dipartimento di Giustizia in virtù del quale dovrà pagare nel corso dei prossimi cinque anni una multa di 25 milioni di dollari, più interessi.“La multinazionale statunitense pagherà una multa di 25milioni di dollari al governo degli Stati Uniti” ha detto l’ufficio stampa del marchio Chiquita.
Proprio qui la beffa più clamorosa, la multa infatti entrerà nelle casse del governo statunitense invece di risarcire le vittime dei paramilitari, per lo più sindacalisti ed esponenti di partiti di sinistra la cui condanna a morte era sancita dalla stessa Chiquita che gli considerava figure potenzialmente pericolose.
I sindacati colombiani, soddisfatti in parte della sentenza, dichiarano però di non accontentarsi annunciando che continueranno a dare battaglia non solo alla Chiquita Brands, ma anche alla Coca Cola, Oxy e alla mineraria Drummonds, tutte imprese notoriamente coinvolte come mandanti di omicidi di attivisti sindacali.
Eclatante l'esempio della Coca Cola. Dietro la bibita più famosa del mondo c'è una lunga lista di pesanti accuse: diritti dei lavoratori calpestati, repressione sindacale, inquinamento e impoverimento delle falde acquifere in molti Paesi. In Colombia nel 2004 una Commissione d'inchiesta indipendente di New York registrò 179 gravi violazioni dei diritti umani, tra cui 8 sindacalisti assassinati, 48 costretti a fuggire, 69 minacciati di morte e 3 incarcerati per false accuse. E le violazioni sindacali sono attuate non solo in Colombia ma anche in varie parti del mondo, come conferma il rapporto 2006 dell'Icftu, la Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi.Per approfondimenti sul caso Chiquita:
- Banane in guerra, da Peacereporter;
- Pizzo e Chiquita, dal blog Americalatina
Fonti: revista Cambio, Il Manifesto, agenzia Adital
Technorati Tags : Colombia Chiquita Coca Cola paramilitari repressione sindacale violazioni dei diritti umani torture massacro gruppi guerriglieri Stati Uniti Autodefensa Unidas de Colombia Uraba
A las Autodefensas o "paras" tambien las subvencionan el Estado colombiano y la milicia neogranadina... ¿se abrira una averiguacion legal contra ellos?
La CocaCola hay que boicotearla, en Colombia asesina sindicalistas y en Venezuela pretende pisotear los derechos laborales de sus trabajadores, por los menos los trabajadores bolivarianos han cerrado las embotelladoras dos veces.
Un abbraccio,
Bruno
Bravo Antonio! Anch'io ho dedicato un post a Chiquita e Coca Cola... come altri del resto. Trovo assurdo però credere che la multa comminata alla Chiquita (25000 dollari) sia per un "finanziamento" di soli 2000 dollari e che i dirigenti/impiegati implicati non siano stati identificati... Quanto poi al fatto che il rimborso resti negli USA, la dice lunga sul loro concetto di giustizia: probabilmente se i beneficiari della donazione fossero stati, chessò, i membri del KuKluxKlan (cioè se i dollari fossero rimasti negli USA) la multa non sarebbe scattata...
Suerte!
Ciao a tutti. Allora, posto che Mancuso (purtroppo di origini italiane), il lider maximo di questa banda di assassini, è attualmente in un carcere di massima sicurezza colombiano, come si può credere che abbia preso, come alcuni scrivono, 2000 dollari o 1.700.000 che siano, quando lui stesso ha confessato (facendo nomi e cognomi) che per anni ha pagato 400.000 dollari al mese la polizia della regione che lui controllava affinché gli lasciassero mano libera? E' evidente che gli interessi sono altri e ben più alti. E con questo sistema di corruzione (la norma in Sudamerica) ha fatto gli interessi dei grandi capitalisti per ben 15 anni! Dal 1999 al 2004 si è accertato che ha torturato e ucciso, lui e la sua marmaglia, più di 3000 persone.. Un vero genocidio, lo sterminio programmato di gente del popolo che ha avuto il solo torto di "pretendere" condizioni più umane che consentisse loro, ed alle loro famiglie, di sopravvivere alla miseria..
mauro
@Marco Vozza: hai ragione qui lo sappiamo tutti...
@Bruno: Grazie per la tua testimonianza dal Venezuela. Comunque non lo abbiamo scoperto oggi gli abusi della Coca Cola sui diritti dei lavoratori. Speriamo che in Venezuela avrà vita più dura...così come la sta avendo in Bolivia
@Elena: effettivamente è quello che ha colpito anche me. Poi il fatto che la multa verrà versata in tasche statunitensi è ridicolo...uno scandalo
@Mauro: hai fatto bene a sottolineare la figura di Mancuso. E' determinante per capire la realtà di fondo alla vicenda
@Mauro Pigozzi: E' proprio lei..quella dal bollino blu e del 10 e lode...nel nostro piccolo la si può boicottare ma servirà a ben poco temo...
Comunque hai ragione, la United Fruit ossia attuale Chiquita era coinvolta anche nel golpe ad Allende nel 1973.
Un saluto a tutti...
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