giovedì 15 marzo 2007
La Corte d’assise di Roma ha condannato ieri all'ergastolo in contumacia cinque torturatori della famigerata Erma argentina per l'uccisione di tre cittadini italiani durante la dittatura del 1976. Abuelas de Plaza de Mayo: “La sentenza italiana deve essere un esempio internazionale”.

Colpevoli. Per tutti i reati a loro contestati e per questo condannati alla pena dell'ergastolo, con la pena accessoria di un anno di isolamento in carcere, l'interdizione perpetua ai pubblici uffici e la pubblicazione della sentenza sui maggiori quotidiani italiani oltre al risarcimento di tutte le parti civili costituite nel processo, per la somma di 100 mila euro ciascuno per familiare”. E' stata questa la sentenza emessa dai giudici della II Corte d'assise del Tribunale di Roma che hanno chiuso così il processo a carico di cinque militari argentini accusati di aver procurato la morte dei tre italo -argentini durante il periodo della dittatura tra il '76 e il 1983.

Alfredo Astiz, Jorge “Tigre” Acosta, Jorge Raúl Vildoza, Antonio Febres e Antonio Vañek sconteranno la condanna per omicidio volontario multiplo premeditato, aggravato da sevizie e da crudeltà, per la “desaparición” di tre cittadini italiani: Angela María Aieta de Gullo –madre del dirigente peronista Juan Carlos Dante Gullo–, Juan Pegoraro e sua figlia Susana, che tra l’altro partorì durante la sua prigionia una figlia di cui non si ha più notizia.

Il processo iniziò in Italia quando ancora in Argentina erano ancora vigenti le vergognose leggi dell'obbedienza dovuta e del punto finale che concedevano condono e amnistia verso crimini commessi dai militari durante gli anni della dittatura (leyes de punto final y obediencia debida) ora fortunatamente annullate durante dall’attuale presidente Néstor Kirchner. E proprio in seguito a questo annullamento i condannati dal tribunale italiano sono già stati processati ed attualmente detenuti in Argentina in attesa di giudizio finale, con l’unica eccezione di Vildoza, latitante dal 1986 e ricercato da entrambi i paesi.

Secondo l’accusa tutti gli imputati: “hanno provocato la morte dei tre italiani dopo averne disposto od operato il sequestro e dopo averli sottoposti a tortura. L'eliminazione delle vittime sarebbe stata decisa nell'ambito del processo di riorganizzazione nazionale instaurato dalla dittatura militare argentina con il golpe del 24 marzo 1976”.

Queste le parole del pubblico ministero, Francesco Caporale, che ribadisce l’appartenenza degli imputati al Grupo de Tarea istituito presso l'Esma (Scuola Superiore di meccanica della Marina) uno dei principali centri di tortura nel cuore di Buenos Aires, in cui oltre 5000 persone vennero fatte scomparire nei voli della morte. La prassi era molto semplice ma altrettanto scabrosa: i prigionieri che venivano caricati sugli aerei venivano addormentati con un sonnifero, poi dopo un’iniezione di sedativo venivano buttati vivi nel mare, un’esecuzione senza appello che i soldati argentini avevano appreso, insieme ad altri metodi controrivoluzionari, dai fuoriusciti francesi della guerra d’Algeria che avevano trovato riparo in Sud America.

A riguardo è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, che ha fatto sapere: “L’Italia sta considerando la possibilità di chiedere l'estradizione dei militari argentini condannati in contumacia nel 2000”. Il ministro ha anche ricordato l'esistenza di un accordo di cooperazione in materia giudiziaria con l'Argentina che però non prevede l'estradizione, ma ha comunque aggiunto: “E’ giusto presentare una richiesta di estradizione, poiché le sentenze non possono e non devono restare sulla carta”. (Ci piacerebbe però che lo stesso comportamento sia attuato anche nel caso di richiedere l’estradizione per gli imputati nordamericani accusati nel processo per il sequestro Abu Omar)

Alla sentenza ha assistito in video-conferenza anche Estela Parlotto rappresentante de “Las abuelas de Plaza de Mayo” che ha accolto la notizia come un “trionfo universale”, applaudendo “il coraggio dei giudici”. “Nonostante i condannati stiano finalmente affrontando un processo anche in Argentina, questa sentenza è fondamentale, un esempio internazionale di un paese che non occulta la storia, ma che usa la giustizia contro chi attenta ai diritti dei propri cittadini. Ha un effetto morale e moralizzatore, che può aiutare ad arrivare alla definitiva condanna anche in Argentina”, sono state le sue parole a caldo.

Sentenza veramente importante che si spera aiuti realmente la magistratura argentina a fare finalmente luce e giustizia anche se a così tanti anni di distanza e magari aiuterà anche a superare gli ostacoli e le ombre del passato riaffiorate ultimamente con la scomparsa di Jorge Julio López, testimone chiave al processo contro Etchecolatz, e a distanza di più di sei mesi dal sequestro non ancora ritrovato.

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di Antonio Pagliula ~ 9:13 PM

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5 COMMENTI:

16/3/07 8:28 AM, Anonymous tisbe

era ora
:)

 

16/3/07 1:00 PM, Anonymous cry

Conocordo con tisbe...era ora...

La sentenza è fondamentale e siamo il secondo paese dopo la spagna a muoverci in questo senso.

peccato che in italia la notizia non abbia avuto il meritato risalto. Si è preferito gli scandali su vallettopoli e le notizie inventate del Il Giornale per screditare il portavoce del governo, Sircana.

Comunque è la dimostrazione che almeno la magistratura in Italia lavora ancora bene (almeno nella maggior parte dei casi).

Speriamo che ora dall'Argentina continuino ad arrivare notizie altrettanto buone. Mi sembra che Kirchner si stia muovendo molto bene a riguardo. L'unica ombra come dici tu è purtroppo la scomparsa di un testimone chiave come Jorge Lopez

ciao

 

16/3/07 1:33 PM, Anonymous Skeight

Sarebbe bello ora qualche atto politico oltre agli atti giudiziari... anche se la vedo dura.
Comunque mi associo alla soddisfazione

 

16/3/07 1:57 PM, Anonymous giuseppe falco

l'informazione italiana è in uno stato di degrado pauroso.

mi vergogno a volte (vedi anche il caso riportato sul blog di Carotenuto).

per fortuna tramite internet si può rimediare in qualche modo. Ma quanta gente utilizza questa risorsa? è giusto che l'informazione accessibile a tutti (tv, giornali, media tradizionali) siano un'oligarchia a servizio dei poteri forti?

 

16/3/07 8:05 PM, Anonymous tisbe

@Giuseppe, non che non è giusto! dobbiamo fare in modo che internet entri in tutte le casa. Questo strumento potentissimo non potranno controllarlo
Lo so, ero lo stesso per le radio libere... ;-)