Nonostante il sabotaggio della destra mediatica, la Banca del Sud è sempre più una realtà. Un importante passo in avanti era stato fatto già il 21 febbraio nella città venezuelana di Puerto Ordaz, dove i presidenti Hugo Chávez e Néstor Kirchner si erano trovati d’accordo nel decidere la conformazione della Banca del Sud, e, sottoscrivendo il “Memorando de Entendimiento”, fissarono le basi di una banca che finalmente permetterà una forma di finanziamento, rapido e senza condizioni, per l’intero continente ed in particolare per le opere di infrastruttura necessarie per l’America Latina, come ad esempio il grande gasdotto continentale.Decisivo però è stato l’incontro di Caracas di ieri dove i ministri delle finanze di Bolivia, Ecuador e Venezuela, il vice-ministro dell’economia del Paraguay e il segretario di Stato del ministro dell’economia argentino hanno fissato le basi per il convegno costitutivo della Banca del Sud, fissando e firmando un atto costitutivo ed una struttura organizzativa.
“La Banca del Sud sarà di tutta l’America Latina, e non si ripeteranno i vecchi errori di altri organismi multilaterali. Nessuno avrà una posizione di egemonia, neanche il Venezuela che probabilmente apporterà la maggiore quota di capitale. Questa banca non avrà padroni e soprattutto non applicherà le condizioni di finanziamento che tanto abbiamo criticato ad altri organismi”, sono state le parole del ministro delle finanze venezuelano, Rodrigo Cabezas, che poi ha aggiunto: “C’è una proposta che mira ad evitare che un paese abbia un eccessivo peso all’interno della Banca del Sud, in pratica questo impedirà la ‘barbaridad’ che avviene ad esempio nella Banca Interamericana di Sviluppo (BID) dove le decisioni possono essere prese con un quorum minimo dell’80% e poi accade che un solo paese abbia un peso specifico del 30%, imponendo di fatto un veto. Chiaramente questo paese sono gli Stati Uniti d’America. Queste assurdità non avverranno mai nella nostra Banca del Sud”.
Cabezas, alla conclusione degli incontri di ieri ha poi pronosticato che la Banca del Sud in breve tempo diverrà “un muscolo tra i più importanti del pianeta” e servirà a finanziare lo sviluppo dell’America Latina, combattendo le ingiustizie regionali, abbattendo le asimmetrie nel continente ed individuando politiche di finanziamento che andranno a tentare di risolvere anche i problemi nelle bilance dei pagamenti.
La data fissata per l’inizio delle attività della Banca del Sud è il primo semestre del 2008 e comincerà a funzionare con due sedi principali, una a Caracas ed una a Buenos Aires.
Oltre ai cinque paesi riunitisi in Venezuela il progetto include anche Brasile ed Uruguay che, anche se ancora nel ruolo di osservatori a Caracas, guardano al progetto con interesse ed ottimismo. Intanto il governo di Chávez ha già reso noto che apporterà come capitale iniziale 7'000 milioni di dollari.
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El Banco Del Sur mas que proyecto es un sueño de Hugo Chavez para unir politica y economicamente a America del Sur, y sobretodo para liberarla de la terrible e infrahumana influencia del FMI y del Banco Mundial.
Tambien es una herramienta poderosa para la soberania de los Estados, ya que ya no tendran que seguir doblando las rodillas ante las apetencias y las imposiciones de los paises ricos que prelan la liberalizacion de la economia bajo la mano invisible del mercado... y que sin importar las asimetrias sociales te prestan DINERO a cambio de que sigas AL PIE DE LA LETRA las recetas neoliberales que te dictan.
En cambio el Banco del Sur no prelara el neoliberalismo salvaje sino que al contrario nace con un alto contenido social, igualitario y unitario.
Saluti,
Bruno
PS: Antonio, no es verdad que los italianos residentes en Venezuela estan huyendo de Chavez, como escribe Paolo Manzano. Acabo de publicar un articulo en descargo de esa manipulacion mediatica, sintiendome italiano como me siento.










