Una chiara analisi del modello neoliberista che ha portato all'attuale sistema economico, ed una considerazione sui reali rischi per il futuro dell'intera umanità.
Un grande plauso va fatto alla TVE, televisione di stato spagnola, che nel suo programma "En Portada" mette in onda, e non in orari impossibili ma in seconda serata di venerdì, importanti ed impegnati documentari come questo: "El orden criminal del Mundo" (L'ordine criminale mondiale).
Ormai da tempo si è persa la speranza di vedere in Italia informazione di questo tipo e così ho deciso, incontrandolo on line, di segnalarvi questo reportage di primissimo livello, anche se purtroppo visionabile esclusivamente in lingua spagnola.
Il documentario, andato in onda in settembre in Spagna, ma tutt'ora attualissimo cerca di analizzare la situazione attuale mondiale guardando ai profondi limiti della globalizzazione così come viene intesa ed imposta.
Si motiva in pratica il perchè l'attuale ordine mondiale è controproducente e chiaramente inadeguato, oltre ad essere appunto un ordine mondiale CRIMINALE. Criminale in quanto ha portato all'indebitamento degli stati nazionali, sempre più dipendenti dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale, alla nascita di un nuovo tipo di capitalismo, che nella sua attuale forma estremizzata viene definito neoliberismo, e alla drastica riduzione del rispetto dei diritti umani con l'unico risultato di aver aumentato esponenzialmente le paure quotidiane e l'insicurezza globale.
Le voci di riferimento sono due tra i più importanti intellettuali dei giorni nostri: Jean Ziegler ed Eduardo Galeano.
Jean Ziegler, professore alla Sorbona di Parigi, è un sociologo e politico svizzero che attualmente ricopre la carica di relatore speciale sul diritto all'alimentazione per la Commissione sui diritti dell'uomo delle Nazioni Unite.
Eduardo Galeano è invece tra i più grandi scrittori uruguayani, ricordato in particolare per "Le vene aperte dell'America Latina", il suo libro di maggior esito in cui accusa lo sfruttamento dell'America Latina da parte di poteri stranieri a partire dal XV secolo sino ai giorni nostri.(Consiglio però una bellissima poesia "El miedo global" a cui lo stesso Galeano fa riferimento all'interno del documentario).
Partecipano anche altre figure di primissimo ordine come l'ex ministra della cultura del Mali, Aminata Taoré, il giudice Baltasar Garzón, il dirigente dei campesinos colombiano Hector Mondragón, il giurista nordamericano William Goodman, e gli spagnoli impegnati in Africa José Collada e Ángel Olarán.
Insomma un lavoro di grande qualità e di cui consiglio la visione anche ai non hispano parlanti. Una chiarissima analisi del modello socio-economico mondiale, imposto dall'altro ed attualizzato attraverso le politiche neo-liberali, che stanno portando al collasso ed all'autodistruzione la stragrande maggioranza della popolazione mondiale a scapito di una minoranza sempre più ridotta.
Alzi la mano chi, allo stato attuale, è capace di affermare il contrario...
Con l'auspicio di far aprire gli occhi su una realtà che in troppi ignorano o fanno finta di non vedere, ma anche con l'auspicio che la televisione italiana prenda esempio da quella spagnola, o da qualsiasi altra televisione nel mondo, portando sugli schermi documentari di questo tipo, auguro a tutti una buona visione.

Technorati Tags : ordine mondiale documentario Galeano Ziegler neoliberismo violazione diritti umani TVE globalizzazione Banca Mondiale Fondo Monetario Internazionale modello socio-economico mondiale informazione televisione
Sempre per il tema "informazione" vi faccio presente alcuni link.
In questo caso si tratta di cattiva, se non pessima informazione, protagonisti alcuni media italiani.
Leggete qui dal blog di Gennaro Carotenuto:
ecco chi è realmente il signor Alejandro Peña Esclusa
Diritto di replica
Per Arturo:
sinceramente si sapeva già che voi fanatici del capitalismo estremo soffrite di indifferenza cronica rispetto alle ingiustizie e alle disuguaglianze mondiali. Per te d'altronde è uguale se più di 2/3 della popolazione mondiale vive sotto il livello di povertà vero?
e proprio per questo ti dà fastidio l'informazione, quella che per fortuna ancora su internet conserva un minimo di libertà. Ce ne fossero di più di persone come Antonio, Carotenuto o Maurizio Campisi si avrebbe una visione più reale della realtà.
adios
13/3/07 11:54 AM, John Christian Falkenberg
Iran, Cina, Venezuela, Argentina, Malaysia sono soltanto alcune delle nazioni che molto recentemente del FMI e della Banca Mondiale si disinteressano ampiamante. Storicamente, poi, la norma è stata quella di governi dei paesi in via di sviluppo che hanno goduto dei finanziamenti, ripudiando poi le condizioni imposte non appena cessavano di fare comodo alle élites dirigenti di tali paesi: le sofferenze inflitte alle popolazioni sono assolutamente reali, ma sono anche e soprattutto responsabilità politiche di classi dirigenti che poi trovano facile accusare i prestatori di denaro del proprio fallimento.
Dovremmo anche considerare l'alternativa: statalismo e socialismo hanno una storia ancora peggiore della "globalizzazione", qualsiasi cosa significhi. Allo stesso modo, le nazioni che non si sono aperte al commercio mondiale sono rimaste nettamente più arretrate di quelle che lo hanno fatto, seppure a costo di notevoli sacrifici.
FMI e Banca Mondiale hanno enormi responsabilità, concordo, ma mi sembrano ben diverse da quelle che vengono loro accreditate da questo documentario.
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