venerdì 2 marzo 2007
Più guerra e meno sanità. “Le priorità sono proteggere il Paese dal terrorismo e tagliare le tasse per sostenere l'economia”. Intanto nel Maryland un bambino di 12 anni senza mutua muore per ascesso ai denti.

sanità usaL'America ritorna al record dei tempi di Reagan nelle spese del settore difesa: 141 miliardi di dollari, più 93 in fondi straordinari, per le missioni in Iraq e Afghanistan. La guerra in Iraq è una delle voci più significative nella finanziaria. Bush chiede 624,6 miliardi di dollari (483,2 miliardi di euro) per il Pentagono nel 2008, un quinto dell'intero budget federale e un incremento rispetto ai 600,7 miliardi di dollari (464,4 miliardi di euro) del 2007. Tra i sacrifici proposti da Bush anche 78 miliardi di dollari in cinque anni nel settore della sanità pubblica, il Medicare e il Medicaid, ovvero l'assistenza per anziani e i poveri.

La risposta dei democratici è stata durissima: "La finanziaria del presidente è zeppa di spese senza copertura e di inganni, è avulsa dalla realtà del Paese e contribuisce a portare l'America nella direzione sbagliata", ha detto Kent Conrad, il presidente della commissione Bilancio del Senato.

Riporto questa notizia solo per far riflettere, se ancora ce ne fosse bisogno, sull’assurdo del sistema economico/sanitario statunitense. Sul presidente Bush credo sia quasi inutile sprecare altre parole, mi viene solo da pensare che sicuramente, molte più famiglie nordamericane di quanto si possa immaginare, soprattutto poveri ed anziani, accoglierebbero a braccia aperte ad esempio dei medici cubani (come avviene in Bolivia o in Venezuela) in aiuto alla sanità privata statunitense, anziché continuare a finanziare una guerra in cui non crede più nessuno.

Ecco solo l’ultimo esempio, uno dei tanti assurdi casi in cui un cittadino americano poco facoltoso è costretto a non curarsi perché non ha la disponibilità economica per ricevere le cure, anche per malattie semplici e comuni. Ripeto è solo un esempio, però è l’ultimo in ordine cronologico e quindi lo riporto per cronaca.

Non ha la mutua: muore per ascesso ai denti”. La vittima è un bambino di 12 anni abitante nel Maryland (Usa). Per salvarsi gli sarebbe bastata una visita dal dentista, ma sua madre non aveva nessuna assicurazione sanitaria. È accaduto a Deamonte Driver, un bimbo di dodici anni del Maryland, a cui per salvarsi sarebbe bastata una visita dal dentista del costo di 80 dollari, se solo sua madre Alyce avesse avuto un'assicurazione sanitaria. Quando il dolore di Deamonte si è fatto insopportabile era ormai troppo tardi: i batteri proliferati con l'ascesso avevano raggiunto il cervello, ha raccontato oggi l'incredibile vicenda a cavallo tra miseria, ignoranza e caro-sanità il Washington Post.

Alla fine, dopo due interventi e oltre sei settimane di vane terapie presso l'ospedale della contea di Prince George, nel Maryland, il ragazzo è morto. «Mi auguro che lo Stato faccia qualcosa per assicurare adeguate cure dentistiche a questi bambini, affinchè Deamonte non sia morto invano», ha affermato Laurie Norris, avvocato del Centro Pubblico di Giustizia di Baltimora, che ha assistito la famiglia Driver.

La morte inutile di Deamonte e il costo finale delle sue cure - che ammontano adesso a circa 250 mila dollari - hanno riacceso il dibattito sul sistema sanitario degli Stati Uniti. Molte famiglie non hanno alcuna copertura per quanto riguarda i problemi dentali, che negli Stati Uniti sono la prima causa di disagi dell'infanzia e colpiscono i bambini meno abbienti due volte di più dei loro coetanei benestanti. Per i cittadini al di sotto della soglia di povertà è previsto il Medicaid, un programma federale che garantisce un livello base di copertura sanitaria. Ma gli studi dentistici convenzionati sono pochissimi - 900 su 5.500 nel solo Maryland - e costringono chi ha bisogno di un dentista a viaggiare per ore prima di raggiungerne uno.

Fonte notizia: Corriere.it

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