"Vi sono nel neoliberismo alcuni problemi politici che vanno affrontati. Esiste una contraddizione tra un individualismo possessivo, seducente ma anche alienante, e il desiderio di una vita collettiva ricca di senso. Si ritiene che gli individui siano liberi di scegliere, ma non si prende in considerazione l'ipotesi che possano scegliere di costruire forti istituzioni collettive (come i sindacati) invece che deboli associazioni volontarie. Senza dubbio non dovrebbero mai scegliere di mettersi insieme per creare partiti politici con l'obiettivo di costringere lo stato a intervenire nel mercato o a eliminarlo. Per tenere a bada le loro paure fondamentali - comunismo, socialismo, populismo e anche governo della maggioranza - i neoliberisti devono imporre limitazioni sostanziali al governo democratico e affidarsi invece, per certe decisioni cruciali, a istituzioni non democratiche e non tenute a rendere conto dei propri atti (come la Federal Reserve o l'FMI).Il risultato è paradossale: massicci interventi dello stato e un governo affidato alle élite e agli "esperti" in un mondo in cui lo stato non dovrebbe essere interventista. E' un assetto che ricorda il racconto utopico di Francis Bacon La nuova Atlantide (pubblicato per la prima volta nel 1626), in cui tutte le decisioni rilevanti vengono assunte da un consiglio di saggi costituito dai più anziani.
Di fronte a movimenti sociali che chiedono interventi collettivi, quindi, lo stato neoliberista è costretto ad intervenire, a volte in modo repressivo, negando così proprio quelle libertà che dovrebbe difendere. In una situazione del genere può però disporre di un arma segreta: la competizione internazionale e la globalizzazione possono essere usate per disciplinare i movimenti che si oppongono ai programmi neoliberisti all'interno dei singoli stati. Se questo non basta, lo stato può ricorrere alla persuasione, alla propaganda o, se necessario, alla forza bruta e al potere poliziesco per schiacciare quanti si oppongono al neoliberismo. Era proprio questo il timore di Polanyi: che il progetto utopico liberale (e per estensione quello neoliberismo) possa alla fin fine reggersi solo ricorrendo all'autoritarismo. La libertà delle masse verrebbe così limitata a vantaggio delle libertà di pochi".
Paradossalmente il Neoliberismo è ciò che frena lo sviluppo, incessante e dinamico come lo descriveva Marx, del capitalismo: la forza della seduzione viene a mancare e si generano quelle lotte tra poveri, scatenate dalla disarmante sensazione che l'aumento complessivo della ricchezza non ha speranza di redistribuzione.
Ningun pais ha sufrido tan crudamente las embestidas del neoliberalismo como Argentina, pais al que las cabezas pensantes del FMI siempre colocaban como ejemplo de LO SALUDABLE que era su economia abierta a la liberalizacion de los mercados.
Luego los argentinos se dieron cuenta que ya nada les pertenecia, ni Yacimientos Petroleros Fiscales, ni los acueductos, ni las electrificadoras... porque ese es uno de los tantos inhumanos postulados del neoliberalismo: que el Estado debe reducirse a su minima expresion, que se debe privatizar casi todo dejando al Estado solo la capacidad fiscalizadora, y que la macroeconomia y la politica economica deben dejarse al libre arbitrio de la mano invisible del mercado.
Si aqui en Venezuela no se hubiese aparecido un gobernante como Chavez, seguro que la estatal petrolera (PDVSA), las electrificadoras, los acueductos, las empresas prestadoras de servicios, las entidades estatales de prestamos, la CVG, estarian hoy en dia en manos de empresas transnacionales, y el pais solo estaria recaudando dinero de los impuestos y del turismo.
Gracias a DIOS nos salvamos del neoliberalismo, llegara el dia en que todos los pueblos se haran mas conscientes y elegiran gobernantes con un alto perfil humanista y que entiendan que el verdadero rol de un gobierno es lograr la inclusion social de todos sus habitantes.
Que pases una buena pascua, Antonio, junto a tus seres mas caros a ti. Tu amigo,
Bruno
Liberismo o liberAlismo? Attenzione alla confusione. Inoltre: i grandi organismi economici sovrannazionali, cosa c'entrano con il liberAlismo economico? Sono un controsenso... Non è che si sta criticando un clichè, un'idea un "personale", "immaginaria" di liberAlismo?
Inoltre: il liberAlismo non prevede "strutture" economiche su cui costruire "sovrastrutture" sociali e politiche. Al contrario, esiste il fondamento del diritto dell'individuo, che si riunisce in società, le quali, per tutelare il suddetto diritto, creano i governi. L'economia, va da sè, è libera ("free trade" o "laissez-faire"). L'unica "guida" è la "mano invisibile" di cui parla Adam Smith.
Quindi se parlate di "limitazioni sostanziali al governo democratico", "istituzioni non democratiche", "massicci interventi dello stato", "governo affidato alle élite" siamo completamente al di fuori del principio liberale, anzi siamo al "leviatano" hobbesiano, che sta al liberAlismo come il diavolo all'acqua santa, per così dire.
Porre l'economia come "primo motore immobile" è esercizio tipicamente marxista. Il liberAlismo è più antico e del tutto indifferente. E' un "altra cosa".
Thomas Jefferson (che di liberAlismo avrebbe di che insegnare a certi "geni" di oggi) sosteneva che le banche nazionali erano più pericolose degli eserciti permanenti...
Ultimo appunto: si sostiene (con una certa dose di ragione, vedi la famosa polemica tra Croce e Einaudi) che il "liberismo" (con una "AL" di meno) sia solo un artifizio linguistico tipicamente italiano. Infatti altrove non si usa. Anzi, il termine proprio non esiste. Ripeto: sappiamo veramente di cosa si parla?
Il tuo post mi ha fatto pensare... ad alcuni aspetti che sto trattando nel mio blog. Gli "illuminati"... che non sono illuministi. Ti linko, così i miei lettori che vogliono approfondire passano di qua a leggere.
Invece io sto leggendo un thriller - che non ho ancora deciso se mi piace: LOGO LAND, di Max Barry. La Klein dice: "leggetelo subito, prima che lo censurino". E' un PIEMME pocket, costa 4,90 euro. Certo, nulla a che vedere con il tuo tomo impegnato... ma dà da riflettere - nel suo genere.
A volte la fantascienza è meno "fanta" di quanto si potrebbe pensare...
Mi dispiace che il mio spagnolo sia decisamente scadente... ma il senso di quanto scritto da Bruno l'ho capito. Ma forse il nostro Chavez deve ancora nascere...
Suerte!











