lunedì 9 aprile 2007
Il Messico si conferma uno dei paesi più pericolosi per i giornalisti. Sabato l’ultimo episodio nella turistica Acapulco dove un giornalista di Televisa è stato ucciso da un uomo a volto coperto.

Solo a dicembre alcune organizzazioni internazionali avevano posizionato il Messico al secondo posto nella speciale classifica dei paesi in cui è più pericoloso esercitare la professione del giornalista, davanti c’era solo l’Iraq. Nel 2006 erano stati infatti nove i giornalisti uccisi e tre quelli desaparecidos, con ad emergere il noto caso di Oaxaca dove perse la vita Brad Will, cameraman statunitense di Indymedia. Nel 2007 e con l’insediamento del nuovo presidente Felipe Calderón le cose non sembrano essere cambiate. Sabato l’ultimo episodio: è stato ritrovato il corpo senza vita di Amado Ramírez corrispondente della catena Televisa.

Il giornalista che recentemente aveva ricostruito il caso di una “matanza” di agenti di polizia ad Acapulco, venerdì sera è stato assassinato a colpi di pistola da un individuo a volto coperto mentre usciva da una stazione radio locale dove conduceva un programma d’informazione. Il movente per ora resta sconosciuto, e non si sa se sia realmente collegato all’ultimo caso trattato dal giornalista.

Ciò che più preoccupa è però l’ascesa degli episodi di violenza nei confronti dei giornalisti in un paese in pace ed in democrazia come il Messico. I giornalisti sono spesso vittime di grilletti facili che non apprezzano il loro lavoro di informazione ed il loro coraggio nell’investigazione. In particolare non convince neanche l’azione del neopresidente Calderón la cui lotta alla violenza e al narcotraffico, cavallo di battaglia in campagna elettorale, sembra solo essere caratterizzata da pesanti interventi dell’esercito senza aver, sinora, ottenuto gli esiti auspicati.

Spaventoso il bilancio dell’ultimo fine settimana dove si sono registrati gli omicidi di 14 persone.

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di Antonio Pagliula ~ 6:59 PM

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1 COMMENTI:

10/4/07 11:04 AM, Blogger Camminare domandando

Temo che con la deriva autoritaria di Calderon le cose possano anche peggiorare, purtroppo.