lunedì 7 maggio 2007
Ad un anno dalla repressione della polizia a San Salvador de Atenco si continua a reclamare invano giustizia. Amnesty International è preoccupata per la mancanza investigativa del governo Calderón; il Sub Marcos riappare in pubblico tra i manifestanti.

Tutto iniziò il 3 maggio 2006 quando le forze di polizia di Atenco arrestarono tre venditori di fiori ambulanti, scagliandosi successivamente contro una manifestazione pacifica organizzata dal FPDT (Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra) che ne chiedeva la liberazione. Da quel giorno, ad Atenco, ci fu un dispiegamento di più 2mila poliziotti che, abusando della loro autorità, attaccarono manifestanti e civili, arrestarono illegalmente più di cento persone e, secondo le denuncie di alcune organizzazioni internazionali per i diritti umani, addirittura arrivarono a abusare sessualmente di decine e decine di donne.

I segni e le ferite lasciate dalla violenza della polizia ancora sono vive nella mente dei cittadini di San Salvador Atenco e soprattutto nelle centinaia di persone che ancora sono detenute nelle carceri senza poter avere accesso alla giustizia. I colpevoli ed i responsabili degli atti violenti sguazzano invece ancora nella piena impunità.

Lo rende pubblico anche Amnesty International (AI), che, attraverso una dichiarazione pubblica divulgata nelle pagine del suo sito ufficiale, espressa la sua massima preoccupazione per i mancati passi in avanti nell’investigazione che avrebbe dovuto portare davanti la giustizia i responsabili della morte di 2 persone e degli stupri di decine di donne ad Atenco un anno fa. AI prende atto che purtroppo invece l’impunità persiste palesemente nonostante l’evidenza e le prove che hanno mostrato come più di cento persone siano state arrestate illegalmente e come ci sia stato nell’operato della polizia un più che eccessivo uso della forza e della tortura, nella totale violazione dei diritti umani.

La presidentessa di AI per il Messico, Liliana Velásquez, ha manifestato la sua massima delusione: “ad un anno dagli aberranti vicende di Atenco non si intraveda ancora nulla di positivo; non è stata fatta assolutamente nessun tipo di giustizia, i responsabili sono liberi ed ancora quasi nessuno è stato chiamato a giustificare il loro operato, al contrario le persone ingiustamente detenute sono ancora in carcere senza aver ricevuto neanche un processo”.

Sembra infatti che ad un anno di distanza solo 21 funzionari di polizia rispetto ai più di 2mila che parteciparono alla repressione hanno a carico un processo penale per abuso di autorità, ed il governo di Felipe Calderón, che invece aveva promesso di intervenire facendo giustizia, in pratica non abbia ancora fatto nulla di concreto per velocizzare procedimenti e scarcerazioni.

E proprio per denunciare questa impunità diffusa, più di 3mila persone sono scese in piazza, giovedì scorso, per le strade di Città del Messico, chiedendo la liberazione immediata di tutti i cittadini detenuti illegalmente che purtroppo ancora marciscono nelle carceri in attesa di giustizia. Alla manifestazione ha partecipato anche il Subcomandante Marcos, che a distanza di mesi ritorna a farsi vedere sulla scena pubblica unendosi, con tutte le EZLN, alla richiesta di giustizia della popolazione e gridando indignazione e rabbia per le violazioni sessuali, gli assassini e le torture perpetrate un anno fa ad Atenco.



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di Antonio Pagliula ~ 1:14 AM

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2 COMMENTI:

7/5/07 9:39 PM, Blogger cecco si

Complimenti per la qualità del blog...a presto

 

8/5/07 8:19 PM, Blogger Alessio

Complimenti per il blog. Ti ho votato negli Z-blog awards 2007

Saluti, Alessio
http://alessios4.blogspot.com

(nominato nella categoria blog fonte di spunti)