mercoledì 9 maggio 2007
Il dittatore golpista, protagonista indiscusso delle pagine più nere della storia del Guatemala sarà candidato a deputato per il “Frente Republicano Guatemalteco” (FRG). L’ennesimo scandaloso tentativo per cercare di rimanere nell’immunità.

Il Tribunal Supremo Electoral (TSE) del Guatemala ha comunicato ufficialmente che le elezioni generali per il paese centroamericano avranno luogo il 9 settembre 2007. Verranno eletti dal popolo presidente, vicepresidente, 158 deputati, 20 parlamentari del Parlacen e 332 sindaci. Se, sicuramente, la sorpresa in positivo per le future elezioni è stata la candidatura alla presidenza del premio Nobel per la Pace, la indigena Rigoberta Menchú, la sorpresa, purtroppo decisamente in negativo, è invece la candidatura come deputato dell’ormai 80enne Rios Montt, golpista ed ex presidente-dittatore in Guatemala tra il 1982/83.

Il sanguinario militare guiderà infatti la lista nazionale del partito di destra, FRG, al Parlamento del Guatemala ed è già iscritto come candidato presso il tribunale supremo elettorale, il che gli permetterà di godere dell’immunità almeno sino alla data delle elezioni di settembre, con la possibilità così di eludere il giudizio della legge anche per i prossimi quattro anni in caso di conquista del seggio.

Forse però molti non conoscono bene il personaggio Rios Montt per cui è sempre bene ricordarne un po’ di storia.

Meglio conosciuto come “el general”, Montt, è una delle peggiori figure che la storia del centro-sud America ha saputo offrire nel corso degli anni. Fu il capo, dopo il golpe, del regime militare che dal 1982 al 1983 ha governato il paese, periodo nel quale furono commesse sicuramente le peggiori atrocità della guerra civile abbattutasi per 36 anni sul Guatemala e conclusasi soltanto nel 1996.

Secondo un rapporto Onu infatti solo nel 1982 furono assassinate 100mila persone; sempre fonte Onu pare che il 93% delle violenze fu responsabilità dello Stato di cui Montt era “presidente”. La furia del governo Montt si scagliò in particolare contro la popolazione maya, circa l’83% delle persone uccise era infatti di origine indigena, una vero e proprio genocidio etnico. Rios Montt per altro è rimasto alla storia per la sua famosa politica della "terra bruciata", che consisteva nella distruzione fisica dei villaggi e delle comunità indigene dove vi fosse anche il più piccolo e mansueto barlume di opposizione alla giunta militare. Si calcola - stando al rapporto di una commissione delle Nazioni Unite - che negli anni della sua dittatura morissero almeno 3000 persone al giorno.

Bene, questa persona, cresciuta prima dalla “Escuela de las Américas” e poi coperta e assecondata nelle sue malefatte dalla CIA e dagli Stati Uniti di Ronald Reagan, è stato finalmente accusato per genocidio, tortura e terrorismo di Stato. Purtroppo però il processo a suo carico non è stato intrapreso in Guatemala, dove regna ancora sovrana l’impunità sui bui anni di guerra civile, ma in Spagna, dove proprio il giudice spagnolo, Santiago Pedraz, ne ha richiesto l’estradizione.

Ma qual è il metodo migliore per evitare ed eludere processi e condanne? Sicuramente ritentare con la carriera politica, questa volta non presentandosi più come presidente, tentativo per altro già vano per 3 volte (1990, 1995, 2003), ma provando a recuperare una poltrona in Parlamento, carica che comunque assicurerebbe impunità per i prossimi 4 anni. Niente male se si considera la già veneranda età del soggetto in considerazione quasi 81enne e la sua volontà di emulare Pinochet, rimanendo impunito sino alla morte.

L’ufficializzazione della candidatura di Rios Montt ha alzato comunque molta polvere e non solo in Guatemala. Alcuni congressisti statunitensi sono infatti intervenuti chiedendone l’arresto e il ritiro dell’impunità anche in caso di candidatura ed elezione. Proposte purtroppo cadute nel vuoto, anzi lo stesso Montt ha dichiarato: “Non esistono elementi né tecnici, né giuridici per la mia detenzione. La richiesta dei congressisti Usa è un abuso, oltre che una mancanza di conoscenza del Diritto Internazionale”. Bel coraggio per il signor Montt che ha forse dimenticato di essere reclamato dalla giustizia spagnola che lo accusa di genocidio?

Importante infine ai fini della cronaca anche l’ottima presa di posizione sulla vicenda della candidata alla presidenza Rigoberta Menchú, proprio lei che nel 1999 denunciò a la “Audencia Nacional de España” i crimini di Montt. Il premio Nobel per la Pace ha dichiarato infatti che “per questioni di etica” si asterrà giustamente dal giudicare Rios Montt in campagna elettorale considerando soprattutto la sua posizione interessata per le elezioni. “Il processo a Montt lo lascio ai tribunali guatemaltechi e alla Audencia Nacional de España, non spetta a me fare considerazioni a riguardo” – sono state le parole della candidata per il centro-sinistra alle prossime elezioni del 9 settembre.

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di Antonio Pagliula ~ 9:19 AM

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6 COMMENTI:

11/5/07 2:35 PM, Anonymous Anonimo

... assurdo, semplicemente assurdo... ho sentito con le mie orecchie le conseguenze del genocidio, i racconti dei sopravissuti... rabbia e senso di impotenza ti distruggono quando ti rendi conto di essere un piccolissima goccia in questo mare di ingiustizia...

 

11/5/07 3:36 PM, Blogger Lameduck

OT
Complimenti!! ;-)

 

12/5/07 2:48 AM, Blogger Luchellas

Non ho potuto notare, essendo lettore abituale del tuo blog sempre interessante, il layout molto bello.
Se fossi così gentile da contattarmi sulla mail inserita nel mio blog, potresti aiutarmi a creare un template a 3 colonne ed allargare le dimensioni dello stesso.
Spero potrai aiutarmi. Un saluto.

 

12/5/07 11:37 AM, Blogger Ed

OT Congratulazioni!

 

14/5/07 10:21 AM, Anonymous Anonimo

Que viva Rios Mont! MUERTE A LOS COMUNISTAS I A LOS INDIOS!