giovedì 31 maggio 2007
La chiusura del canale televisivo privato RCTV in Venezuela ha sconvolto e catturato l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Quasi tutti i grandi media hanno gridato al golpe nei confronti della libertà dell’informazione. Ma è tutto vero quello che abbiamo letto e visto su giornali e tv?

Dalla mezzanotte di domenica 27 e lunedì 28 maggio 2007 RCTV, canale televisivo privato venezuelano, non è più in onda sulle frequenze del canale 2. Questa forse è una delle poche notizie inconfutabili arrivate dai media in questi giorni. Poche altre verità infatti sono effettivamente trapelate. Si è sentito con eccessiva superficialità gridare allo scandalo o addirittura ad un golpe nei confronti della libertà d’informazione: “Hugo Chávez chiude la televisione dell’opposizione”. Mi sembra però proprio per questo motivo doveroso cercare di fare il massimo della chiarezza possibile su questa vicenda, interpretata esclusivamente a senso unico e con l’omissione, a mio parere volontaria, di alcune notizie fondamentali.

Per prima cosa è fondamentale la precisazione che RCTV non è stata oscurata dal presidente Chávez da un giorno all’altro e senza motivazioni. Innanzitutto non è stata neanche oscurata in quanto potrà comunque continuare a trasmettere via cavo, via satellite o per internet, come peraltro ha già cominciato a fare da ieri. RCTV aveva in scadenza la licenza per trasmettere sulle frequenze venezuelane, secondo una legge dell’87 infatti, la sua licenza aveva una validità di 20 anni, con scadenza a fine maggio 2007. Semplicemente, così come in qualsiasi altro paese democratico al mondo, spetta anche allo stato venezuelano la facoltà di prorogare o conferire ad altro uso le frequenze radiotelevisive assegnate. In pratica quindi non c’è stato nulla di anticostituzionale o di autoritario da parte del governo venezuelano.

Nella fattispecie è qualcosa di molto simile a quello che sarebbe dovuto accadere in Italia con Rete4. C'era una legge che stabiliva che la concessione del segnale su cui trasmetteva Rete4 sarebbe scaduta, e questa si sarebbe dovuta trasferire su satellite. Ma qui in Italia come primo ministro avevamo anche il proprietario della stessa televisione privata, cav. Silvio Berlusconi, che dovette inventare una legge ad hoc per permettere a Rete4 di continuare a trasmettere via etere, salvando quindi la "pluralità d’informazione italiana" (forse però dimenticandosi per qualche secondo le censure nei confronti di giornalisti e conduttori della televisione statale).

Eppure solo Chávez è accusato di soffocare la libertà d’espressione, e questo sin dal suo insediamento nel 1998. Paradossalmente però, dati alla mano, i mandati di Chávez sono coincisi con il periodo della storia venezuelana nel quale proprio la libertà d’espressione e d’informazione sono state esercitate con maggiore ampiezza. La Costituzione del 1999 è considerata tra le più liberali nel continente latinoamericano in materia di protezione e difesa dei diritti umani, consacra di fatto il diritto all’informazione vera, opportuna e senza censura e ha innalzato a rango costituzionale il diritto alla replica e il dovere alla rettifica. Chávez ha anche fatto approvare in parlamento la legge che regola la responsabilità sociale nelle radio e nelle Tv. Stabilisce nuovi obblighi in materia di programmazione e contenuti: obbligo di trasmettere anche musica venezuelana; spazio alle produzioni indipendenti attenuando il monopolio delle importazioni di serial stranieri; rispetto delle fasce d’orario nelle quali il pubblico è soprattutto di minorenni. Ma neanche queste misure sono state viste di buon occhio in particolare proprio dalle Tv private che hanno fatto pressione affinché repliche e rettifiche non fossero obbligatorie ed hanno promosso un ricorso di nullità al tribunale supremo contro le legge di responsabilità sociale dei media, rinominata addirittura “legge bavaglio”.

E’ innegabile però che i Venezuela ci si trovi davanti ad una pluralità di mezzi d’informazione senza precedenti. In particolare, nel campo televisivo, il 90% del mercato è controllato da quattro emittenti private: RCTV, Globovision, Televen e Venevision. Il proprietario di RCTV, Marcel Granier, possiede, oltre a quel canale, una quarantina di altre emittenti televisive in tutto il Venezuela (ovviamente in gran parte emittenti locali). Per la precisione, su 81 emittenti televisive, 79 (il 97%) sono di proprietà privata; su 709 emittenti radiofoniche, 706 sono private (il 99%), e 118 testate giornalistiche su 118 sono pure private. Non è propriamente quindi un ambiente vicino al governo ed al presidente venezuelano, anzi in pratica le Tv e le radio private sono considerate la vera opposizione a Chávez, considerando la pochezza dell’opposizione politica vera e propria. E’ evidente quindi che la con la chiusura di RCTV non si può parlare di attacco al pluralismo dell’informazione, ma quasi del contrario visto che sulle stesse frequenze andrà in onda Tves, un canale statale.

Le Tv private rimanenti e “di opposizione”, tra cui le più importanti Globovision, Televen e Venevision non sono state per nulla minacciate dal governo venezuelano, ma anzi anno ottenuto il rinnovo delle loro licenze per trasmettere via etere.

Sui media internazionali però si sottolineava il fatto di come Chávez avesse consumato una vendetta personale nei confronti di RCTV, accusata dal presidente venezuelano di aver “simpatizzato” con il golpe del 2002 che cercò di spodestare il governo legittimo venezuelano. Questa simpatia però è stata chiaramente dichiarata e dimostrata come partecipazione diretta all’organizzazione di un colpo di stato. RCTV assunse un ruolo di protagonista diffondendo informazioni false e oscurando la verità attorno al golpe. Come RCTV, anche Venevisión, Globovisión e TeleV parteciparono di fatto al golpe eppure continuano a trasmettere senza aver mai ricevuto ritorsioni.

Ma forse per noi che viviamo in un paese occidentale e difficile capire la gravità di questi fatti: la quasi totalità delle televisioni private che, agli inizi del ventunesimo, trasmettendo notizie false e abusando del loro strapotere mediatico, appoggiano un golpe militare per sovvertire un governo democraticamente eletto peraltro incitando la popolazione a rovesciare il governo. E’ qualcosa di gravissimo. C’è da chiedersi se in qualsiasi altro Paese “democratico” al Mondo, se un canale televisivo avesse apertamente sostenuto il rovesciamento del governo, come è avvenuto in Venezuela, avrebbe continuato a trasmettere anche dopo il fallimento del colpo di stato, e senza che il suo proprietario sconti questo ruolo di fronte la giustizia penale.

Eppure mai, nonostante questo, Chávez ha preso provvedimenti contro questi media, tranne che all’indomani del golpe del 2002 quando fu costretto ad ordinare pubblicamente il black out temporaneo delle principali Tv private nazionali compromesse con il colpo di stato per aver alterato le frequenze della televisione statale nella quale il capo del governo parlava al paese e sostituendo il suo discorso con immagini di violenza nelle strade, ennesimo fatto di assoluta gravità.

Ma tutto questo non viene mai ricordato. RCTV che con Venevisión, Globovisión e TeleV contribuì a disinformare non solo i venezuelani ma tutto il mondo ora parla di censura e di mancanza di libertà d’espressione. Che morale può avere RCTV per parlare di libertà d’espressione quando fu proprio uno di quei canali privati che censurarono l’informazione, alterando di fatto la realtà?

Nel 2002, l’Osservatorio per i Diritti Umani affermò esplicitamente che “lungi dal fornire un’informazione onesta e veritiera, i media in gran parte cercano di provocare il malcontento popolare a supporto dell’ala estremista dell’opposizione”. Ciononostante, tale è la democraticità del Governo Bolivariano, che nessuna emittente è stata chiusa, e soltanto alla scadenza della licenza a RCTV viene revocato l’utilizzo delle frequenze.

Non mi sembrano fatti tali da poter essere facilmente ignorati. Non si tratta neanche di mezzi d’informazione contrari al governo, si tratta di media che hanno avuto un ruolo decisivo in un fallito colpo di stato nei confronti di un governo legittimo, ma per questo non censurati né oscurati dopo il golpe, un golpe che è giusto sottolineare godeva anche di appoggi esterni illustri come il governo degli Stati Uniti, della Colombia, di El Salvador e del governo spagnolo targato Aznar.

Pensare che se non fosse stato per una troupe irlandese (Radio Telefís Éireann), per caso a Caracas, non si sarebbe saputa mai la verità attorno a quei giorni d’aprile. Se non fosse stato per “La Revolución no será trasmitida”, film documentario proprio ripreso nell’aprile 2002, molto probabilmente grazie all’operato dei media venezuelani tutto il mondo avrebbe abboccato e creduto al primo golpe mediatico della storia. Il ruolo di RCTV infatti, oltre all’appoggio diretto del golpe, fu quello di sconvolgere la realtà dei fatti, trafugando notizie e omettendo verità. L’emittente si limitò a riportare che il Presidente Chavez aveva semplicemente rassegnato le dimissioni, mentre era invece sotto sequestro ed in mano ai golpisti. E quando due giorni dopo milioni di venezuelani scesero in piazza pretendendo il ritorno del Presidente che avevano democraticamente eletto, RCTV non trasmise altro che cartoni animati. Ripeto, solo il documentario irlandese, girato per puro caso proprio all’interno del palazzo Miraflores durante il golpe, ha permesso alla verità su quei giorni di emergere.

E questo atteggiamento criminoso dei mezzi d’informazione si sta ripetendo proprio in questi giorni. Una misura legale e legittima di un governo di non rinnovare una licenza è stata trasformata in un atto autoritario e arbitrario. L’obiettivo fondamentalmente rimane quello di qualche anno fa, screditare in qualsiasi maniera Chávez e, con mezzi leciti ed illeciti, destabilizzarne il suo governo. Prova ne è il fatto che una notizia sui media in America Latina trova differente diffusione a secondo di quale paese coinvolge. Se questa della chiusura di RCTV che coinvolge Chávez ha trovato notevole spazio e diffusione, altre notizie non si affacciano neanche sul panorama mondiale, anche se non si distinguono per i loro effetti liberali sui mezzi d’informazione.

Il primo esempio di arriva dal Messico, dove il potere dei media televisivi aumenta ormai esponenzialmente, ed un mercato potenziale di 105 milioni di telespettatori è conteso in pratica da due colossi Tv Atzeca e Televisiva, un duopolio nazionale. Bene in questo contesto la legge sulle telecomunicazioni all’articolo 16 del testo di legge prevede un sorta di concessione eterna alle emittenti attualmente attive. In molti considerano queste norma anticostituzionale, in quanto rende di fatto impossibile l’ingresso di nuovi soggetti sul mercato, eppure questa notizia non scandalizza il Mondo, non essendoci Chávez di mezzo la misura non minaccia la libertà d’informazione e d’espressione. Un altro esempio, come ricorda il blog americalatina, viene dall’Honduras, dove il presidente Manuel Zelaya ha firmato un decreto che obbliga radio e televisioni del Paese a trasmettere per i prossimi dieci giorni due ore di veline sull’operato del suo governo. Nessuno, se ne è scandalizzato. L’abuso in questo caso, trattandosi di un governo conservatore e di destra, non viene riportato, anzi c’è chi esalta l’opera di Zelaya perchè mette freno al potere dei mezzi di comunicazione.

Ma forse proprio questo è il punto, il potere dei mezzi di comunicazione ed anche la relatività dell’informazione. Sinceramente la chiusura di RCTV non mi ha trovato favorevole o entusiasta, ma trovo sconsiderato ed inadeguato l’accanimento mediatico mondiale nei confronti di un governo legittimo, quello venezuelano, che non ha fatto altro che gestire una licenza per la concessione dell’etere, potere di cui ogni stato gode a piacimento senza essere catalogato come illiberale ed autoritario. In Venezuela non si sta procedendo a chiudere i media contrari al presidente Chávez, questo non è mai avvenuto ed è solo una grandissima bugia, il problema è stato solo il non rinnovo di una concessione in scadenza.

E’ realmente preoccupante il penoso comportamento dei media venezuelani e mondiali nei confronti di questo governo in carica, che solo a dicembre ha ricevuto l’ennesimo plebiscito favorevole alle urne, ma soprattutto è penoso il tentativo di presentare al mondo in maniera sistematica questa loro propaganda politica sotto forma di informazione giornalistica.

La libertà d’informazione in Venezuela non può essere sotto giudizio, ed un ennesima prova viene proprio dal fatto che nessun media, televisione, radio o quotidiani, può dimostrare che in questi otto anni di governo Chávez ci sia stata una notizia diffusa sotto pressione governamentale. Così come il Venezuela non si sono, sempre in questi otto anni, registrati episodi di pressioni su giornalisti o addirittura di loro scomparse o uccisioni, eventi per i quali invece si è fatta abitudine e consuetudine per paesi come Messico e Colombia, che per l’essere governati da esponenti di destra liberale, vicini agli Stati Uniti, non possono essere in nessun caso tacciati di autoritarismo a di assenza di libertà.

Che lo scopo sia quindi di destabilizzare il più possibile il governo di Chávez credo che risulti a tutti abbastanza evidente e chiaro, in particolare il caso RCTV continua ad essere cavalcato per cercare di generare una situazione di caos e violenza a Caracas, in modo da mettere sotto cattiva luce internazionale il Venezuela.

L’ultimissimo esempio che fornisco in quanto proprio ora ho finito di leggere riguarda la CNN in lingua spagnola, accusata ieri dal ministro delle telecomunicazioni venezuelano, Willian Lara, di aver manipolato immagini nel diffondere notizie sul Venezuela. Pare infatti che la CNN, in un servizio andato in onda sulle manifestazioni contro la chiusura della tv privata venezuelana RCTV, abbia associato immagini riprese invece in Messico in occasione di una manifestazione che denunciava l’ennesima morte di un giornalista. Non solo, sempre in questo servizio venivano associati sullo schermo da un lato il presidente Chávez e dall’altro un leader di Al Queda, Abby Ayyoti Al Masai. Un associazione d’immagini senza nessuna logica terrena, ma soprattutto fuori contesto e soprattutto senza spiegazione giornalistica.

Fortunatamente, con un comunicato ufficiale la CNN international e la CNN in lingua spagnola hanno però ammesso le proprie colpe nel servizio mandato in onda, ma parlando di un “errore involontario” hanno comunque negato di contribuire ad una campagna per screditare o attaccare il Venezuela. Non ci resta allora che augurarsi che questi “errori involontari” siano meno frequenti…

In conclusione vi segnalo alcuni articoli, sempre su questo caso, degni di una lettura approfondita:

- RTCV: tra bugie, menzogne e falso pluralismo, ottimo articolo di Marco Vozza dal blog “liberi pensieri in libera mente”;
- Di censure e mezzi di comunicazione, tratto dal blog americalatina di Maurizio Campisi;
- La libertà di espressione al tempo di Bruno Vespa, Simona Ventura e RCTV, di Gennaro Carotenuto;
- Protestare con la maglietta Adidas, di Attilio Folliero, tratto dal sito “la Patria Grande”;
- Adios RCTV: crónica de una muerte anunciada, di Bruno Sperlonzi tratto da “un blog politicamente incorretto”.

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di Antonio Pagliula ~ 1:37 AM

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29 COMMENTI:

31/5/07 10:33 AM, Anonymous essential rambles

Perdonami ma
NOn capisco il punto interrogativo del titolo

 

31/5/07 10:36 AM, Blogger crazy horse

Il servilismo verso dittatori, dittatorelli e aspiranti tali (Chavez)continua a manifestarsi in esseri dediti alle leccature, come il sopracitato sug. Pagliula. La madre dei ruffiani è sempre incita.

 

31/5/07 11:01 AM, Anonymous anticap

Bellissimo post! Sono perfettamente d'accordo.
Quanto a crazy horse, sarebbe gradita un minimo di argomentazione in più, o forse è chiedere troppo...

 

31/5/07 11:10 AM, Blogger dottorTroy

Questa vicenda mi sembra Kafkiana.
Ogni volta che succede qualcosa in Venezuela (dove andrò a breve) in "occidente" si fa a gara per sparare cazzate. E il bello che la gente, che non sa nemmeno dove si trova il Venezuela, se le beve tutte in fiato (leggasi, tra i tanti, il crazy horse di cui sopra)!!!
E' proprio vero, la mamma dei cretini è sempre incinta....

p.s. ho scritto anch'io un post sull'argomento.

 

31/5/07 11:21 AM, Blogger Marco Vozza

ottimo post antonio, sul serio. c'è pure qualche informazione in più che io non avevo riportato.
bravo...

crazy horse, una domanda: ma quando quelli come te se ne vanno in giro a lasciare commenti simili - privi di una pur semplice spiegazione, approfondimento -, hanno uno scopo che vada oltre a cercare di portare sul proprio blog un paio di visite in più, o il nulla completo?

 

31/5/07 11:49 AM, Blogger alessandro.badella

anche se sicuramente non sono un anti-chavez, sinceramente sono pittosto deluso dall'appiattimento della sua politica al populismo ormai brutale...non che l'opposizione faccia altro...! comunque, indipendentemente dai torti e dalle ragioni che possiamo appioppare al presidente venezuelano e a RCTV, non mi sembra che la chiusura delle emittenti tv (che potrebbe riguardare anche globovision) potrebbe portare a risolvere il problema della "cattiva informazione". sicuramente sarebbe più efficace una politica che non porti ad uno scontro di piazza (o peggio) tra pubblico\privato o governo\opposizione...e (con il cuore in mano) le proteste di piazza assomiglivano molto ai movimenti di piazza argentini durante al decennio dei colonnelli, inclusa la reazione della polizia. anch'io ho scritto un post sull'argomento su http://latinamericaandcaribbeanwatch.blogspot.com/. e non prendetemi per un golpista anti-chavez, solamente ritengo che (senza arrivare alla "fisica sociale" positivista) spesso la storia ha dimostrato come ad ogni azione ne corrisponda una di forza uguale e direzione contraria...e, nel caso in cui chavez cada, sicuramente si rispristinerebbero quelle strategie interne volte alla distruzione dei progressi fatti dal venezuela, alimentando lo scontro "intestino" tra destra e sinistra. uno scenario tipo della guerra fredda. che sicuramente non farebbe altro che gettare il paese nel caos o (peggio) nella divisione.

 

31/5/07 11:52 AM, Anonymous essential rambles

Hai ragione il governo Chavez è meraviglioso, come quello del suo amico Fidel!
"Casualmente" non ha rinnovato un contratto televisivo con una TV dell'opposizione ma è un fatto normale.
Perchè non abbiamo un Chavez in ITALIA?!!!

Peccato che se dovesse arrivare quel giorno emigrerò

 

31/5/07 12:27 PM, Blogger crazy horse

C'è bisogno di argomentazioni ? Non c'è già l'amicizia di Chavez con Castro, a parlare da sola ? Le repressioni poliziesche sono una cosa vecchia come il mondo, e per arrivare alle dittature si incomincia sempre con tappare la bocca agli "scomodi". Anche il Fuhrer ha vinto le elezioni, poi ha chiuso i giornali, poi ha sconsigliato ai deputati dell'opposizione a presentarsi in parlamento e così via......volete altro ? Chavez ha fatto votare masse di colombiani, naturalizzati in un minuto, ha inviato lettere di minacce a tutti i giornalisti non allineati, è un militare sbruffone, che come tutti i militari al potere rappresentano il peggiore dei sistemi di governo, conosciuti sulla terra. Ci sarebbe da parlare per ore..ma se non si vuole...lasciamo perdere.

 

31/5/07 12:36 PM, Blogger alessandro.badella

@ crazy horse: sicuramente le tua esternazioni sono figlie del pressapochiamo contemporaneo, dell' "ottimismo obbligatorio" da reality show. perché forse il paragone (anzi l'equazione) Chavez=Castro=Hitler mi suona un può forzata. per mio conto, devo ammettere che sia il socialismo di Castro che quello di Chavez, a livello di restrizione delle libertà, raggiungono i livelli delle "dittature edulcorate" degli anni '30, ossia quelle benedette dagli americani nel nome della dottrina Monroe (e del relativo corollario di T. Roosevelt). ma forse rappresentano anche una delle poche alternative praticabili, dopo il fallimento empirico dell'ultra-liberismo della fine del XX secolo. pensaci.

 

31/5/07 12:42 PM, Anonymous lucio da ferrara

@CRAZY HORSE

forse non sai leggere...dall'articolo si denota bene che se si dovessero chiudere le bocche scomode a Chavez si dovrebbe cancellare tutto il panorama dei media
cosa che non sta avvenendo considerando che chavez è al potere da 8 anni....

guarda in messico ed in colombia dove per tappare la bocca si uccidono i giornalisti scomodi

p.s. apri gli occhi

 

31/5/07 4:30 PM, Blogger doppiafila

Ciao Antonio, ho un paio di dubbi/domande.
Il primo: perché il governo venezuelano ha rinnovato la licenza alle altre TV e non a RCTV? C'è qualcuno (non io, lo dico fin da subito) che ha accesso al regolamento amministrativo delle concessioni e che possa identificare la ragione (e quindi affermare che la decisione di Chavez è stata legittima)?
Il secondo: ammettiamo che la ragione del mancato rinnovo sia "RCTV ha appoggiato il golpe". Questa peró é una ragione politico/penale, giusto? Nel primo caso (politico) non sarebbe affatto bello "chiudere" una TV per motivi politici; nel secondo (penale) la soluzinoe giusta sarebbe stata portare in tribunale gli individui responsabili della linea criminale del canale - e non "chiuderlo".
Saluti, Doppiafila

 

31/5/07 4:38 PM, Blogger doppiafila

Un altro commento. É di 4 giorni fa la notizia della "richiesta" di María Alejandra Diaz - funzionaro del ministero delle comunicazioni - ai media di non2fare eco" alle dichiarazioni della SIP (Societá della Stampa Interamericana), pena la chiusura dei canali "infrattori" per 72 ore. Nell'ultimo "Aló, Presidente", poi, si trova la simpatica minaccia di Chavez a Globovisión in cui - parola piú parola meno - dice alla stazione dell'opposizinoe "occhio che se continui cosí la prossima sei tu". Immagino che tu non abbia letto queste due chicche prima di scrivere il tuo articolo, altrimenti sono convinto che non avresti usato toni cosí "ottimistici" rispetto al valore che il Governo Chavez dá alla libertá d'espressione! :-)
Saluti, Doppiafila

 

31/5/07 6:54 PM, Blogger Enzo

Siamo in Italia, un paese che il vincitore per eccellenza della seconda guerra mondiale vendé

fino dal 1942 ai capi mafia, alle consorterie fasciste extraparlamentari, al potere

ecclesiastico e a quello economico di tipo massonico affinché l'Italia diventasse una trincea

scavata fra l'occidente e la temibile influenza dell'Unione delle Repubbliche Socialiste

Sovietiche.
La vendita dell'Italia al difensore per antonomasia dell'occidente consentì ad essa di ottenere

in cambio la primogenitura all'interno del piano Marshall, il che significa che l'Italia ne

ricavò il vantaggio che la stampa e l'opinione pubblica attribuirono erroneamente alla nostra

capacità di produrre un "miracolo economico".
Certo, d'accordo: convenne a quel tempo agli Italiani definirsi capaci di compiere miracoli

economici anziché ammettere che erano stati acquistati in blocco da un Paese fermamente

intenzionato a diventare straricco e quindi disposto a pagare parecchio pur di potere disporre

dell'Italia a proprio piacimento.

Apparteniamo comunque a un Paese che preferisce raccontarsi delle pietose bugie, compresa quella

che nessun accordo scritto fra Stati Uniti d'America e Italia ci abbia mai impedito di ottenere

giustizia da un tribunale ordinario in merito a fatti come la rottura dei cavi della funivia del

Cermis (e i suoi venti morti) o l'uccisione di Nicola Callipari.
Logico è, quindi, che avvertendo oramai tutti noi che raccontarci la verità significherebbe

dovere poi ammettere che siamo stati venduti per oltre cinquant'anni (ovverosia almeno dal 1954)

a interessi esteri che coincidono solo con una parte strapotente, ma anche assai minoritaria del

Paese,
ovverosia con alcuni uomini di governo, coi capi della mafia, coi capi di alcuni gruppi eversivi

di estrema destra e, soprattutto, coi servizi segreti e coi capi occulti delle politiche

ecclesistiche ed economiche dell'Italia?
Che cosa trarremmo di utili dal guardare in faccia il miserevole destino che ci ha riservato la

sorte rendendo il nostro territorio d'importanza vitale per gli USA, il Canada e l'Australia

durante il periodo compreso fra la fine della II guerra mondiale e il quarantennio della guerra

fredda?
E se non possiamo permetterci il lusso di guardare in faccia l'aspetto più avvilente dei nostri

ultimi cinqueant'anni, allora come potremmo non dediderare ardentemente che anche i Venezuelani,

i Colombiani, gli Iracheni, i Somali e via dicendo siano costretti a vivere se non da schiavi

almeno da venduti come noi?
Quello che insomma sta a cuore alla maggioranza di noi non è la verità bensì non restare da soli

alla mercé di chi è troppo forte per potere essere combattuto a viso aperto.
Vogliamo, insomma, anche se a livello a mala pena consapevole, che altri popoli affianchino il

nostro nel colpo di sfortuna che abbiamo avuto sessant'anni fa e che a tutt'oggi non abbiamo

ancora finito di pagare.
Siamo un paese a sovranità limitata (grazie a Francesco Cossiga per avercelo detto ripetutamente in faccia) e la nostra unica speranza di essere un giorno dpiù liberi coincide con quella che non di rado resta ai nostri figli: fino a che hanno almeno un fratello il controllo che i genitori possono esercitare su di loro è o parziale oppure assoluto, sì, ma allora temporaneo.
Enzo

 

1/6/07 5:19 PM, Anonymous Anonimo

Ho letto con attenzione la tua analisi riguardo RCTV e mi permetto di aggiungere alcune precisazioni.
In effetti, dopo l’annuncio del presidente Chavez secondo cui non sarebbe rinnovata la concessione a RCTV, il governo Venezuela ha tentato di giustificare la misura (come ben hai indicato) sulla base del Decreto 1.577 del 27 de mayo de 1987 (dell’allora presidente Lusinchi). Secondo questa interpetazione , RCTV aveva una concessione per 20 anni e quindi la scadenza sarebbe stata il 27 maggio 2007.
Dal conto suo RCTV contesta, sulla base dell’art. 210 dell Ley de Telecomunicaciones del 2001 relativa alla trasformazione delle concessioni in vigore nel 2001 in abilitazioni amministrative (presidenza di CHAVEZ) e in considerazione dell’adempimento da parte di RCTV dei requisiti dettatti da questa ultima legge e del mancato rifiuto di CONATEL (organo governativo delle telecomunicazioni), entro il 12 de junio de 2002, che si è prodotto un rinnovo automatico della concessione nelle stesse condizioni, in conformità con questa legge, ossia altri venti anni, e quindi la concessione scadeva nel 2022.
Per entrambe le posizioni ci sarebbero delle interpretazioni giuridiche (tipo legge posteriore deroga quella precedente, oppure il rapporta gerarchico tra legge e decretto, e infine il carattere generale del silezio assenso della pubblica amministrazione).
Anche nel caso che tralasciassimo queste interpretazione giuridiche, resta il fatto che entrambe le parti avevano due interpretazioni contrapposte, e dunque era necessario l’apertura di un procedimento amministrativo o giudiziario, ove entrambe potessero opporre le proprie posizioni. Tuttavia questo non è stato permesso. Il governo non ha iniziato nessun procedimento, soltanto è stato annunciato dal presidente, il 28 dicembre 2006, che avrebbe tolto la concessione. Da altra parte, i tribunali non hanno accettato nessun ricorso da RCTV, non a caso la Commissione Interamericana di Diritti dell’Uomo ha iniziato una procedura contra lo stato venezuelano davanti alla Corte Interamericana di Diritti dell’Uomo per la violazione del dovuto processo, e di diversi diritti umani tra cui la libertà di espressione.
In tutto questo, l’aspetto più strano è come alle altre mittenti televisive, nelle stesse condizioni (venevision, televen), che però non hanno una linea critica al governo, non li sia stata tolta la concessione. E quando parlo di linea critica mi riferisco alla denuncia dalla difficile situazione che si vive nei barri o dai più poveri, l’inadempimento di promesse governative, l’incremento della delinquenza, ecc.

Mi permetto di contestare la tua affermazione secondo cui, in questo periodo della storia venezuelana, la libertà di espressione e d’informazione siano state esercitate con maggiore ampiezza. In effetti, l’art. 58 della Costituzione prevede il diritto alla informazione opportuna, vera e imparziale. Nella pratica, però, questo si è trasformato nel rischio per i giornalisti di essere processati quando a giudizio delle autorità le notizie da loro riportate non siano opportune o vere. Sebbene questo già, di per sé, costituisce una forma di controllo molto soggettiva, la recente riforma del codice penale ha prescritto che qualsiasi opinione contro un pubblico funzionario è punibile con carcere da 6 a 30 mesi. Inoltre, molti contenuti dalla legge di responsabilità sociale delle radio e delle tv non sono compatibili con le disposizioni internazionali di diritti umani, basterebbe vedere le osservazioni realizzati da diverse organizzazioni internazionali al riguardo.
Per capire la situazione che vivono i giornalisti in Venezuela basterebbe vedere le diverse misure cautelari al loro favore da parte della Corte Interamerica di Diritti dell’Uomo e, altresì, in numerosi procedimenti penali nei tribunali venezuelani contro diversi giornalisti.

Mi permetto anche da contestare il fatto che l’unica tv non controllata diretta o indirettamente dal governo, ossia Globovisione, non sia stata minacciata. Per il contrario, come ben sapete, il presidente Chavez minaccio di chiudere Globovision lo scorso lunedì.

Sui fatti del 2002 preciso che, soltanto, quando le mittenti televisive hanno diviso in due lo schermo per continuare a trasmette il messaggio presidenziale, i venezuelani abbiamo potuto osservare come si sparava ad una manifestazione pacifica... ancora i familiari attendono giustizie per le vittime decedute.
(Approfitto per indicare che, con moltissima frequenza, il presidente utilizza la sua potestà di mettere le TV a rete unificate per trasmettere qualsiasi cosa, da lui considerata rilevante, oltre al suo programma dominicale Alo Presidente che, come sapete, ha avuto anche un tentativo di estensione a 3 o 4 trasmissioni a settimane).
Non contesto il resto delle tue affermazioni del 2002 perché coincidono anche con la situazione che stiamo vivendo in questo momento, cioè tutte le mittenti televisive (tranne Globovision) non stanno dando notizie delle manifestazioni studentesche contro la chiusura di RCTV. Addirittura, è stato bloccato il server della CANTV impedendo che, per alcune ore, avessimo accesso ad alcune radio tramitte internet.

Infine, mi permetto di chiedervi di leggere oltre le righe, come ho sentito dire al vostro Beppe Grillo, indagate, leggete, venite in Venezuela (ma non organizzati con dei gruppi afini al governo o alla opposizione)... venite per conto vostro, a conoscere, a costatare quando di ciò che si dice sia vero e quanto non lo sia... Per favore, non ridurrere la difficile situazione che viviamo noi venezuelani soltanto ad un discorso di destra o di sinistra, oppure ad un “mi piace perché lotta contro l’imperio”.... così sono state giustificate tante ingiustizie.
Vi ringrazio e chiedo scuse dal mio italiano.
Cristina.

 

1/6/07 6:32 PM, Blogger doppiafila

Cristina, sono molto contento di vedere (finalmente) un'analisi amministrativo/giuridica del tema: la democrazia si basa (tra le altre cose) sul rispetto delle leggi da parte di tutti, no?, per cui é fondamentale partire da lì, leggi regolamenti e decreti... Sarebbe bello approfondire il tema da questo punto di vista (anche se a me pare che la decisine di Chavez sia stata meramente politica, e come tale inappropriata per questa questione). Anche su Globovisión hai ragione: é stata minacciata, quasi negli stessi minuti in cui Antonio scriveva questo post, ed in un modo a dir poco grottesco ed ... in diretta TV! :-(
Saluti, Doppiafila

 

2/6/07 10:49 AM, Anonymous ely

Così la cosa appare completamente diversa da come è stata definitita dai media "occidentali" che, lo devo dire, in qualche modo mi aveva stupita. Grazie per l'eccellente spiegazione, un ottimo articolo, come sempre del resto.

 

4/6/07 5:21 PM, Anonymous tisbe

Dopo tutto il casino su Kilombo sono passata di qua per respirare un po' di aria fresca
Ad ogni modo, grande Chavez

 

5/6/07 4:23 AM, Anonymous Bruno

La salida de Rctv de la señal abierta del espectro radiolectrico venezolano no es un atentado a la libertad de expresión... es una decisión soberana del gobierno de Hugo Chávez ajustada a derecho según la carta magna de la República Bolivariana de Venezuela.

Bastante que está consustanciado el dossier de Rctv sobre su participación en el golpe de estado de Abril de 2002, sobre el golpe petrolero, sobre el paro ilegal de actividades económicas, sobre el paro de entidades bancarias - una especie de corralito argentino, pero a menor escala, sobre la insurgencia militar de la Plaza Altamira, sobre la organización de "guarimbas" desestabilizadoras, etc, etc.

Seguramente Crazy Horse y Doppiafila están desinformados sobre la legislación venezolana que controla y monitorea las concesiones televisivas y la responsabilidad social de los medios de comunicación venezolanos... de Cristina creo que interpreta la legislación venezolana según el color del cristal con que mira la realidad venezolana (desde las trincheras de la oposición), por eso creo que desinforma en su comentario.

Saluti dal Venezuela,

Bruno

PS: Antonio acabo de publicar un artículo sobre la confrontación verbal que sostuvieron en la OEA el canciller venezolano Nicolás Maduro y la canciller estadounidense Condolezza Rice. Un abbraccio

 

5/6/07 3:34 PM, Anonymous Anonimo

Caro Bruno, non ho interpretato le leggi venezuelane bensì mi sono limitata a riportarle. Infatti se rileggi il mio commento noterai come indico che, anche se tralasciassimo le interpretazione delle norme, comunque esistono due posizioni diverse che dovevano essere risolte dai tribunali.
Ti chiedo perché si è stata dimostrata la partecipazione della mittente televisa nei fatti da te riportati non è stata aperta una procedura penale? Via idonea all'effetto e con la quale sono stati giudicati altri personaggi legati a questi fatti.
Ti chiedo altresì perché non è stata negata la concessione agli altri mittenti televisive nelle stesse condizioni di RCTV, anche loro partecipi ai fatti che riporti, però che ora hanno una linea non critica verso il governo?
Perché se la decisione è conforme alla normativa giuridica non si riesce a spiegare agevolmente e saltano i nervi al punto di mandare a quel paese a chiunque si pronunci in modo critico rispetto alla decisione del governo venezuelano.
Ti ringrazio dalle risposte.
Cristina

 

5/6/07 7:34 PM, Anonymous Bruno

Cara Cristina:

Repito, todo depende del color del cristal con que mires la situación actual venezolana.

Cuando el Hugo Chávez derrocado regresó al poder - gracias a una hermosa respuesta popular nacida al calor de la unidad cívico-militar - lo hizo blandiendo un Cristo en la mano y con un mensaje de unión para todos los venezolanos, sin distingos de raza, religión, o militancia política.

Chávez en una alocución presidencial en cadena nacional de radio y televisión perdonó y pidió perdón en una actitud conciliatoria buscando la paz antes que la justicia, buscando la tranquilidad de todos los sectores de la sociedad antes que la persecución y la retaliación política. Incluso formó mesas redondas de acercamiento y de unidad entre el ejecutivo y todos los factores de oposición y de la oligarquía, pero esta actitud pacifista de Chávez no fue acompañada ni oída por la oligarquía que controla i mass media venezolanos ni por los factores políticos que lo adversan.

Tan permisivo y pacifista fue Chávez que cuando el Tribunal Supremo de Justicia decidió que cuando el presidente fue derrocado aquel 12 de Abril no se trató de un golpe de estado, que el presidente no había sido secuestrado por los militares, que lo que se había producido era "un vacío de poder" y que por eso se había elegido como presidente a Pedro Carmona, y que los militares golpistas habían actuado "preñados de buena fe", ¿sabes cual fue la respuesta de Chávez al país? Chávez de dirigió a la nación y en un discurso ante sus seguidores además de deplorar la sentencia del Tribunal Supremo de Justicia - diciendo que la aceptaba "tragando tierra" - le pidió a su pueblo acatar la sentencia porque así era la democracia y había que respetar la autonomía de los poderes.

Fue así como a pocos meses de aquel 13 de Abril ya los medios y los actores políticos opositores continuaban desestabilizando al país, con un paro indefinido de actividades económicas, seguido de un paro petrolero - donde se llegó a un hecho que me llenó de tristeza: los puertos venezolanos fueron bloqueados por los propios venezolanos no solo aislando a nivel marítimo al país sino también cerrando el paso a la importaciones de los alimentos y por ende alterando la alimentación del pueblo - y con los medios privados de radio, prensa y tv operando como medios de propaganda opositores, y una vez más se pusieron de espaldas al marco legal del país.

Ya sabemos que Chávez una vez más junto con la unión cívico-militar venció el ilegal paro nacional de actividades económicas y el paro ilegal petrolero, y se reunió con las tres oligarquías que controlan los medios más poderosos del país (Rctv, Venevisión, Globovisión) las familias Phelps-Bottome - Marcel Granier es presidente de RCTV porque está casado con la heredera de Phelps - Cisneros Rendiles - Gustavo Cisneros es el presidente de la Organización Diego Cisneros - y Zuloaga-Mezerhane para decirles que las televisoras estaban fuera de ley y que estaban desestabilizando el país además de dividir a la sociedad haciéndole mucho daño a la nación.

Pues bien, en el pais se hizo una ley llamada RESORTE (Responsabilidad Social de Radio y TElevisión) y otra Ley de Usuarios y Usuarias de los Medios que monitorea a estos medios. Las observaciones de los órganos que hacen la contraloría social de los medios son de que estos medios siembran odio en el país, dividen a la sociedad, se convirtieron en operadores políticos, dejaron de entretener y educar para hacer propaganda política de oposición, insertan mensajes subliminales en las películas, pasan pornografía en horario restringido, manipulan las noticias dejando de informar de una forma oportuna y veraz como manda la ley, etc, etc.

Aún así Chávez sabiendo lo que el cierre de un medio comunicacional significaría a nivel internacional - fíjate lo que está sucediendo ahora con la no renovación a Rctv, que es una decisión ajustada a derecho y sin embargo a nivel mundial la presentan como un atentado a la libertad de expresión - y sabiendo que a Rctv se le vencería pronto la concesión para explotar comercialmente el Canal 2 del espectro radioeléctrico venezolano Chávez esperó pacientemente que el permiso de la concesión caducara y con toda la autoridad que le confiere la ley simplemente NO LE RENOVÓ la concesión a Rctv.

Debo aclarate que antes de tomar esa decisión Chávez muchas veces en cadena nacional o en conversaciones privadas le pidió a los dueños de Rctv que se pusieran a derecho, que no colocaran a la empresa al margen de la ley, que respetaran las leyes de telecomunicaciones, de responsabilidad social, de usuarias y usuarios, que informaran de forma veraz y oportuna, que no se prestaran a la desestabilización del pais. Al parecer esto cayó en oídos sordos en Marcel Granier, quien siguió desestabilizando y prostituyendo el ejercicio del periodismo, desnaturalizando la labor de una planta de televisión que debe ser la de entretener, sembrar valores en los usuarios y educar, convirtiendo la planta televisiva en un operador político y en un poderoso medio de propaganda opositora. El resultado ya tu lo sabes: el 27 de Mayo se le venció la concesión a Rctv y el Estado no se la renovó.

Hablando de Venevisión, este canal sencillamente entró en razón luego de una conversación entre Chávez y Diego Cisneros (que se reunieron gracias a los buenos oficios del expresidente Jimmy Carter) donde Cisneros convino en no prestar más a Venevisión para la desestabilización del país y se comprometió a cambiar la línea editorial noticiosa del canal para darle espacio a las noticias gubernamentales, comprometiéndose igualmente a adecuar la programación de Venevisión a las leyes venezolanas. Por eso es que a Venevisión, si bien participó junto a Rctv y Globovisión en la desestabilización del país y en el golpe de Abril de 2002, se le renovó la concesión del Canal 4 del espectro radioeléctrico venezolano pero por 5 años y no por 20 años como hacían anteriormente con las renovaciones AUTOMÁTICAS en la IV República. Es decir que Venevisión sigue en el aire por la señal abierta simplemente porque está cumpliendo con el imperio de la ley venezolana.

Un bacio,

Bruno

 

6/6/07 12:29 AM, Anonymous Filippo

Ciao, convido quanto dice Bruno, pur rispettando le idee di Cristina, che espone il proprio punto di vista rispettosamente e con grande senso della democrazia. Penso che la democrazia sia proprio questa: ognuno dice la sua, senza ipocrisia, nel totale rispetto dell'altro, e viceversa.
Filippo.

 

6/6/07 3:05 PM, Anonymous Anonimo

Caro Bruno,
Concordo con te, tutto dipende dalla prospettiva che si adotti. Per ciò, sono molto contenta di dibattere i nostri diversi punti di vista in maniera rispettosa, come ha ben sottolineato Filippo.
Concordo con i tuoi ricordi di Chavez, che appena tornato al potere, chiese perdono con il Cristo in mano. Questa immagine insieme al breve momento in cui parlo d’amore durante la campagna elettorale, sono gli unici ricordi di un Chavez conciliatore. Il resto che mi vieni in mente non sono messaggi di unione anzi chiunque abbia dissentito viene subito etichettato da oligarca, traditore, di destra, cucciolo dell’imperio, ecc., ecc., ecc.
Non metto in dubbio che ci siano le oligarchie in Venezuela ma non tutte le osservazione sollevate al processo chavista rispondono a questa logica. Ci sono tante che provengono da qui ama il paese e vuole il meglio per esso, e per i suoi abitanti.
Una democrazia (come anche gli essere umani) ha bisogno di essere aperta alle critiche per migliorare. Indubbiamente, bisogna valutare il tipo di critica, e da chi proviene, ma possibile che ogni osservazione al Chavismo risponda ad un complotto contro la rivoluzione? È così perfetta da non avere degli aspetti che possano sollevare perplessità allo stesso Chavez? Perché etichettare le voce diverse? perché escluderle? perché allontanare quei partiti affini al governo per il solo fatto che hanno espresso il loro dissenso o le loro perplessità rispetto al partito unico? Perché devono essere considerate subito traditori? perché abbandonare la Comunità Andina ed i gruppi dei 3, con ovvie conseguenze per l’economia dei fratelli colombiani, peruviani, ecc.? è giustificabili allontanare questi fratelli latinoamericani perché stanno negoziando dei trattatti di libero commercio con gli Stati Uniti quando, invece, Venezuela continua a vendere petroleo agli Stati Uniti (il suo principale socio commerciale? perché permettere che si faccia uso della Lista Tascon e Maisanta contro le persone che hanno votato contro Chavez nel referendum? Ci sono tanti aspetti che potrei continuare ad elencare… e non mi sembrano di unione bensì di esclusione.
Mi permetto di ricordare che la decisione del Tribunal Supremo di Justicia, a cui fai riferimento, fu considerata dal Presidente Chavez una “plasta” (in italiano, scusate, una merda) … a proposito il giudice che scrisse la sentenza che fine ha fatto? Fu o non allontanato dalla sua carica?
Ti ringrazio dalle informazione che hai somministrato riguardo a Venevision perché confermi che la diversità di trattamento da parte del governo, nonostante entrambe le mittenti televisive si trovassero nelle stesse condizioni, risponde a motivi politici, una si piega e l’altra no, una viene sanzionata e l’altra no. Comunque, non ero al corrente del termine di 5 anni del rinnovo, per cui approfondirò le mie ricerche al riguardo e, intanto, ti ringrazio dalla informazione.
Rimane ancora il dubbio che ho sollevato nel mio primo commento perché la diversità di interpretazione delle norme venezuelane che ho riportato non è stata risolta dai tribunale? Rimangono anche gli interrogativi che ho posto nel secondo commento.
Non metto indubbio che la programmazione di RCTV non fosse la migliore, ma con una decisione del genere si toglie il diritto ai cittadini da decidere cosa vedere e cosa non vedere… al di là del fatto che una simile decisione ha lasciato senza lavoro un numero importante di persone che, indubbiamente, non godono delle ricchezze del signor Granire.
Dall’altra parte, a Venezolana de Television (VTV), rete pubblica, potrebbero sollevarsi le stesse osservazioni che fai a RCTV. A tale effetto, basterebbe dare una occhiata all’’informe dell’ue rispetto alle elezioni venezuelane per capire lo sbilanciamento di questa mittente a favore del governo, oppure seguire una qualche puntata del programma “La Hojilla” attraverso youtube…
Un saluto a tutti ed un ringraziamento a Bruno per questo dibattito.

Cristina.

 

7/6/07 10:50 AM, Blogger reitano01

Chavez sta molto simpatico a Mino Reitano che lo ritiene una persona che fa il bene della gente comune.

Le ultime notizie su Mino Reitano le trovate su
____________________________
minoreitano.blogspot.com
Il sito dell'Ufficio Stampa non Ufficiale di Mino Reitano

 

7/6/07 9:43 PM, Anonymous Anonimo

Ciao a tutti, ogni tanto visito il blog, leggo i post e lo "confronto" con quello che vivo direttamente in terra venezuelana (ci vado piu' volte l'anno)...Senza avere una cultura politica e storica della terra sudamericana, ecco alcune mie considerazioni,le scrivo a "getto" e mi scuso se passo da "palo" in "frasca":

1. RCTV: televisione negli ultimi anni scadente...

2. LIBERTA' DI INFORMAZIONE E/O ESPRESSIONE: non credo manchi viste le innumerevoli marce (ultimi 4-5 anni) e la presenza di trasmissioni pro e contro Chavez

4. NOTIZIARI E TRASMISSIONI DI APPROFONDIMENTO: una sera di una giornata un poco "tensa" accendendo la TV e zippando fra i canali mi chiedevo se qualcuno ci capiva qualcosa....??

3. PORTAVOCE OPPOSIZIONE: mi domando chi è e se esiste un leader....

4. ULTIME PROTESTE: a parte le marce degli studenti e davanti alla sede Conatel, viste personalmente solo nella zona Est...(100-200 persone al massimo)...mi sono fatto due ore di coda,ero un po' arrabbiato con la polizia del traffico perchè non dava la multa a chi lasciava la macchina in mezzo alla strada....(di solito in quella zona ti multano se commetti una minima infrazione).Ad un signore ho chiesto il perchè mi ha risposto che era per RCTV.....comunque era contento perche il telefono di casa ed il cellulare funzionavano ancora......

5. CHAVISTI: i "pensanti" non si sono iscritti al partito unico?

6. DISCORSI COMUNI FRA LA GENTE NELLE CODE (BANCHE, UFFICI, PUNTI DI COMIDA RAPIDA): persone penso dell'opposizione(viaggio a Miami, ultima moda, io ho fatto ed ho questo e tu no...). Persone penso chaviste o chaviste "pensanti" (è aumentato il prezzo delle cipolle, hai letto quel libro?, devo risparmiare di più....). Un giorno ad un signore distinto ho chiesto se conosceva il centro di Caracas, mi ha risposto di no...perchè lui in centro non ci va...peccato che quando c'era il "Paro" alcuni come lui, mimetizzandosi, in centro ci sono andati a comprare qualcosa da mangiare...IL centro è uno spettacolo è la realtà li senti l'odore e gli umori della città, trovi la tradizione, la cultura popolare,"senti" la gente....

7. SVILUPPO COMMERCIALE DELLA CITTA'DI CARACAS: rischio di ciusura di piccoli negozi?...nel 2008 un altro Sambil...è aumentato il salario minimo e gli arabi vedono lungo...

8. SALUTE: se hai l'assicurazione i medici hanno il codice deontologico...apprezzo i punti di pronto intervento nei barrios...li non penso siano molti con l'assicurazione.

9. TURISMO: gli europei (soprattutto italiani) stanno rovinando tutto...invece di accontentarsi ed insegnare all'autoctono come incrementare l'offerta turistica in zone splendide, sfruttano il popolo locale comprando proprietà ed applicando prezzi stile Portofino-Capri-Porto Cervo...il popolo è troppo nobile per protestare...Dite ai turisti di passaggio che è vietato pagare gli extra in dollari....

Se vi ho stufato scusatemi...ciao a tutti...
QUE W VENEZUELA...nazione e popolo da rispettare...

Orinoco

 

7/6/07 10:14 PM, Blogger doppiafila

Ciao Bruno, ti ringrazio per il tempo che hai investito nell'argomentazione dettagliata della tua posizione. M'impressiona l'episodio di Chávez e Cisneros che paralno, e quest'ultimo che promette di "fare il bravo" a cambio della concessione. É la prova che nulla é cambiato: il potente di turno esige allineamento politico in cambio di favori (in questo caso, il mantenimento della licenza di trasmissione). O no?
Saluti, Doppiafila

 

8/6/07 2:55 AM, Anonymous Bruno

Ciao, Doppiafila:

Con profundo respeto a tu pensamiento o posición política te ruego que no saques de contexto mis palabras, porque resulta que cuando dije que Diego Cisneros sostuvo una conversación con Hugo Chávez... JAMÁS DIJE que a cambio de FAVOR ALGUNO el señor Cisneros cambió la línea editorial - claramente desestabilizadora y brutalmente anti-Chávez - de Venevisión.

Esa es tu opinión, se te respeta, pero en modo alguno quiere decir que tienes razón. La esencia de un canal de entretenimiento es la de entretener en primer lugar, y en segundo lugar educar e inculcar valores para formar a las nuevas generaciones de ciudadanos y ciudadanas. La esencia de un canal no es la propaganda política, ni la articulación de políticas dirigidas a socavar un gobierno legítimo, por solo citarte dos ejemplos de la televisión que Venevisión estaba haciendo.

Y te equivocas en un aspecto fundamental, pero muy importante: JAMÁS el presidente Chávez solicitó esa reunión con Diego Cisneros, y menos para exigirle que se alineara políticamente con su gobierno bolivariano a cambio de la oportuna renovación de la concesión para seguir operando el Canal 4 del espectro radioléctrico venezolano. Esa reunión fue solicitada por el señor Cisneros bajo los buenos oficios de Jimmy Carter como un acercamiento institucional entre ambos. Es decir: el reconocimiento de Hugo Chávez como gobernante legítimo por parte del señor Cisneros y el compromiso del señor Cisneros de darle cabida a la reseña de las obras de gobierno en las fuentes noticiosas de Venevisión.

Y no es que ahora Venevisión sea un canal chavista, o que Cisneros haya doblado las rodillas ante el gobierno, sino que antes - al igual que como hasta el 27 de Mayo lo hizo Rctv y hasta el día de hoy lo hace Globovisión - sólo presentaba un ángulo de la noticia (generalmente manipulada en contra del gobierno) y no le daba cabida a la pluralidad de información en la línea editorial y en la programación del canal.

En conclusión, Cisneros no desoyó el clamor popular que exigía que los canales privados dejaran de desestabilizar y se pusieran "a derecho" adecuándose a las leyes de telecomunicaiones, Responsabilidad Social de Radio y Tv, Ley de niños, niñas y adolescentes, Ley de Usuarios y Usuarias. Marcel Granier no quiso oir ese mismo clamor popular, siguió conspirando y desestabilizando desde Rctv, olvidando que el Canal 2 del espectro radioeléctrico venezolano es un bien del dominio público y no propiedad privada de una familia o grupo económico. Por eso no se le renovó la cancesión, porque se recuperó para hacer una nueva televisora de servicio público.

Por último debo decirte que si bien Venevisión ya no es un canal abiertamente anti-Chávez si te fijas en el contenido de sus espacios noticiosos continúa siendo un canal con una clara orientación opositora. Solo que ya respeta la pluralidad.

Mi última reflexión es para decirte que el que tu llamas "el poderoso de turno" no es un dictador ni un autócrata, es el carismático presidente legítimo de un país que desde 1998 se decidió a ser libre y soberano en el concierto de las naciones.

Saluti,

Bruno

 

15/6/07 4:45 PM, Anonymous Anonimo

ottima recensione sul tema dal Peru.

http://www.youtube.com/watch?v=QPfpyalVTjs

http://www.youtube.com/watch?v=rBxlrL2cOJA

 

22/6/07 9:58 PM, Anonymous Anonimo

Sono di sinistra, proprio per questo sono contro i regimi sia di destra che di sinistra, solo i Comunisti possono difendere un dittatore come Chavez, mi sembra assurdo!
I Venezuelani non ne possono piu' del "loco" come lo chiamano, adesso vuole vietare l'uso di Internet a tutti i Venezuelani, vuole togliere la patria podesta' ai figli al compimento del sesto anno di eta'...per non parlare delle leggi assurde che vuole porre come il divieto di tingersi i capelli per le donne e quello di usare i bikini.
Uniamoci per far scomparire dalla faccia della terra questi Comunisti che sono la vergogna dell'umanita', prendono in giro i poveri comprando i loro voti grazie a un pugno di riso! Che schifo!

 

20/2/08 4:40 PM, Anonymous Anonimo

Ma non vi vergognate di scrivere balle e di mistificare le notizie? Voi siete come i Bruno Vespa e i Gianni Riotta di turno. Il V2 Day sarà anche per voi!!!!!!