domenica 10 giugno 2007
Dopo questo mio articolo “Chiquita: le banane insanguinate” ho ricevuto una mail da parte del vice-presidente della Chiquita Italia SpA, dr. Paolo Prudenziali. La riporto per intero e ringrazio per la disponibilità dimostrata nel tentare di chiarire la questione in oggetto. Non mancherò di approfondire la vicenda e rispondere al più presto (qui la risposta).

Roma, 15 maggio 2007

Egregio Dr. Antonio Pagliula,

avrà certamente avuto modo di visionare i recenti articoli comparsi sugli organi di stampa riguardo all’azienda Chiquita in Colombia. Dal momento che parte delle notizie prodotte dalla stampa sono piuttosto inaccurate, l’azienda ci tiene a precisare e chiarire a fondo i termini della propria condotta in quel periodo di grande violenza e insicurezza per la Colombia.

Il patteggiamento fra Chiquita e il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti

Chiquita ha raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America, in relazione ai pagamenti a organizzazioni paramilitari operanti in Colombia, effettuati dalla ex società controllata da Chiquita, “Banadex”.
Sulla base del patteggiamento, Chiquita pagherà in cinque anni una multa di 25 milioni di dollari, essendosi dichiarata colpevole di avere violato la legge degli Stati Uniti per avere effettuato, dal 2001 al 2004, pagamenti a delle entità affiliate con l’organizzazione “Autodefensas Unidas de Colombia” (AUC).
Questa vicenda è stata oggetto d’indagine da parte del Dipartimento di Giustizia, con la totale collaborazione di Chiquita, dopo che la stessa azienda ha volontariamente riferito sulla situazione nel 2003.

I pagamenti di Chiquita ai Gruppi Paramilitari in Colombia

A proposito dei pagamenti, nell’articolo a sua firma, in data 20/03/07, essi sono descritti in questi termini:
“L’antica multinazionale, dieci dirigenti non identificati e vari impiegati hanno sovvenzionato con 2mila dollari in assegni e denaro dal 1997 al 2004 una ‘violenta organizzazione di estrema destra’ chiamata Autodefensa Unidas de Colombia (AUD)…Per questo grave crimine di collaborazione con una organizzazione terrorista…
la compagnia Chiquita è arrivata ad un accordo in virtù del quale dovrà pagare nel corso dei prossimi cinque anni una multa di 25 milioni di dollari, più interessi.”

In relazione a ciò, per completezza e accuratezza dell’informazione, ci teniamo a precisare che l’azienda è stata costretta ad effettuare questi pagamenti, da gruppi sovversivi armati di estrema destra e sinistra.
I pagamenti avevano un unico scopo: proteggere le vite dei nostri lavoratori, in una fase in cui rapine e omicidi erano frequenti e in un contesto in cui le autorità governative non erano in grado di garantire sicurezza e protezione. In merito a quest’ultimo punto, Chiquita intende ringraziarla per avere ricostruito i fatti evidenziando la gravità della situazione che la Colombia ha attraversato negli ultimi decenni.




A tal riguardo, il rapporto del Dipartimento di Giustizia contiene la seguente significativa affermazione :
“Castaño [leader AUC] ha inviato un messaggio in cui senza dirlo esplicitamente, faceva chiaramente intendere che il mancato pagamento avrebbe determinato danni fisici per il personale e le proprietà della Banadex”
Senza volere menzionare esplicitamente altre situazioni, va inoltre ricordato che molte altre compagnie straniere che operano in Colombia, hanno dovuto adottare misure straordinarie per proteggere i propri lavoratori, inclusa la sottomissione alle estorsioni e ciò a causa della gravità delle minacce alla sicurezza dei propri dipendenti.

La rivelazione volontaria di Chiquita al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Chiquita ha volontariamente rivelato questa situazione al Dipartimento di Giustizia nel 2003, subito dopo che i vertici dell’azienda presero atto che lo Statuto Americano era cambiato, decretando che ogni pagamento ad organizzazioni simili, da quel momento in poi, avrebbe costituito un reato. A nostra conoscenza, Chiquita è l’unica azienda ad avere dichiarato volontariamente questa circostanza al Dipartimento.

La vendita delle piantagioni di Chiquita in Colombia

Quando Chiquita operava in Colombia, i dipendenti godevano di una situazione lavorativa fra le migliori nell’intero settore agricolo nazionale. Le relazioni dell’azienda con i sindacati dei lavoratori erano buone, così come affermato sul sito web dall’associazione “International Union of Food Workers”.
Nei 18 mesi trascorsi dalla firma in data 14 Giugno 2001, l’accordo sui diritti IUF/COLSIBA/Chiquita ha prodotto concreti vantaggi per i lavoratori e i fornitori di Chiquita in almeno due Stati. In Colombia, SINTRAINAGRO ha utilizzato l’accordo per assumere 800 nuovi dipendenti e avviare nuove divisioni nella regione Magdalena. Gli accordi hanno comportato significativi miglioramenti dei termini, condizioni e diritti per tutti i nuovi membri della SINTRAINAGRO.
Nel 2004 Chiquita ha venduto le proprie piantagioni in Colombia, con una perdita finanziaria sostanziale, con lo scopo di districarsi da questo dilemma etico e legale. Le condizioni della vendita, sono state concordate con IUF, l’unione internazionale dei sindacati dei lavoratori nel settore alimentare, e quello colombiano dei lavoratori bananieri, COLSIBA, che è stato descritto in questi termini sul sito di IUF -www.iuf.org:
E’ stato finalizzato un Memorandum di Intesa fra IUF, COLSIBA SINTRAINAGRO e Chiquita, che impegna Chiquita a “insistere affinché gli accordi per questa vendita provvedano a mantenere in pieno vigore ed effettività gli esistenti contratti collettivi e affinché i potenziali acquirenti riconoscano SINTRAINAGRO come il sindacato rappresentativo dei lavoratori Chiquita, con tutti i diritti e gli obblighi di legge.
L’accordo con l’acquirente Banacol includeva i seguenti punti:

1. L’accordo sui contratti collettivi negoziato da Chiquita e il sindacato SINTRAINAGRO, dovrà essere mantenuto e il sindacato dovrà continuare a essere rappresentativo per i lavoratori.
2. Il mantenimento delle certificazioni sulla sicurezza sociale, ambientale ottenute da Chiquita.
Questi termini sono stati rispettati dai nuovi proprietari.

Informazioni non corrette sul traffico di armi

In alcuni recenti articoli, si è parlato piuttosto impropriamente di implicazioni di Chiquita in un illegale importazione di armi da parte del gruppo AUC nel 2001.

Questo episodio è stato oggetto di approfondite indagini da parte del Governo Colombiano e delle autorità internazionali, inclusa l’OAS (Organization of American States).

Nessuna indagine ha evidenziato alcuna condotta illegale da parte dell’azienda o dei suoi dipendenti. Un impiegato della Banadex è stato detenuto per un breve periodo, ma dopo un’approfondita indagine effettuata dal Procuratore Generale Colombiano, è stato rilasciato e assolto. Il Governo Colombiano, alla fine delle indagini, ha messo sotto accusa quattro uffici doganali.

Subito dopo avere appreso dell’incidente, Chiquita e Banadex, hanno volontariamente deciso di non accettare più navi cargo per conto di terzi.
Nessuna autorità legale ha ordinato o suggerito questo cambiamento. Da quel momento e fino alla vendita di Banadex, l’azienda ha accettato solo navi cargo di sua proprietà o sotto la propria diretta gestione.

Secondo la documentazione prodotta dall’OAS e dal Procuratore Generale Colombiano, non esiste nessun presupposto per queste erronee affermazioni.

I nostri valori fondamentali continuano a guidare le nostre decisioni aziendali.

Crediamo infine sia opportuno farle sapere che ci siamo impegnati ad agire secondo i più alti standard etici e di responsabilità sociale.
D’ora in avanti ci aspettano delle sfide e delle opportunità e saranno i nostri valori fondamentali e il nostro Codice Comportamentale a guidare le decisioni aziendali.
Vanessa Vargas-Land è entrata recentemente a far parte del management di Chiquita, con la carica di Vice Presidente e Direttore delle Risorse Umane.
Vanessa Vargas-Land contribuirà alla definizione dei piani aziendali, assicurando la loro conformità al Codice di Condotta e la piena applicazione delle leggi. Come negli anni passati, a ogni nostro manager e supervisore, verrà chiesto di firmare un certificato di adesione al Codice di Condotta e a partire da quest’anno, verrà loro chiesto di partecipare a corsi di formazione on line che prevedono il superamento di un test finale.

Con la presente, abbiamo colto l’occasione per informarla delle reali difficoltà che l’azienda ha dovuto affrontare in Colombia e saremo lieti di rispondere a qualsiasi domanda voglia fare in merito a questa o a qualsiasi altra questione.

Cordiali saluti,

Chiquita Italia SpA
dr. Paolo Prudenziati
Vice President South Europe


 

di Antonio Pagliula ~ 1:18 AM

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