sabato 30 giugno 2007
La Corte Suprema di Giustizia Messicana ha respinto con otti voti contro tre la sentenza sul caso Lydia Cacho, che imputava al governatore dello Stato di Puebla, Mario Marín, la responsabilità per la violazione delle garanzie della giornalista.

Ennesima conferma dell'impunità di cui godono ancora i "poderosos" (potenti) in Messico. Il governatore di Puebla, Mario Marín, conosciuto in Messico come "el gober precioso" era accusato di essere il presunto responsabile di un complotto contro Lydia Cacho, che aveva lo scopo specifico di castigare e punire la giornalista per aver denunciato con il suo lavoro l'esistenza di una rete pedo-pornografica infantile in cui erano coinvolti alcuni grossi impresari e politici messicani.

La storia nel dettaglio l'avevo raccontata qualche giorno fa in questo articolo:
"Mobilitazione contro il governatore di Puebla, accusato di proteggere una rete di pedofilia".

La Corte Suprema di Giustizia messicana che era impegnata a pronunciarsi sul governatore ha respinto la sentenza sul caso Lydia Cacho, perdendo l'opportunità di fare per una volta giustizia. Purtroppo questa è solo l'ennesima dimostrazione che i messicani e le messicane comuni non possono realmente avere la possibilità di ricevere realmente protezione dallo Stato, l’interesse rimane infatti quello di proteggere i potenti e i "poderosos", alimentando così la sfiducia generale nelle istituzioni e nella giustizia del popolo messicano.

Technorati Tags :

Etichette:


 

di Antonio Pagliula ~ 2:09 PM

Share |

HOME PAGE ~ Linka il post ~

0 COMMENTI: