Un interessante avvertimento è stato lanciato da ONU-Energy riguardo alla rapida crescita dell’industria bioenergetica. L’organismo che fa capo alle Nazioni Unite infatti denuncia come i biocombustibili, in un quadro completamente privo di regole come quello attuale, creerebbero una brusca impennata nei prezzi dei generi alimentari, con conseguenti ripercussioni sui paesi in via di sviluppo.Dall’indagine emerge che sono proprio questo paesi ad importare le più grosse quantità di generi alimentari, circa il 75% di tutto il commercio mondiale, e con la prevista impennata dei prezzi nel prossimo biennio il costo delle importazioni per questi paesi aumenterebbe del 20%.
Ma cosa ha provocato un tale innalzamento del prezzo dei generi alimentari, ed in particolare dei cereali e degli oli vegetali? La causa sarebbe proprio l’accresciuta domanda di biocarburanti. Il primo paese che ha cominciato a risentirne è stato proprio il Messico dove il prezzo del mais è aumentato di circa il 20% da inizio anno (vedi: “Messico, tortillas o carburante?”).
Trovandoci di fronte ad un industria dei biocombustibili allo stato attuale completamente disorganizzata e priva di regole, le conseguenze a livello mondiale potrebbero essere disastrose. La produzione globale di bioenergie, in crescita esponenziale, mette ad esempio in pericolo risorse come acqua e terreni, che sempre più vengono sottratte alla produzione alimentare a scapito di quella dei biocarburanti. Per non parlare dell’aumento sproporzionato dei prezzi delle materie prime, completamente gonfiati dalla maggiore domanda delle stesse per la produzione di biocombustibili.
E’ inevitabile infatti che con un aumento della domanda di biocarburanti (è previsto un aumento del 100% nei prossimi 4 anni) sempre maggiori quantità di risorse saranno destinate alla produzione di biocombustibili, e sempre maggiori saranno i rincari sui prezzi. L’esempio del mais nel biennio 2006/07 è lampante.
In pratica il rapporto della Onu avverte che nel quadro attuale la produzione di biocarburanti ha troppo peso del prezzo dei cibi, in particolare nei paesi a basso reddito e importatori di materie prime, e potrebbe sottrarre le terre più produttive alle coltivazioni alimentari, confinando quest’ultime a terreni di qualità inferiore. Oggi infatti la maggior parte delle colture utilizzate per ottenere biocarburanti sono su terreni agricoli di alta qualità e che richiedono un uso significativo di fertilizzanti, pesticidi e acqua.
E’opportuno quindi chiedersi se realmente produrre biocarburanti (etanolo, metanolo, biodiesel, biogas) sia conveniente, anche solo rispetto alla produzione da carburanti fossili.
Un istituto di ricerca svizzero, l’Empa (http://tinyurl.com/ypxfw9) è arrivato a questa conclusione: “I biocarburanti permettono in media una riduzione delle emissioni di CO2 del 30% rispetto a benzina e diesel, in compenso però creano danni ambientali legati alla coltivazione dei vegetali, per esempio eccesso di concimazione, acidificazione di terreni ed acque, disboscamento, erosione del suolo, diminuzione della diversità biologica, concorrenza con le colture alimentari”.
Anche l’Economist qualche settimana fa avvertiva, prendendo in considerazione l’aumento del prezzo del mais in Messico causato dall’incrementata produzione di etanolo negli Stati Uniti: “L'etanolo derivato dal mais non è vantaggioso né sotto il profilo economico né sotto quello ecologico. La produzione richiede infatti altrettanta energia di quanta ne produce, i sussidi del governo Usa costano ai contribuenti tra i 5,5 e i 7,3 miliardi di dollaro all'anno, e aumenteranno esponenzialmente il prezzo del mais, quello dei terreni e quello della carne. La produzione alimentare, in altre parole, viene usata per sfamare le voraci automobili statunitensi”Se, quindi, oltre ai danni ambientali e alle ripercussioni sui paesi in via di sviluppo, sembra che in molti casi, come nell’esempio statunitense, per produrre etanolo occorre più energia di quanto esso ne produca dobbiamo fermarci a fare una riflessione. Allo stato attuale infatti, in un contesto privo di regole che va a scapito della società e dell’ambiente come è quello descritto dall’Onu, conviene esclusivamente per ridurre la dipendenza dal Medio Oriente e dai paesi produttori di petrolio (unico obiettivo degli Stati Uniti) che milioni e milioni di persone siano costrette alla fame?
Per permettere il funzionamento delle auto nel primo mondo si può infatti condannare alla morte per fame più di tre miliardi di persone nel “Sud del Mondo”?
Una riflessione mi sembra più che opportuna.
Intanto passando alle notizie d’attualità in Messico è iniziata una campagna nazionale denominata “Sin maiz no hay pais” , organizzata da associazioni di contadini o da organizzazioni non governamentali. Lo scopo della campagna, che durerà sei mesi, è rivendicare la sovranità alimentare messicana e lottare contro l’importazione di alimenti transgenici (che dovrebbero sostituire quelli naturali utilizzati per produrre etanolo negli Usa) e contro gli accordi commerciali come il Trattato di Libero Commercio, ritenuto una minaccia contro la produzione nazionale di prodotti agricoli e per le economie di settore.
Anche i produttori di tortilla si muovono. Circa 75 “tortillerias” di Azcapotzalco infatti si sono unite in un associazione “Asociación de Industriales de la Masa y la Tortilla de Maíz Nixtamalizado” con lo scopo di stabilizzare il prezzo del mais e tentare di acquistare la materia prima senza intermediazioni.
Si attende da tempo una risposta del governo Calderón che tarda ad arrivare. Oggi 2 luglio intanto si compie il primo anniversario del frode elettorale delle ultime elezioni e l’opposizione, guidata da Obrador, torna a riempire lo Zócalo di Città del Messico (vedi foto1, foto2).
Fonti: Empa, Economist, La Jornada, Affari & Finanza, Internazionale, El Pais.
Technorati Tags : biocombustibili biodiesel mais ONU-Energy tortilla etanolo biocarburanti Messico cereali bioenergie materie prime alimenti transgenici
Dimmi che non ho capito... dimmi che devo imparare a leggere!
Ma che vuol dire "lottare contro l’importazione di alimenti transgenici (che dovrebbero sostituire quelli naturali utilizzati per produrre etanolo negli Usa)"? Che il Messico produce mais "sano" per far andare le auto amerikane e in compenso i messicani si devono importare e mangiare quello transgenico? A parte che sono contraria agli OGM comunque, perché non fanno il contrario, che mi sembrerebbe più "normale"? Perché le auto con gli OGM non funzionerebbero bene? Ah beh, certo, meglio che muoiano gli umani... ma dove stiamo andando???
Comunque, un dibattito di questo tipo (sulla destinazione delle coltivazioni di cereali intendo) mi sembra di ricordarlo qualche anno fa, quando si diceva che, con la produzione cerealicola necessaria ad allevare una mucca ci si potevano nutrire non ricordo quante persone... ma, evidentemente, ora come allora l'uomo è all'ultimo posto della scala dei "valori da salvare"...
In ogni caso... bravo Antonio!
Ciao.
Molto interessante. E molto vero. I biocombustibili possono essere un'alternativa, ma non sono da soli la soluzione. Soprattutto se - come sempre avviene - alcune "mani forti" agiscono distorcendo il mercato e rendendo più conveniente coltivare per produrre eco carburante anzichè per sfamare la gente.
Un sorriso energetico
Mister X di Comicomix
A pochi sembra importare ad esempio del possibile “genocidio economico”, che in Messico sta avendo i suoi primi effetti evidenti, con il prezzo del mais alle stelle e con i pesanti sussidi all’agricoltura a favore degli agricoltori statunitensi che continuano a causare una forte pressione verso il basso dei prezzi agricoli messicani, obbligando così molti agricoltori a lasciare la loro attività.
che bene che se ne parli almeno in dei blog
ciao
@ federico
hai proprio ragione, la definizione di genocidio economico calza a pennello.
I pesanti sussidi all’agricoltura a favore degli agricoltori statunitensi hanno causato una forte pressione verso il basso dei prezzi agricoli messicani, obbligando così molti agricoltori a lasciare la loro attività. Dal 1994, ovvero dall'entrata in vigore del Nafta (trattato di libero commercio) il Messico è passato dall’essere uno dei paesi leader nell’esportazione del mais ad essere un importatore di mais transgenico e della peggiore qualità dagli Stati Uniti solo per riuscire a soddisfare la domanda interna.
3/7/07 12:34 PM, alessandro.badella
sono d'accordo con mirko...in realtà fidel si sta rendendo più conto di chi comanda il mondo degli effetti devastanti prodotti dallo sviluppo non sostenibile...e il tlc messicano-statunitense fa il resto, ovvero riduce il messico ad essere il "granaio dell'impero", indipendentemente dal fatto che questa politica ha distrutto il settore agricolo del paese latino. e - come giustamente suggerisce antonio - il mais buono (e sano) finisce nei distributori e nei serbatoi degli autoveicoli e sulle tavole messicane ci vanno gli ogm...finché dura...avanti così...non si sa verso cosa!!!
ciao a tutti!!
alessandro
Chissà cosa ne penserebbe Yum Kaax (dio maya del mais). Il pianeta non riesce più a sostenere i diabolici ritmi imposti da questa cieca evoluzione. Consumiamo troppo... perchè produciamo troppo... perchè obbligati ad un "arricchimento" eccessivo. Ultimamente le mie convinzioni sul progresso, sull'evoluzione e sulla tecnica... stanno crollando. Manca etica. Manca (da sempre) un forte supporto ad ogni passo compiuto verso evoluzione e conoscienza. Fa parte di una ciclicità perversa della storia e della nostra razza. Il pianeta stà cambiando... in realtà lo fa sin dalla propria genesi. Noi continuiamo ad adattarci senza cambiare. Continuiamo a dividerci tra marionette e burattinai. La razionalità ci impone una triste ed inevitabile visione dello scenario, quando basterebbe prender coscienza di quelli che sono i nostri consumi rapportati alla sostenibilità del pianeta che ci accoglie. Stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità. Eppure questo mondo nasconde ancora nicchie incontaminate in cui spero potremo salvarci un giorno. Luoghi verso i quali orsi e giaguari si spingono (contro natura) per cercare sopravvivenza. Immaginate cosa accadrebbe se qualche "potente" si illuminasse a tal punto! Vale la pena sperare nella loro ignoranza, guardarsi intorno ed apportare piccole ma radicali mutazioni nel nostro modo di agire, di acquistare, di consumare e di inquinare (filosoficamente inevitabile). Vogliate perdonare la divagazione. Vogliate perdonare l'impulso a scendere alle radici di un problema principalmente etico. I re ed i sudditi si scambiano maschere, come da sempre, burattini e burattinai calcano la scena.
@ Bounty
grazie per l'intervento.
Tornando alla cultura Maya pensa che il “Popol Vuh”, antico libro che raccoglie le leggende e le tradizioni Maya, racconta che Dio creò addirittura l’intera razza umana usando del mais bianco e mais giallo, ed è praticamente da tempi ancestrali che la cultura di questo cereale ha marcato la storia del Messico e del Centro-America.
un saluto
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