Aiuta più un muro di frontiera che dividerà due Stati (Messico e Stati Uniti), ma che non si sa se e quali effetti avrà precisamente sulla auspicata riduzione dell’immigrazione negli United States, degli aiuti economici da destinare al continente latinoamericano. Questa è la chiara valutazione che devono aver fatto i deputati statunitensi al momento di votare il progetto di legge per gli aiuti economici destinati agli altri paesi per il 2008. Gli aiuti complessivi da elargire saranno pari a 34'000 milioni di dollari con un incremento del 15% rispetto allo scorso anno, quelli però destinati all’America Latina saranno solo 1'500 milioni con una riduzione dell’8,5%.Notizia che lascia sorpresi e perplessi, visto che sono passati solo tre mesi dal viaggio di G.W. Bush in America Latina ed erano in tanti a pensare ad un ritorno di interesse Usa per quello che per molto tempo si riteneva fosse “il cortile di casa”. Sembrava anche un comportamento normale e lecito quello di Bush, cercare di recuperare influenza soprattutto dopo un anno di elezioni che avevano spostato abbondantemente a sinistra l’asse latinoamericano, ed in particolare in seguito alla sempre maggiore rilevanza all’interno del continente latino di Hugo Chávez, presidente venezuelano, ormai agli occhi statunitensi considerato un nemico alla stregua di Fidel Castro.
Ed invece la realtà è ben diversa dalle promesse e vede anzi un importante taglio dei fondi destinati agli aiuti per l’America Latina, insomma, un vero e proprio controsenso. La notizia è datata fine giugno e per una volta mi fa trovare quasi d’accordo con le idee di Andres Oppenheimer, giornalista del “Miami Herald”.
Certo, l’unica preoccupazione di Oppenheimer sembra essere legata al fatto che gli aiuti economici statunitensi non siano adeguati rispetto a quelli che invece Hugo Chávez, da lui definito il presidente “narcisista leninista” del Venezuela, elargisce in aiuto agli altri paesi latinoamericani. In questo modo infatti rischierebbe di ridursi eccessivamente la dipendenza del continente latino dagli Stati Uniti, ultimamente distratti da altre faccende (vedi Medio Oriente), e questo è forse troppo pericoloso.
Un aspetto delle considerazioni di Oppenheimer ritengo però sia molto condivisibile. Tagliare gli aiuti economici all’America Latina mentre si aumentano quelli a livello mondiale sembra assolutamente ridicolo. Tutto scade nell’assurdo soprattutto se poi si considera che gli aiuti promessi per il 2008 all’America Latina sono pari a 1,5 miliardi di dollari al cospetto però del miliardo di dollari recentemente stanziato dal Congresso Usa per costruire un muro di frontiera tra Messico e Stati Uniti.
Non credo ci sono dubbi che avrebbe avuto molto più senso aumentare gli aiuti al continente latinoamericano, magari sviluppando le economie regionali, ed in questo modo evitando che i cittadini latinoamericani siano spinti ad emigrare, che tirare su un muro di frontiera ,da un costo spropositato ma dagli effetti quantomeno dubbi.
Quanti migranti determinati a raggiungere gli Usa si fermeranno davanti ad un muro di frontiera?
Il muro anzi molto probabilmente servirà solo a rendere ancora più pericolosi e violenti i tentativi di passaggio illegale della frontiera (si consiglia la lettura di “Los Angeles – Oaxaca, viaggio senza ritorno"), ma riuscirà realmente a diminuire l’immigrazione clandestina?
I dubbi sono molti, ma dalla decisione presa dalla Camera statunitense una cosa è ben chiara, l’interesse di aiutare realmente i paesi latinoamericana è attualmente ai minimi termini, come d’altronde lo è sempre stato. Le parole di Bush in Brasile, Uruguay, Colombia, Guatemala e Messico sono state come al solito parole di circostanza, gli interessi Usa sono e rimangono distanti dall’America Latina, salvo che non si tratti di TLC (trattati di libero commercio), Plan Colombia e derivati, o accordi per ridurre la dipendenza dal petrolio venezuelano e medio orientale attraverso i biocombustibili.
Molto meglio, o forse anche più facile, quindi finanziare 1'125 km di muro di frontiera, completamente inutile, ad un costo spropositato e con l'unico scopo di accontentare l’elettorato conservatore e xenofobo.
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Certo, dovrebbe essere vista con favore...
Il problema è che Bush aveva annunciato tutt'altro solo tre mesi fa...ed invece i fatti lo hanno smentito, come sempre.
In particolare però mi piaceva far notare la spesa in aiuti economici destinati all'america latina, circa un miliardo e mezzo di dollari, rispetto alla spaventosa cifra, un miliardo di dollari, che sarà spesa per portare a termine un muro "fronterizo" che dividerà Usa e Mexico.
Forse quei soldi potevano essere impiegati meglio e per un fine più utile...
9/7/07 2:48 PM, alessandro.badella
comunque, a mio avviso, gli statunitensi hanno bisogno dell'AL così come i latinoamericani degli USA, solo un certo tipo di USA...sicuramente non quelli visti nel XX secolo...
comunque, antonio, ti ho linkato dal mio blog in un articolo parallelo (anche se diverso)...se vuoi vai a leggertelo...
ciao
alessandro
Boh, ma sinceramente non riesco a capire, ma quali promesse? Ha visitato Lula Bush, avranno parlato, magari tanti buoni propositi non andati a buon fine, quello magari si, ma non vedo promesse. E poi scusa, tu odi l'america, non ti fa piacere una notizia del genere? Finalmente il terribile usurpatore Occidentale non mette il naso negli affari latino americani (perchè metterci i soldi significa poi avere qualcosa in cambio è ovvio). Dovresti gioire quindi, perchè ti arrabbi?











