giovedì 23 agosto 2007
Anche Greenpeace allerta sui rischi che implica la legge sulla promozione e lo sviluppo dei biocombustibili approvata lo scorso aprile dal governo Calderón.

Uno dei leader dell’organizzazione ambientalista di Greenpeace, Gustavo Ampugnani, è intervenuto sulla sempre calda ed attuale questione dei biocombustibili in Messico. La legge sulle bioenergie (ley de promoción y desarrollo de bioenergéticos), che lo scorso aprile è stata approvata dal Congresso messicano, viene infatti giudicata da Greenpeace decisamente inadeguata in quanto, destinando la maggior parte dei raccolti di mais e canna da zucchero alla produzione di biocombustibili, non riuscirebbe ad assicurare un futuro adeguato al paese dal punto di vista alimentare.

L’organizzazione segnala l’impellente necessità di modificare la legge approvata in aprile altrimenti, avvisa, allo stato attuale delle cose in Messico non viene garantito che il mais continui ad essere utilizzato in futuro a scopo alimentare. “La coltivazione di mais e canna da zucchero per produrre etanolo può generare rivalità sulla destinazione finale delle terre, infatti, è logico pensare che se vengono previsti sussidi per destinare la coltivazione di queste culture a scopi energetici diminuirà sempre più la coltivazione del mais e della caña destinati al consumo umano”, sono state le parole di Gustavo Ampugnani che ha anche aggiunto:

Il governo federale deve spiegare chiaramente, senza giochi di parole, la sua politica sui biocombustibili. Deve anche pronunciarsi ufficialmente circa la produzione di etanolo da mais, perché questo cereale non garantisce una efficienza energetica positiva, ossia vengono utilizzati più combustibili fossili per trasformare il mais in bioetanolo di quelli che si intende risparmiare con questo”.

E’ proprio questo uno dei temi più dibattuti riguardo la questione dei biocombustibili in Messico. La legge approvata non ha infatti tenuto in conto le preoccupazioni di molti settori civili e quelli dell’opposizione. E' stata pordotta una legge inadeguata, che non ha trovato soluzione al boom verso l’alto del prezzo del mais e che rischia di affettare seriamente le classi più deboli della popolazione messicana, che del mais fanno il cereale base della loro dieta.

Ulteriori critiche alla legge sulle bioenergie approvata dal governo Calderón arrivano poi per la totale mancanza di alternative alla produzione di biocombustibili derivati dal mais o dalla canna da zucchero, che invece garantirebbero una efficienza energetica positiva come ad esempio l’etanolo prodotto dai residui agricoli e forestali.

Per approfondire consiglio la lettura di: "Fame da Biocombustibili"

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di Antonio Pagliula ~ 10:33 PM

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3 COMMENTI:

24/8/07 8:04 PM, Blogger luca

se si esporta etanolo, poi si importerà farina. dove sta il problema?

 

25/8/07 8:39 PM, Blogger cecco si

Trovo Assolutamente grottesca, aberrante, insomma de “pinga” come i miei amici cubani direbbero, questa proposta energetica che come unico scopo ha solo di incrementare i conti bancari di pochi e come al solito gettare altra povertà su la vita di tante persone…consiglio al di la del pensiero politico che si possa avere, una riflessione che sicuramente in tanti avrete letto, di Fidel, che ha mio parere rileggere non fa assolutamente male.. ecco il link: http://www.cuba.cu/gobierno/discursos/2007/ita/f280307t.html

 

29/8/07 2:46 PM, Anonymous Anonimo

Ridicolo che non si faccia leva sulla produzione di etanolo dagli scarti agricoli!!!! la voce no si da mai alla scienza! solo ai politici! Bene, continuamo così...