Ad inizio settimana il presidente boliviano Evo Morales minacciava provvedimenti nei confronti di ambasciatori ed altri rappresentanti stranieri nordamericani accusati di incoraggiare la cospirazione politica della destra boliviana. A solo pochi giorni da questa dichiarazione è intervenuto sullo stesso tema anche Juan Ramón Quintana, ministro del governo Morales: “Se la cooperazione offerta dagli Stati Uniti continua a minacciare la politica dello Stato Boliviano ha tutte le porte aperte per lasciare il paese”.Quintana, durante una conferenza stampa, denunciava che il 70% degli aiuti statunitensi alla Bolivia non sono controllati dal governo di La Paz: “Non permetteremo più che questa forma di aiuti danneggi la nostra democrazia, cospiri contro il diritto alla libertà del nostro popolo ed offenda la nostra dignità nazionale; non siamo più disposti ad essere il cortile di casa di nessuno”.
Attualmente gli aiuti economici degli Stati Uniti destinati alla Bolivia sono canalizzati principalmente attraverso la agenzia governativa statunitense USAID e corrispondono a circa 121 milioni di dollari, di cui circa 81 milioni denominati come “cooperazione unilaterale”. Sono proprio quest’ultimi che preoccupano il governo boliviano in quanto elargiti e realizzati senza che il governo di La Paz sia né consultato, né informato su programmi, progetti e destinatari finali.
Secondo le dichiarazioni del ministro Quintana USAID finanzia organizzazioni e fondazioni esclusivamente di ideologia vicina a quella Usa, fomentando il clima antigovernativo contro il governo Morales. Particolare preoccupazione desta il programma denominato “Construyendo la recuperación y reforma de un gobierno democrático” definito dallo stesso Quintana come una “azione chiaramente mirata a destabilizzare il governo boliviano”. “Detto in altre parole, USAID non riconosce l’attuale governo come un governo democratico e per questo ritiene opportuno attuare programmi e progetti che seguano la linea democratica che gli Stati Uniti vorrebbero per la Bolivia”, sono state le parole del ministro che ha anche aggiunto:
“USAID nasconde informazioni e trama contro il presidente Morales. Il governo boliviano non è più disposto a tollerare queste intromissioni, soprattutto se vengono sotto forma di cooperazione e sotto la denominazione di aiuti”.
Il governo statunitense si è limitato a smentire le dichiarazioni di Quintana, certo è però, che la tensione tra i due paesi è aumentata nelle ultime settimane, soprattutto in seguito agli scioperi civici organizzati nelle ultime settimane, anche se non hanno avuto l’esito sperato dall’opposizione al governo Morales.
Lo stesso presidente boliviano, Evo Morales, ha pubblicamente dichiarato che questi atti sarebbero promossi da fuori i confini della Bolivia, facendo chiaro riferimento ad ambasciatori e rappresentanti diplomatici statunitensi. Morales ha parlato di cospirazione contro il suo governo, accusando alcuni ambasciatori stranieri di fare politica in Bolivia e di spingere atti di destabilizzazione nei confronti dell’attuali governo, cercando di impedirne le riforme politiche ed economiche.
Per un approfondimento sulla Bolivia consiglio anche la lettura dal blog LATAM: “Santa Cruz: il sindaco e le due Bolivie”
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Carissimo Antonio:
así es como actúa el imperio: por un lado te deslumbra con ciertos detalles diplomáticos, como pequeñas ayudas económicas y programas de asistencia tecnológica... y por el otro amenaza con la conspiración y la desestabilización de las instituciones (sobre todo a los gobiernos que comparten la ideología de izquieda o que llevan a cabo procesos progresistas).
Es lo mismo que pasa con Venezuela, mientras mantienen con el país excelentes relaciones comerciales - que no políticas - al mismo tiempo le entregan enormes recursos económicos, e inclusive asesorías, a grupos políticos y ONG's que están trabajando desde hace años en la desestabilización del país y en el derrocamiento del gobierno de Hugo Chávez.
Por eso es que el gobierno de Evo Morales no tiene rubor alguno en decirle al imperio que si su ayuda está supeditada a la desestabilización y a la conspiración... tiene las puertas de Bolivias abiertas para dejar el país.
Un abbraccio,
Bruno
Ciao Antonio,
è da parecchio che non ci si incontra...
Come sempre, ti trovo sulla breccia: complimenti!
Evo Morales è un personaggio che mi colpisce sempre di più: ha un coraggio straordinario e due attributi di quelli che in Europa non se ne vedono da almeno cinquanta anni.
Gli Usa stanno tentando di riconquistare il terreno perduto, ma ormai è troppo tardi: hanno troppi problemi in giro per il mondo e il sentimento antiamericano sta crescendo pericolosamente a vista d'occhio.
Il Sud America non tornerà più ad essere il giardino di casa degli USA: el pueblo unido hamas sarà vencido!










