venerdì 21 settembre 2007
L’ex presidente peruviano, Alberto Fujimori, sarà estradato in Perù. La Corte Suprema cilena approva la richiesta di estradizione del governo peruviano per 7 dei 13 capi d’imputazione che pendono sul “Chino”.

Il Cile ha autorizzato l’estradizione di Fujimori, accusato di corruzione e atrocità. “La Corte suprema che ha sede a Santiago ha approvato sette capi di accusa su 13 (2 legati alla violazione dei diritti umani e 5 alla corruzione)”, ha precisato oggi 21 settembre il presidente della Corte suprema, Alberto Chaigneau. Il via libera è arrivato nelle scorse ore anche dalla presidente del Cile, Michelle Bachelet che ha reso noto alle autorità di Lima la decisione della Corte Suprema per il rientro in patria del “Chino”.

Il caso ora passa nelle mani di Orlando Alvarez, il giudice cileno che dovrà dare l’ordine di procedere con la sentenza, dopo che in prima istanza aveva respinto l’estradizione. Sembrano comunque non esserci questa volta possibilità concrete per la difesa di Fujimori che possano evitare che la polizia cilena proceda all’arresto dell’accusato per metterlo a disposizione delle autorità peruviane.

La decisione della Corte Suprema è dunque inappellabile, l’unica chance è ritardare l’esecuzione della sentenza con un ricorso di rettificazione che comunque non andrebbe ad intaccare la decisione di estradizione.

Per chi non conoscesse bene il personaggio, Alberto Fujimori, nato a Lima da immigrati giapponesi, è stato presidente del Perù dal 28 luglio 1990 al 17 novembre 2000. Il suo governo si contraddistinse per il suo stile decisamente autoritario, specialmente dopo il 1992, quando furono praticamente cancellate le libertà democratiche.

Per l'organizzazione umanitaria “Amnesty International” si tratta di un "passo avanti fondamentale perché vi sia giustizia per le migliaia di vittime di tortura, uccisioni, sparizioni forzate e altre violazioni dei diritti umani commesse sotto i governi Fujimori". "Le autorità peruviane devono dare seguito alla decisione della Corte suprema cilena - prosegue il comunicato di Amnesty - e assicurare che tutte le vittime delle violazioni dei diritti umani commesse sotto il governo di Fujimori ricevano giustizia e riparazione".

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di Antonio Pagliula ~ 5:59 PM

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7 COMMENTI:

21/9/07 6:38 PM, Blogger Alessandro Badella

AHIA...che anticipo...era il post che ho scritto oggi per domani...vabbé, se acconsenti lo pubblico lo stesso...ormai l'ho scritto...che dici??

 

22/9/07 8:43 PM, Anonymous pieroC

FIDEL CASTRO COMBATTE ANCORA

 

23/9/07 9:26 AM, Anonymous chemako

Il continente latino americano sta dando esempio di buon governo. Spero che il vento che spira da quei paesi possa arrivare anche nella nostra addormentata Italia.

 

23/9/07 2:07 PM, Anonymous Kkarl

Concordo con il commento di Chemaco. L'esempio della Bolivia che dal 1° dicembre applicherà il sacrosanto principio di reciprocità nei confronti degli USA in tema di "visto d'ingresso" è una bella lezione di dignità.
Come ho scritto nel mio blog (grazie ad Antonio per la visita e per il commento)

 

23/9/07 10:22 PM, Blogger Camminare domandando

Vorrei essere anch'io così ottimista, ma la presenza di Alan Garcia al governo mi pone molti dubbi sulla possibilità che sia fatta completamente giustizia. Ma spero di sbagliarmi

In ogni caso vi segnalo il bel post di Maurizio Campisi al proposito

http://luiro.blogspot.com/2007/09/vacanze-finite-per-fujimori.html

Francesco

 

25/9/07 8:30 AM, Anonymous Tisbe

ogni tanto qualcosa di buono ;-)
Ciao

 

5/10/07 9:37 PM, Anonymous Anonimo

È paradossale vedere Alan García, il ladro per eccellenza e la causa prima della diaspora peruviana al potere, e Fujimori, che ricostrui un paese in bancarotta, in arresto.

PD. Craxi era intimo di Alan García e di tutti gli apristi ladri del Perú.

Un saluto da Madrid

Giuliano

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