Il Cile ha autorizzato l’estradizione di Fujimori, accusato di corruzione e atrocità. “La Corte suprema che ha sede a Santiago ha approvato sette capi di accusa su 13 (2 legati alla violazione dei diritti umani e 5 alla corruzione)”, ha precisato oggi 21 settembre il presidente della Corte suprema, Alberto Chaigneau. Il via libera è arrivato nelle scorse ore anche dalla presidente del Cile, Michelle Bachelet che ha reso noto alle autorità di Lima la decisione della Corte Suprema per il rientro in patria del “Chino”. Il caso ora passa nelle mani di Orlando Alvarez, il giudice cileno che dovrà dare l’ordine di procedere con la sentenza, dopo che in prima istanza aveva respinto l’estradizione. Sembrano comunque non esserci questa volta possibilità concrete per la difesa di Fujimori che possano evitare che la polizia cilena proceda all’arresto dell’accusato per metterlo a disposizione delle autorità peruviane.
La decisione della Corte Suprema è dunque inappellabile, l’unica chance è ritardare l’esecuzione della sentenza con un ricorso di rettificazione che comunque non andrebbe ad intaccare la decisione di estradizione.
Per chi non conoscesse bene il personaggio, Alberto Fujimori, nato a Lima da immigrati giapponesi, è stato presidente del Perù dal 28 luglio 1990 al 17 novembre 2000. Il suo governo si contraddistinse per il suo stile decisamente autoritario, specialmente dopo il 1992, quando furono praticamente cancellate le libertà democratiche.
Per l'organizzazione umanitaria “Amnesty International” si tratta di un "passo avanti fondamentale perché vi sia giustizia per le migliaia di vittime di tortura, uccisioni, sparizioni forzate e altre violazioni dei diritti umani commesse sotto i governi Fujimori". "Le autorità peruviane devono dare seguito alla decisione della Corte suprema cilena - prosegue il comunicato di Amnesty - e assicurare che tutte le vittime delle violazioni dei diritti umani commesse sotto il governo di Fujimori ricevano giustizia e riparazione".
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23/9/07 10:22 PM, Camminare domandando
Vorrei essere anch'io così ottimista, ma la presenza di Alan Garcia al governo mi pone molti dubbi sulla possibilità che sia fatta completamente giustizia. Ma spero di sbagliarmi
In ogni caso vi segnalo il bel post di Maurizio Campisi al proposito
http://luiro.blogspot.com/2007/09/vacanze-finite-per-fujimori.html
Francesco
È paradossale vedere Alan García, il ladro per eccellenza e la causa prima della diaspora peruviana al potere, e Fujimori, che ricostrui un paese in bancarotta, in arresto.
PD. Craxi era intimo di Alan García e di tutti gli apristi ladri del Perú.
Un saluto da Madrid
Giuliano
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