mercoledì 19 settembre 2007
Il candidato alla presidenza per il partito liberale, Roberto Micheletti, approfitta del dolore del popolo hondureño, causato dall’uragano Felix, per fare politica e distribuire aiuti umanitari in borse con su impressa la sua faccia. Dal tribunale elettorale hondureño arriva la legittimazione: “non è una violazione della legge elettorale”.

Puebla (Messico) – L’Honduras è stato uno degli stati più colpiti e danneggiati dall’uragano Felix. Un candidato alla presidenza però approfitta del dolore del suo popolo per attuare una delle più tristi e squallide tecniche di campagna elettorale. Trasformando la disperazione e la tristezza della popolazione straziata dai danni dell’uragano in un opportunità per ottenere facili voti nelle elezioni presidenziali che si terranno tra 90 giorni, Roberto Micheletti, del partito liberale, distribuisce aiuti umanitari in borse di plastica con su stampato il suo manifesto elettorale.

Molte le polemiche scatenatesi, pero l’opportunista e populista candidato presidenziale ha trovato legittimazione nella sentenza del TSE (Tribunal Supremo Electoral), secondo cui “cualquier ciudadano puede poner su rostro en bolsas de víveres y distribuirlas entre damnificados sin violentar la ley electoral”.

Qualsiasi cittadino quindi è libero di distribuire aiuti umanitari con la propria faccia stampata senza violare la legge elettorale in Honduras. Non viola la legge elettorale quindi neanche un candidato alla presidenza del paese centroamericano, che può in questo modo fare propaganda politica in vista delle prossime elezioni. Tra meno di 50 giorni in Honduras ci sarà il turno delle primarie e tra 90 le elezioni generali, ma questo non conta per il TSE.

La legge elettorale hondureña stabilisce nell’articolo 143 come propaganda elettorale “tutte le attività che perseguono esercitare influenza sull’opinione e la condotta dei cittadini per indurre al voto di un determinato candidato o partito politico utilizzando i media massivi d’informazione”. Il TSE però non ha ritenuto la distribuzione di viveri con la faccia del candidato alla presidenza Roberto Micheletti come attività di propaganda elettorale in quanto non sono stati utilizzati mezzi d’informazione.

Non è questionabile per il tribunale elettorale il fatto di regalare viveri, come non lo è eventualmente regalare altri tipi di beni o proprietà (!!!).

Rimane lo squallido gesto di Micheletti, almeno eticamente da condannare e denunciare. Aberrante approfittarsi di un disastro naturale di questa portata (Felix solo in Honduras ha causato 2 morti, diversi dispersi e più di 30'000 evacuati) per il solo scopo elettorale, per fare politica e accaparrarsi dei voti marciando sul dolore di un popolo intero.

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di Antonio Pagliula ~ 4:36 AM

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3 COMMENTI:

19/9/07 4:57 PM, Anonymous mauro

C'e' un precedente in questa triste pratica: quello delle scatolette di tonno con la faccia di Chavez e Humala distribuite in Peru dopo il recente terremoto. Le "facce di tolla", evidentemente, non hanno colore politico. Grazie per questa segnalazione utilissima per smascherare un mascalzone

 

19/9/07 5:30 PM, Blogger Antonio Pagliula

Mauro hai ragione,
mi sento però di differenziare un minimo i due episodi, non tanto per difendere Chavez o Humala, ma per fare chiarezza sul caso delle scatolette di tonno in Perù.

La stampa mondiale, in particolare la spagnola, non si è fatta pregare ed approfittò del caso delle scatolette con la foto di Chavez per criticare il presidente venezuelano. Le foto in questione però erano solo di tre scatolette ed uscirono su un quotidiano peruviano. Si parlò di migliaia e migliaia di scatolette però di foto ci fu solo la unica con le tre scatolette in primo piano.

Da parte venezuelana ci furono importanti smentite da parte di 2 ministri, tra cui William Lara ministro dell'informazione, da parte dell'ambasciatore venezuelano in Perù, José Armando Laguna, da parte dello stesso Chavez ed anche da parte del responsabile della protezione civile.

Anche il partido di Ollanta si dichiarò estraneo ai fatti.

Altro fatto "strano" è stato che nessuno dei danneggiati dal terremoto di Pisco ha mai affermato di aver ricevuto queste scatolette di tonno, e tra l'altro non esiste nessun atto pubblico di imprese venezuelane o peruviane che hanno fabbricato e distribuito queste fantomatiche scatolette, tantomeno esistono informazioni sui registri sanitari e legali.

Per ultimo furono controllati gli aiuti ricevuti dal Venezuela, e tutti i viveri erano di produzione venezuelana. Non si trovò traccia di queste scatolette.

Insomma i dubbi rimangono ed il governo peruviano non ha fatto chiarezza, nè ha investigato...

Di stampo differente il caso in Honduras di Micheletti che è candidato alla presidenza per le prossime elezioni, e che si è dichiarato autore del gesto. Tra l'altro a rigurdo si è espresso anche il tribunale elettorale hondureno.

Sul caso in Perù i fatti non sono stati altrettanto chiari per esprimersi a riguardo.

Giustissima comunque la tua considerazione.

 

20/9/07 4:27 PM, Anonymous walter

Effettivamente la storie delle conserve di tonno "sponsorizzate" da Chavez è rimbalzata con eccessiva semplicità su tutti i media, così come tutte le storie anti-chavez.

Nessuno però si è preso la briga di andare a verificare quale fosse la verità.

La storia in Honduras,a quanto si legge, è differente. Sembra quasi che questo candidato alla presidenza si vanti del gesto decisamente poco etico