La manifestazione popolare più grande che si possa ricordare nella storia del Costarica degli ultimi. Così si è conclusa la campagna elettorale che ha anticipato il referendum del prossimo 7 ottobre. Gli oppositori del TLC, che legherebbe il Costarica agli Stati Uniti, hanno riempito Paseo Colón, il più lungo viale della capitale costaricana. Circa 150'000 persone sono scese in piazza a fianco del “Movimiento Patriótico” per urlare NO al Cafta, a solo pochi giorni dal voto popolare.Il Cafta, è un trattato di libero commercio, firmato nel 2004, che lega Stati Uniti a paesi centroamericani, precisamente Guatemala, El Salvador, Honduras, Repubblica Dominicana e appunto Costarica. Proprio il Costarica però è attualmente l’unico stato a non aver rettificato l’accordo, sarà anzi l’unico paese a decidere se rettificare o no il TLC tramite un referendum popolare.
La domanda che 2 milioni 700mila cittadini costaricani si stanno facendo è la solita: Chi si beneficerà del TLC? E’ realmente un’opportunità per il Costarica o, come è già accaduto per altri stati dove il trattato di libero commercio è già vigente, finirà per pregiudicare la società e l’economia costaricana, andando a colpire le prede più facili, ossia le classi medio-basse?La grande mobilitazione popolare ha fatto sì che lo scorso maggio il Tribunale Supremo Elettorale (TSE) costaricano indicesse un referendum, andando ad evitare un rettificazione dell’accordo da parte del governo come invece è sempre accaduto sino ad ora negli altri stati coinvolti.
La stessa mobilitazione popolare si è dimostrata domenica scorsa viva più che mai, nonostante una campagna elettorale a senso unico per il “SI” al TLC, appoggiata dal governo e dal presidente in carica, Óscar Árias. Il Costarica potrebbe trasformarsi, grazie alle urne, nel primo paese al mondo a rifiutare un trattato di libero commercio con gli Usa.
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Bisognerebbe capire che tipo di garanzie per i costaricani sono state introdotte nel TLC.
Sarei curioso di leggerlo! Dare il largo al libero commercio potrebbe essere un vantaggio in termini di sviluppo per il Paese ma senza uno zoccolo duro di garanzie per il governo nazionale e gli enti locali il pericolo è uno sfruttamento di risorse economiche e capitale umano locale appannaggio esclusivo delle multinazionali, e delle imprese americane che vengono a piazzarsi in Sud America.











