L’idea del Banco del Sur fu del presidente venezuelano Hugo Chávez, che già dall’agosto 2004 auspicava la nascita di una nuova entità finanziaria regionale che potesse sostituire le funzioni di organismi internazionali come Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. L’idea si trasformò in un progetto più concreto lo scorso febbraio quando il presidente argentino Kirchner visitò Chávez a Puerto Ordaz in Venezuela. La scorsa settimana infine è arrivato il passo decisivo: i ministri degli esteri dei 7 stati latinoamericani aderenti al Banco del Sur si sono incontrati a Rio de Janerio definendo più precisamente gli obiettivi e le finalità della nuova Banca latinoamericana.I paesi membri sono ufficialmente sette: Venezuela, Argentina, Brasile, Uruguay, Ecuador, Paraguay e Bolivia. Gli ultimi ad aderire sono stati Brasile, Uruguay e Paraguay, ma soprattutto l’adesione brasiliana è stata in dubbio sino appunto alla riunione di Rio. Diverse erano infatti le idee circa la nuova entità. Il Venezuela e l’Ecuador di Correa vedevano nel Banco del Sur un banco che favorisse gli investimenti all’interno dei singoli stati e fungesse da prestatore di ultima istanza all’interno della regione. Diversa invece era l’idea di Argentina e Brasile che auspicavano invece un nuovo organismo che si limitasse a finanziare progetti nei settori chiave dell’economia in modo da migliorarne la competitività e aumentare lo sviluppo tecnologico e scientifico, sull’idea di ruolo che assume ad oggi in Brasile il “Banco Nacional de Desarrollo de Brasil”.
Questa seconda linea è stata quella che alla fine ha prevalso, convincendo il Brasile ad aderire pienamente al progetto.
Gli obiettivi del Banco del Sur saranno:
- finanziare lo sviluppo economico e sociale;
- favorire un progresso equilibrato e stabile tra i paesi membri, facendo uso del risparmio intra ed extra regionale per lo sviluppo della regione, per investimenti produttivi e il consolidamento del mercato dei capitali, cercando anche di favorire una equa distribuzione degli investimenti all’interno dell’area e riducendo le asimmetrie esistenti;
- promuovere la stabilità macroeconomica;
- finanziare progetti pubblici e privati per l’America Latina, non ci saranno partecipazioni per progetti fuori dalla regione;
- rafforzare l’integrazione regionale, con l’obiettivo di gettare le basi per una completa autonomia finanziaria regionale e per la consolidazione de “la Unión de Naciones Sudamericanas” (Unasur).
Il Banco del Sur sarà quindi un organismo che andrà a sostituire per buona parte le funzioni che attualmente ricopre nel continente la BM, il FMI ed anche la BID. Una istituzione che però è decisamente in grado di capire meglio del FMI e della BM quali sono le esigenze del Sud America, come ha affermato ultimamente Joseph Stiglitz in visita a Caracas (l’intervista completa si può leggere su Notizie da Caracas).
A Rio sono state definite anche le caratteristiche tecniche del Banco del Sur:
- l’atto di fondazione sarà redatto a Caracas il 3 novembre;
- Caracas sarà la sede centrale della Banca che avrà sedi sussidiarie anche a Buenos Aires e La Paz ;
- l’entità sarà in condizione di iniziare la sua attività per marzo 2008, previa definizione di organizzazione giuridica, finanziaria ed amministrativa.
Il capitale iniziale sarà di 7 mila milioni di dollari ed ogni paese membro avrà lo stesso numero di azioni. Il capitale realmente integrato però sarà decisamente inferiore: l’80% del valore nominale sarà integrato in dollari (10% in contanti e un 90% mediante promesse di pago in dollari in caso di necessità del Banco); il restante 20% sarà integrato in moneta locale (30% in contanti).
Importante per la stessa istituzione è l’accordo raggiunto sulla parità di voto tra i paesi membri, una vittoria soprattutto per il Venezuela di Chávez, che riteneva questo un punto chiave per il funzionamento dell’organismo.
Al di là dei sette stati aderenti, i ministri dell’economia presenti a Rio de Janerio hanno lasciato aperte le porte del Banco del Sur anche agli altri 5 stati sudamericani: Cile, Colombia, Perù, Guyana e Suriname.
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