Colom ha apprezzato molto l'appoggio degli elettori guatemaltechi: “Questo è il trionfo della verità. Ora siamo pronti a mantenere le nostre promesse”. “Con questo voto il Guatemala ha finalmente buttato alle spalle il militarismo”, ha affermato il nuovo presidente, facendo chiara allusione al candidato sconfitto, l'ex generale Otto Pérez Molina. “La sconfitta di Pérez è la risposta del nostro paese alla tragica storia dei regimi militari, un definitivo No alla mano dura e alla repressione. Un’apertura alla democrazia”.
Era infatti decisamente preoccupante la possibilità legata ad una vittoria di Otto Pérez Molina, un ex-generale che, da buon militare, come cavallo di battaglia elettorale aveva promesso ordine e mano dura approfittando della voglia di sicurezza della maggior parte dei cittadini del Guatemala, un paese che ha visto nell’ultimo anno 6'000 omicidi ed è in balia del crimine organizzato e del terrore imposto dalle bande criminali (maras e pandillas).
Álvaro Colom sarà il primo presidente social-democristiano della storia recente del Guatemala, in pratica il primo dal 1954, anno in cui fu diroccato il colonnello progressista Jacobo Arbenz Guzman. Da allora il paese fu governato per 30 anni consecutivi da dittature militari e dal 1986 ad oggi da governi di destra.
Tra le prime dichiarazioni post elettorali Colom si è distinto per una dimostrazione di apertura verso il resto del continente latinoamericano. “Siamo disposti a guardare verso il Sud, abbiamo molto in comune con tutti i paesi del Sudamerica e vogliamo rafforzare queste relazioni cercando di fare un grosso sforzo per riuscirci”. Nonostante questo Colom ha confermato la priorità verso i suoi vicini centroamericani, con i quali ha detto di voler avanzare verso una integrazione economica, ispirandosi proprio ai modelli sviluppati in America del Sud.
“Credo che si dovranno dare i primi passi verso la Unione Centroamericana, il centroamerica unito, con un unione doganale può poi aprirsi verso il Sudamerica e verso tutti i processi che lì si stanno sviluppando ormai da tempo”.
Colom, che sarà presidente sino al 2012, ha ricevuto le felicitazioni per la vittoria da diversi capi di stato vicini: Daniel Ortega, presidente del Nicaragua, Martín Torrijos (Panamá), ed anche Oscar Berger, al quale succederà il prossimo 14 gennaio.
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8/11/07 12:35 AM, Camminare domandando
Antonio, purtroppo mi sento ben poco ottimista nei confronti di Colom (anche se sapere che ha vinto lui e non Perez Molina fa tirare un sospiro di sollievo)
Colom infatti ha già proposto un governo di unità nazionale e, al di là di generiche aperture nei confronti del Sudamerica e dei governi progressisti lì al potere, non sembra assolutamente disposto a metrtere minimamente in discussione l'alleanza-capestro con gli Stati Uniti e il tlc...per non parlare dell'impunità de facto per i criminali della dittatura, il cui capo ora siederà nuovamente in parlamento.....













