Sabato 12 gennaio. Stanco mi trascinavo, con molto anticipo rispetto all’orario del mio volo, all’aeroporto Pistarini di Buenos Aires. Credevo che il viaggio che mi aveva visto toccare le terre venezuelane, uruguayane ed argentine fosse ormai finito, il giovedì sera avevo anche incontrato Andrea e Pippo, due blogger italiani, anche loro emigranti volontari di ultima generazione. Dopo quasi 30 giorni cambiando letti, case ed ostelli, già sognavo il mio mini appartamento “compartido” a Puebla (Messico), per riposare prima di riprendere con un nuovo semestre universitario. Nei giorni precedenti avevo incrociato la notizia di qualche problema con Aerolíneas Argentinas, ma troppo preso da Buenos Aires non ci avevo fatto troppo caso. “Poi io viaggio con LAN”, pensavo ingenuamente…Ero invece ignaro di andare incontro ad una delle giornate aeroportuali più lunghe della mia vita. Un amico porteño che mi aveva ospitato l’ultima notte per accompagnarmi all’aeroporto internazionale, molto distante dal centro di Buenos Aires, lavorava anche il sabato. Iniziava alle 17,30 e così grazie a lui arrivo al Pistarini alle 17 : questa si rivelerà poi la mia unica salvezza.
Il mio volo destino Santiago del Cile, dove avrei fatto scalo prima di volare a Mexico D.F. era previsto per le 21:40. Giunto al Terminal A faccio tranquillamente il check-in, e per togliermi qualsiasi dubbio chiedo anche ad un agente di sicurezza se ci fossero stati problemi con i voli. Mi risponde tranquillo: “Ieri (venerdì) è stato un caos, avevano occupato l’accesso a migrazione per 4 ore, ma oggi tranquillo, solo Aerolíneas Argentinas ha ritardi.
Felice mi dirigo così verso il terminal B, da dove era previsto il mio imbarco. Proprio nel tragitto, però, mi scontro con la tragica realtà. Una coda infinita andava dal terminal B al terminal A (apparentemente tranquillo anche se ancora per poco). Televisioni e cameraman a coprire “l’evento”. Scopro gente bloccata nell’aeroporto da giovedì, passeggeri inferociti che assaltavano gli agenti di sicurezza dell’aeroporto senza colpa, lavoratori di Aerolíneas Argentinas in sciopero ai quali si erano aggiunti anche quelli addetti ai bagagli. Insomma l’intero “Pistarini” immerso nel caos totale.
Chiedendo ad un cameraman mi raccontava che alcune decine di passeggeri bloccati all'interno dello aeroporto per il secondo giorno consecutivo avevano perso completamente la pazienza e da un paio d’ore avevano bloccato gli accessi all'imbarco anche ai passeggeri di altre compagnie.
Ecco spiegata la coda infinita che sembrava essere ad oltranza. Il blocco non aveva scadenz, ma soprattutto ad aggravare la situazione era la completa mancanza di informazioni e notizie. Aerolíneas Argentinas nonostante lo sciopero dei suoi dipendenti da ormai più di 24 ore non dava comunicazioni ufficiali, non si tentava la mediazione con i lavoratori né si davano notizie ai passeggeri. La stessa assenza era stata registrata sia dalle autorità aeroportuali sia dal governo argentino o suoi funzionari. Questo il video di solo una parte della coda per imbarcarsi alle 18:00 circa ripresa con il cellulare.
Questo clima di totale incertezza aveva fatto sfociare la violenza di una parte dei passeggeri che inferociti avevano iniziato a devastare l'aeroporto internazionale di Buenos Aires. Erano state fracassate le postazioni dove si effettuano i chek-in e le vetrate del terminal delle Aerolineas Argentinas che aveva cancellato venerdì un primo volo per la Colombia, ed un secondo sabato lasciando ancora a terra i passeggeri.
Il problema era però che ormai nessuno volava più, neanche le altre aerolinee. Erano ormai le 19:00, io avevo in teoria ancora tempo per il mio volo, si trattava solo di sbloccare l’accesso a migrazione, bloccato ormai da ore. Questa la situazione dove iniziava la coda ripresa, con la folla che gridava: “Que den las caras, p...as que los pariò” (non credo ci sia bisogno di traduzione).
Alcuni dipendenti di “Gol Brasil aerolineas” con cui avevo ormai fatto amicizia mi parlavano di voci circa responsabili della sicurezza assaltati da passeggeri ormai fuori controllo finiti tragicamente in denti persi e sangue, notizia poi confermata guardando le foto dei giornali il giorno dopo, come questa:
Io ero ormai rassegnato. Ero già sicuro di rimanere a Buenos Aires, sfortunatamente però le compagnie non pagavano neanche gli hotel, perché incolpevoli, tranne Aerolineas Argentinas.Nella disperazione aspettavo vicino all’entrata degli imbarchi, ma non essendo neanche in fila non avevo speranza. Fortunatamente poi è arrivato il miracolo. Aerolineas Argentinas annuncia la ripresa dei voli, anche se con ritardi spaventosi, e finalmente si ha accesso agli imbarchi di tutte le compagnie.
Torna la speranza, però ci sono ormai innumerevoli voli non partiti, dalle 16:00 nessuno era decollato. Io grazie ad un cameraman riesco ad infilarmi saltando la coda della quale ormai non si vedeva la fine, ed alle 21:00 ero il primo passeggero del mio volo ad aver superato migrazione.
Logicamente l’aeroporto era congestionato, c’erano tutti gli aerei ma non bastavano i “gates”. L’uscita del mio volo previsto per le 21:40 era teoricamente la 4 occupata pero da un volo di AirCanada delle 18:00. Dopo una infinita attesa io decollo verso Santiago del Chile alle 00:40 e fortunatamente (chiamatelo anche “culo”) riesco a prendere la connessione per Città del Messico in tempo.
Sono stato in pratica uno dei “miracolati” dell’aeroporto Pistarini di Buenos Aires, soprattutto considerando che sino ad oggi (martedì) continuano i problemi con i voli e le riprogrammazioni.
caspita, chi l'avrebbe mai detto. Uno saluta, gli si dice "buon viaggio", come una frase di circostanza..e poi guarda che avventure. Vabbé, vedo che comunque hai avuto modo di sfoggiare le tue doti di giornalista, parlando con tutti, sentendo le mille versioni dei fatti e...soprattutto sfruttando le conoscenze per non fare la coda. Un vero reporter.
Mi dispiace per il disagio e, come argentina, non posso fare a meno di provare tanta vergogna.
Forse conseguenza immediata dell'Argentina dai cittadini "de cuarta": mancata organizzazione, la costante mancanza di rispetto e menefreghismo che si respira in una bassa percentuale della popolazione argentina, la quale, però è in salita.
W GLI IMPIEGATI DI AEROLINEAS ARGENTINAS CHE NE VEDONO DI TUTTI I COLORI E CHE NON VENGONO PAGATI PER ESSERE MESSI NEL MIRINO DI OGNI SCIOPERO DELL'IMPRESA. Aerolíneas è in bilico, un piccolo assaggio della nostra povera Argentina... una parte dell'Argentina in punto di morte, quell'Argentina che sí vedono i turisti barricati negli alberghi di Recoleta o nei "bed&breakfast" di Palermo Soho. Per forza che lo vedono! E ogni due o tre mesi, ne subiscono le conseguenze. Mi dispiace ma allo stesso tempo è comprensibile: cosa puoi aspettarti di più in quest'Argentina del Terzo Mondo che, nonostante tutto, amo da pazzi?
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