venerdì 25 gennaio 2008
Che percezione si ha dell'Italia dopo la caduta del governo Prodi dall'altro lato dell'oceano Atlantico? La conclusione comune, dal Messico all'Argentina, è che il nostro paese è ormai avviato lentamente verso un'inesorabile decadenza, dalla quale sarà difficile risollevarsi.

Una fine annunciata. La sconfitta di Prodi al senato è stata la cronaca di una morte annunciata. Il governo Prodi, che per vincere le elezioni del 2006 aveva messo insieme una coalizione di 14 forze politiche molto diverse tra loro, secondo molti osservatori era nato morto. Per mesi, i membri della maggioranza del "professore" hanno litigato su tutto – dalla politica estera a quella economica, dalle riforme del welfare alla famiglia - e si sono divisi perfino su come affrontare la crisi della spazzatura a Napoli. Tutto questo ha portato l'esecutivo alla paralisi.

Ora si parla di elezioni anticipate, governi tecnici o istituzionali. Comunque vadano le cose, non c'è dubbio che chi prenderà il timone del paese dovrà affrontare tempi difficili.

Questa la sensazione generalizzata che si percepisce sulla sponda latinoamericana. Un panorama che s’intristisce ancor di più se si pensa, come segnala il quotidiano argentino La Nacion, che ormai l'italiano medio fa sempre più fatica ad arrivare a fine mese ed il paese è ormai in mano ad una classe politica totalmente screditata e lontana anni luce dai cittadini.

Un destino annunciato? Forse quello prospettato qualche mese fa dal Financial Times che descriveva l'Italia come il paese peggio governato d'Europa (su 27) e con una classe politica superpagata e prigioniera di un terribile binomio immobilismo/opportunismo.
Cosa rappresenta ormai l'Italia fuori dal confine? Uno stato imprevedibile politicamente, dove tutto può succedere, ma purtroppo decadente economicamente e per qualcuno ormai alle soglie di una rescissione.
Un paese virtualmente paralizzato ed ingovernabile, che con un’immagine decadente, rafforzata oltre che dalla crisi politica anche dal pessimo ritorno d'immagine del problema spazzatura a Napoli, proprio di un paese terzomondista, porta la stampa latinoamericana a chiedersi se realmente l'Italia possa continuare a considerarsi uno dei sette paesi più industrializzati.

"La sensación es que la península, golpeada permanentemente por inexplicables crisis políticas, huelgas (scioperi), servicios públicos cada vez más caros y que funcionan cada vez peor y un malestar generalizado, marcha hacia una lenta e inexorable decadencia, de la que será cada vez más difícil levantarse".

Credo non ci sia bisogno di traduzione...

Intanto la visita dell'ormai ex premier Prodi prevista in Messico per il 26 e 27 febbraio è ufficialmente cancellata. Prodi con D'Alema ed un centinaio d’impresari doveva fare tappa a Città del Messico e Monterrey (la stessa delegazione doveva visitare anche altri paesi economicamente emergenti come Sudafrica ed India). Si spera che almeno la delegazione imperiale possa confermare il viaggio.

La visita del premier italiano sarebbe stata la più importante nella storia delle relazioni bilaterali tra Messico ed Italia, alla luce soprattutto del trattato di libero commercio vigente tra Messico ed UE.

Nessun presidente italiano viene, infatti, in Messico dall'inizio degli anni '90 quando l'allora presidente Dini, realizzò una visita di basso profilo.

Si spera almeno che il tentativo di riavvicinarsi all'America Latina, accennato dall'uscente governo non cada nel dimenticatoio.

Immagini tratte dai quotidiani messicani La Jornada, El Universal e Milenio, e dall'argentino Clarin.
La citazione ripresa dal quotidiano argentino La Nacion.


 

di Antonio Pagliula ~ 8:29 PM

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8 COMMENTI:

26/1/08 9:27 AM, Blogger Muriel

Fossi in te io non tornerei...
io non credo proprio che lo farò

 

27/1/08 9:09 PM, Blogger Falco Silente

Che tristezza... :(
Ad ogni modo, credo che sia un bene che le persone oneste e volenterose non scappino dal nostro paese.
Bisogna restare per cercare ove possibile di rifondare l'Italia.
Mi vien male pensare di lasciare a se stesso il paese per cui hanno combattutto i miei nonni, e per il quale tanta gente è morta o ha anche solo investito la propria esistenza. Milioni di persone hanno bruciato la propria giovinezza, per permettere a noi di vivere la nostra: non dimentichiamolo. E non lo dico io, lo diceva il buon Pertini.

;)

 

28/1/08 12:14 AM, Blogger Zapruder

Complimenti per il blog! Davvero interessante.

 

28/1/08 2:19 AM, Blogger Antonio P.

@Falco
non ho mai personalmente pensato di lasciare il paese o abbandonarlo.
Mi trovo all'estero per una esperienza di studio ed un po' per passione, ma sono e rimango italianissimo ed amo il mio paese.

il post voleva solo mostrare come siamo visti all'estero, cosa che spesso non si percepisce all'interno dei confini italiani

cmq un saluto e grazie per passare

@zapruder
Benvenuto da queste parti

@Muriel
come va in quel di Londra?

 

28/1/08 1:38 PM, Blogger Muriel

A londra tutto bene
@Falco: si il mio è un fallimento personale: mi sono arreso, ma innazitutto di un paese nel quale non credo più.
Tutte cose giuste quelle che tu dici, ma oramai le mie utopie sono perse.
Se altri potranno fare meglio di me, e magari non mi vorranno più nel mio paese li capirò anche e sarò felice per loro e per un Italia rinata: ma non ci credo.

buena suerte a quien lucha

 

10/2/08 7:10 PM, Blogger Costanza

previsione pessimistica: pensa a un'italia che riprendesse i contatti in Messico con il prossimo governo. Immaginati Berlusconi a fianco a Calderon.
Ho i brividi...

chissà cosa direbbe Porfirio oggi dell'Italia: tan lejos de dios, tan lejos de EEUU,... tan lejos de cualquier milagro posible!

(Anto sai che possiamo votare qui vero? ci sentiamo appena possibile e appena so esattamente che dobbiamo fare ti scrivo in dettaglio.)

 

11/2/08 5:57 PM, Anonymous Baltic Man

Ho letto da qualche parte, forse sul blog di un italiano che vive in cile, a proposito delle elezioni per gli italiani all'estero: "Non ditemi per chi dovrei votare, spiegatemi perche`"...

Complimenti per il blog!

 

7/3/08 4:15 AM, Blogger arachesostufo

che prodi sia andato a casa è un bene per tutti.
speriamo che gli italiani si sveglino e non facciano la cazzata di votare Partito Deocratico con prodi presidente.